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2) L’Evoluzione della Specie: Guida ragionata ai finali McIntosh a stato solido con AF (dal 2001 ad oggi)


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Sono felicissimo per ciò che scrivi, caro@Cptaz . La tentazione è uno dei motori della vita, ma aiuta a vivere meglio,dato  che, oltretutto e fino a prova contraria, si vive una volta sola. Inoltre, il godimento della musica è un arricchimento dell'anima e, nel caso del tuo impianto, anche un omaggio alla bellezza estetica che emana dai tuoi apparecchi. Se poi aggiungessi anche  i due Mc275, sarebbe un vero spettacolo per gli occhi oltre che per le orecchie. Un caro saluto, Maurilio. 

  • Melius 1
Aldo Maietta

@Cptaz anche con uno no va poi così male… metterne due in mono mi ha dato l opportunità di avere un sound stage superiore ovviamente ma, se hai problemi di spazio anche uno dà soddisfazioni da vendere…

un consiglio se mi posso permettere: usa l uscita sul 275 a 8 ohm e sul 462 a 4ohm ( ovviamente se ne metti due in mono l uscita sarà 16ohm) e… buon ascolto!!!!

 

  • Melius 1
MaurilioMc

@Cptaz @Aldo Maietta,il tuo specifico consiglio sull' impedenza da scegliere per gli Mc 275 in mono o in stereo, e' una vera "chicca" da considerare fondamentale per tutti i fortunati possessori di Mc275 e conferma ancora di più, se ce ne fosse bisogno, caro Aldo, ma non e'  necessario, la tua grandissima passione e competenza. In impaziente attesa della scelta dell'amico Marco, un cordiale saluto a entrambi. Maurilio

  • Melius 1
  • Thanks 1

 

Ad ogni tap del TU (trasformatore di uscita, come sull'MC275) o dell'Autoformer (negli amplificatori a stato solido McIntosh dotati di AF) corrisponde un diverso rapporto di trasformazione: scegliere un tap piuttosto che un altro modifica il carico visto dagli stadi (valvole o transistor) di potenza. Per questa ragione, il tap andrebbe selezionato esclusivamente in base alle caratteristiche reali del diffusore (modulo e fase dell'impedenza), così da garantire il miglior trasferimento di potenza, e la massima linearità.

Sfruttare i tap per variare il livello d'emissione (quindi pareggiare il diverso guadagno in una biamp passiva utilizzando finali diversi) e/o il bilanciamento timbrico è un "gioco" possibile all'ascolto, ma non è la funzione per cui le uscite a 2, 4, 8 o 16 Ω sono state progettate :classic_wink:.

 

  • Moderatori

@Aldo Maietta @wiking @MaurilioMc @Azoto One

 

Carissimi, vi chiedo gentilmente di utilizzare il 3D aperto da @Aldo Maietta e dedicato alla biamplificazione per discutere di questo interessante argomento. Qui siamo molto O.T.

Grazie

Roberto 

  • Melius 1

 

recentemente sono passato dal 402 al 452, sono perfettamente in linea con quanto espresso alcuni post fa: 402 bellissimo sulle medie, ha però il fiato un po’ corto con diffusori dal carico impegnativo, basso leggermente rotondo che secondo me ha una certa influenza sulle frequenze alte. Il 452 è più completo, a mio

parere non gli manca nulla

 

Partito da un ma6300, qualche anno dopo passai ad 252 con c45, mi si aprii un mondo, quello che mi ha fatto innamorare dei prodotti mc. Bello il 252, una piccola critica solo per l’intervento dei pg, ma fin dove arrivava lo faceva con nerbo ed eleganza

18 minuti fa, Keegor ha scritto:

 

recentemente sono passato dal 402 al 452, sono perfettamente in linea con quanto espresso alcuni post fa: 402 bellissimo sulle medie, ha però il fiato un po’ corto con diffusori dal carico impegnativo, basso leggermente rotondo che secondo me ha una certa influenza sulle frequenze alte. Il 452 è più completo, a mio

parere non gli manca nulla

 

 

Il 402 ha il family feeling dei suoi fratelli, 252 e 501, con una gamma media da incanto, ma gli manca energia. Il mio primo impatto col 402 (e già avevo il 252) fu spiazzante, coi Vu a fine corsa e le spie del PG accese. Ero da Di Prinzio, 2006 o 2007, in amichevole spedizione per conto di VHF, e mi ricordo che Di Prinzio volle stupirmi ,e ci riuscì, con due lillipuziane quanto magiche Tannoy Autograph Mini, all'epoca appena uscite, una saletta non enorme, e questo enorme 402 che faceva un po' fatica a star loro dietro.

19 minuti fa, Keegor ha scritto:

Partito da un ma6300, qualche anno dopo passai ad 252 con c45, mi si aprii un mondo, quello che mi ha fatto innamorare dei prodotti mc. Bello il 252, una piccola critica solo per l’intervento dei pg, ma fin dove arrivava lo faceva con nerbo ed eleganza

Il C45 è un pre relativamente sottovalutato, forse in quanto multicanale, ma che suonava davvero bene: lo avevo incluso nel mio MX119, proprio con un MC252. Poco prima che vendessi quest'ultimo, infatti, lo avevo relegato all'A/V in un secondo ambiente.

Concordo con te, ed esattamente come ha relazionato Vincenzo più in alto: il limite dell'MC252 e dell'MC402 era proprio la loro tendenza a sedersi, almeno in relazione a dati di targa. Ed io il 252 lo confrontavo in tempo reale con una caterva di altri finali, tutti meno potenti, all'epoca. 

Però, coi diffusori adatti, ti ammaliava, e la sua bellissima gamma media non era raggiungibile dal 95% degli amplificazioni tradizionali a stato solido (e neppure da molte a valvole).

  • Moderatori
7 minuti fa, wiking ha scritto:

corsa e le spie del PG accese.

Mamma McIntosh ha affinato (e non di poco) anche il funzionamento dei PG a partire dall’eccellente MC452.

14 minuti fa, zagor333 ha scritto:

Mamma McIntosh ha affinato (e non di poco) anche il funzionamento dei PG a partire dall’eccellente MC452.

 

Sì, il sistema PG — che concettualmente non ho mai amato particolarmente — si è comunque evoluto a livello di integrazione con le nuove architetture circuitali. Questo giova all'insieme.

  • Moderatori
14 minuti fa, wiking ha scritto:

si è comunque evoluto

Questo quanto scrive Montanucci nella prova del finale MC452 (che io soprannominai da subito “l’extraterrestre):

”Come tradizione della Casa, il finale MC452 dispone di uscite triple, per

impedenze nominali di 2/4/8 ohm, ed ovviamente noi abbiamo eseguito le CCL per ciascuna di queste. In genere le uscite multiple sono una caratteristica dei valvolari, ed in quel caso quasi immancabilmente si riscontra che la massima erogazione di potenza avviene sul carico nominale, o poco sotto. Qui no: nel caso dell'uscita "8 ohm" le curve di carico limite salgono, e con buona pendenza, fino a 3.2 ohm, per poi piegare al di sotto (il che, incidentalmente, ci informa che esistono dei limitatori e sono di tipo "foldback", sensibili sia alla tensione che alla corrente di

uscita), ma per le uscite da 4 e da 2 ohm nominali non c'è limitazione osservabile fino al limite inferiore di misura (2 ohm). Dato che le protezioni sono in tensione/corrente, ovvero sensibili alla fase del carico, si

potrebbe essere indotti a previsioni infauste circa l'esito delle tritim su carico reattivo, perché soprattutto nel caso del capacitivo i forti picchi di corrente associati alle rotazioni di fase potrebbero indurre l'attivazione dei limitatori. Assolutamente no: nonostante la scelta (decisamente "cattiva" da parte nostra) di condurre il test con le uscite "8ohm", che sono in frequenza naturalmente le più deboli in termini di erogazione di corrente, tutti i prospetti mostrano saturazioni a potenze spaventosamente elevate, fino a

1186+1186 watt in impulsivo su 4 ohm (e correnti di picco fino a ±38 ampère sul capacitivo). È evidente che esiste una costante di tempo di intervento, e chi scrive è gratificato alquanto da questa scelta progettuale

della McIntosh, dato che ha cercato di dimostrare che questa è la strada

ottimale per le tecniche di protezione sin dal 1986. Ne consegue che con tutti gli altoparlanti "normali" è possibile usare le uscite "8 ohm", mentre quelle da 4 e da 2 ohm vanno riservate ai casi "difficili" ed "estremi", intendendo con questi ultimi quei sistemi (come talune elettrostatiche del passato) che possono scendere fino ad 1 ohm ed anche leggermente

sotto.”


Gli ascolti che ho fatto per 4 anni con questo meraviglioso finale Mc, pilotandolo “solo” con l’uscita variabile XLR del mio ex lettore MCD500, non possono che confermare le incredibili qualità di pilotaggio e musicali del finale MC452.

 

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