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Le differenze: non le sento, ergo, non esistono.


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@mozarteum e @FabioSabbatini 

Boni, vi state accapigliando perché parlate di cose diverse... pur avendo in qualche modo ragione entrambi (più mozarteum a dirla tutta). 

Più tardi avendo tempo e voglia spiego perché, anche con qualche esempio tecnico (bella rottura... in genere preferisco passare il mio tempo a perculare Diablo o ClasseA). 

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8 minuti fa, FabioSabbatini ha scritto:

Mica gli ho detto quello che penso realmente della sesta di Mahler e cioè che i Maneskin sono più bravi come compositori 

 

E fu così che finisti direttamente nella lista degli ignorati (non di mozarteum, la mia). 

Vabbè per stavolta ti perdono. 

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2 ore fa, _Diablo_ ha scritto:

Detto così ha già un altro grado di accettazione e condivisione da parte mia. Sebbene ritengo interessante riflettere seriamente sulla provocazione di Gould.

 

 

 

La provocazione di Gould (che nel suo paradosso potrebbe far riflettere, da un determinato punto di vista che potrei relativamente condividere se non fosse univoco e radicale)  era costruita sull'ipotesi che "la riproduzione fosse il mezzo ideale e più intimo di comunicazione musicale. Privo di distrazioni della sala da concerto, spogliato del narcisismo dello spettacolo visivo e delle passerelle dei direttori d'orchestra. Connessione diretta con la musica, con l'artista e col messaggio che trasporta.."

 

Tale ipotesi potrebbe essere tranqillamente ribaltata dal fatto che la musica dal vivo avrà i suoi "rumori" e distrazioni, le sue "passerelle" narcisistiche e divistiche, pur essendo tuttavia calata in un contesto liturgico ascoltatoriale collettivo e condiviso,  a volte "chiassoso" ma pur sempre vivo, mentre il silenzio che grava sulla musica rigistrata, e "indisturbata", potrebbe ricordare il silenzio "tombale" del rigor mortis... Furono fatti analoghi parogoni per quanto riguarda il suono "silenzioso" del CD e quello "rumoroso" del vinile.., altra storia...


Tra le due opzioni io preferisco la prima, quella del live .., dove la vita reale al pari dell'arte rumoreggiano perchè, guarda caso..., sono entrambi "soggetti" vivi! Ovviamente si parla di ascoltatori e di luoghi dei concerti di pregio e di misura fuor di ingessatura.., nulla che possa rimandare ovviamente agli antichi "fasti" che furono, spesso pecorecci, del Volturno o dell'Ambra Jovinelli... . 😄

In una sala da concerto di buona "reputazione", nella quale si va per ascoltare musica, per concentrarsi unicamente sulla musica, gli elementi di "disturbo" fisiologici sono episodici se non rari e ben gestiti dal pubblico maturo e appassionato; essi fanno addirittura "c(a)olore".., brusii sommessi e non volgari, fuori controllo, maleducati, che diventano un po' il segno udibile della comunicazione empatica spontanea che serpeggia cum-passionevolmente tra gli ascoltatori tutti raggiunti dallo stesso stato di grazia... Sorta di laica comunione dei santi...  🙏


Andrebbe inoltre considerato che gli ascolti domestici delle musiche riprodotte siano a ben vedere i più distraenti e distratti.
Dai.., confessiamoci amabilmente in comitiva senza vergognette ed altre remore neglette: mentre la musica va e ci manda in estasi non di rado ci si alza dalla poltrona per fare tutta una serie di cosette "prosaiche" che interrompono l'idillio: ci si preparare un caffè, oppure il the.., si va al bagno nel momento culminante dell'accordo sfavillante.., squilla il telefono.., suona amazon.., si rispondere alla moglie che minaccia il divorzio se non si abbassa il volume mentre il vicino bussa sul muro.., ci si concentra sullo stereo presi da tentazzione dimenticandosi della musica...

E fin qui tutto bene, fino a quando non arriva il selvaggio pargoletto che in orrenda scivolata va a sbattere contro il carrello delle preziose apparecchiature hifi.. e Dio non voglia che lo schianto accada mentre gira il vinile blasonato solcato dallo stilo ben pagato...   😱😂

 

2 ore fa, _Diablo_ ha scritto:

Bisogerebbe anche considerare che non tutte le musiche hanno un corrispettivo nell'esperienza dal vivo.

Ci sono filoni, commistioni e compositori di musiche elettroniche che nascono dalla tecnologia riproduttiva e hanno la loro dignità. Anzi di solito in questi casi avviene il processo inverso, cioè creazioni in studio che si adattano in qualche modo all'esperienza dal vivo.

 


Le composizioni musicali "elettroniche" realizzate in studio, la cui dignità è fuori discussione, pur nascendo dalla tecnologia scientifica sono a tutti gli effetti frutto della umana cretività estetica,  anch'esse eseguibili - non in forma "adattata", bensì a pieno titolo - nella sala da concerto, oppure in ambiente privato ma va da se che nel distinti luoghi si ascolterà sempre lo stesso suono...

In questo caso cambia solo l'impatto "psicologico" determinato dal tipo di luogo d'ascoltro...
Il suono della musica di Bach, la sua dimensione fisica, metafisica, fonica, espressiva, psicologica, poetica, emozionale , ecc, potrebbe invece sensibilmente cambiare a seconda dei luoghi di esecuzione, se dal vivo, eseguita con strumenti "naturali", oppure da disco, "artificialmente" riprodotta.

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Preciso meglio il mio discorso, che vale per gli impianti, come per i vini, come per le marche di te' come per qualunque cosa. Se una persona riesce a percepire la differenza tra due vini, impianti te' o marche di gorgonzola vuole dire che queste differenze esistono, anche se non si possono misurare o se delle misure non riescono a dimostrarle. 

 

Però per affermare che si percepiscono delle differenze non basta ascoltare due impianti (o bere due vini) e dire "sono diversi" perché ovviamente queste potrebbero essere dovute anche a una semplice suggestione. Quindi le differenze devono essere percepite in cieco, in modo da annullare pregiudizi e tutto il resto. 

 

Se è impossibile dimostrare differenze in cieco (perché anche l'ascoltatore più abile non le percepisce, o perché è impossibile fare una prova in cieco - ma questo è difficile perché è possibile per tutto e un impianto è facilissimo da valutare in cieco) non si può affermare che queste differenze esistano. 

 

Alla fine poi si può anche concludere che se uno sente meglio un impianto che questo dipenda dalla suggestione derivante dall'avere acquistato un apparecchio desiderato o immensamente costoso o da una effettiva migliore riproduzione chissenefrega, e io sono di questa opinione. 

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@analogico_09

 

 Potremmo forse quindi dire, in via super sintetica, che le distrazioni della musica dal vivo sono arricchenti e sono momenti di vita stessa, esperienze che si sommano all'esperienza dell'esecuzione musicale? Si pensi anche al teatro in musica nel periodo barocco quando il pubblico mangiava o amoreggiava, viveva insomma in contemporanea alla vita che veniva rappresentata sul palco.

Attualmente, come scrivevi, è comunque abbastanza elevata l'attenzione del pubblico, in una dimensione quasi liturgica della musica.

  • Melius 1
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captainsensible

@analogico_09 il fatto è che spesso l'audiofilo preferisce la musica riprodotta per via del suo effetto "lente di ingrandimento" derivante dal tecnicismo, che non è presente nell'ascolto dal vivo.

Quanti non godono nell'ascoltare il rumoretto dell'archetto sulla corda di violino che li illude di chissà quale risoluzione del suo impianto, che normalmente non si sente in un concerto ?

Diciamolo, l'audiofilia campa molto di queste cose.....

 

CS

 

  • Melius 1
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7 ore fa, mozarteum ha scritto:

L’ascolto dal vivo del suono acustico e’ piu’ ricco di quello domestico. Piu’ ricco di tutto. Come si fa a sostenere che a casa il suono riprodotto e’ piu’ dettagliato?

Non c'è solo il dettaglio della ricchezza sonora (timbrica). In tutte le incisioni i microfoni sono piazzati molto più vicino che dove siamo seduti dal vivo. I dettagli del suono dello strumento sono molto di più, a volte si sente anche il respirare del musicista e altri rumori. Se si sentono persino quelli si sentono sonoramente anche molti altri dettagli che a distanza non si sentono. Poi normalmente nelle incisioni i solisti vengono incisi ad un livello superiore che l'orchestra. Concerti per arpa o chitarra ed orchestra sentirai il solista molto più dettagliatamente che dal vivo. Altri esempi ne posso elencare se richiesti...

 

7 ore fa, mozarteum ha scritto:

I violini setosi o vellutati non esistono.

Questo me lo devi spiegare in dettaglio.

  • Melius 1
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54 minuti fa, ClasseA ha scritto:

Si pensi anche al teatro in musica nel periodo barocco quando il pubblico mangiava o amoreggiava, viveva insomma in contemporanea alla vita che veniva rappresentata sul palco.

 

 

Spesso le primedonne del canto competitive si menavano a scena aperta... 😄

 

 

 

 

 

 

 

Nello stesso film su Handel si racconta di quando lo stesso compositoren alla rappresentazione del suo masque Acis and Galatea si sgranocchiava annoiato un tacchino arrosto in mezzo a una confusione passionale... 😅

 

 

 

 

  • Haha 1
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4 ore fa, FabioSabbatini ha scritto:

Spesso dal vivo fa schifo 

Non so in che sale da concerto vai e in che posti ti siedi  se ti riferisci a concerti di musica classica. Se faccio un paragone suono "in casa" e "dal vivo" li paragono partendo di essere nel miglior posto a casa e uno di migliori posti dal vivo. Paragono di sentire la musica in una sala acusticamente trattata in tutti i due posti.

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4 ore fa, Paperinik2021 ha scritto:

Fai pure, ti leggo

Nel video appaiono delle cose evidenti, il pavimento è integrale in moquette, ci sono numerose persone in sala d'ascolto, la stanza è grande e i diffusori sono ben distanti dalle pareti

Queste cose conferiscono ad incrementare fortemente il coefficiente di assorbimento della sala

Se noti, quando il signore spiega, la voce risulta essere molto "frenata" per via dell'rt60 basso

La vetrata posteriore ha un doppio obiettivo, quello di rendere l'acustica meno assorbente, e quello di offrire un panorama (vista dello stadio e relative dimensioni di spazio e profondità) visivo il quale incrementa la percezione di profondità dell'immagine (la percezione funziona cosi, vista + udito)

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3 ore fa, mozarteum ha scritto:

Vabbe’ il virtuale e’ meglio del reale. Mi ritiro

Non devi ritirarti, devi soltanto continuare a discutere

Il virtuale non è meglio del reale, ma non pensare che virtualmente non si possa catturare tutto il dettaglio possibile di un evento musicale semplice costipato al singolo strumento e/o pochi strumenti

E' chiaro che un intera orchestra non potrà entrare dentro una microfonazione !!!

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