Moderatori zagor333 Inviato Mercoledì alle 19:59 Moderatori Inviato Mercoledì alle 19:59 Mi avete convinto, ho deciso nelle prossime settimane di riascoltare tutti gli album dei Depeche Mode in ordine rigorosamente cronologico. Questa sera inizio quindi con le origini: “Speak & Spell”. Per ciascun album decreterò poi il mio brano preferito. 😁 1
Moderatori zagor333 Inviato Mercoledì alle 21:17 Moderatori Inviato Mercoledì alle 21:17 1 ora fa, zagor333 ha scritto: Speak & Spell Oltre 1 ora di buona musica creata, suonata e cantata da 4 “ragazzini” per il loro album di debutto, mica male eh. Metto a pari merito: - "Just Can't Get Enough" (avevo circa 15 anni, e questo pezzone l’avrò ballato non so quante volte. Anche questa sera, in cuffia, quando è arrivata, non ho potuto fare a meno di alzare il volume e alzarmi dal divano e “muovermi” un pò 😊) - "Photographic": semplicemente ipnotica.
Armando Sanna Inviato Giovedì alle 06:50 Inviato Giovedì alle 06:50 non ho tantissimo materiale dei DM ma spicca tra i vari lavori Violator con "Word in My Eyes" che ho in LP, anche gli ultimi album (che ho in CD) sono piacevoli ...
gobert4 Inviato Giovedì alle 09:04 Inviato Giovedì alle 09:04 Violator per me è il loro capolavoro… L’apice della loro carriera e un disco di riferimento assoluto. Non riesco a scegliere… waiting for the night, clean, personal jesus, enjoy the silence, policy of truth, blue dress, halo. Idee fresche, arrangiamenti perfetti, produzione ottima e tutto questo dopo il declino della new wave, che si è portata via gruppi di tutto rispetto.
raf_04 Inviato Giovedì alle 09:55 Inviato Giovedì alle 09:55 sono d'accordo, Violator è il classico disco perfetto. Quel disco perfetto che solo pochissime band al mondo sono state in grado di partorire (alcune, addirittura, più d'uno )
luimas Inviato Venerdì alle 07:53 Inviato Venerdì alle 07:53 Il 06/10/2026 at 15:41, raf_04 ha scritto: visti a San Siro 2 anni fa Io ero a Bologna ... Comunque i loro brani preferiti ... Never let me down again , just can't get enough , but not tonight ,everithing counts , somebody ...
Moderatori zagor333 Inviato Venerdì alle 19:56 Moderatori Inviato Venerdì alle 19:56 Si continua con il riascolto dei D.M. “A Broken Frame”, secondo album uscito nel 1982, primo album senza Vince Clarke, e il timone del gruppo passa nelle mani di Martin Gore (e aggiungo io per fortuna). I testi e la musica diventano più “oscuri” e evidenziano una maggiore maturità. Si iniziano ad intravedere i “nuovi” Depeche Mode, per me un album fondamentale per i loro successivi steps di transizione. Oggi lo apprezzo più di allora. Mio brano preferito: La malinconica e intensa “The Sun and the Rainfall” (che batte di un filino l’altrettanto bellissima “Leave in Silence”). Buonissimi ascolti 1
Moderatori zagor333 Inviato ieri alle 15:22 Moderatori Inviato ieri alle 15:22 “Construction Time Again”, 1983. Entra nel gruppo Alan Wilder, e i D.M. si completano. La loro musica diventa più fisica, più complessa e si arricchisce di atmosfere “dark”. Pop elettronico con richiami post-punk di gran classe. Un altro importante passo verso la loro piena maturità. Il mio brano preferito (forse un pò scontato ma tant’è): “Everything Counts” (immediatamente dopo viene la bellissima “Love in Itself”). 1
Moderatori zagor333 Inviato ieri alle 17:45 Moderatori Inviato ieri alle 17:45 Giornata piovosa, cosa meglio dell’ascolto dei nostri cari D.M.. 😊 “Some Great Reward”, 1984. L’album della svolta verso i “nuovi” D.M.. I loro brani sono ora rigogliosi e intrisi di strati e strati di suoni, e gli arrangiamenti sono decisamente più complessi. Da questo momento ci sarà un continuo crescendo verso la loro piena maturità artistica. Per me questo album fa parte del poker d’assi che i D.M. hanno calato in quei magici anni nel mondo della musica, diciamo che è l’asso di fiori, e che permette loro di entrare anche nel panorama musicale USA. Diventa difficile per me iniziare ad identificare un solo brano preferito, ma visto che si deve, non potevo non scegliere la bellissima e intima ballata solo piano e voce di Gore: “Somebody”. PS: però, quanto è bella “Blasphemous Rumours” 😊, davvero tanta roba questo album. 1
Moderatori zagor333 Inviato 1 ora fa Moderatori Inviato 1 ora fa E chiudiamo la settimana alla grande con “Black Celebration”, 1986 (la “rottura”). Album dalla gestazione e dal parto molto complicati e lunghi, anche a causa delle prime tensioni all'interno del gruppo e con la casa discografica stessa. Ora prende prepotentemente forma una visione oscura, pessimistica, fatalistica e decadente della vita e del mondo. "Black Celebration" è l'album in cui affondano le radici i successivi albums dei Mode, un riferimento assoluto per l'evoluzione e la trasformazione della musica pop, semplicemente il loro primo vero capolavoro (imho of course). Assolutamente l’album a cui sono più legato, rimasi letteralmente "scioccato/folgorato/sorpreso" dalla potenza della lirica e della musica contenuti in questo “scrigno” quando lo ascoltai la prima volta, il mio asso di quadri del poker d'assi dei Mode. E sì, erano venuti alla luce i “nuovi” Mode. Insomma, 14 meravigliosi brani da ascoltare e godere (al buio) tutti d'un fiato (come ho fatto io questa sera con la mia amata cuffia). Il mio brano preferito (davvero difficilissimo decidere): "Stripped". “Let me hear you crying… Just for me…” Da pelle d’oca anche oggi come ai bei tempi che furono. Buonissimi ascolti dark.
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