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Chi parla dialetto?


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Gaetanoalberto

Il mio io siciliano tende a emergere quando la discussione si fa intensa.

Ho colonizzato prima di tutto la segreteria, in particolare quando teatralizzo l'incaxxatura.

Anche durante i collegi, costringo i poveri insegnanti ad una specie di Zelig in cui alterno bresciano (ovviamente abbastanza ridicolo, tipo "Pota!" ma con la o allungata - Pooooota!), siciliano, ed ogni tanto italiano per le cose serie.

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1 ora fa, garmax1 ha scritto:

No dialetto ok, ma no accento? Come si fa ad eliminare? 

Corsi di dizione forse? 

Dipende fortemente dalla parlata di origine, alcune sono particolarmente resistenti.   Secondo quanto appreso in un gruppo teatrale anni addietro, 6 mesi di applicazione continuativa - durante i quali non si dovrà MAI parlare "dialetto" - dovrebbero bastare per togliere i "difetti" di pronuncia più caratteristici e far si che queste correzioni diventino istintive quantomeno nel parlare con un grado di enfasi medio-basso.  

Per le correzioni di cadenza e i "difetti" meno gravi questo lavoro dovrebbe durare almeno due anni, e non sempre riesce.  Alcune parlate hanno un imprinting particolarmente forte, inoltre i residui di accento e cadenza sono più o meno graditi a seconda delle parlate stesse, quindi il grado di affinamento necessario per dare la stessa impressione di "neutralità" in un ipotetico ascoltatore ideale, sono anch'essi variabili. 

L'ideale è avere una guida, ma un buon punto di partenza può essere anche quello di registrarsi e riascoltarsi mentre si cerca di parlare "bene" (prima e aperta, seconda chiusa, caso tipico: si va da "bini" del nord al "bana" del sud  :classic_biggrin:)  risentirsi registrati è di solito molto rivelatore. 

Va anche detto che i residui di lingua regionale sono oggi più accettati di un tempo, almeno per i 2/3 del territorio italico di provenienza. 

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5 minuti fa, extermination ha scritto:

Ho lasciato la Romagna per Milano fine 1986.

Dovrebbe bastare? 

Ad esempio le vocali aperte tipiche del milanese mi rimarranno per sempre. Quella pronuncia tipica alle orecchie degli altri è ben evidente. Forse la parlata romagnola è meno accentuata? 

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23 minuti fa, samana ha scritto:

Parlo il dialetto in maniera preponderante fin da sempre.

Solo quando il caso lo richiede (motivi di lavoro o altro) uso l’Italiano.

Mi rattrista invero non poco quando sento le giovani mamme redarguire i figlioletti colpevoli di parlare il Calabrese.

Credo che ogni dialetto vada preservato.

Aggiungo che a parlare l’Italiano mi sento anche un pochetto ridicolo, tanto e’ radicata in me l’appartenenza direi viscerale alla terra che mi ha visto nascere.

Ma solo perché poverini si sfiatano

C'è il rischio che diventino come Nino Terzo

 

 

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Armando Sanna
12 ore fa, corrado ha scritto:

Ipotizzo dal cognome che uno sia il sardo.

Il cognome effettivamente trae in inganno, le mie origini sono sarde fiorentine, ma ho vissuto prima per spostamenti familiari, poi miei un po in tutte le parti d’Italia …

Il sardo e soprattutto il catalano e’ una bella lingua, putroppo le conosco poco e nulla .

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rebeccariccobon
Il 03/09/2026 at 11:26, Velvet ha scritto:

 

Friuli Venezia Giulia.

Io appartengo alla parte sottolineata, cresciuto in un paese definito nel '700 "giardino della Serenissima" e caratterizzato dalla parlata veneto-orientale,  quindi banalmente una delle centinaia di varianti del dialetto veneto.

Da noi non esiste una parola di friulano che sia una perchè siamo "di qua dall'aghe" ovvero ad occidente del fiume Tagliamento che divide il FVG in due ceppi di parlata differenti.

 

Ma anche questa è una semplificazione, perchè già 10 km a nord del mio paese d'origine si mescola parlata veneta a parole friulane arrivate dagli spostamenti lungo la fascia pedemontana.

 

Poi in regione ci sarebbero anche i  bisiachi  e decine di altre minoranze linguistiche compreso l'Ur-Deutsch di Sauris. Nell'alto tarvisiano fino ad un paio di generazioni fa gli abitanti erano quasi tutti quadrilingui (friulano-carnico, italiano -poco-, tedesco e sloveno).

A noi i confini e i muri ci fanno una pippa.

 

 

Trieste ed il triestino - che stanno pure a sè - neanche menzionati ... ma capisco benissimo l'invidia Mulo ah ah !

Riki

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