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Le differenze: non le sento, ergo, non esistono.


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Il titolo del thread è ovviamente provocatorio, ma nemmeno così tanto. 
Mi rivolgo a coloro che affermano che i cavi non apportano differenze, a quelli dei DAC, suonano tutti uguali, a quelli che dicono di non sentire differenze tra un giradischi appoggiato su un tavolino specifico e appoggiato sopra il diffusore, a quelli che non percependo differenze, negano che esistano, sostenendo che magari è tutto frutto della suggestione. 
Ma la questione potrebbe essere ribaltata. Quanti affermano di sentire cose che in realtà sentono solo loro? Dando dei sordi agli altri? 
Intendiamoci, non sto difendendo l’audiofilo che sente il pennarello verde sul bordo del cd, ma vorrei solo lasciare la porta aperta alla possibilità che quello che noi sentiamo o non sentiamo, sia frutto del nostro essere, e non di misure oggettive e verità acquisite. La possibilità di accettare che  qualcun’altro senta o non senta delle cose, dovrebbe essere sempre tenuta in considerazione, se non altro non ci farebbe sembrare una categoria di presuntuosi. 
Quello che non sentiamo non ci interessa? Siamo sicuri? Se partiamo da questo principio, non dovremmo nemmeno tendere al miglioramento, dei nostri impianti, perché intanto non esistono differenze … fino a prova contraria, ovviamente. 😄
 

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Quel che intendevo dire prima, con il profumo della arancia, è che, se io sentivo o meglio dire pensavo di sentire per abitudine il profumo della arancia con naso chiuso, chissà se qualcuno come me pesa di sentire degli strumenti con le orecchie tappate, il bello è anche questo, quando una cosa piace si sente anche se non c'è. 

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40 minuti fa, gigi60 ha scritto:

come suonano adesso a casa mia nella ultima versione ha un basso e corpo che sembra un monovia

Si si certo...ne facevo più che altro una questione di.... percezioni soggettive e di riferimenti, evidentemente entrambi possono variare

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1 ora fa, captainsensible ha scritto:

 

@dadox Guarda che anche i 30enni fanno uguale, eppure ci sentono bene.

Eppoi il problema della perdita degli acuti ce l'hai con lo stereo ma anche con la musica della banda durante la processione

 

E certo! Mica si vive di solo stereo. Cos’è, adesso nessuno mette in conto che il problema si annidi in se stessi a livello medico? Mica posso considerare un controllo alla prostata, in questa situazione…😄

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22 minuti fa, iBan69 ha scritto:

La possibilità di accettare che  qualcun’altro senta o non senta delle cose, dovrebbe essere sempre tenuta in considerazione, se non altro non ci farebbe sembrare una categoria di presuntuosi. 

Per giocare sulle possibilità e sulle parole, si potrebbe anche dire che presuntuoso è colui che dice di sentire ciò che altri non sentono, oppure colui che crede di sentire qualcosa che non c'è.

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L'unico consiglio dò nel ambito dell'hifi è quello di concentrasi su sè stessi e non quello che fanno gli altri.

Si può imparare dagli altri cercando da loro eventuali spiegazioni ma queste devono essere nel modo più imparziale verificate personalmente. Importante è considerare quello che dicono non come verità ma punti di vista.

Quindi se qualcuno pare che senta meglio di me, mi dovrebbe incentivare ad investigare che cosa sente e come lo sente (quindi chiedere in dettaglio, anche se nella maggior dei casi non si riceve risposte) e se queste cose siano importanti per il mio ascolto. Personalmente visto che ascolto musica mi interessa la sua base di educazione musicale.

 

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11 ore fa, iBan69 ha scritto:

dobbiamo anche accettare che queste diversità possano comportare delle capacità di percezione differenti.

 

C'è anche il discorso che a parità di qualità dell'orecchio conta l'esperienza e a cosa si presta attenzione.

Nei Trial sperimentali della Harman (gruppo JBL) si distingue spesso tra gruppi di ascoltatori "esperti" da quelli "ingenui". C'è chi è addestrato ad ascoltare (e riconoscere criticamente frequenze sonore) e chi invece lo fa in modo spontaneo. Ma tutti possono migliorarsi.

.

Personalmente sono contro ogni semplificazione, come quella che vorrebbe il fallimento di un test in cieco la prova del fatto che non sussistano differenze. E' la riprova di quanto sia complesso un compito percettivo tramite sensi, come sia facile confonderli e ingannarli.

.

I bias e le influenze sono molteplici non si può semplificare nel discorso "sai che costa di più ergo ne sei suggestionato" che sembra dominare qualsiasi discussione da un po' di tempo a questa parte. Ormai esiste da tempo anche quello contrario: "è un oggetto costoso quindi ne sono portato a mettere in dubbio la buona fede". Oppure come la volpe e l'uva: "non posso permettermelo ergo non ne sento le qualità e lo svaluto". Bisogna stare più rilassati e mantenersi lucidi con orecchio sempre critico anche nei confronti delle proprie capacità.

.

Credo di essere un ascoltatore esperto. Non perchè ho ascoltato tanto dal vivo, non perchè sono sicuro delle mie capacità ("io in cinque minuti capisco come suona l'impianto" beh state certi che sarà molto facile farsi suggestionare se fate parte di questo gruppo), non perchè sono abituato bene con un bell'impianto, ma perchè ho ascoltato tanti impianti diversi senza avere pregiudizi e sforzandomi costantemente di essere critico. Ho capito con l'esperienza, mi sono de-talebanizzato molto, ho compreso e accettato che la quasi totalità degli artefatti umani in campo HI-FI ha la sua collocazione, magari non piacerà a me, ma forse ci sarà un altro che lo potrà apprezzare.

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@leoncino anche durante un test sei condizionato ma in un'altro modo. Un test per essere valido devi anche dimostrare che quando lo fai ascolti in condizioni come se lo ascoltassi normalmente e questo non viene (quasi mai) dimostrato. Questo è essenziale per la validità di un test specialmente quando si tratta di analizzare e sentire differenze (minime) in campioni di suoni complessi come la musica dove hai situazioni come descritto da @Ggr nel suo ultimo intervento.

Quando si tratta invece di campioni acustici semplici (una o più frequenze) il discorso è diverso.

  • Melius 1
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@leoncino ma, quelli test, quali condizionamenti? 
Ma chi si testa per verificare ciò?

E se la risposta fosse molto più semplice: non le sente?
Troppo presuntuosi per accettarlo? 
Dobbiamo trovare la scusa dei condizionamenti, che in alcuni casi sono veri, intendiamoci, così il nostro super udito è salvo? 

Potrebbe essere che uno non voglia ammettere di non sentire queste differenze, trovando altre risposte?
E qui torniamo alla domanda iniziale.

E possibile che l’audiofilo, piuttosto che ammettere di non sentire ciò che altri dicono di sentire, neghi l’esistenza di queste differenze? Questo può realizzarsi anche al contrario, ovviamente. Ora, leggendo alcuni post, e avendo conosciuto un po’ di audiofili, penso che ciò possa essere, in alcuni casi, più verosimile che i test, fatti in casa, condizionati già di partenza da chi li effettua, con il solo scopo di confermare le proprie tesi. 
Perché non considerare la possibilità che ciò che sentiamo o no sentiamo, dipenda da quel che siamo e che semplicemente, per qualcun'altro, possa essere diverso?



 

  • Melius 2
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