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Ristampe in vinile Blue Note Tone Poet e Blue Note Classic


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@giorgiovinyl certamente. L'hai detto, giustamente. Se qualcuno si era perso le cose "dette". L'attesa ti fa aumentare l'acquolina in bocca, ti esalta l'attività sensoriale. Quasi pare di sentirle, ma sono ristampe che arriveranno tra l'estate e dopo. Per ora ci consoliamo con il desiderio. 🤤

Pietro 

Salve a tutti, avrei la possibilita con alcuni buoni ricevuto di acquistare il cofanetto di Ornette Coleman a poco meno di 200 euro. Qualcuno che lo possiede o che comunque mi consiglia se vale la pena acquistarlo? 

Di ornette ho gia The Shape of Jazz to come e ho preordinato il cofanetto della Craft in uscita a breve.

È da un po' che lo osservo sui vari store e di ribassi non se ne vedono e una volta esaurito a detta dello stesso Joe Harley molto difficilmente verrà ristampato.

Filippo

  • 3 settimane dopo...

 

Brother Jack McDuff - Moon Rappin’.. Con una bella copertina apribile, che è piuttosto raro nella collana Classic Series, per i dischi singoli. 

Foderina interna composita, carta esternamente e plastica a contatto con il vinile. 

Preso da Amazon.de perché più conveniente. 

Giuseppe 

 

IMG_20220528_190108_899.jpg

  • 2 settimane dopo...
Il 1/4/2022 at 22:26, aemme ha scritto:

Secondo voi il

Sonny Red - Out of the blue 

Vale la pena prenderlo? É un album epico di cui no si può fare a meno? 

Grazie. 

 

Con estrema prontezza rispondo alla tua domanda.
Giusto a due mesi e passa da quando l’hai pubblicata.

Eh che rapidità?

No, Out Of The Blue Di Sonny Red, non è un disco indispensabile.

Però…

Cominciamo dal lato tecnico: super.

La solita registrazione vangelderiana che uno dice, qua ci deve essere un errore; vedrai che volevano scrivere 1990 e non 1960. Hanno messo il 9 al contrario, un errore di stampa di sicuro.

Perché le registrazioni come Out Of The Blue sono troppo moderne per essere antiche. Non si spiega. Voto tecnico: 9.

Così ci siamo tolti dalle balle la questione Hi-Fi.

Vinile silenziosissimo, solita copertina Stoughton doppia, di una bellezza quasi erotica.

Veniamo al contraltista Sonny Red, al secolo Junior Sylvester Kyner, nato a Detroit (Michigan) nel lontano 1932. In quel di Detroit il nostro giovane sassofonista ha l’occasione di suonare con i suoi concittadini e coetanei Curtis Fuller, Donald Byrd e Buddy Harris.

Nel 1957 il venticinquenne Sonny  Red muove verso New York dove si stabilirà definitivamente due anni dopo, anche se, come racconta egli stesso: “Avevo da mangiare soltanto i mattoni”.

Iniziano le numerose collaborazioni con Art Blakey, Art Pepper, Grant Green, ed altri.

Registra due lavori da solista e scompare a Detroit nel 1981, a soli 48 anni, dopo almeno un decennio di abbandono totale delle scene musicali.
E’ anche compositore, difatti quattro degli otto brani presenti sul disco sono usciti dalla sua penna.

Sonny Red si rifaceva come stile a quello del grande contraltista Sonny Stitt, sebbene io abbia percepito, nella voce ed in alcune scelte musicali, una decisa eco coltraniana.

Indubbiamente il fraseggiare e la brillantezza sono quelli di Stitt, ma Stitt è più bravo.

Be’...sì…scusate eh...fatemelo dire e poi lapidatemi pure.

Comunque Sonny Red se la cava bene, ed il disco Hard-Bop si fa ascoltare con piacere, anche per la presenza di quel gigante onnipresente, ubiquo come Padre Pio, che fu Wynton Kelly (a quando le ristampe AAA dei suoi lavori da solista? Sssè...aspetta e spera Alberto…); nonché da Jimmy Cobb alla batteria e da altre due luminose stelle del firmamento jazzistico: Sam Jones e Paul Chambers (al contrabbasso).

Con gente così che ti sta alle calcagna, potrà venir fuori un disco brutto, tra blues e ballads?
No. Non è proprio possibile.

Bastano Wynton Kelly e Sam Jones. Wynton Kelly in particolare è come...come posso dirvi...come la maionese. Tu  spalmi la maionese su una ciabatta e diventa gustosa pure la ciabatta.

Voto artistico: 8 ½.

Alberto.

 

  • Melius 1

@OTREBLA mi accodo alla recensione, come sempre completa, ricca e particolareggiata, di Alberto, per confermare quanto detto. Sonny Red non è stato una stella del firmamento jazzistico ma una sua ristampa (forse rimarrà unica) AAA, pur non essendo indispensabile, è, secondo me, da avere. Vinile impeccabile (preso a ca. 32 eur su dodax.de) e musica piacevolissima. 

Pietro 

  • Thanks 1
  • 4 settimane dopo...
capodistelle

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