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Il vinile e la terza dimensione: chi mi aiuta a capire?


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48 minuti fa, iBan69 ha scritto:

Una “moda”, per me senza senso, se non per archiviare e preservare il vinile. Se uno vuole ascoltare in analogico, ascolta il supporto originale, in vinile, non una copia digitale dello stesso. 

Se ( dico se ) le edizioni in vinile fossero tutte rigorosamente uguali, avresti ragione tu. Ma non lo sono, ed il vinyl rip rappresenta spesso l'unica possibilità per poter ascoltare edizioni non più reperibili. Oggi, il vinyl rip fatto bene di una prima stampa di 50 anni fa suona quasi sempre molto meglio di una riedizione odierna ricavata dal master originale. Dopo 50 anni, una registrazione su nastro magnetico master si deteriora, è inevitabile, qualunque accorgimento venga utilizzato. Prova ne sia che molte riedizioni ( Steven Wilson, per esempio ) vengono realizzate partendo dal multitraccia digitalizzato e, per quanto ben fatto, il master ricavato non sarà mai come il master originale.

5 ore fa, TetsuSan ha scritto:

quando confrontate analogico e digitale siete assolutamente sicuri di confrontare lo STESSO MASTER riversato nella STESSA MANIERA per poi essere duplicato ? Ripeto : siete sicuri ?

Ma non potranno mai essere dei confronti equiparabili, per n mila motivi, non solo di Hardware, ma soprattutto di software, ciò che è pensato e calibrato sul digitale, non lo è sull' analogico, e viceversa, vedi RIIA, vedi specifiche esigenze dei supporti, e altro ancora . . . 

5 ore fa, TetsuSan ha scritto:

Passano gli anni, ma le discussioni non cambiano e quindi riprendo un antico concetto : mai confondere pere con mele

Esattamente, quindi ognuno rimarrà nel suo, proprio perchè parliamo di pere e mele, e quindi diverse sensazioni, preferenze, e non solo quello . . . 

5 ore fa, TetsuSan ha scritto:

Allora fate così : prendete il vostro vinile preferito, digitalizzatelo senza alcun ritocco, poi ascoltate il risultato digitale.

Se avete usato dei buoni setup, vi sfido a trovare la differenza in un confronto a doppio cieco.

Approccio direi completamente inutile, non ha senso e non porta da nessuna parte, se il confronto è mirato alla valutazione della preferenza musicale del supporto . . . 

saluti , Dario 

1 ora fa, iBan69 ha scritto:

 Il mio parere è che non è la stessa cosa. Perché se così fosse, vorrebbe dire che il digitale è perfetto e che è in grado di replicare il suono del vinile, cosa che non è, perché nel momento che viene digitalizzato, non è più analogico, ma è la sua copia in digitale, perdendo parte delle sue caratteristiche sonore, che piacciano oppure no.

Mele e pere. 

Cioè il digitale sarebbe perfetto se emula il suono del vinile ??? Carina, ma qui non si deve parlare di perfezione, perchè se pensi alla puntina che percorre un tortuoso sentiero, di perfezione, nel 2021, non ce n' è proprio, sono preferenze, set up messi a punto, necessità diverse, generi musicali ascoltati in modo differente e altro ancora, la perfezione, non è nella musica riprodotta, mai . . . 

saluti , Dario 

7 minuti fa, meridian ha scritto:

Approccio direi completamente inutile, non ha senso e non porta da nessuna parte  . . . 

saluti , Dario 

 

Beh, in una discussione che confronta analogico e digitale, dimostrare che il digitale "non suona" ( ed a meno di non essere in uno studio di registrazione, quella da me proposto è l'unico metodo possibile ), cioè non aggiunge e non toglie, non mi sembra un inutile obiettivo. Comunque, per chi volesse fare una prova veramente "paritaria" esiste un solo disco al mondo che consente il confronto. Lyn Stanley "London With a Twist" registrato live negli studi di Bernie Grundman. L'edizione vinilica è doppio vinile 45 giri direct to disk.

L'edizione SACD contiene : digitalizzazione DSD del metal master disk iniziale (senza passare dal nastro) + registrazione live contemporanea in DSD ricavata da master analogico su nastro + registrazione live pcm su strato CD. 

Il confronto delle varie edizioni, secondo me, mette al primo posto sia il vinile che la digitalizzazione dsd del metal master disk. Per me, CVD.

@iBan69 lo raccontò qui sul forum in una discussione analoga. 

Però, permettimi, le convinzioni di superiorità dell'uno o altro sistema portano fuori strada. Qui si sta dicendo che il digitale, per sua natura, è (quasi) totalmente trasparente. Ed è un fatto accertato. 

Ciò non vuol dire che un riversamento in vinile suoni peggio di uno in digitale o viceversa. Ogni produzione è un lavoro a se: a seconda del formato in cui viene proposto sul mercato, viene "adattato" rispetto delle esigenze. È l'intervento in produzione che conta... 

  • Thanks 1

Può essere che alcune fortunate (e costose) combinazioni di giradischi, bracci, testine, TF, VTA, antiskating, step up, cavi di interconnessione, mensoline, tavolini e quant'altro contribuiscano ad equalizzare il suono in modo tale da renderlo più piacevole rispetto alla riproduzione (lineare) di un dispositivo digitale, ma forse lo stesso risultato si otterrebbe posizionando diversamente le casse e attenuando il tweeter di qualche db. 

  • Melius 1
1 ora fa, one4seven ha scritto:

Qui si sta dicendo che il digitale, per sua natura, è (quasi) totalmente trasparente. Ed è un fatto accertato. 

Affermare che il digitale, quindi un DAC, sia totalmente trasparente, equivale ad affermare che tutti i DAC, siano uguali, di qualsiasi prezzo e fascia. Per rippare un vinile, ci vuole un DAC, ma qualsiasi DAC apporta il suo contributo sonoro, piccolo o grande che sia, alla conversione, ergo … non potrà mai essere uguale all’originale, quindi totalmente trasparente. A meno che, sostenere, che, come detto, che i DAC non apportino alcuna variazione al messaggio originale, e quindi, per definizione, sarebbero tutti uguali.
Cosa non solo falsa, ma negata dagli stessi sostenitori del digitale. 
Se si sostiene che il digitale è totalmente trasparente, vuol dire che non esistono differenze tra conversioni digitali, ovvero apparecchi digitali. Se invece esistono, vuol dire, che esistono anche diverso livelli di trasparenza, che è la negazione stessa di trasparenza del digitale.

Sono mele e pere. 

@iBan69 non hai capito. O mi sono spiegato male io. 

Se registro in digitale il segnale dal prefono, senza toccarlo (leggi applicare filtri od equalizzazioni), e poi riascolto i files non trovando differenze sostanziali o udibili che dir si voglia, lo definisco trasparente. Ossia che quel sistema non ci mette del suo, o non tanto da apportare differenze significative all'ascolto.

2 ore fa, TetsuSan ha scritto:

Beh, in una discussione che confronta analogico e digitale, dimostrare che il digitale "non suona" ( ed a meno di non essere in uno studio di registrazione, quella da me proposto è l'unico metodo possibile ), cioè non aggiunge e non toglie, non mi sembra un inutile obiettivo

Dal punto di vista concettuale, ci potrebbe stare , ma se leggi gli interventi di chi sente il vinile come il Riferimento , capirai che è un' eresia quella che hai scritto, un approccio inaccettabile !!!! 😀 

saluti , Dario 

@one4seven scusa, ma sei tu che non vuoi capire il concetto di base, da cui parto. Affermare che il sistema di conversione digitale non ci metta del suo, vuol dire negare le differenze di conversione, ovvero dire che tutti i DAC sono uguali. Se si afferma questo, è coerente con la tua tesi, ma se diciamo che esistono differenze anche nel mondo digitale, queste, si rifletteranno necessariamente anche in quel passaggio, determinando una minor trasparenza, ovvero una diversità dalla fonte originale. Potranno esistere situazioni percepibili o non percepibili (il che non le fa non esistenti) che possono cambiare dall‘impianto utilizzato o da chi le ascolta (qui entriamo anche nel campo della soggettività) ma, non esiste l’assoluta trasparenza, ovvero la copia fedele dell’originale, se vi è una conversione, soprattutto se analogico/digitale. 

E non si tratta di stabilire se è meglio il digitale o l’analogico, ma di sottolinearne le diversità, non risolvibili, nemmeno con una conversione. 

 

40 minuti fa, one4seven ha scritto:

. Ossia che quel sistema non ci mette del suo, o non tanto da apportare differenze significative all'ascolto.

 

nei tuoi sogni, forse

lo stai riproducendo non producendo

per quanto bene sei fuori dall'alta fedeltà al supporto

Non dar corda alle bufale che si leggono riproponendole

19 minuti fa, iBan69 ha scritto:

non esiste l’assoluta trasparenza

Ma chiaro che di assoluto non esiste nulla. E nemmeno mi interessa. A me interessa l'udibile. 

E la conversione flat in digitale è quanto ci va più vicino alla trasparenza.

Sicuramente più di un sistema che prevede una equalizzazione in produzione e una riequalizzazione in riproduzione, su cui di fatto non si ha nessun controllo o conoscenza.

  • Melius 1
7 ore fa, one4seven ha scritto:

Qui si sta dicendo che il digitale, per sua natura, è (quasi) totalmente trasparente.

 

Anche ammettendo che il formato c.d. o meglio i formati ad alta risoluzione siano campionamenti che non comportano tagli udibili dal nostro orecchio, cio' ammesso e non concesso, c'è la fase di conversione in analogico visto che non ascoltiamo in digitale.

I problemi più rilevanti sono in fase di conversione, lettura, errori...

Ciò spiega perché è necessaria una conversione ottimale ( ogni convertitore suona diverso dall'altro) una alimentazione,  componentistica, meccanica di lettura tutto ottimale.

In breve: il digitale in concreto è tutt'altro che trasparente e presenta tutta una serie di problemi.

  • Melius 1

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