Velvet Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 8 minuti fa, briandinazareth ha scritto: Ma soprattutto dove sono queste imprese che non applicano ricarico sulle materie prime? Per non rimetterci il ricarico dovrebbe essere del 30%. Poniamo il solito caldaista: il pezzo di ricambio fatturato 10+22% al caldaista dovrebbe essere fatturato 13 al cliente per andare almeno in pareggio. Il che in molti casi non è possibile perchè porrebbe il costo della riparazione fuori mercato. Il forfettario semplicemente non è applicabile ad attività con un elevato costo operativo costante, tutto lì. Conviene ai singoli professionisti, ai piccolissimi artigiani non strutturati e cose così. Un qualsiasi consulente fiscale credo sconsiglierebbe di cuore, conti alla mano, il forfettario ad attività differenti.
grisulea Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 2 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: Grisu, in parte quel che dici è fondato. Però i 70 e passa anni di storia fiscale di questo paese depongono per una ricostruzione in cui, di riffa o di raffa, l'IRPEF la pagano sempre quelli. Ed io che ti ho scritto? Uguaglianza???? Quando la vedi passare informami. Io non l'ho mai vista. Da dipendente ho pagato tasse fino all'ultimo euro guadagnato. Però di forfettari ne ho visti parecchi per lavoro. Credimi, è più ottone che oro.
grisulea Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 5 minuti fa, Velvet ha scritto: Conviene ai singoli professionisti Esatto, solo a loro e solo se fatturano quasi tutti gli 85000 ed hanno meno spese di quelle deducibili forfettariamente. Per gli altri i conti vanno fatti per bene.
Gaetanoalberto Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 1 minuto fa, grisulea ha scritto: Credimi, è più ottone che oro. Concordo. Torniamo alle caratteristiche della nostra economia: esiste una sorta di miniimprenditoria di sopravvivenza, un nugolo di partite iva che servono solo ad esternalizzare il lavoro dipendente per mantenere dimensioni di piccolo calibro, ridurre oneri previdenziali, ridurre costi burocratico gestionali. Però ogni testa ha un costo per il sistema di welfare e poi previdenziale, che deve essere sostenuto. Non mi pare che si stiano facendo passi avanti. Non ne faccio questione di colori politici.
appecundria Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 41 minuti fa, Velvet ha scritto: 53 minuti fa, appecundria ha scritto: Mi immagino Bill Gates che dice a Paul Allen: a Pa' te devi da faa aa partita Iva foffettaria. A costo di ripetermi questo è il vero vulnus della questione. Modestamente sono uomo di mondo. 1
Velvet Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 15 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: Non mi pare che si stiano facendo passi avanti. Anzi, proprio l'opposto. Negli ultimi 6 o 7 anni "grazie" al forfettario ho visto disgregarsi molte realtà anche ben dimensionate (studi professionali, agenzie, studi d'architettura, legali, di consulenza e d'ingegneria) che si sono trasformate quando va bene in contenitori condivisi di P.IVA, quando va male ognuno nel tinello di casa sua davanti ad un computer a fare lo stesso lavoro che faceva da dipendente, ma pagato a forfettario secondo commessa. E questo oltre ad essere un impoverimento dal punto di vista del tessuto aziendale-economico è anche un impoverimento di idee e di apporto personale. 1
appecundria Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 36 minuti fa, grisulea ha scritto: i quattro gatti che davvero hanno convenienza In Italia, i contribuenti totali in regime forfettario sono stimati in circa 1,8 - 2 milioni di soggetti attivi.
Velvet Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa Su 5 milioni di partite IVA attive è una discreta percentuale. Sono convinto che gran parte siano comunque assimilabili a lavoratori dipendenti "travestiti".
lello64 Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 43 minuti fa, grisulea ha scritto: L'incentivo al nero è una baggianata, è totalmente indipendente dal forfettario. mica tanto, c'è quello passivo il disonesto che non può scaricare nulla è incentivato a chiedere al prestatore d'opera di non fatturare o di fare un po' e un po' laddove ci sia necessità di certificazione
briandinazareth Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 18 minuti fa, Velvet ha scritto: Per non rimetterci il ricarico dovrebbe essere del 30% No, basta il 15... In realtà anche un po' meno. Ho fatto svariate ristrutturazioni negli ultimi anni, ovviamente tutti hanno fatto ricarico sui materiali, giustamente. Quando non era possibile, ad esempio sul parquet che pagava quasi lo stesso che potevo fare io online lo ho ordinato io. Poi ci saranno pure categorie altre quali non conviene, ma parliamo di una cosa molto marginale.
Gaetanoalberto Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa C'è un'unica strada, che mai sarà seguita: consentire a tutti di dichiarare tutte le spese, con relativo beneficio fiscale
briandinazareth Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 1 ora fa, grisulea ha scritto: Una stupidaggine è dire che non può farlo. Potere può. Esserne capace altro paio di maniche Io non potrei farlo, nel mio mestiere nessun grande cliente ti prende a partita iva, ci sono problemi di certificazioni, sicurezza, continuità ecc. E il fatto che tutti necessitano di una grossa azienda dietro. Ho avuto partita Iva e un'azienda, ma facevo cose diverse. Oltre al fatto che non può fare nero e rischi di sforare
grisulea Inviato 53 minuti fa Inviato 53 minuti fa 13 minuti fa, lello64 ha scritto: il disonesto Il disonesto non ha bisogno del forfettario. Nell'ordinario il disonesto è incentivato fin dal primo euro fatturato.
grisulea Inviato 45 minuti fa Inviato 45 minuti fa 36 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: Torniamo alle caratteristiche della nostra economia: esiste una sorta di miniimprenditoria di sopravvivenza, un nugolo di partite iva che servono solo ad esternalizzare il lavoro dipendente per mantenere dimensioni di piccolo calibro, ridurre oneri previdenziali, ridurre costi burocratico gestionali. Attenzione però. Questa strategia funziona fino a quando ha le gambe. Se ad un controllo dimostrano che è un dipendente camuffato, o meglio stà a te dimostrare che non lo è, ti fanno passare la voglia. Il primo allarme è che fatturi sempre e solo alla stessa azienda e che sia solo prestazione.
shoegazer_82 Inviato 42 minuti fa Inviato 42 minuti fa 16 ore fa, briandinazareth ha scritto: Ripeto: i costi sono compresi, per categoria, in una percentuale definita. Non si paga l'irpef sul fatturato. Ad esempio un avvocato che fattura 85000 euro, un barbone direbbe moz, paga il 15% su qualcosa intorno a 55000 euro. E non paga neppure le addizionali. E in questa situazione l'incentivo di fare nero per non uscirne è fortissima in realtà: - il coeff. di redditività è del 78% per i professionisti, per cui su 85k di fatturato si dichiarano automaticamente 66,3k di reddito; - quello dell'incentivo al nero la boccio, nel senso che è più forte l'incentivo nell'ordinario (maggiore risparmio fiscale per il professionista e maggiori "vantaggi" per il cliente privato che risparmia innanzitutto l'IVA che nella fattura del forfettario non c'è); - un incentivo al nero piuttosto potrebbe esserci (più che nelle vendite) negli acquisti: dato che il mio reddito è indipendente dalle spese effettivamente sostenute se trovo un fornitore compiacente potrei richiedere un qualche accrocchio, per risparmiare qualche spiccio, ma lo vedo come fenomeno decisamente marginale, dato che parliamo di fornitori di professionisti ed imprese, quindi tendenzialmente società di capitali le cui vendite non dichiarate tendono a zero. Limiti del regime: ovviamente non scaricarsi i costi effettivi limita anche la propensione agli investimenti del soggetto forfettario (quindi in tal senso lo vedo come un regime ostile alla sempre inseguita - e mai raggiunta - crescita del PIL). L'altro - che è il motivo con cui si pubblicizza tale innalzamento - è il cosiddetto effetto soglia: per guadagnare il netto di 85k in forfettario tendenzialmente devo fatturare più di 100k in ordinario (dipenda dalla mia struttura di costi, a volte anche 120k). In tal senso vi è effettivamente un freno alla crescita (e quindi - di nuovo, almeno in teoria - al PIL di cui sopra), talvolta si smette materialmente di lavorare. 59 minuti fa, Velvet ha scritto: Il forfettario semplicemente non è applicabile ad attività con un elevato costo operativo costante, tutto lì. Conviene ai singoli professionisti, ai piccolissimi artigiani non strutturati e cose così. confermo, sia per i limiti striminziti di fatturato che per i coefficienti di redditività previsti il forfettario è un regime adottato quasi esclusivamente da professionisti ed artigiani (quest'ultimi solo se la manodopera è preponderante rispetto a minuteria e ricambistica). Per le imprese al massimo qualche anno fa le si faceva aprire in forfettario il primo anno, quando non vi era un limite di sforamento del fatturato oltre il quale cambiavi regime nell'anno stesso (grandissima dormita del legislatore), ma ora che non è più così è fenomeno marginalissimo. Quel circa 11% di imprese che si può trovare in alcune statistiche sono perlopiù agenti ed intermediari vari. 1
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