Velvet Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa 1 minuto fa, wow ha scritto: derogare unilateralmente alla politica di sanzioni, Sanzioni peraltro in larghissima parte decise ed imposte dagli stessi USA. Ripeto, questi della destra devono fare pace innanzitutto con il loro stesso cervello. 1
P.Bateman Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa 1 ora fa, Velvet ha scritto: (infatti le tracce di destra sociale sono più che evidenti in tutti i i partiti sovranisti europei e pure in FdI). Le odierne destre populiste sono lontanissime dalle destre liberal-conservatrici del passato. Sono più simili a esperimenti di socialismo nazionale.
mariovalvola Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa Interessante questa lunga lezione sul funzionamento del Consiglio dell'Unione Europea, anche se sarebbe stato preferibile utilizzare un testo aggiornato. Il sistema dei 255 voti ponderati appartiene ormai al passato, così come diversi riferimenti normativi che hai riportato. Ma il problema non è neppure questo. Mi sfugge che cosa dovrebbe dimostrare l'elenco delle competenze e delle modalità di votazione del Consiglio rispetto alle obiezioni che ho sollevato. Che l'Unione sia governata anche attraverso rappresentanti degli Stati membri è cosa nota. Ma proprio questo dovrebbe indurre a riflettere su quanto gli interessi nazionali abbiano condizionato la costruzione europea. La questione non è chi sieda al tavolo, ma chi abbia avuto la forza politica ed economica di determinarne le regole. Maastricht, l'architettura dell'euro, il mandato prioritario della BCE, i vincoli fiscali non sono piovuti dal cielo. Sono il risultato di negoziati nei quali gli interessi tedeschi e l'impostazione ordoliberista hanno esercitato un'influenza determinante. Alcuni interessi nazionali sono stati incorporati nelle regole europee e, da quel momento, vengono presentati come espressione dell'interesse comune. Quando altri Stati contestano quelle regole in nome di differenti esigenze economiche, ecco comparire l'accusa di sovranismo. Dunque gli interessi nazionali sarebbero legittimi quando contribuiscono a scrivere i trattati, ma diventerebbero una minaccia all'Europa quando ne chiedono la revisione? Non mi pare un ragionamento particolarmente coerente. E soprattutto, riportare pagine di un vecchio manuale non risponde alla domanda fondamentale: perché un'unione monetaria fra economie profondamente differenti è stata costruita senza un'adeguata capacità fiscale comune, ma con vincoli di bilancio così stringenti? È una scelta politica ed economica, non una conseguenza inevitabile dell'esistenza del Consiglio. Conoscere il funzionamento delle istituzioni è utile. Comprendere i rapporti di forza e gli interessi che ne hanno determinato le regole sarebbe ancora più utile. Altrimenti si finisce per scambiare la descrizione delle procedure con la spiegazione della storia. La distinzione essenziale è proprio questa: la legittimità formale di una decisione non dimostra né la neutralità degli interessi che l'hanno prodotta né la bontà dei suoi risultati. Per quanto riguarda Draghi, la sua diagnosi è entrata nel linguaggio ufficiale dell'Unione, ma le trasformazioni finanziarie e istituzionali necessarie per realizzarne le ambizioni restano in larga misura incompiute. Non significa che non sia stato fatto nulla. Significa che il consenso sulla diagnosi non si è ancora tradotto in un consenso altrettanto forte sugli strumenti. Rimane un interrogativo particolarmente pertinente: se persino un rapporto commissionato dalla presidente della Commissione europea, accolto come riferimento strategico dalle istituzioni, incontra queste difficoltà di attuazione, quanto pesano realmente gli equilibri e i vincoli interni all'Unione, indipendentemente dall'opposizione dei sovranisti? 1
Savgal Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 11 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto: Si chiamano pregiudiziali le posizioni che si concentrano su alcuni aspetti trascurandone costantemente altri. L'Unione Europea è un miracolo, che ha consentito all'idea di 6 paesi partiti da una collaborazione meno competitiva su materie prime, per giungere ad una cooperazione di 28 stati, poi 27 (nei sondaggi inglesi i 2/3 vorrebbero rientrare), che hanno integrato economie e mercati, per giungere ad una moneta comune sulla quale tutti i detrattori puntavano per la catastrofe, entrata in competizione col dollaro quale valuta di riferimento mondiale. Nell'uniformare le norme, ha esteso tutele, protezioni e diritti di tutti i suoi cittadini, che restano nell'universo mondo quelli con una migliore e più equa distribuzione della ricchezza, fatte salve minime eccezioni. Gli eserciti sono stati trascurati su precisa richiesta e consenso dei cittadini, ben lieti di sbarazzarsi di servizio militare e caserme, nei primi 80 anni di pace della storia di un continente sempre litigioso. Qui, i nostri Einstein del sopracciglio alzato, lamentano che si sarebbe potuto fare meglio, assumendo come modello Brics e contestualmente criticando gli USA, senza accorgersi che siamo riusciti a rimanerne sufficientemente autonomi, in un mondo sottoposto al ricatto. Siamo quelli del referendum contro l'energia nucleare, che però vorrebbero l'indipendenza energetica in paesi senza materie prime. Quelli dei paesi manifatturieri che non vorrebbero però la concorrenza e l'immigrazione. Del welfare che non vorrebbe le tasse. Dei venditori d'armi che non vorrebbero guerre. Della rivoluzione cubana solo per i sigari. Deeeeeer capitalismo che però nuncevoleva. I nostri Einstein sicuramente avrebbero fatto meglio: per questo sono pronti a ributtarci nel mare del carcadè. Lo stesso 99% di cui sopra, se si è diplomato alle superiori, il manuale di storia non l'ha mai aperto e se lo ha aperto, lo avrà fatto molto, ma molto distrattamente. Le amiche di mia moglie hanno conseguito il diploma ad un istituto tecnico commerciale (c.d. ragioneria), la conoscenza della storia è prossima allo zero. Come una donna ministro che in TV disse: "In Italia paghiamo un grande ritardo: le donne hanno guadagnato il diritto di voto soltanto nel 1960."
extermination Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa Peccato che una geopolitica basata sulla forza e sui rapporti di forza, annulli per sua natura qualsiasi presupposto democratico e valoriale.
penteante Inviato 29 minuti fa Inviato 29 minuti fa 1 ora fa, P.Bateman ha scritto: Le odierne destre populiste sono lontanissime dalle destre liberal-conservatrici del passato. Sono più simili a esperimenti di socialismo nazionale. Più appropriatamente direi nazionale socialismo.
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