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Cary Audio love story, seconda edizione


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Capitolo 8, parte sesta.

“E adesso?”

Si è fatto tardi, gli amici vanno via e mi lasciano in un disordine fisico e metafisico. Il salone sconvolto per i tavolini coi mostri, in giro bicchieri glencairn e bottiglie di single malt che avevano coadiuvato l’imparzialità della valutazione, e soprattutto disordine nella mia psiche che si ripeteva ossessivamente la domanda: “ e ora che caxxo facciamo?” Infatti, la scusa che in fondo non c’era tanta differenza coi Norma si era sciolta come neve al sole con gli ultimi ascolti, e il pernacchietto assente aveva asseverato l’eccellenza anche tecnica delle macchine del north carolina che, come un cavallo giovane, si erano appena sciolti i muscoli, e dopo le tre ore di funzionamento suonavano davvero sciolte e gloriosamente. Andati via gli amici, dopo cena, abbiamo continuato ad ascoltare musica fino a tardi con mia moglie e i figli presenti. Più si alzava il volume e più ci si divertiva. Mia moglie, sospettosa e capace di captare nell’aere come sono di natura tutte le mugliere, era rassicurata però da una evidenza incontrovertibile: non sarebbe stato possibile in alcun modo sistemare gli enormi catafalchi neri nel salotto, senza dover cambiare casa o arredamento. Quindi finse di credere a ciò che le stavo dicendo: un paio di giorni di pazienza, e l’amico sarebbe venuto a riprendersi i finali. Nel frattempo, godiamoceli. E ce li siamo goduti davvero: con un brano di blues acustico suonato a volumi molto più alti dell’abituale ad un certo punto è subentrato un godimento fisico del suono della chitarra, ed anche la moglie ha dovuto ammettere che era uno spettacolo. I figli subito pronti e inclini alle novità, che ve lo dico a fare. Mi schermivo e schermavo dietro l’evidente impossibilità di piazzare i mausolei in salotto.

Insomma, però ho un  paio di giorni di vacatio legis, e ne approfitto. Invito, per obbligo istituzionale, il mio amico “Lello”, socio n^ 2 del Cary Audio Club per ascoltare, si precipita il pomeriggio successivo. Ascolta attentamente in silenzio vari brani, mentre centelliniamo un Bunnahabahin cask strenght, gli dico che dovrò restituire purtroppo i finali dopo un paio di giorni. Mi guarda intensamente negli occhi e mi dice, calmo e scandendo le parole: “se te li lasci scappare ti sputo in faccia e non mi chiamare mai più”.  E’ in genere una persona mite, non capisco cosa gli fosse preso in quella circostanza 🙂

Insomma mi trovavo in grande imbarazzo, tra tre fuochi: la libido, la ratio e la mulier, e nella clessidra la sabbia scorreva veloce. Dovevo trovare una soluzione in 24 ore.

 

Questo è il fratello minore dei cavallucci, l'ottimo  cad 805

 

cad 805.jpg

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Capitolo 9

“Les Adieux”

La sabbia scorse velocemente nella clessidra, e i tre giorni passarono senza che io potessi trovare una soluzione. Non vi era alternativa, chiamai il mio amico per chiedergli di riprendersi i due bestioni. Lui mi chiese se mi erano piaciuti, con amicale perfidia. Fui sincero, mi erano piaciuti da morire ma non potevo tenerli, neanche regalati, per poterli prendere, dissi come per indicare una condizione assurda, dovrei cambiare abitazione. Ci mettiamo d’accordo ed in un mesto pomeriggio riconsegno i bellissimi cavallucci, cui mi ero già legato affettivamente nei tre giorni di ascolti appassionati, come un lungo  weekend  romantico con la nuova fiamma estiva nelll’età  giovanile,  e adesso occorreva tornare alla grigia ferialità.  Ringrazio di cuore il mio amico, e lo vedo partire verso la casa di campagna dove depositerà i due Morelli nelle loro lignee sepolture. Nei giorni successivi, non lo nascondo, mi ritrovo a pensare a certi momenti di ascolto coi Cary 211 ,  adesso tornare ad ascoltare  col pur eccellente impianto titolare mi sembra  di smuovere svogliatamente con la forchetta una pietanza un po’ priva di sapore e colore, manca la gloriosa esultanza della vibrazione dell’aria all’unisono coi miei gusti e secondo le mie aspettative. Sono ovviamente di parte, ormai ho una cotta irrimediabile. Passano le settimane e la libido e il livido si assorbono pian piano, il tormento ogni tanto ravvivato dalle telefonate degli amici che mi chiedono se poi li ho presi i due finaloni che andavano tanto bene. Begli amici. Passano così un paio di mesi e torno alla “normalità “. Solo, di tanto in tanto, di notte mi sovviene il ricordo sensibile, del peso e dell’odore   dei due monoliti neri e lucidi, capisco che in me un tarlo ormai si è insediato e non darà pace al mio subconscio.😀

 

cary_audio_design_cad-211_monaural_power_amplifier.jpg

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Capitolo 10, parte prima.

“Per aspera ad astra “

Ormai non ci pensavo quasi più, quando irrompe l’imprevisto,  ormai dovrei aspettarmelo visti i precedenti, nella mia storia d’amore ormai trentennale, alla Sandra e Raimondo quasi,  coi Cary: mai una cosa normale. E stavolta sono in gioco i pezzi grossi, dovevo attendermi qualcosa di teatrale. Invece ero inconsapevole di ciò che sarebbe accaduto. Il mio love affaire con i 211 mi aveva lasciato più di una cicatrice, voi capirete che non si può passare una giornata e una notte di fuoco con Sharon Stone dei tempi che furono e dopo tornare a lavorare al catasto come se niente fosse. Il fato Galeotto si presentò sotto le spoglie di una telefonata che ricevetti, inaspettata. Finalmente era divenuta potenzialmente disponibile un’abitazione a cui puntavo da forse una quindicina di anni, non esagero, più vicina al lavoro e comoda per tanti motivi. Certo era solo una possibilità, non sarebbe stato facile convincere i proprietari, c’erano lavori da fare, e diversi concorrenti. La mia psiche malata lasciava parlare l’interlocutore, ma in realtà stava già vagliando se questa nuova situazione poteva ripescare l’opzione cavallucci. Vorrei chiedere a qualche psichiatra se la mia scala di priorità che emergeva in quel momento lascia trasparire un’eventuale devianza sociale potenzialmente pericolosa. Comunque sì, ovviamente i figli, la comodità per la scuola e l’università, tutto a portata di mano per mia moglie, ma su tutte queste sagge considerazioni troneggiava questa: forse posso sistemare i cavallucci in un nuovo salotto. Tant’è.

🙂

 

211fe-closeup.jpg

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Entracte.

Una piccola digressione che mi era sfuggita nel racconto, che potrà fare piacere agli amici forumer che hanno chiesto notizie sul finale SLA70. Come ho scritto, negli anni successivi alla vendita del mio primo sla70, preso dalla nostalgia ne ho comprati e rivenduti negli anni altri due esemplari. In uno dei periodi in cui ne ero privo e ne cercavo un esemplare, vidi un annumcio di vendita di un concittadino, lo chiamo, concordiamo il prezzo di acquisto e lui si offre di venirmelo a portare a casa, perché abita nel mio quartiere (caso davvero singolare). Quando viene, per una semplice formalità, mi dice di provarlo per verificare che funzioni regolarmente. Lo collego al pre (slp98) e alle casse (Response 2.5) e ascoltiamo qualche minuto, seduti in divano. Mi giro verso di lui e gli dico : ok, vado a prendere l'assegno del prezzo convenuto. Mi accorgo però che il poveretto era in imbarazzo, pallido e balbettante mi dice che non aveva proprio idea che il finale suonasse così bene, e che non era più tanto sicuro di volerlo vendere. Non lo aveva mai ascoltato con pre e diffusori adeguati, evidentemente. Io fui slo per un attimo infastidito, poi divertito, lo sollevo dall'imbarazzo, gli dico che non fa niente, e restiamo un paio di ore a chiacchierare e ad ascoltare musica. Alla fine, il venditore se ne va tutto contento con il suo amplificatore sotto al braccio, con l'intenzione di comprare un pre della Cary.

Nel periodo successivo siamo anche rimasti in contatto ...

 

 

CARY-AUDIO-SLA70-SLP70-extra-big-8277-491-3027.jpg

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Ciao melos

eccomi ritornato

teniamo aggiornato il tread 😂😂

anche io come Melos ho avuto una sorta di “allucinazione” per il marchio Cary

Dopo anni di impianto “messo in soffitta” mi riprende la voglia dopo aver acquistato casa in una posizione molto tranquilla e senza nessuno attorno, di rimettere qualcosa di decente in salotto

giro tra i mercatini e trovo qualche elettronica interessante e soprattutto noto un CAD 120 S MKII dall’aspetto invitante

insomma lo porto a casa ed iniziò ad assemblare qualcosina di qua e di la

lo abbino ad un pre AR LS5 e ad una coppia di Harbeth SHL 5 plus

inizia il mio cammino con le elettroniche della casa dopo essermi iscritto al forum di Melius ed aver letto quanto melos aveva scritto riguardo le elettroniche Cary

la sua scimmia si sdoppia e suona al campanello di casa 

in qualche modo riesce ad entrare e si appoggia sulla spalla e da lì parte la ricerca dei due mono Cad 211fe

una ricerca snervante, nell’usato italiano nulla, importatore zero, nuovi costavano più che una utilitaria....che fare!!??

nel frattempo vado in fissa per il pre a due telai di casa Cary (SLP-05)

alla fine riesco a trovarne uno ex demo.....ok prendiamo quello che al momento era l’unico disponibile 

15 giorni dopo esce l’occasione di due mono Cary 211 e quindi di corsa a prendere anche loro

le Harbeth non riuscivano a imbrigliare i cavallucci a dovere e quindi lasciano il posto dell’impianto principale ad una coppia di Tannoy GRF memory HE

i “cavallucci” fanno danzare il DC da 15” in una maniera incredibile, dinamica, controllo, voci, insomma matrimonio felice

il 120 quindi lascia il passo ai due mono finendo come le Harbeth nel secondo impianto di casa

oggi invece arrivato il CAD 280V12 R che prende il posto del 120

insomma......un susseguirsi di elettroniche Cary che nonostante siano poco conosciute sono, a mio parere, molto valide

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@melos62 veramente contento di aver ritrovato questo thread, di cui all'epoca della lettura mi colpirono tutte le emozioni, avventure e sensazioni di una vita audiofila.

Se non erro, vi era anche un capitolo in cui raccontavi di una tua visita in North Carolina.

Bellissime machine da musica, per un periodo valutai l'acquisto di un SLI 80.

Mi auguro in futuro di poter ascoltare un esemplare di questa casa.

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25 minuti fa, Carson ha scritto:

Se non erro, vi era anche un capitolo in cui raccontavi di una tua visita in North Carolina.

purtroppo è andato perso nel rogo sciagurato. Però ho le foto sul cellulare, proverò a scrivere qualcosa a memoria, in effetti fu un'esperienza per me memorabile... 🙂

 

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@melos62 forte della tua esperienza con vari modelli di Cary Audio vorrei chiederti un parere, diciamo tecnico, sui due mono che a breve dovrei ritirare. Ovvero,  secondo te la scelta di ben 4 valvole 300B per ogni mono e' motivata da quali ragioni?  la potenza dichiarata e' di 40 W . E' piuttosto singolare questa scelta ed infatti la definivi in un precedente post stravagante. Hai qualche idea a proposito?

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17 minuti fa, aldo ha scritto:

E' piuttosto singolare questa scelta ed infatti la definivi in un precedente post stravagante. Hai qualche idea a proposito?

Stravagante perchè in genere si usa la 300b in single ended per sfruttarne la purezza timbrica, ovviamente a prezzo di una potenza oscillante tra i 5 e gli 8 watt, con pesanti limitazioni nella libertà di scelta dei diffusori che dovranno essere ad alta efficienza, con tutto ciò che ne consegue. L'idea stravagante di Had era di mantenere buona parte della qualità sonora della 300 b in amplificatori abbinabili a diffusori anche di media efficienza. Con lo stereofonico cad300b , 2 tubi per canale, 25 watt, direi che ci era riuscito, io ci pilotavo le Proac response 2.5 che erano piuttosto dure, 85 db o anche meno, il mio amico che lo ha preso ci pilota le  response 3.8 e il suono  è bellissimo. Non ha la purezza dei Beltaine, per intenderci, un pochino di pedaggio nel push pull occorre pagarlo, ma la qualità è quella della 300B. non stiamo parlando di progetti civetta di parvenu orientali, ma dell'esercizio di stile di un competente e rispettoso amante dei tubi.  i tuoi finali mono erano la versione raddoppiata del mio ex stereofonico, e costavano quasi il doppio, conoscendo la serietà della casa propendo a credere che saranno anche migliori. 40 watt con la 300B: solo un matto potrebbe farlo, oppure uno come Dennis Had o un Dave Manley...

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Capitolo 10, parte seconda.

“La gestazione”

Nei giorni successivi alla inattesa, e soprattutto solo potenziale,  riapertura del fascicolo cavallucci, sento l'amico per sapere se li ha ancora a deposito. Mi conferma, con serietà ironica, che non li avrebbe mai venduti senza prima offrirli a me, visto il mio amore viscerale. Niente da fare, ormai si vede che sono cotto a puntino. Comunque, la faccio breve: la settimana successiva ricevo la notizia che i proprietari dell'abitazione sarebbero inclini a favorire la mia proposta rispetto alle altre dei concorrenti. Ovviamente siamo ancora in alto mare, niente di garantito, io devo ancora fare i conti su quanto mi costerebbero i lavori di adattamento, insomma basi piuttosto traballanti su cui poggiare una decisione. Però, ormai conoscete anche voi, lettori pazienti, il trucchetto del pretesto ragionevole per atti irragionevoli che il fanciullo nascosto al mio interno aspettava come movente per premere il grilletto. È così, con la motivazione apparentemente razionale che sarebbe stato un peccato perdere l'occasione irripetibile dei cad 211 (in effetti il mio amico, visto il mio stato, mi aveva concesso eventuali condizioni di acquisto di assoluto favore) decido che probabilmente la trattativa per la casa andrà bene, e blocco i finali. Li andrò a prendere dopo un paio di mesi, perché non ho dove mettere le due enormi casse di legno, ma ho trovato la complicità di un amico, professore milanese  single in trasferta lavorativa a Napoli che vive in un appartamento di foresteria con una camera in più dove ospiterà sine die i due sacelli. Ovviamente acqua in bocca con mia moglie, fino al momento in cui potrò fare outing. Non si sa però quando. Nei mesi successivi la trattativa per la casa va in porto effettivamente. Io ogni tanto , quando posso, faccio un salto dal mio amico per chiacchierare e sentire un po' di musica (amante del jazz, è diventato leggermente audiofilo per colpa mia, ha delle maggie piccoline con un Yba integré) ma anche per andare ad accarezzare il capo dei due cavallucci, in letargo. 😀 Questa situazione, carbonara e clandestina di sospensione e di attesa durerà esattamente nove mesi. Non sfuggirà ai più là melodrammatica coincidenza temporale con altri fenomeni naturali umani. Questi maledetti Cary amano il romanzo , stavolta di appendice .😀 

 

(in foto il bel pre Cary Slp 05, che sarebbe il compagno naturale dei 211,  a due telai, perciò ho fatto un matrimonio misto con un ottimo Balanced Audio Technology VK51se)

 

 

cary slp05.jpeg

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Capitolo 10, parte terza

Il travaglio.


Durante i nove mesi di gestazione 😀, oltre ai cento problemi relativi ai lavori di adeguamento da fare nell'abitazione in cui ci saremmo trasferiti, progetti, preventivi, permessi, desiderata di moglie figli, bene fondi bancario, ripresa dei preventivi ecc, non contento, avrei ulteriormente complicato l'equazione con l'aggiunta di alcuni elementi fortemente critici e potenzialmente destabilizzanti:  preparare uno spazio adeguato ai gemelli mori, dal punto di vista fisico, acustico e soprattutto psicologico: parlo dello spinoso tema delle MR (Mulier Relationship). Infatti la nuova casa mi dava la possibilità - teorica e solo potenziale - di trovare una sistemazione plausibile ai due ingombranti monoliti, cosa dapprima impossibile, ma dovevo ancora capire come. Coinvolgo nel progetto, facendomi giurare il più  assoluto segreto a pena di plateali e orribili ritorsioni, il mio amico architetto, storico dell'arte e soprattutto audiofilo. Piccola digressione. Voi già sapete che non esistono che pochissimi esemplari umani di genere femminile interessati o anche solo tolleranti verso l'hifi. Esiste in natura solo una categoria ancora più ostile allo "stereo": gli architetti. Non parliamo poi degli architetti donna o tertium, la sola idea di inserire in arredamento i nostri "orribili parallelepipedi con manopole" può provocargli violente crisi isteriche e iconoclastiche. Io ho la ventura di essere amico di un rarissimo esemplare di architetto audiofilo della specie più esclusiva: quello sposato con moglie intollerante. Quindi allenato dalla dura vita coniugale alla sopravvivenza audiofila in ambiente ostile, maestro dell'arte della dissimulazione e dell'integrazione dei "nemici" in ambito domestico. Come vedete, la magia Cary si manifesta ancora una volta per rendere possibile l'improbabile. 
Segue.

 

(in foto un CAD 2a3, monofonico da pochissimi watt in single ended, inizi anni '90, magia termoionica per possessori di Altec, Khorn  o Avantgarde)

 

Cary-Audio-cad-2A-3-SE.jpg

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