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Le differenze: non le sento, ergo, non esistono.


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13 ore fa, mozarteum ha scritto:

Eh ma hanno fatto dischi che con le tecnologie d’oggi spesso si sognano.

Oltre alle

misure bisognerebbe conoscere la discografia

 

Giusto. Il fatto culturale è fondamentale, viene prima di ogni disquisizione di natura "tecnica"; non si giunge a nessun punto finale, presente e ancora da venire, senza essere passati dal via e attraverso i percorsi intermedi.

 

 

13 ore fa, mozarteum ha scritto:

Hermans, Legge, Culshaw sono i grandi padri dell’alta fedelta’ lato ripresa. Parliamo

dei Decca, Dg ed Emi anni 50/60.

Cose leggendarie tipo Ring di Solti, i dischi della Philarmonia di Londra, quelli dei Berliner prima della Philarmonie.

 

Sul fronte delle leggendarie registrazioni della musica jazz prodotte dalle leggendarie etichette discografiche. abbiamo, attivo in quegli stessi anni, ed oltre, l'omologo nel geniale "tecnico" di ripresa Rudy Van Gelder.

Fu un grande perchè aveva la cultura del jazz, della musica, ancor prima di essere un eccellente tecnico". Vi sono ovviamente altri "tecncici dl suono" che hanno lasciato dischi irripetibili anche tecnicamente.

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43 minuti fa, _Diablo_ ha scritto:

Dal punto di vista della musicofilia, sociale ed emozionale non ci sono dubbi che l'esperienza dal vivo sia d'elezione e insostituibile per godersi questa splendida forma d'arte.

 

Aggiungerei anche e soprattutto dal punto di vista estetico, linguistico, poetico, culturale, psichico.., degli aspetti che fanno o dovrebbero fare il "sociale"artistico e culturale più evoluto.
L'aspetto emozionale è secondario.., personale e "automatico"; non c'è essere umano che non provi qualche forma "indotta" di emozione la quale resta chiusa, incomunicabile ad altri, all'interno di chi la prova. Solo la chimica della passione d'amore trasforma la tensione emozionale profonda e segreta in eros e psiche.

 

I due modi, quello dell'ascolto dal vivo e quello dell'ascolto registrato, non si escludono a vicenda, dovrebbero convivere e di vatto convivono armoniosamente insieme, in modo non conflittuale, bensì "integrativo". 

L'importante è prendere la musica dal vivo come musica dal vivo e la musica dal morto come musica dal morto ... in modo "laico" e senza le "superstizioni", tick e vezzi degli audiofili immemori fermi al punto "di arrivo", l'unico che conoscono non essendoci arrivati attraverso un cammino preparatorio della "conoscenza" più formativa ed educativa. 

 

Questo è per me il sunto della questione.., poi possiamo tranquillamente parlare di quel che pensava ed auspicava Gould da una posizione nevrotico-"elitaria"... potremmo contrapporgli ciò che invece pensava e professava un genio della direzione orchestrale e dell'interpretazione musicale che aveva per nome Celibidache che era contrartio alla registrazione msicale..,  cose sulle quali è piacevole e istruttivo soffermarsi.., ma andremmo ben oltre l'OT... Ne parlammo già, ante rogo.., in maniera approfondita e appassionata.., anche quel piccolo "patrimonio", insieme a tanto altro.., è per sempre andato...

 

1 ora fa, _Diablo_ ha scritto:

E in effetti andare ai concerti comporta una certa organizzazione: lo spostamento, costa, non sempre senti bene per la posizione che puoi permetterti, gli artisti che si esibiscono sono quelli che vengono proposti. Non sempre c'è in programma qualcosa di interessante o quello che vuoi sentire. Dal mio punto di vista è chiaro che se vuoi avere una cultura musicale ampia a 360°, che comprenda anche andare alla ricerca di interpreti scomparsi, non c'è altro modo che affidarsi alle registrazioni. Oltre al fatto che come dicevano @captainsensible @Titian i "tecnicismi" ti permettono paradossalmente di sentire più particolari e dettagli di quanti ne sentiresti dal vivo.

 

 

In quanto a questo.., i "fastidi" che comporta l'andare ai concerti non dovrebbe rappresentare una jattura: l'autentico appassionato di musica li troverà dilettevoli.., quale piacere dell'agire per conseguire l'agognato risultato, quello di poter ascoltare musica suonata dal vivo... In ogni caso se si vuole la bicicletta poi bisognerà pur pedalare per potersene beare...  😄

 

Ne abiamo già parlato, mi sono più volte soffermato sulla grande e insostituibile "utilità" della musica registrata, della sua invenzione.., va da se che per poter ascoltare le musiche dirette da Toscanini, o quelle suonate, irripetibilmente anch'esse, da Louis Armstrong o le musiche di Lou Reed, si potrà ricorrere solo al disco.., nelle sedute spiritiche i morti battono il colpo.., di tutta la mauica ci fanno sentire solo le percussioni... 😂 😄 😉

 

Per le musiche delle avanguardie, spesso esteticamente e "ideologicamente" "antagoniste" della tradizione musicale non solo "classica", bisognerebbe in effetti osservare i fenomeni da punti di vista diversi ed usare altri tipi di ottiche.., ma andremmo in OT. 

 

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2 ore fa, _Diablo_ ha scritto:

Che tipo di misurazioni hai in mente?

In tutte quelle che mi vengono in mente c'è il problema che ogni misurazione potrebbe essere una situazione riduttiva rispetto all'ascolto "naturale" ad orecchie (tra l'altro ci dimentichiamo troppo spesso che tendenzialmente ne abbiamo 2 cosa non del tutto da trascurare 😂).

Relativamente alle misurazioni di cui ho in mente, l'ascolto risulterebbe talmente riduttivo da paragonarlo alle capacità visive dell'uomo nell'osservare (invano) ad occhio nudo i microbi, i batteri e i virus 

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@ilmisuratore

 

Nessuno sostiene di riuscire a vedere ad occhio nudo i batteri.

Viceversa in molti odono differenze in relazione a sfumature nella sonorità di impianti hifi. Segno che non sono così piccole, sono ben udibili e il confronto con i batteri e la vista non regge.

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30 minuti fa, ClasseA ha scritto:

Nessuno sostiene di riuscire a vedere ad occhio nudo i batteri.

Viceversa in molti odono differenze in relazione a sfumature nella sonorità di impianti hifi. Segno che non sono così piccole, sono ben udibili e il confronto con i batteri e la vista non regge.

Le piccole sfumature potrebbero benissimo essere frutto di elaborazioni del cervello che vanno oltre a quanto fornisce il sistema uditivo esterno

Non è un asserzione, ma un ipotesi che si fonda su un elevata probabilità

Se queste sfumature risultassero ripetibili in un ascolto in cieco, allora stanne certo che non solo si misurerebbero facilmente, ma metterebbero una pietra sopra ogni dubbio

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1 ora fa, ClasseA ha scritto:

Nessuno sostiene di riuscire a vedere ad occhio nudo i batteri

Perché no? Io li vedo,sta agli altri dimostrare il contrario...

..stessa cosa per le sfumature/differenze audio,chi le sente vuole che siano gli altri a dimostrare che effettivamente non ci sono.

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58 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

potrebbero benissimo essere frutto di elaborazioni del cervello che vanno oltre a quanto fornisce il sistema uditivo esterno

Non è un asserzione, ma un ipotesi che si fonda su un elevata probabilità

 

Tutte cose non dimostrate. Dimostrarlo! Dimostra che ci sia suggestione. Che ci sia elevata probabilità è una tua illazione

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1 ora fa, ilmisuratore ha scritto:

Le piccole sfumature potrebbero benissimo essere frutto di elaborazioni del cervello che vanno oltre a quanto fornisce il sistema uditivo esterno

A me interessano molto le sfumature interpretative, quindi a che cosa i diversi musicisti lavorano duranti anni e forse decenni della loro vita a produrre. Sono sfumature sonore che noto durante le prove, durante le loro master classes quando parlo con loro. Trovo che queste sfumature spesso vengono coperte dalle caratteristiche sonore degli sistemi di riproduzione. Sarebbe interessante sapere se riuscissi a sentirle in test ciechi. Dovrei avere due sistemi uno che li produce e l'altro no, nella stessa stanza posizionati perfettamente.

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45 minuti fa, ClasseA ha scritto:

Non regge la logica. Nessuno vede i batteri. Molti odono differenze nei suoni. Una bella differenza che fa si che l'onere della prova cambi nei 2 distinti casi

Ed invece la logica regge eccome !!!

Cioè voi asserite di sentire il respiro dei morti dopo averli clinicamente dichiarati tramite elettroencefalogramma ed elettrocardiogramma piatti, di contro se qualcuno vi dice che vede i batteri non ci credete

 

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extermination

Più di qualcuno si dimentica della non invarianza degli esiti del sistema percettivo e della invarianza ( leggi anche ripetibilita)  degli esiti di un adeguato sistema di misurazione ( adeguate apparecchiature e tecniche di misurazione).

Più di qualcuno si dimentica delle soglie di sensibilità ( e selettività) -non trascurabili -del sistema uditivo-percettivo rispetto alle tolleranze - trascurabili -di un adeguato  sistema di misurazione. 

 

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42 minuti fa, extermination ha scritto:

Più di qualcuno si dimentica della non invarianza degli esiti del sistema percettivo e della invarianza ( leggi anche ripetibilita)  degli esiti di un adeguato sistema di misurazione ( adeguate apparecchiature e tecniche di misurazione).

Più di qualcuno si dimentica delle soglie di sensibilità ( e selettività) -non trascurabili -del sistema uditivo-percettivo rispetto alle tolleranze - trascurabili -di un adeguato  sistema di misurazione. 

Ne dubito 

Non se lo dimenticano 

Semplicemente omettono di considerare  certi fatti allo scopo di tenere a galla posizioni umanamente anche comprensibili.... ma essenzialmente tanto romantiche quanto destituite di ogni fondamento oggettivo 

È una ben precisa strategia comunicativa 

Che peraltro in hiend ha decenni di comprovato successo alle spalle 

🙂

 

 

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extermination
14 minuti fa, FabioSabbatini ha scritto:

Semplicemente omettono di considerare  certi fatti allo scopo di tenere a galla posizioni umanamente anche comprensibili.... ma essenzialmente tanto romantiche quanto destituite di ogni fondamento oggettivo 

La soluzione sarebbe semplice e l'una non escluderebbe l'alta ...vale a dire:

Fase 1) ll ricorso alle misure in fase di set-up ( misurazioni acustiche comprese) 

Fase 2) il ricorso ad azioni correttive se del caso ( che non vuol dire- tra le altre- il ricorso a tecniche di correzione attiva- ma che non le esclude) 

Fase 3) ascolti e validazione della performance.

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Non cambierebbe niente.

Il sunto è,  che visto che ho dedicato la mia vita all'hi fi, sono convinto di avere esperienze e capacità fuori dal comune,  le leggi della fisica non esistono, quella di ohm poi non ne parliamo. Il signore mi ha fatto le orecchie per sentire, non serve atro. Ci ha fatto anche le gambe per camminare,  ma viaggiamo in aereo. 

 

 

  • Melius 2
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1 minuto fa, gimmetto ha scritto:

ehm in realtà dovresti essere tu a dimostrare che ci siano differenze...

Giusto! Le differenze le deve dimostrare chi dice di sentirle, e se le sente così bene, dovrebbe riuscire a distinguerle anche se non sapesse che cavo che dac ecc. sta suonando con un telo davanti….

  • Melius 1
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@extermination temo ggr abbia detto bene 

Nella sostanza, manca la volontà di sapere o meglio di scoprire, per paura forse...non saprei, se una sensazione soggettiva ha un corrispettivo nella realtà oggettiva 

E quindi tirano in ballo la conta dei concerti dal vivo, poi se non è il musikverein vale meno, i diplomi di cultura classica, se il tuo DAC costa un botto (se è un botto piccolo non ci capisci granché di musica in quanto il tuo impianto fa....quel che può) e prelibatezze del genere 

E ovviamente la sempreverde inversione dell'onere della prova

(cioè sei tu che devi dimostrare che la fisica non ha capito  una mazza negli ultimi duemila anni...)

Un classico 

🙂

 

 

 

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10 minuti fa, gimmetto ha scritto:

...ehm in realtà dovresti essere tu a dimostrare che ci siano differenze...

se uno non riesce a dimostrare in tests che sente le differenze e un'altra persona afferma è perché si autosuggestiona, quest'altra persona deve anche dimostrare la sua affermazione. Solo perché tutti i tentativi di fare diversi tests, per dimostrare che sente differenze, sono falliti non vuol dire che si autosuggestiona.

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