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Cary Audio love story, seconda edizione


melos62
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Secondo capitolo: cad300B. 

Esiste un fil rouge nella mia quasi trentennale storia d’amore (scherzo, insomma…) con le creature di questo marchio yankee originale, integralista, duro e puro sostenitore delle qualità delle valvole per gli impieghi musicali, un specie di amish dell’hiend. 

Ed è che ogni loro acquisto è avvenuto in circostanze mai comuni o banali, ma sempre, oserei dire, romantiche, fortuite o avventurose. Per gli altri componenti questo non è mai accaduto. Ho sempre fatto come tutti, le prove in negozio, poi a casa, poi la riflessione e l’acquisto quando ero proprio sicuro. E’ stato così per le sorgenti digitali e analogiche, così per i diffusori, così per gli amplificatori non Cary che ho avuto ( e ne ho avuti in tanti anni di gioco: VTL, Norma, Audio Note, e altri che dimentico, sia a valvole che a stato solido). Coi Cary audio, no. Con loro vige la regola non scritta e non voluta del “famolo strano”. 

Veniamo al punto. 

Durante i successivi anni di lieta convivenza con la coppia di valvolari, qualcosa era cambiato nell’impianto. Le esb 7/08 avevano lasciato il campo prima a delle proac studio 150, poi alle response 2.5. Ogni cambio di diffusori rivelava sempre più delle inesplorate qualità dell’amplificazione, soprattutto del finale, che era il più riuscito della coppia. Nel negozio da cui avevo comprato rocambolescamente i due morelli (finitura total black) il titolare mi aveva dato delle brochure pubblicitarie delle elettroniche della casa, carta e foto patinatissime e descrizione in inglese  delle qualità sonore dei diversi apparecchi, descritti fedelmente, almeno per la mia esperienza. Uno di questi depliant descriveva il più “exotic and gorgeous” dei loro finali stereofonici. Il – per me – mitico cad300b. Push pull di 300B, 25 watt per canale, telaio cromato a specchio, piccolo ma dannatamente pesante, un lingotto da quasi 20 kg. 

Era il fratello biondo, bello e ricco del  mio sla70; d’altronde di milioncini ne costava oltre 13, contro i 5 del fratellino minore con le el34. Insomma ero stracontento del mio sla70, ma mi rodeva dentro, nel profondo del subconscio, la curiosità di sentire come doveva suonare quel finale che la ditta descriveva con termini allusivi e affascinanti in modo che corrispondeva esattamente all’immagine  che avevo del mio amplificatore ideale, potenza del marketing 🙂

Questo fiume sotterraneo di bramosia sicuramente stava scorrendo in quella mattina in cui mi cadde lo sguardo sugli annunci di vendita in fondo ad un numero di Suono che avevo a casa. Leggo che un negozio a Roma vende un rarissimo cad300b usato. Senza pensarci, telefono, chiedo. Il prezzo è molto buono, inferiore a  quello che temevo (grazie al marchio semisconosciuto) e il negoziante cortese e professionale. Guardo l’orologio. Sono quasi le 12, faccio un rapido calcolo mentale, ce la faccio: chiedo al negoziante (dimensione HiFi) se me lo farebbe ascoltare nel pomeriggio. Certo. In dieci minuti mi organizzo. Taxi, stazione Napoli Centrale, prendo il primo intercity per Roma (non esistevano gli Italo e i frecciarossa), taxi, negozio. Arrivo alle 16, mi accoglie il titolare, ascolto nel bel negozio, è amore a primo ascolto. Dopo una breve ed cortese trattativa  - temo che stavolta l’espada tocchi a me 😀 -  riesco a spuntare un ulteriore  sconticino, chiedo di impacchettare il monolite e riprendo un taxi verso la stazione. Nel frattempo si riaccende un forte raffreddore e mi sale la febbre. Il viaggio di ritorno è una specie di onirico caleidoscopio di emozioni, di dubbi e di speranze. Un’altra imprudenza, eppure di solito sono un tipo posato e affidabile… 😁 Non vi dico la fatica di trasportare a mani nude nella stazione il macigno a forma di parallepipedo che mi segava le mani. Raggiungo casa quasi alle dieci di sera. Non vi è arte senza sofferenza… Non dirò nulla sulle rimostranze della mogliera e sulle arti diplomatiche e retoriche  che dovetti dispiegare per convincerla della bontà dell’iniziativa… 🙂

Per finanziare l’acquisto del nuovo vendetti il sla70 ad un appassionato napoletano che poi sarebbe diventato mio amico. Lo stesso apparecchio, dopo strani giri e dopo tanti anni, oggi  è a casa di un altro mio carissimo amico che lo ha corredato di tubi NOS eccellenti e condensatori Mundorf de luxe. Così capita che  lo ascolto spesso e resta per me un apparecchio magico. Insomma, è rimasto in famiglia. Tra l’altro, in tanti anni, mai un problema. Una macchina affidabile e concreta… 

Segue…

 

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che piacere ritrovare questo scritto che avevo letto con interesse e curiosita' qualche mese fa. E tanto e' stata la passione con cui hai descritto questo amore .....che mi hai fatto innamorare di Cary Audio. Siccome volevo da un po' di tempo affiancare agli Electrocompaniet che pilotano le Tannoy Legacy Arden un valvolare ho atteso che la fanciulla si presentasse da qualche parte e.....proprio qualche giorno fa un negozio dell'Emilia ha ritirato un Cary Audio; sulla fiducia lo ho acquistato senza poterlo vedere causa Covid. Sono una coppia di finali mono di 300B in PP  con quattro finali ciascuno. Il modello e' il CAD 300M.  Mi sono fidato in quanto conosco il venditore e nutro in lui fiducia e fra l'altro sono corredati da un attestato di prova e garanzia. Hanno installato valvole nuove Electro Harmonix non il massimo ma per ora mi accontento. A fine Aprile rientro in Italia dalla  seconda casa che ho in Francia e lo vado a ritirare ......sono impaziente. Tu conosci questo modello?  ho fatto un po' di ricerche in Internet ma si trova pochissimo e poi il marchio non e' in Italia un super blasonato ma meglio cosi'. Anche i colleghi del forum non rispondono segno che non lo conosco. Confido in un tuo cortese riscontro se lo ritieni. Grazie in anticipo. Aldo

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1 ora fa, aldo ha scritto:

che piacere ritrovare questo scritto

grazie delle gentili parole.

 

1 ora fa, aldo ha scritto:

Sono una coppia di finali mono di 300B in PP  con quattro finali ciascuno. Il modello e' il CAD 300M.

purtroppo non li ho mai visti, e' un modello raro, credo dei primi anni di attività, semi artigianali, di quando il buon Dennis si divertiva a sfornare modelli ogni anno, anche non convenzionali. perciò immagino che siano dei primi anni '90, conviene fargli dare un'occhiata ai condensatori, se non lo ha già fatto il negozio. Sono incline a credere che suonino molto bene, io avevo la versione stereofonica che già è una delizia, anche con le proac 2.5 durette che avevo all'epoca. ci farai sapere, spero.

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per melos62  stavo dimenticando .....il negozio ha anche un Cary 300B stereo in vendita. Mi diceva che e' un ritiro che hanno fatto da un collezionista con Leak, Quad, Revox e altro

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@aldo è quello che ho avuto per anni, oggi a casa del mio amico con proac response 3.8, ottima macchina  ma I tuoi  due mono dovrebbero essere superiori.

Ps: a  quale pre li abbinerai?

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al momento dispongo di due possibilita' che so non essere l'ideale, ovvero un pre electrocompaniet ampliwire oppure utilizzare l'uscita variabile del lettore cd mc intosh 201. nessuna delle due soluzioni sara' definitiva, proprio a questo proposito se mi dai qualche suggerimento,,,,non potro' farlo subito per ragioni di budget ma certo un pre valvolare forse sarebbe indicato? nel negozio hanno un  Audio Research SP9 MKII  potrebbe essere idoneo?

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Un racconto che trasuda passione e sentimento da ogni rigo, da ogni singola parola. L’ho letto con avidità di conoscenza e con un pizzico di sana invidia.

Che belle amplificazioni devono essere.

Io, personalmente, starei tenendo d’occhio un integrato di questo marchio, 

lo SLI 50.

Se qualcuno qua’ dentro lo ha ascoltato o ne possiede un esemplare gradirei conoscere le relative impressioni.

Grazie e grazi a @melos62 Per questo preziosissimo contributo.

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56 minuti fa, aldo ha scritto:

un pre valvolare forse sarebbe indicato? nel negozio hanno un  Audio Research SP9 MKII  potrebbe essere idoneo?

sicuramente vogliono un buon pre a valvole, ad esempio un Cary slp98 linea, vecchio top di gamma che oggi si trova intorno ai 1200 euro (ne costava oltre 5000) e che può essere un eccellente abbinamento elettrico e sonoro coi monofonici 300B, cero meglio del valido e onesto sp9 che  appartiene ad una fascia economica inferiore ed ha minori ambizioni. 

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Terzo  capitolo 

“Un amico si converte sulla via di Cary, North Carolina”

Proseguo il mio racconto, sperando di non consumare troppa della banda e della pazienza dei malcapitati lettori, con una piccola digressione rispetto alla mia storia strettamente personale con gli apparecchi del North Carolina, ma sempre restando in tema. 

Alcuni anni dopo i miei primi acquisti (slp70 e sla 70)  ricevetti la visita di un conoscente, che poi sarebbe diventato mio caro amico, marito di un’amica di gioventù di mia mogliera (le presenze femminili nelle specie muliebri e/o materne  incombono sempre nei racconti dell’audiofilo, come il Convitato di pietra, come il segno in filigrana di una colpa rimossa, di un qualcosa da farsi perdonare, anche se non si sa bene esattamente di che cosa… 😀

Giovane audiofilo, amante del jazz classico e moderno, aveva un impianto votato all’efficienza e all’effetto live: casse Cervin Wega di quelle grosse, pre e finale Adcom se non ricordo male, insomma non un impianto modesto, per i suoi scopi. Aveva sentito parlare del mio acquisto valvolare, si era incuriosito ed aveva approfittato di una visita per venire a vedere e a sentire. 

All’epoca avevo l’impianto in un salotto di circa 35 mq dalla buona acustica. Giradischi Micro Seiki bl91, lettore cd rega planet, diffusori esb 7/08 III, come ho già scritto, da credo 89 db /w/m e 6 ohm di impedenza, se non mi falla la memoria. 

Prima osserva gli strani oggetti come un entomologo avrebbe studiato una nuova specie di farfalla, poi mi chiede di ascoltare qualcosa. Non ricordo cosa ascoltammo. Ricordo solo che restò in silenzio e che pian piano assunse una strana espressione, a bocca lievemente aperta, con la mandibola che progressivamente calava e le sopracciglia alzate ad arco. Insomma, la faccia dello stupore, immagino leggermente accentuato per fini teatrali e di cortesia. Finito l’ascolto mi dice che non aveva mai ascoltato in quel modo, nel senso che era per lui proprio una esperienza diversa (non migliore: diversa) e che però aveva scoperto in quel momento che era proprio così che voleva ascoltare. Prende nota della marca degli apparecchi, resta un altro poco e dopo altri complimenti  va via insieme alla moglie che aveva terminato la sua visita alla mia. 

Dopo un mesetto ricevo la sua telefonata, che mi invita nella sua bella casa per mostrarmi delle novità. 

Vado. Mi trovo davanti il sorridente e orgoglioso proprietario di un impianto completamente diverso da quello che avevo conosciuto: pre Cary slp94, finali monofonici cad 572se  che sta per single ended, un monotriodo a riscaldamento diretto da 20 watt, valvola raramente usata – e delle nuove casse, delle Dromos Caanto da supporto anziché le imponenti e violente Cervin Vega. Insomma, una metamorfosi, un cambiamento etico ed estetico/sonoro drastico, una inversione ad U sonora , per dire: come  quella di un macellaio della valdichiana che diventa vegano, o meglio: al contrario, un vegano che diventa fan del BBQ del North Carolina (btw, è una delle tre scuole americane del BBQ classico) 

 

 

La resa di questo impianto è notevolissima, ottima timbrica, scena e velocità. E’ limitata solo la capacità di suonare forte, ma al mio amico non interessa più, come succede a quelli che smettono di fumare dopo venti anni di trenta Marlboro al giorno, a cui dà fastidio anche solo il mozzicone nella ceneriera… 

Lui, che chiameremo col  nome in codice di “Lello”, giustamente orgoglioso e contento, mi accompagna all’uscio al termine della lunga seduta di ascolto. Io vado via scuotendo sorridente la testa: ho creato un mostro! Diventa il socio n^ 2 di un club virtuale di fan del marchio, di cui potete indovinare chi abbia la tessera n^ 1 ed il ruolo di fondatore e presidente e tesoriere... 😁

 

 

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Capitolo 4. 

“Un degno compagno per il cad 300b.”

Dopo un poco di tempo iniziai a sentire il bisogno di un preamplificatore più omogeneo e di pari lignaggio del CAD300B rispetto all’ottimo ma più modesto Audible Illusion modulus 3a che all'epoca utilizzavo per le sue qualità e per lo stadio phono interessante.  Anche qui interviene il fato. Sento per caso il titolare del negozio hardware e software di Napoli, il mitico Sebastiano che con nonchalance mi dice di aver appena comprato ad un buon prezzo  uno stock di prodotti Cary da audio reference, che probabilmente già all'epoca non aveva interesse a spingere il marchio (niente pubblicità,  niente recensioni sulle riviste...) e che poi dopo qualche anno avrebbe lasciato la distribuzione,  ma questa é un'altra  storia... Mi dice  di avere avuto un'ottima impressione dal pre top di listino, slp98, due telai basato sulle 6sn7. Costoso, piccolo e cromatissimo il telaio, un bijoux.  Prezzo irripetibile se senza permuta.  Cosa pensate che abbia fatto? Mi sono fiondato.  

Porto a casa il pargolo, lo ambiento e gli faccio fare amicizia con il finale cad 300b,  protagonista del secondo capitolo e di cui parla anche il forumer @maxxx all'inizio del thread. 

Cavi audio note in argento,  parte la musica ed è come provare un sollievo,  si rimuove un poco di fatica... elettrica che prima era presente ma di cui non ero avveduto.  Un'altra cosa che mi colpisce è la possibilità di alzare di più il volume prima che la stanza si saturi (microfonicità? Minore distorsione?) 

Comunque il suono dolce e materico del pre so sposa benissimo con la grana finissima e leggera del finale. Richiamo il negoziante,  trovo un accordo: we have a deal.  

Nelle settimane successive trovo negli usa delle 5692 rca Red base, ovvero la versione industriale e Premium delle 6sn7. Queste imprimono un ulteriore aumento alla qualità del suono, caldo e pieno nel mediobasso senza però sovrappesi e cellulitiche ridondanze 🙂 con una gamma alta non rarefatta come in altre marche, ma solida e non affaticante. 

Sono sempre più contento del suono dell'impianto che nel frattempo ha visto cambiare i diffusori con delle proac response 2.5.  

Nel frattempo inoltre compro anche altri oggetti audio di altri marchi   per curiosità ed ecumenismo:-)  senza però perdere una predilezione  per il mio suono preferito, che è dato da questi piccoli e strani amplificatori.

@aldo

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Capitolo 5. 

La "centrale Enel "  ovvero il finale cad280sa v12 

Questo è il soprannome che un mio caro amico, architetto, docente di storia dell'arte e buon pianista classico dilettante affibbiò al finalone quando lo vide la prima volta a casa mia. Un robo stretto, lungo e pesante,  fuori standard rispetto ai soliti ripiani per l'hifi, impone la sua presenza estetica e fisica prima ancora di quella sonora.  

Il richiamo nel nome ai v12 motoristici è un segno autoironico della casa. 50 watt a triodo, 100 a pentodo con possibilità di commutare al volo durante l'ascolto. Un amplificatore per tutte le stagioni,  magnificato dalla stampa yankee,  abbastanza strano da suscitare in me la più pervicace bramosia di possesso. Soprattutto ora che avevo dei diffusori come le response 2.5 a bassa sensibilità,  circa 84 db reali, avevo tutte le giustificazioni per desiderare di affiancare alle raffinate 300b le più umili ma  fedeli el34,  tubi che ho amato dai tempi dello sla70. In realtà nel mio piccolo ambiente di ascolto di quel periodo il cad300b "consegnava la merce" (come dicono gli americani) nel 95 percento del repertorio da me ascoltato,  compresa l'orchestra.   

Ma si sa, il fanciullo che è in noi cerca solo un pretesto ragionevole per atti non ragionevoli.  

È così mi metto alla lettura delle recensioni,  dei forum americani e lascio salire pian piano la temperatura della caldaia , osservo la scimmietta cappuccina sulla mia spalla diventare pian piano uno scimpanzé e poi un gorilla. 

Chiamo il distributore  Audio Reference per sapere dove era possibile ascoltare il finale.  Mi rispondono che al momento non ve ne era nessuno in Italia (?!?!) Insisto: "scusate, ma come? Un nuovo modello di cui parlano tutti all'estero,  un best sound in the show (insieme a Proac,  tra l'altro) dell'ultimo CES  e non ne avete neanche uno? Io sono interessato all'acquisto ma vorrei prima ascoltarlo!"   

Risponde serafico il mio interlocutore: "guardi, suona senz'altro bene, non vi è nessun bisogno di ascoltare prima. Se vuole può ordinarlo e glielo facciamo avere"  

Io: "insomma... e quanto costerebbe? " 

Ar: "Guardi, verrebbe oltre 8000 euro di listino,  ma le faccio un piccolo  sconto".  

 

Io: " be', ottomila euro non sono bruscolini, lei comprenderà che un appassionato che spende tanti soldi vorrà provare il componente, è una parte importante dell'acquisto" 

AR: " si, capisco, ma non è possibile provarlo, ma le ripeto, non serve, si fidi, suona senz'altro bene, ho tanti clienti che spendono cifre molto più alte sulla fiducia" 

io: " grazie, ci penserò " (per congedarmi in fretta, ho preferito l'ipocrisia ad una inutile polemica). In effetti, in poche parole mi aveva dato del babbasone e del poveraccio, favoleggiando di un mercato in cui i clienti non pulciosi ordinano per sfizio e alla cieca amplificatori da decine migliaia  di euro…. 

Resto deluso, ma il king kong sulla spalla non demorde, e mi urge a cercare un'alternativa. 

Cerco su internet, vedo che il prezzo americano del nuovo  è di circa 4500 dollari, e che un buon usato viene scambiato su un importante sito americano di compravendite intorno ai 2200 dollari, all'epoca ci volevano solo circa 1800 euro. Certo, occorreva aggiungere il costo del trasporto (45 kg con il doppio imballo con spedizione aerea significa circa 200 dollari) più l'iva, i dazi e il rischio delle sabbie mobili delle dogane, aggiungere il costo della modifica della tensione di alimentazione da 117 a 230 volt, insomma si sarebbe arrivati facilmente oltre i 2800 euro, meno di 8000 ma sempre una bella cifretta, per giocare ai dadi. 

Ed ecco che si presenta l'imprevisto, il romanzo. Un amico, che lavora per una multinazionale aeronautica e riceve frequentemente grosse spedizioni dagli USA ed  a cui avevo parlato dei miei timori relativi alla spedizione, si offre di aiutarmi;  devo sono far giungere l'amplificatore all'indirizzo della sede americana dell'azienda. Questa rassicurazione mi offre il solito pretesto ragionevole per atti irragionevoli,  e così in una frazione di secondo decido di sorvolare sugli altri aspetti economici, perché ormai era scattato il raptus acquirendi. Prendo contatto con uno dei venditori di audiogon, mi piace la livrea fiammante "carnival red" della Jaguar, proprio la casa automobilistica, dallo scambio di mail il venditore sembra una persona per bene, l'amplificatore è in ottime condizioni e completo di tutto, sembra nuovo. Procedo con l'acquisto, fornendo l'indirizzo di consegna americano, mi lancio, nel buio più totale, in questo tunnel che avrebbe dovuto in qualche modo far attraversare l'Oceano Atlantico al mio finale oltre che le aspettative ed i timori del sottoscritto. 

Nei giorni successivi, chiedo al mio amico notizie, non ne ha, ma mi invita a stare seren… ehm,  tranquillo :-). 

Dopo una decina di giorni dall'acquisto, ricevo la telefonata del mio amico, che mi invita ad andare da lui per prendere in consegna l'enorme cartone. 

Vado, festante, in auto, col gorilla e lo scimpanzè seduti sul sedile posteriore. All'arrivo metto a fatica nel bagagliaio l'ingombrante e pesante imballo, chiedo all'amico quanto devo per il trasporto e i dazi: la risposta: "niente, ci ha pensato lo spedizioniere, approfittando di un container in partenza e nell'ambito di una ben maggiore spedizione, un colpo di fortuna unico e raro, irripetibile". anche stavolta il fato ha voluto che si giungesse all'amplesso (abbraccio 🙂con un'altra creazione del buon Dennis, e chi sono io per oppormi? 🙂

Arrivo a casa e apro l'imballo: momento emozionante quasi come lo strip tease dell'amata.  Dalla parte aperta si affacciano degli enormi e dorati connettori per diffusori, una vernice compatta e uno chassis pesante, i trasformatori sono massicci e imponenti, belli al tatto. 

Dovrò aspettare però ad inserirli nella catena perché devo chiedere ad un tecnico di modificare la tensione di alimentazione, è un'operazione non  semplicissima che richiederà alcuni giorni e 50 euro (😀

Non vi tedierò dicendo della mia soddisfazione nell'ascolto, soprattutto nella modalità a triodo, 50 watt dalle 6 el34 per canale. Dirò solo che un mio amico amante dei pink Floyd, ascoltando il celeberrimo wywh, brano che conosceva a memoria in ogni fibra, mi disse che era la prima volta che aveva sentito il legno della cassa armonica della chitarra, e non solo le corde metalliche...

La “centrale Enel 

 

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Capitolo 5 bis. 

Il mio amico dal nome in codice "Lello", il socio numero 2, per capirci, quando ascoltò e vide il nuovo finale restò colpito e vidi la mia scimmietta, ormai dormiente, svegliarsi,  sbadigliare e saltare controvoglia sulle sue spalle .

Dopo pochi giorni "Lello" mi chiese, vista la mia fortuna (per la verità si espresse in modo più colorito ed efficace) di provare a cercarne uno per lui, però nella livrea nero lucido. Detto fatto, una settimana dopo un altro collo attraversava l'oceano su di un volo dhl che si occupò di sbrigare le pratiche doganali e alla modica cifra di circa 2600 euro all included  il finale, stavolta nella più sensibile versione R, race, fu presso la magione del mio amico, a pilotare delle proac d38, che nel frattempo avevano sostituito le dromos caanto. 

Questa versione R era differente dalla Mark I , per la sensibilità di ingresso,  di 1,2 volt contro i 2,6 della precedente.

In effetti questa era l'unico appunto che avrei mosso al finale: una apparente lentezza quando non pilotato da preamplificatori dotati di uscita molto robusta, come il partner slp98 o altri buoni pre a tubi. Con altri pre più normali, poteva sembrare un poco lento e piatto, non era reattivo a dovere.

 

Morale della favola: dopo aver venduto  il mio cad280sa v12 , chr finì ad un appassionato con sistema multiamplificato, che lo usava con soddisfazione sui medi, ricomprai per me un terzo esemplare nella versione R, con un piccolo delta economico. Insomma una poligamia monogama   con reiterazione compulsiva 😁

Fu proprio un grande amore, con la centrale Enel...😁

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Capitolo 6.

“La piccola era glaciale”. 😀

Come nelle vere storie di amore, le cose non  sono sempre state idilliache, è la costanza non è la migliore virtù dell'uomo,  in particolare dell'audiofilo.

Vi è stato ad un certo punto un periodo in cui i Cary Audio sono andati in panchina. È stato quando i diffusori proac response 2.5 sono stati sostituiti dai nuovi D80. Diffusori molto più esigenti di corrente e watt,  per il controllo dei wooferoni,  malgrado la buona efficienza non erano i migliori compagni dei valvolari. E così iniziò la ricerca di ottimi finali per queste bestie da musica.  Essendo fuori argomento non mi dilungherò. Dirò solo che il.miglior abbinamento a casa mia fu con i norma monofonici 8.7 reference,  pilotati dal loro pre o da un pass aleph ph 1.7, con il griphon diablo è i Lector stereo sul podio.

In questo periodo i Cary restarono di riserva , il 300b prestato a lungo termine al carissimo amico che aveva il mio primissimo sla70 e che conobbi per caso, come ho accennato all'inizio del thread.  

Nel prossimo capitolo racconterò di quando e soprattutto come avvenne il ritorno di fiamma. 😀

 

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@melos62 Ah grande.....che piacere rileggerti ! Di tutte le recensioni e racconti, non me ne vogliano gli altri, ma il tuo è stato ed è ancora il più appassionato ed appassionante di tutti ! I miei più sinceri complimenti per come lo hai scritto e per averlo riproposto dopo l'incidente alla sede di Melius. GRAZIE, non ricordo il tuo nome : Salvatore.

 

 

Ps : io sono quello che ti scrisse in privato per il Cary Audio Slp74, ricordi ?

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20 minuti fa, salva57d ha scritto:

per il Cary Audio Slp74, ricordi ?

Si certo. Come andò a finire?

(Ps. Il mio santo è San Roberto Bellarmino)

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Capitolo 7. 

“Il socio numero 3”.

È arrivato il momento di dire qualcosa in più sulla persona cui ho accennato più volte in questo thread, è che poi è diventato un caro amico. Lo chiameremo col nome in codice "Ray" 😀 come il grande Charles.  

Vi dissi di come, per finanziare l'acquisto del cad 300b, dovetti vendere i miei primi amplificatori,  ovvero il pre slp70 ed il finale sla70, ad un giovane avvocato napoletano che conobbi in occasione della vendita e che sarebbe divenuto mio amico. Spesso mi è capitato che persone conosciute per traffici di hifi divenissero poi amici, confermando la mia idea che ciò che conta, anche in questo ambito così ludico, siano le relazioni personali. Comunque,  per farla breve,  vendetti a malincuore il mio amato set, mai dimenticato (negli anni successivi un altro sla70 l' ho  anche comprato e poi rivenduto sempre nel gioco degli upgrade che voi immagino conosciate)  

Però mi rimaneva una nostalgica rimembranza del primo amore, che tante emozioni mi aveva dato  nell'età giovanile.😀

Dopo qualche anno, incontrai di nuovo l'amico avvocato e gli chiesi se aveva ancora il Cary, in particolare il finale che mo era rimasto nel cuore "No,  l'ho venduto a Ray, un amico qui in città " Era la prima volta che compariva questo nome. Passano altri anni e, non ricordo bene come,  fui invitato da terzi a casa di un appassionato che aveva, rara avis,  amplificatori Cary. Andai e scoprii che era proprio lui, Ray, il nostro ospitante e presso di lui  ritrovai il mio vecchio e amato sla70, abbinato magnificamente ad un pre spectral e a diffusori ls3/5a (per inciso, un ottima accoppiata,  come spesso con le el34)  

Altri diffusori usati: degli spendor classici. Sorgente analogica linn lp12, digitale Meridian, insomma una estetica sonora molto confacente ai miei gusti. In effetti nacque una simpatia con Ray che andava oltre le affinità elettive in materia audiofile, persona schietta e simpatica che poi aveva gli stessi miei gusti in fatto di hifi e perdipiù trattava il mio ex pargoletto coi guanti bianchi 😀

Siamo diventati amici e quando ho accantonato il finale cad 300b per inadeguatezza al carico delle grosse e bastarde proac d80 chiesi a Ray di ospitarlo nel suo impianto,  di farlo suonare alternato all'altro. Dopo qualche anno, visto che nel frattempo avevo comprato dei beltaine per i nuovi diffusori,  il cad 300b passò definitivamente nella proprietà del caro amico per una cifra semisimbolica.  

Per la sua fedeltà al marchio e per la simpatia si è meritato la tessera numero 3 del club. 

 

(di seguito l'immagine di un modello estremo rimasto in produzione solo pochissimi anni, il Cad 1610, quello in foto è solo uno dei due canali. Era basata su di un tubo della KR, capace di circa 50 watt in single ended. Era il periodo in cui Dennis Had sperimentava parecchio, e non aveva paura a scrivere nuove prose in lingue antiche)

 

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Capitolo 8  - prima parte 

“I sogni son desideri di felicità…” 

Vi avevo avvisati che questo thread è un amarcord. Dovrete sopportare un po’ di flashback da anziano 🙂  

Dovendo parlare dell’ultimo tratto di strada di questo mio personale viaggio in compagnia di queste originali e testarde macchine elettroniche da musica, mi viene spontaneo riandare con la memoria all’inizio del percorso. 

Ricordo che il mio interesse per l’hifi nacque quando avevo un po’ meno di 18 anni, sono del 1962, stiamo parlando degli anni a cavallo tra i ’70 e i primi anni ’80. Tra i miei coetanei gli interessi  principali erano, oltre a quello primario che qui sorvoliamo per pudore e soprattutto perché non ci sarebbe molto da raccontare 😁,  la politica vissuta in uno dei due poli possibili - erano gli aspri anni di piombo - e poi la moto (ovvero lo scooterino, boxer o ciao per i più benestanti, califfone e garellino per i parvenu) e lo “stereo”, che era status symbol di raggiunto benessere, non poteva mancare nelle case piccoloborghesi, un classico ambizioso era il coordinato giapponese a pezzi separati, nell’ “elegante rack” con sportello di vetro fumè e con le rotelle. 

Per me e i miei amici il calcio non era una passione o un hobby, era piuttosto una naturale e necessaria espressione motoria, praticata dove capitava, nelle strade e nelle piazze di sera o negli spazi cittadini ancora non cementificati, nei cantieri edili e nei cortili presidiati da occhiuti portinai speranzosi  di potere “sguarrare” i supertele o , per i più danarosi, i supersantos… che finivano sfortunatamente nei balconi del primo piano. Poi ci fu il periodo del Subbuteo e, per quanto mi riguarda, la passione per la musica classica (grazie a mio padre che in famiglia l’ascoltava) e quella dei cantautori cari ai fratelli più grandi degli amici. 

Insomma, il panorama era dominato da pochi e forti interessi, che attraevano e si contendevano in varia guisa la smisurata libido propria dell’età giovanile, senza la frammentazione e la dispersione propria della Buridanea  miriade di possibilità dei tempi odierni. 

In questo contesto, che magari alcuni dei cari e coetanei  fellow forumer potranno ricordare, era facile l’infatuazione e l’esagerazione. Grandi aspettative, il mondo stava cambiando, potere alla fantasia e fantasia al potere… Insomma, qualcuno perse la testa per la lotta di classe, o per la biondina della 4^ F, o per la Guzzi del fratello grande. Io mi limitavo 😀 a scorrere con curiosità gli annuari di Suono in cui compariva orgogliosamente la mia piastra per cassette Teac, nei piani bassi del listino, e non osavo immaginare le meraviglie riservate ai fortunati e irreali possessori dei modelli più in alto nel listino, con prezzi a troppi zeri, quasi a scoraggiare il profano. Conoscevo amici che passavano ore davanti alle vetrine dei negozi di hifi, che allora erano parecchi e di ampia metratura, come gechi a guardare lo scintillio dei nuovi modelli della Pioneer o della Technics. Poi già vi erano le… “salette privèe” per i clienti e i marchi  più importanti, MacIntosh e Luxman, per esempio, ma erano sancta sanctorum preclusi al volgo, di cui non si conosceva neanche l’esistenza. Salvo per quelli che come me scorrevano gli annuari  di Suono alla ricerca dei più esotici marchi, i cui prodotti più cari, spesso dai nomi impronunciabili di semidei del Walhalla oppure con sigle alfanumeriche criptiche e allusive, sfidavano il buon senso e il direttore di banca con pesi, dimensioni, potenze e soprattutto prezzi eccessivi. D’altronde chi, dovendo acquistare un’automobile e consultando i listini di Quattroruote per inquadrare il modello giusto compatibile con le proprie finanze, non si è mai spinto nella ionosfera del listino, laddove il prezzo in grassetto si faceva importante, dove i CV aumentavano e dove il tempo 0-100 si faceva breve? 

Va precisato, ma credo sia superfluo, che queste mie ricerche nei listini più esclusivi e elusivi erano assolutamente platoniche, non avendo io, studente ancora maturando, il benché minimo becco di un quattrino, né la famiglia avrebbe incoraggiato e foraggiato spese men che sensate. Però si trattava di sognare, era come insidiare le bellissime inquiline dell’Harem del sultano, essendo peraltro eunuchi. 😎

Questo il substrato storico e psichiatrico, della mia love story con la Cary Audio che si sarebbe affacciata qualche anno dopo, con la raggiunta "maturità" 😀 … 

 

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  • Melius 2
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