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Melius Club

Lo shopping di Trump


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Inviato
1 minuto fa, wow ha scritto:

derogare unilateralmente alla politica di sanzioni,

Sanzioni peraltro in larghissima parte decise ed imposte dagli stessi USA.

 

Ripeto, questi della destra devono fare pace innanzitutto con il loro stesso cervello. 

  • Melius 1
P.Bateman
Inviato
1 ora fa, Velvet ha scritto:

(infatti le tracce di destra sociale sono più che evidenti in tutti i i partiti sovranisti europei  e pure in FdI).

Le odierne destre populiste sono lontanissime dalle destre liberal-conservatrici del  passato.

Sono più simili a esperimenti di socialismo nazionale.

  • Melius 1
mariovalvola
Inviato

Interessante questa lunga lezione sul funzionamento del Consiglio dell'Unione Europea, anche se sarebbe stato preferibile utilizzare un testo aggiornato. Il sistema dei 255 voti ponderati appartiene ormai al passato, così come diversi riferimenti normativi che hai riportato.

Ma il problema non è neppure questo.

Mi sfugge che cosa dovrebbe dimostrare l'elenco delle competenze e delle modalità di votazione del Consiglio rispetto alle obiezioni che ho sollevato.

Che l'Unione sia governata anche attraverso rappresentanti degli Stati membri è cosa nota. Ma proprio questo dovrebbe indurre a riflettere su quanto gli interessi nazionali abbiano condizionato la costruzione europea.

La questione non è chi sieda al tavolo, ma chi abbia avuto la forza politica ed economica di determinarne le regole.

Maastricht, l'architettura dell'euro, il mandato prioritario della BCE, i vincoli fiscali non sono piovuti dal cielo. Sono il risultato di negoziati nei quali gli interessi tedeschi e l'impostazione ordoliberista hanno esercitato un'influenza determinante. 

Alcuni interessi nazionali sono stati incorporati nelle regole europee e, da quel momento, vengono presentati come espressione dell'interesse comune.

Quando altri Stati contestano quelle regole in nome di differenti esigenze economiche, ecco comparire l'accusa di sovranismo.

Dunque gli interessi nazionali sarebbero legittimi quando contribuiscono a scrivere i trattati, ma diventerebbero una minaccia all'Europa quando ne chiedono la revisione?

Non mi pare un ragionamento particolarmente coerente.

E soprattutto, riportare pagine di un vecchio manuale non risponde alla domanda fondamentale: perché un'unione monetaria fra economie profondamente differenti è stata costruita senza un'adeguata capacità fiscale comune, ma con vincoli di bilancio così stringenti?

È una scelta politica ed economica, non una conseguenza inevitabile dell'esistenza del Consiglio.

Conoscere il funzionamento delle istituzioni è utile. Comprendere i rapporti di forza e gli interessi che ne hanno determinato le regole sarebbe ancora più utile.

Altrimenti si finisce per scambiare la descrizione delle procedure con la spiegazione della storia.

La distinzione essenziale è proprio questa: la legittimità formale di una decisione non dimostra né la neutralità degli interessi che l'hanno prodotta né la bontà dei suoi risultati.

 

Per quanto riguarda Draghi, la sua diagnosi  è entrata nel linguaggio ufficiale dell'Unione, ma le trasformazioni finanziarie e istituzionali necessarie per realizzarne le ambizioni restano in larga misura incompiute.

Non significa che non sia stato fatto nulla. Significa che il consenso sulla diagnosi non si è ancora tradotto in un consenso altrettanto forte sugli strumenti.
Rimane un interrogativo  particolarmente pertinente: se persino un rapporto commissionato dalla presidente della Commissione europea, accolto come riferimento strategico dalle istituzioni, incontra queste difficoltà di attuazione, quanto pesano realmente gli equilibri e i vincoli interni all'Unione, indipendentemente dall'opposizione dei sovranisti?
 

 

  • Melius 2
Inviato
11 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Si chiamano pregiudiziali le posizioni che si concentrano su alcuni aspetti trascurandone costantemente altri.

L'Unione Europea è un miracolo, che ha consentito all'idea di 6 paesi partiti da una collaborazione meno competitiva su materie prime, per giungere ad una cooperazione di 28 stati, poi 27 (nei sondaggi inglesi i 2/3 vorrebbero rientrare), che hanno integrato economie e mercati, per giungere ad una moneta comune sulla quale tutti i detrattori puntavano per la catastrofe, entrata in competizione col dollaro quale valuta di riferimento mondiale.

Nell'uniformare le norme, ha esteso tutele,

protezioni e diritti di tutti i suoi cittadini, che restano nell'universo mondo quelli con una migliore e più equa distribuzione della ricchezza, fatte salve minime eccezioni.

Gli eserciti sono stati trascurati su precisa richiesta e consenso dei cittadini, ben lieti di sbarazzarsi di servizio militare e caserme,

nei primi 80 anni di pace della storia di un continente sempre litigioso.

Qui, i nostri Einstein del sopracciglio alzato, lamentano che si sarebbe potuto fare meglio, assumendo come modello Brics e contestualmente criticando gli USA, senza accorgersi che

siamo riusciti a rimanerne sufficientemente autonomi, in un mondo sottoposto al ricatto.

Siamo quelli del referendum contro l'energia nucleare, che però vorrebbero l'indipendenza energetica in paesi senza materie prime.

Quelli dei paesi

manifatturieri che non vorrebbero però la concorrenza e l'immigrazione.

Del welfare che non vorrebbe le tasse.

Dei venditori d'armi che non vorrebbero guerre.

Della rivoluzione cubana solo per i sigari.

Deeeeeer capitalismo che però nuncevoleva.

I nostri Einstein sicuramente avrebbero fatto meglio: per questo sono pronti a ributtarci nel mare del carcadè.

Lo stesso 99% di cui sopra, se si è diplomato alle superiori, il manuale di storia non l'ha mai aperto e se lo ha aperto, lo avrà fatto molto, ma molto distrattamente.

Le amiche di mia moglie hanno conseguito il diploma ad un istituto tecnico commerciale (c.d. ragioneria), la conoscenza della storia è prossima allo zero. Come una donna ministro che in TV disse: "In Italia paghiamo un grande ritardo: le donne hanno guadagnato il diritto di voto soltanto nel 1960."

extermination
Inviato

Peccato che una geopolitica basata sulla forza e sui rapporti di forza, annulli per sua natura qualsiasi presupposto democratico e valoriale. 

penteante
Inviato
2 ore fa, P.Bateman ha scritto:

Le odierne destre populiste sono lontanissime dalle destre liberal-conservatrici del  passato.

Sono più simili a esperimenti di socialismo nazionale.

Più appropriatamente direi di nazionale socialismo.

Inviato
3 ore fa, wow ha scritto:

risponde alle logiche di un governo che ha dato il maggiore contribuito a portare il mondo nel caos.

E' così. Ma il guaio ulteriore è che non sono neanche "logiche": sono frutto del 'navigare a vista', vedi

dazi, guerra all'Iran, Ice

E si sono ritorte contro l'amministrazione: guardate che questi sono peggio di noi!

appecundria
Inviato
2 ore fa, mariovalvola ha scritto:

Maastricht, l'architettura dell'euro, il mandato prioritario della BCE, i vincoli fiscali non sono piovuti dal cielo. Sono il risultato di negoziati nei quali gli interessi tedeschi e l'impostazione ordoliberista hanno esercitato un'influenza determinante. 

Il solito cūlus italiano 

claravox
Inviato
3 ore fa, wow ha scritto:

 

@claravox La manovra di Trump di derogare unilateralmente alla politica di sanzioni, andando a finanziare direttamente la guerra russa, non risponde a logiche americane, ma risponde alle logiche di un governo che ha dato il maggiore contribuito a portare il mondo nel caos. (Lasciamo perdere per il momento il discorso della mancata estensione delle sanzioni ad altri Paesi). Ti ricordo anche che l'impazzimento dei prezzi dei carburanti è avvenuto a causa della ennesima e improvvida guerra in Iran che ha destabilizzato una sconfinata regione chiave dal pdv politico ed economico, strategia che, evidentemente, faresti rientrare anch'essa in una non meglio definita logica americana.

"Criticare la politica estera USA come spettatori indignati non migliora di un millimetro la posizione dell'Europa", ma quanto meno dovrebbe farci correre come dei razzi a rafforzarci per non continuare ad essere il classico vaso di coccio.

E, invece, dimmi cosa sarebbe successo in campo sovranista, suprematista, nazionalista e quindi filo russo se la UE fosse andata a trattare con i russi con le attuali posizioni politiche (che ti ricordo non sono state decise da una congiura aliena ma sono espressione dei governi attualmente in carica in Europa).

Ammesso e non concesso che i russi, continuamente ringalluzziti da queste quinte colonne politiche intra europee, avessero voglia di trattare.

Ovvero chiedo se avesse senso trattare, molto probabilmente, come auspicato da queste posizioni, una resa mal camuffata da pace, che equivarrebbe, senza bisogno, spero, di spiegare perché, la resa della UE come istituzione nei loro confronti e del loro alleato americano (o viceversa). 

Dal punto di vista energetico, le grosse crisi, connesse alle guerre, sono iniziate da quattro e più passa anni: cosa propongono e hanno proposto i movimenti populisti e nazionalisti (e il nostro governo) oltre a sperimentazioni su fantomatici carburanti sintetici e, udite udite, il nucleare (che non funziona a sputo, ma con "carburante" importato pressappoco dagli stessi produttori che attualmente ci tengono dalle pelotas con il petrolio), nucleare che non risolverebbe la nostra autonomia energetica e sicuramente andrebbe a scontrarsi con fenomeni di micro nazionalismi e micro sovranismi  nimby all'interno delle nostre regioni. 

Vedi, c'è una grossa differenza tra prendere consapevolezza dei difetti della ue ed esercitare una critica e fare questo criticare ma poi ostacolare, come linea politica saldamente adottata, tutti quei provvedimenti tendenti a risolverli. Per non parlare di dare spallate, o peggio ancora, muoversi in modo tale che le spallate arrivino da fuori UE. 

 

 

Paragonare il nucleare alla dipendenza da gas e petrolio è un errore tecnico.
Il combustibile nucleare ha un'altissima densità energetica, costi di stoccaggio pluriennali minimi e un mercato di fornitura globale e diversificato (Canada, Australia, Kazakistan). Non si tratta di passare da un cappio all'altro, ma di garantire quella stabilità di rete che le sole rinnovabili intermittenti non possono assicurare alla nostra industria.

Possiamo definire le mosse di Washington sconsiderate o caotiche, ma il dato di fatto non cambia: gli USA usano ogni leva per tutelare i propri prezzi interni, mentre l'UE resta rigida, raziona la domanda "l'energia migliore è quella che non si usa" (cit. U. Von der Lyen)e paga l'energia tre volte di più rispetto ai concorrenti globali.

 

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/statement_26_800

L'industria pesante, la meccanica di precisione, la chimica e la siderurgia non possono funzionare a consumi azzerati. Se la risposta istituzionale ai rincari diventa l'esortazione alla rinuncia, il risultato finale non è un'Europa più sostenibile, ma un'Europa deindustrializzata e sempre più dipendente dall'esterno.


Oltre gli alibi dei veti: Se concordiamo sulla necessità di patti vincolanti tra Paesi volenterosi per difesa ed energia, smettiamo di usare lo spauracchio sovranista per giustificare vent'anni di immobilismo industriale della governance europeista tradizionale.

 

Inviato

 

"Non sono d'accordo sul superamento dell'unanimità nell'Unione europea. Non credo che l'Ue debba essere un club nel quale chi è più forte impone la propria volontà agli altri".

 

P.Bateman
Inviato
2 ore fa, penteante ha scritto:

Più appropriatamente direi di nazionale socialismo.

L'ho detto in modo da non inquietare qualcuno e mo' tu li vegli.

  • Haha 1
P.Bateman
Inviato
1 ora fa, appecundria ha scritto:
3 ore fa, mariovalvola ha scritto:

aastricht, l'architettura dell'euro, il mandato prioritario della BCE, i vincoli fiscali non sono piovuti dal cielo. Sono il risultato di negoziati nei quali gli interessi tedeschi e l'impostazione ordoliberista hanno esercitato un'influenza determinante. 

Il solito cūlus italian

Quant'era bella la lira che svalutava un anno sì e l'altro pure, per alcuni una pacchia.

P.Bateman
Inviato
48 minuti fa, claravox ha scritto:

Paragonare il nucleare alla dipendenza da gas e petrolio è un errore tecnico.

Quando tra dieci anni cercheranno dei siti per il nucleare ci sarà da ridere.

penteante
Inviato
3 minuti fa, P.Bateman ha scritto:

L'ho detto in modo da non inquietare qualcuno e mo' tu li vegli.

Eh, ma come tu sai, il sonno (della ragione) genera mostri. 

Inviato

Comuque l'accordo del carota con putino sta portando i sui frutti, il prezzo del petrolio è in salita (o forse doveva scendere?)




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