wow Inviato 3 ore fa Inviato 3 ore fa Il ragionamento sulla densità energetica e sulla stabilità della rete è teoricamente corretto, ma calato nella realtà dell'Italia e dell'Europa di oggi diventa un esercizio accademico. Paragonare la dipendenza da gas e nucleare non è un errore tecnico, ma un'illusione temporale ed economica. Mettiamocelo in testa, il "treno" del nucleare di III generazione, quello di 3° generazione, quello che conosciamo oggi, per l'Italia, è già passato. Errore tecnico è invocare il nucleare oggi per salvare la nostra industria pesante (chimica, siderurgia, meccanica) dai prezzi attuali dell'energia è semplicemente. Tra autorizzazioni, gare d'appalto, finanziamenti e cantiere, un reattore tradizionale in Italia non entrerebbe in funzione prima dei prossimi 20 anni, con ritardi e costi che potrebbero raddoppiare come successo in F e GB. La crisi di competitività industriale va risolta nei prossimi 3-5 anni, non a metà secolo. Anche ipotizzando una volontà politica incrollabile e fondi illimitati, il nucleare si scontra con la realtà territoriale italiana. Se in Italia impieghiamo decenni solo per individuare il sito del Deposito Nazionale per le scorie mediche e di bassa intensità (con sindaci e regioni di ogni colore politico che erigono barricate), o per fare passare un tubo (Tap) su una spiaggia con delle opere che non modificano irreversibilmente lo stato dei luoghi, come si pensa di vincere le resistenze nimby (i fenomeni di micro nazionalismo e micro sovranismo di cui parlavo) per la localizzazione di 4 o 5 centrali nucleari ad alta potenza e dei relativi bacini di raffreddamento? L'opposizione locale congelerebbe i cantieri per anni, facendo lievitare i costi finanziari a livelli insostenibili. Il combustibile incide poco, è vero, ma il costo dell'energia nucleare è quasi interamente concentrato nell'investimento iniziale e nel costo del capitale. Con gli attuali tassi di interesse e l'incertezza dei tempi di realizzazione, il rischio d'impresa è devastante. Il gas è volatile, ma richiede investimenti iniziali ridotti ed entra in funzione in 2-3 anni; le rinnovabili + storage sono attive in pochi mesi. È del tutto condivisibile la critica all'approccio europeo che rischia di favorire la deindustrializzazione chiedendo solo di "consumare meno". L'industria pesante ha disperatamente bisogno di energia di base a costo certo e competitivo. Tuttavia, rispolverare il nucleare tradizionale come panacea immediata significa inseguire un treno perso decenni fa. A breve/medio termine, la stabilità e la competitività si giocano sull'accelerazione massiccia delle rinnovabili, il potenziamento degli accumuli (pompaggi e batterie), l'efficientamento e l'importazione di gas via tubo/GNL a prezzi calmierati tramite acquisti congiunti veri. A lungo termine, se di nucleare si vorrà tornare a parlare in Italia, lo si potrà fare solo valutando tecnologie future e modulari, pensate per ridurre i tempi di cantiere e la rigidità localizzativa. Continuare a dibattere sul nucleare da gigawatt come alternativa al gas di oggi rischia di diventare l'ennesimo alibi per non prendere decisioni operative subito. Ma siamo ot. 1
mariovalvola Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa 31 minuti fa, P.Bateman ha scritto: Quant'era bella la lira che svalutava un anno sì e l'altro pure, per alcuni una pacchia. No. Però dovremmo ricordarci il contesto e cosa faceva la Germania
audio2 Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa nel contesto tra l' altro andava meglio, la gente lavorava e alla sera essendo stanca morta non rompeva. infatti i rompiballe sono sempre stati gli sfaticati di sinistra, è fattuale. 1
PL-L1000 Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa 5 minuti fa, audio2 ha scritto: i rompiballe sono sempre stati gli sfaticati di sinistra, è fattuale. Compagno audio2, l'effetto terme è già svanito?
claravox Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa L’approccio europeo che chiede all'industria solo di "consumare meno" è una ricetta di deindustrializzazione, e la nostra manifattura pesante ha disperatamente bisogno di energia di base a costo certo e competitivo. 1 ora fa, wow ha scritto: un reattore tradizionale in Italia non entrerebbe in funzione prima dei prossimi 20 anni, con ritardi e costi che potrebbero raddoppiare come successo in F e GB. Il confronto con i ritardi di Francia o Gran Bretagna vale per la terza generazione "extra-large". Ma la svolta tecnologica a cui guardano molti Paesi europei sono i reattori modulari (SMR). Avendo dimensioni contenute e modularità di fabbrica, riducono l'esposizione al costo del capitale e si prestano al riutilizzo di aree industriali o centrali dismesse, azzerando gran parte delle resistenze locali. Il nodo politico resta. Se l'UE non garantisce un mix di fonti stabili e sovrane, la risposta alle crisi continuerà a essere il razionamento o la dipendenza da decisioni prese a Washington e Mosca.
UpTo11 Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 1 ora fa, PL-L1000 ha scritto: Compagno audio2, l'effetto terme è già svanito? L'effetto tarme.
wow Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 44 minuti fa, claravox ha scritto: L’approccio europeo che chiede all'industria solo di "consumare meno" è una ricetta di deindustrializzazione, e la nostra manifattura pesante ha disperatamente bisogno di energia di base a costo certo e competitivo. Sai benissimo che l'approccio europeo non è consumare meno A parte pochi prototipi operativi (in Russia, Cina e qualcun altro in fase avanzata), la maggior parte dei progetti occidentali SMR è ancora sulla carta. C'è poi il caso dell'annullamento del progetto di punta della NuScale negli Stati Uniti, cancellato a causa dell'aumento vertiginoso dei costi di sviluppo. Il fattore nimby cmq non scompare, anche se un SMR è compatto e potenzialmente installabile vicino a un polo industriale, resta pur sempre un impianto nucleare. Accettare un reattore atomico, per quanto sicuro sulla carta, richiede un consenso sociale e una trafila autorizzativa che, soprattutto in Paesi densamente popolati come l'Italia, rischia di arenarsi nelle stesse secche dei grandi impianti. Ogni paesino diventa super sovranista. Not in my backyard. Inoltre riducendo le dimensioni, si perdono in parte le economie di scala dei grandi reattori, rendendo il costo per kWh competitivo solo se la produzione industriale in serie decolla realmente (cosa che oggi non avviene). 1
audio2 Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa se mi esentano a vita da irpef, imu, tari e quant' altro + luce gratis per sempre gli cedo i miei campi, beninteso a pagamento.
gibraltar Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa Immaginate una società per il trattamento, lo stoccaggio e la gestione delle scorie radioattive con dentro, che so?, un Del Mastro e un Lavitola, tanto per fare due nomi "affidabili" Brrr... 1
Coltr@ne Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa Adesso, gibraltar ha scritto: Immaginate una società per il trattamento, lo stoccaggio e la gestione delle scorie radioattive con dentro, che so?, un Del Mastro e un Lavitola, tanto per fare due nomi "affidabili" Brrr... Da noi la certezza
audio2 Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa poi mi prendo l' auto elettrica più consumosa che c'è e vedo in giro per la valle a fare lo sborone. anche l' auto la voglio omaggio.
UpTo11 Inviato 53 minuti fa Inviato 53 minuti fa 7 minuti fa, audio2 ha scritto: poi mi prendo l' auto elettrica più consumosa che c'è e vedo in giro per la valle a fare lo sborone. anche l' auto la voglio omaggio. Pensa se ti espropriano tutto per farci la centrale di millesima generazione o il sito di stoccaggio. hi hi hi
Gaetanoalberto Inviato 42 minuti fa Inviato 42 minuti fa Ho letto alcuni interventi pregevoli anche se di orientamento diverso dal mio. Se non altro il livello della discussione non è male. I vincoli di cui si discute erano presenti e conoscibili già prima di sottoscriverli. Alcuni paesi non hanno adottato l'euro, ad esempio. La Germania e la Francia per l'Italia non sono stati solo competizione, e comunque siamo stati loro competitori, sottraendo fette di mercato, ma le nostre economie sono tra le più integrate da ben prima perfino della UE. Negli accordi ci sono sempre compromessi tra interessi in contrasto. Si ottengono benefici ( un ampio mercato, interessi più bassi sul debito, minori costi di intermediazione) e difficoltà (vincoli di bilancio) ma anche una potenza di fuoco salvifica se serve in caso di potenziali crisi del debito sovrano (BCE). Quello che manca, ovvero un unione più stretta e politica, un governo sostenuto dal parlamento con poteri non sottostanti al consenso di ogni singolo governo nazionale lo sappiamo tutti, e non possiamo dire che sia "colpa della UE", che agisce nell'ambito dei trattati. Non credo che elencare le colpe serva a nulla: per esempio è colpa anche dell'Italia, che si è dichiarata contraria al superamento dell'unanimità. La domanda da farsi è se vogliamo più o meno UE. Edit: il post è rimasto in cantiere a lungo. Ritiro gli apprezzamenti sulla qualità della discussione. 1
Coltr@ne Inviato 41 minuti fa Inviato 41 minuti fa @wow tra un mesetto si libera Sanchez, lo assumiamo part time, ora che finiscono di fare il reattore gli ha riempito la penisola di pannelli, ventoloni, dighe, cosi diamo sta 500 a pile ad @audio2 1
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