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Melius Club

Naza: la macelleria israeliana.


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appecundria
Inviato
1 ora fa, Tokyo ha scritto:

Dio nascosto, si rivela nascondendosi.

Nel caso in topic si è nascosto parecchio. Oppure, ed è l'ipotesi più probabile, è questa la sua rivelazione poiché si tratta di un dio malvagio e sanguinario come un po' tutti quelli coevi. Tranne quelli greci che erano più zuzzerelloni. 

 

Tema interessante, ma molto vagamente in topic perché spiega che il genocidio dei palestinesi sarebbe stato ordinato dal dio degli ebrei per bocca dei profeti e come tale gli esecutori non ne sono responsabili. 

  • Melius 1
Coltr@ne
Inviato

Sia mai che io sia in topic

IA, giusto per alimentare la monarchia

 

In Avere o essere? (To Have or to Be?, 1976)  Erich Fromm individua nel buddhismo, e in particolare nel buddhismo originario (o theravāda), un modello di religiosità e di vita fondamentale per il futuro dell'umanità.

Fromm giunge a questa conclusione integrando la sua analisi psicanalitica con la critica socio-economica del capitalismo moderno.

1. Il contesto: Avere o essere? (1976)

In quest'opera Fromm distingue due modalità fondamentali dell'esistenza umana:

 * Modalità dell'Avere: basata sul possesso, sul consumo, sul controllo, sulla proprietà e sull'egoismo. È la modalità dominante nelle società industriali e consumistiche occidentali, che porta all'alienazione e all'autodistruzione.

 * Modalità dell'Essere: basata sull'esperienza autentica, sulla presenza, sulla condivisione, sulla cura e sul superamento dell'illusione dell'Io (ego).

2. Perché il buddhismo è la "religione del futuro" per Fromm

Fromm definisce il buddhismo una "religione senza Dio" o una forma di umanesimo radicale / misticismo ateo, ritenendolo adatto alle esigenze dell'uomo moderno per diversi motivi chiave:

A. Assenza di un Dio autoritario e dogmatico

L'uomo moderno, razionale e secolarizzato, fa fatica ad accettare i dogmi teologici o l'obbedienza a un Dio patriarcale e punitivo. Il buddhismo non richiede la fede in una divinità trascendente, ma propone un percorso razionale e di auto-consapevolezza basato sull'esperienza diretta.

B. Il superamento dell'attaccamento e dell'illusione dell'Avere

Al centro dell'insegnamento del Buddha c'è l'analisi della sofferenza (dukkha), causata dall'attaccamento (taṇhā) alle cose materiali, al potere e alla propria immagine egocentrica. Questo coincide perfettamente con la critica di Fromm alla "modalità dell'avere":

 * Liberarsi dal possesso: Il Buddha invita a rinunciare all'avidità per raggiungere la liberazione mentale.

 * L'illusione dell'Io (Anattā): Riconoscere che l'Io non è una sostanza fissa da accumulare o difendere, ma un flusso continuo.

C. La liberazione come processo autonomo

Nel buddhismo la salvezza non proviene dall'esterno (da un salvatore o da una grazia divina), ma dallo sforzo interiore del singolo individuo attraverso la comprensione, la meditazione e l'etica (il Nobile Ottuplice Sentiero).

3. La sintesi tra Umanesimo Occidentale e Pensiero Orientale

Fromm sostiene che il futuro dell'umanità dipenda dalla capacità di superare l'avidità della società consumistica. Per fare questo, individua una convergenza tra:

 * La tradizione profetica ed etica ebraico-cristiana (nella sua spinta alla giustizia sociale e all'amore per il prossimo).

 * L'umanesimo illuminista e marxiano (nella critica all'alienazione).

 * Il buddhismo (come metodo radicale di de-costruzione dell'Ego e dell'attaccamento materiale).

Per Fromm, dunque, una religiosità orientata all'Essere — di cui il buddhismo rappresenta la forma più pura e sistematica — è l'unica alternativa spirituale e culturale capace di salvare l'uomo moderno dalla nevrosi collettiva e dalla distruzione ec

ologica ed economica.

Inviato
2 ore fa, selby998 ha scritto:

Metti un attimo da parte Babilonia e i Profeti, e prendi consapevolezza che l'appoggio del popolo alla politica genocida del governo è assai ampio. 

Mi chiedo spesso, cosa i leader di Hamas si aspettassero come reazione dopo la carneficina del 7 ottobre. Secondo le analisi di esperti internazionali i pianificatori di Hamas non solo prevedevano una reazione militare israeliana di enorme portata, ma la consideravano parte integrante della loro strategia. Siamo oltre il comprensibile.

 

 

 

 

Inviato

Quindi gli ultimi interventi dell'utente @Tokyonon sono inerenti alla visione del film documentario ma invece una ricostruzione e spiegazione storica a partire da Abramo per poi arrivare ad una giustificazione delle brutali reazioni degli israeliani. 

Togli la maschera e di pure apertamente il tuo pensiero ma non in questo thread, mi pare che sia già stato fatto notare. 

Grazie per la cortesia 

Inviato
31 minuti fa, Tokyo ha scritto:

Mi chiedo spesso, cosa i leader di Hamas si aspettassero come reazione dopo la carneficina del 7 ottobre. Secondo le analisi di esperti internazionali i pianificatori di Hamas non solo prevedevano una reazione militare israeliana di enorme portata, ma la consideravano parte integrante della loro strategia. Siamo oltre il comprensibile.

Quindi giustifichi lo sterminio di innocenti per colpire hamas oppure sei del parere che di innocenti non ne esistono?

Inviato
16 minuti fa, garmax1 ha scritto:

poi arrivare ad una giustificazione delle brutali reazioni degli israeliani. 

Non giustifico nulla, non distorcere il mio pensiero per motivare le tue convinzioni. dove lo avrei giustificato le reazioni Israeliane?  erano prevedibili? per me si, sono giustificate? no.

 

 

Inviato

Di fronte a due follie uguali e contrapposte mi chiedo cosa ci sia da filosofeggiare 

Inviato
3 ore fa, gibraltar ha scritto:

Per favore, per le discussioni filosofico-religiose ci sono già svariati e i terminabili 3D dedicati; qui si discute di bestie che indossando un'uniforme e definendo sé stessi "soldati" commettono atti di orribile ferocia senza mostrare la presenza di un benché minimo senso di umanità; e in questo purtroppo approvati, se non proprio sostenuti, da una gran parte della popolazione di Israele, i cui figli sono troppo spesso educati sin da piccoli a sentirsi parte di un popolo prediletto al di sopra di tutte le umane leggi e a disprezzare e odiare incondizionatamente tutti gli altri e i palestinesi in particolare. Ripeto, tranne quelle lodevoli "sacche" di disaccordo presenti sia all'interno dello stato, prontamente osteggiate e dispezzate, se non talvolta malmenate come si è avuto più volte modo di vedere, sia in giro per il mondo, purtroppo il consenso attorno a queste "politiche" è molto ampio, anzichenò.

Si dice di condannare i governanti e non lo stato; in altri 3D si dice che se un crimine è commesso da funzionari di uno stato, quello stesso stato debba risponderne. Ebbene, tutti vediamo in continuazione crimini orrendi contro inermi (bambini, vecchi, ammalati) commessi da "civili" protetti e aiutati  dall'esercito regolare: quindi, senza troppi giri di parole, è lo Stato di Israele da condannare per i crimini di guerra e le atrocità. A meno che non vogliamo raccontarci che, tolti di mezzo Neythanyahu, Smotrich, BenGvir e compagnia brutta il paradigma e il comune sentire laggiù possa cambiare...

Il primo che mi da' dell'antisemita lo mando a quel paese per direttissima! 

Carissimo, non era mia intenzione uscire dal tema primario di questa discussione, ma se questo è avvenuto chiedo scusa per l'accaduto. Per il futuro cercherò di essere maggiormente attento in merito ad eccessive, indebite ed inadatte divagazioni. Il mio intervento voleva solo evidenziare proprio che non si possono ricollegare avvenimenti storicamente accaduti ad una qualsiasi volontà divina manifesta o nascosta, travisando così, intenzionalmente, la realtà dei fatti. La storia è la storia, è fatta dagli uomini, che si devono assumere le responsabilità delle proprie azioni, nel bene e nel male. Gli dei  non hanno voce in capitolo nella storia.La storia, come tale, non può essere spacciata come strumento del trascendente ammesso che il trascendente esista e non sia solo un'invenzione umana. Un simile abuso diventa solamente un alibi attraverso il quale certi orribili personaggi cercano di nascondere, mascherare o negare, la responsabilità manifesta ed evidente delle loro terribili azioni, indegne di chi si ostina ancora a qualificarsi come essere umano. Spero, attraverso le mie parole, di essere riuscito a giustificare e chiarificare il senso del mio precedente intervento ed invio cordiali e sinceri saluti. Maurilio. 




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