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Le differenze: non le sento, ergo, non esistono.


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Dopo 39 pagine di mirabolanti e illuminanti teorie, solidi e inattaccabili fatti, profondissimi pensieri e argomentazioni a prova di testate nucleari ... riassumerei il senso di questa discussione, in:

ma, se sei sordo ... che te lo dico a fare?! 

😱

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18 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Ai tempi la tecnologia di ripresa, come di misurazione, era scarsissima

Eh ma hanno fatto dischi che con le tecnologie d’oggi spesso si sognano.

Oltre alle

misure bisognerebbe conoscere la discografia

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1 minuto fa, mozarteum ha scritto:

Eh ma hanno fatto dischi che con le tecnologie d’oggi spesso si sognano.

Oltre alle

misure bisognerebbe conoscere la discografia

Ok ma possiamo affermare che la fedeltà era un utopia ? un aspirazione di riproduzione che, se fosse rimasta in quel modo, non avrebbe avuto risvolti credibili

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Hermans, Legge, Culshaw sono i grandi padri dell’alta fedelta’ lato ripresa. Parliamo

dei Decca, Dg ed Emi anni 50/60.

Cose leggendarie tipo Ring di Solti, i dischi della Philarmonia di Londra, quelli dei Berliner prima della Philarmonie.  Misurato’…

 

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51 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Hermans, Legge, Culshaw sono i grandi padri dell’alta fedelta’ lato ripresa. Parliamo

dei Decca, Dg ed Emi anni 50/60.

Cose leggendarie tipo Ring di Solti, i dischi della Philarmonia di Londra, quelli dei Berliner prima della Philarmonie.  Misurato’…

Chiedo di fare un reset

Jakob1965 ha citato quei nomi che ho intepretato (senza occhiali perchè non vedo bene) per il matematico Hermann Günther Grassmann

Da qui parte il menzionare del 19simo secolo e le registrazioni di Edison

Gli anni 50/60 sono tutt'altra cosa

Ad esempio sulle voci non trovo di meglio

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@analogico_09  Dal punto di vista della musicofilia, sociale ed emozionale non ci sono dubbi che l'esperienza dal vivo sia d'elezione e insostituibile per godersi questa splendida forma d'arte.

Tuttavia ha un grado di parentela relativo all'Hobby HI-FI e viceversa. Conosco musicofili o melomani a cui non interessa minimamente il "come" si sente.

.

La musica elettronica creata in studio invece deve per forza adeguarsi ad una condizione di Live, passando per strumenti tecnici di riproduzione, penso ad esempio agli eventi concerto di jean micheal Jarre (1971, Fu la prima volta che la musica elettronica venne rappresentata in teatro, e Jarre dovette dipingere d'oro le sue casse audio perché fossero colorate come la scenografia del teatro)

.

Tuttavia più che sul "rumorino" mi pare che la posizione di Gould concentrasse la sua attenzione su una dimensione di critica sociale: ritenendo quel mondo elitario mentre invece una incisione può raggiungere in modo capillare anche il più povero che la potrà ascoltare per radio. E poi (essendo lui sostanzialmente un "nevrotico") preferendone una dimensione il più possibile "solitaria", in questo senso intima e diretta.

.

E in effetti andare ai concerti comporta una certa organizzazione: lo spostamento, costa, non sempre senti bene per la posizione che puoi permetterti, gli artisti che si esibiscono sono quelli che vengono proposti. Non sempre c'è in programma qualcosa di interessante o quello che vuoi sentire. Dal mio punto di vista è chiaro che se vuoi avere una cultura musicale ampia a 360°, che comprenda anche andare alla ricerca di interpreti scomparsi, non c'è altro modo che affidarsi alle registrazioni. Oltre al fatto che come dicevano @captainsensible @Titian i "tecnicismi" ti permettono paradossalmente di sentire più particolari e dettagli di quanti ne sentiresti dal vivo.

.

Sono due modi altrettanto degni di fruizione musicale, il vivo è più sociale-emozionale e da vivere sulla pelle. La riproduzione a casa propria più conoscitiva-intellettuale. Ma in entrambi i casi una cosa non esclude completamente l'altra, ci si può altrettanto emozionare di fronte ad un impianto che suona in modo coinvolgente altrimenti non saremmo qui a parlarne.

 

 

  • Melius 1
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13 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Questa verità inconfutabile si scoprirebbe soltanto con le misurazioni (non quelle pubblicate sui depliant che servono quasi a nulla) 

 

Che tipo di misurazioni hai in mente?

In tutte quelle che mi vengono in mente c'è il problema che ogni misurazione potrebbe essere una situazione riduttiva rispetto all'ascolto "naturale" ad orecchie (tra l'altro ci dimentichiamo troppo spesso che tendenzialmente ne abbiamo 2 cosa non del tutto da trascurare 😂).

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13 ore fa, mozarteum ha scritto:

Eh ma hanno fatto dischi che con le tecnologie d’oggi spesso si sognano.

Oltre alle

misure bisognerebbe conoscere la discografia

 

Giusto. Il fatto culturale è fondamentale, viene prima di ogni disquisizione di natura "tecnica"; non si giunge a nessun punto finale, presente e ancora da venire, senza essere passati dal via e attraverso i percorsi intermedi.

 

 

13 ore fa, mozarteum ha scritto:

Hermans, Legge, Culshaw sono i grandi padri dell’alta fedelta’ lato ripresa. Parliamo

dei Decca, Dg ed Emi anni 50/60.

Cose leggendarie tipo Ring di Solti, i dischi della Philarmonia di Londra, quelli dei Berliner prima della Philarmonie.

 

Sul fronte delle leggendarie registrazioni della musica jazz prodotte dalle leggendarie etichette discografiche. abbiamo, attivo in quegli stessi anni, ed oltre, l'omologo nel geniale "tecnico" di ripresa Rudy Van Gelder.

Fu un grande perchè aveva la cultura del jazz, della musica, ancor prima di essere un eccellente tecnico". Vi sono ovviamente altri "tecncici dl suono" che hanno lasciato dischi irripetibili anche tecnicamente.

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43 minuti fa, _Diablo_ ha scritto:

Dal punto di vista della musicofilia, sociale ed emozionale non ci sono dubbi che l'esperienza dal vivo sia d'elezione e insostituibile per godersi questa splendida forma d'arte.

 

Aggiungerei anche e soprattutto dal punto di vista estetico, linguistico, poetico, culturale, psichico.., degli aspetti che fanno o dovrebbero fare il "sociale"artistico e culturale più evoluto.
L'aspetto emozionale è secondario.., personale e "automatico"; non c'è essere umano che non provi qualche forma "indotta" di emozione la quale resta chiusa, incomunicabile ad altri, all'interno di chi la prova. Solo la chimica della passione d'amore trasforma la tensione emozionale profonda e segreta in eros e psiche.

 

I due modi, quello dell'ascolto dal vivo e quello dell'ascolto registrato, non si escludono a vicenda, dovrebbero convivere e di vatto convivono armoniosamente insieme, in modo non conflittuale, bensì "integrativo". 

L'importante è prendere la musica dal vivo come musica dal vivo e la musica dal morto come musica dal morto ... in modo "laico" e senza le "superstizioni", tick e vezzi degli audiofili immemori fermi al punto "di arrivo", l'unico che conoscono non essendoci arrivati attraverso un cammino preparatorio della "conoscenza" più formativa ed educativa. 

 

Questo è per me il sunto della questione.., poi possiamo tranquillamente parlare di quel che pensava ed auspicava Gould da una posizione nevrotico-"elitaria"... potremmo contrapporgli ciò che invece pensava e professava un genio della direzione orchestrale e dell'interpretazione musicale che aveva per nome Celibidache che era contrartio alla registrazione msicale..,  cose sulle quali è piacevole e istruttivo soffermarsi.., ma andremmo ben oltre l'OT... Ne parlammo già, ante rogo.., in maniera approfondita e appassionata.., anche quel piccolo "patrimonio", insieme a tanto altro.., è per sempre andato...

 

1 ora fa, _Diablo_ ha scritto:

E in effetti andare ai concerti comporta una certa organizzazione: lo spostamento, costa, non sempre senti bene per la posizione che puoi permetterti, gli artisti che si esibiscono sono quelli che vengono proposti. Non sempre c'è in programma qualcosa di interessante o quello che vuoi sentire. Dal mio punto di vista è chiaro che se vuoi avere una cultura musicale ampia a 360°, che comprenda anche andare alla ricerca di interpreti scomparsi, non c'è altro modo che affidarsi alle registrazioni. Oltre al fatto che come dicevano @captainsensible @Titian i "tecnicismi" ti permettono paradossalmente di sentire più particolari e dettagli di quanti ne sentiresti dal vivo.

 

 

In quanto a questo.., i "fastidi" che comporta l'andare ai concerti non dovrebbe rappresentare una jattura: l'autentico appassionato di musica li troverà dilettevoli.., quale piacere dell'agire per conseguire l'agognato risultato, quello di poter ascoltare musica suonata dal vivo... In ogni caso se si vuole la bicicletta poi bisognerà pur pedalare per potersene beare...  😄

 

Ne abiamo già parlato, mi sono più volte soffermato sulla grande e insostituibile "utilità" della musica registrata, della sua invenzione.., va da se che per poter ascoltare le musiche dirette da Toscanini, o quelle suonate, irripetibilmente anch'esse, da Louis Armstrong o le musiche di Lou Reed, si potrà ricorrere solo al disco.., nelle sedute spiritiche i morti battono il colpo.., di tutta la mauica ci fanno sentire solo le percussioni... 😂 😄 😉

 

Per le musiche delle avanguardie, spesso esteticamente e "ideologicamente" "antagoniste" della tradizione musicale non solo "classica", bisognerebbe in effetti osservare i fenomeni da punti di vista diversi ed usare altri tipi di ottiche.., ma andremmo in OT. 

 

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2 ore fa, _Diablo_ ha scritto:

Che tipo di misurazioni hai in mente?

In tutte quelle che mi vengono in mente c'è il problema che ogni misurazione potrebbe essere una situazione riduttiva rispetto all'ascolto "naturale" ad orecchie (tra l'altro ci dimentichiamo troppo spesso che tendenzialmente ne abbiamo 2 cosa non del tutto da trascurare 😂).

Relativamente alle misurazioni di cui ho in mente, l'ascolto risulterebbe talmente riduttivo da paragonarlo alle capacità visive dell'uomo nell'osservare (invano) ad occhio nudo i microbi, i batteri e i virus 

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