appecundria Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 1 ora fa, Tokyo ha scritto: Dio nascosto, si rivela nascondendosi. Nel caso in topic si è nascosto parecchio. Oppure, ed è l'ipotesi più probabile, è questa la sua rivelazione poiché si tratta di un dio malvagio e sanguinario come un po' tutti quelli coevi. Tranne quelli greci che erano più zuzzerelloni. Tema interessante, ma molto vagamente in topic perché spiega che il genocidio dei palestinesi sarebbe stato ordinato dal dio degli ebrei per bocca dei profeti e come tale gli esecutori non ne sono responsabili. 1
Questo è un messaggio popolare. gibraltar Inviato 1 ora fa Questo è un messaggio popolare. Inviato 1 ora fa Per favore, per le discussioni filosofico-religiose ci sono già svariati e i terminabili 3D dedicati; qui si discute di bestie che indossando un'uniforme e definendo sé stessi "soldati" commettono atti di orribile ferocia senza mostrare la presenza di un benché minimo senso di umanità; e in questo purtroppo approvati, se non proprio sostenuti, da una gran parte della popolazione di Israele, i cui figli sono troppo spesso educati sin da piccoli a sentirsi parte di un popolo prediletto al di sopra di tutte le umane leggi e a disprezzare e odiare incondizionatamente tutti gli altri e i palestinesi in particolare. Ripeto, tranne quelle lodevoli "sacche" di disaccordo presenti sia all'interno dello stato, prontamente osteggiate e dispezzate, se non talvolta malmenate come si è avuto più volte modo di vedere, sia in giro per il mondo, purtroppo il consenso attorno a queste "politiche" è molto ampio, anzichenò. Si dice di condannare i governanti e non lo stato; in altri 3D si dice che se un crimine è commesso da funzionari di uno stato, quello stesso stato debba risponderne. Ebbene, tutti vediamo in continuazione crimini orrendi contro inermi (bambini, vecchi, ammalati) commessi da "civili" protetti e aiutati dall'esercito regolare: quindi, senza troppi giri di parole, è lo Stato di Israele da condannare per i crimini di guerra e le atrocità. A meno che non vogliamo raccontarci che, tolti di mezzo Neythanyahu, Smotrich, BenGvir e compagnia brutta il paradigma e il comune sentire laggiù possa cambiare... Il primo che mi da' dell'antisemita lo mando a quel paese per direttissima! 3 2
Questo è un messaggio popolare. selby998 Inviato 1 ora fa Questo è un messaggio popolare. Inviato 1 ora fa 14 ore fa, Tokyo ha scritto: Nessun piccolo popolo antico privo di una terra per quasi duemila anni è sopravvissuto mantenendo intatta la propria identità. questa eccezionalità costituisce un un mistero inspiegabile, un enigma scientifico. Un dato sbalorditivo, se quel piccolo nucleo di circa 20.000 esiliati a Babilonia non avesse avuto una fede ferrea radicata nei testi dei profeti, si sarebbe fuso con la popolazione locale scomparendo per sempre, come accadde a decine di altri popoli. è qui cuore pulsante del "mistero" ebraico, la fede incrollabile nelle parole dei Profeti, personaggi la cui storicità è solidissima. Il thread è "Naza: la macelleria israeliana". Nei tuoi interventi ti dilunghi sulle radici storiche delle persecuzioni contro gl Ebrei, parli di "mistero teologico" e fai il panegirico della resilienza del popolo Ebreo, mentre riguardo l'argomento del thread te la sbrighi con due righe incolpando i cattivoni al potere. Metti un attimo da parte Babilonia e i Profeti, e prendi consapevolezza che l'appoggio del popolo alla politica genocida del governo è assai ampio. Meno catechismo e più sguardi lucidi alle macerie ed ai campi profughi di Gaza. 2 1
Coltr@ne Inviato 15 minuti fa Inviato 15 minuti fa Sia mai che io sia in topic IA, giusto per alimentare la monarchia In Avere o essere? (To Have or to Be?, 1976) Erich Fromm individua nel buddhismo, e in particolare nel buddhismo originario (o theravāda), un modello di religiosità e di vita fondamentale per il futuro dell'umanità. Fromm giunge a questa conclusione integrando la sua analisi psicanalitica con la critica socio-economica del capitalismo moderno. 1. Il contesto: Avere o essere? (1976) In quest'opera Fromm distingue due modalità fondamentali dell'esistenza umana: * Modalità dell'Avere: basata sul possesso, sul consumo, sul controllo, sulla proprietà e sull'egoismo. È la modalità dominante nelle società industriali e consumistiche occidentali, che porta all'alienazione e all'autodistruzione. * Modalità dell'Essere: basata sull'esperienza autentica, sulla presenza, sulla condivisione, sulla cura e sul superamento dell'illusione dell'Io (ego). 2. Perché il buddhismo è la "religione del futuro" per Fromm Fromm definisce il buddhismo una "religione senza Dio" o una forma di umanesimo radicale / misticismo ateo, ritenendolo adatto alle esigenze dell'uomo moderno per diversi motivi chiave: A. Assenza di un Dio autoritario e dogmatico L'uomo moderno, razionale e secolarizzato, fa fatica ad accettare i dogmi teologici o l'obbedienza a un Dio patriarcale e punitivo. Il buddhismo non richiede la fede in una divinità trascendente, ma propone un percorso razionale e di auto-consapevolezza basato sull'esperienza diretta. B. Il superamento dell'attaccamento e dell'illusione dell'Avere Al centro dell'insegnamento del Buddha c'è l'analisi della sofferenza (dukkha), causata dall'attaccamento (taṇhā) alle cose materiali, al potere e alla propria immagine egocentrica. Questo coincide perfettamente con la critica di Fromm alla "modalità dell'avere": * Liberarsi dal possesso: Il Buddha invita a rinunciare all'avidità per raggiungere la liberazione mentale. * L'illusione dell'Io (Anattā): Riconoscere che l'Io non è una sostanza fissa da accumulare o difendere, ma un flusso continuo. C. La liberazione come processo autonomo Nel buddhismo la salvezza non proviene dall'esterno (da un salvatore o da una grazia divina), ma dallo sforzo interiore del singolo individuo attraverso la comprensione, la meditazione e l'etica (il Nobile Ottuplice Sentiero). 3. La sintesi tra Umanesimo Occidentale e Pensiero Orientale Fromm sostiene che il futuro dell'umanità dipenda dalla capacità di superare l'avidità della società consumistica. Per fare questo, individua una convergenza tra: * La tradizione profetica ed etica ebraico-cristiana (nella sua spinta alla giustizia sociale e all'amore per il prossimo). * L'umanesimo illuminista e marxiano (nella critica all'alienazione). * Il buddhismo (come metodo radicale di de-costruzione dell'Ego e dell'attaccamento materiale). Per Fromm, dunque, una religiosità orientata all'Essere — di cui il buddhismo rappresenta la forma più pura e sistematica — è l'unica alternativa spirituale e culturale capace di salvare l'uomo moderno dalla nevrosi collettiva e dalla distruzione ec ologica ed economica.
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