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Musica barocca: come iniziare?


vannigsx
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Buongiorno,

chiedo a chi ha più conoscenza di consigliarmi la strada da iniziare e poi percorrere per ascoltare della musica barocca,

consigliandomi autori, opere ed anche registrazioni di ottima qualità.

 

Grazie mille

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Ciao. Hai già esperienze d'ascolto in materia?

In ogni caso io ti consiglierei qualcosa di molto gradevole all'ascolto per iniziare, che non vuol dire banale, come Antonio Vivaldi.

Esiste una Vivaldi Edition, pubblicata in numerosissimi CD sciolti, suonata da validissimi interpreti e, generalmente, ottimamente registrata.

Questa è solo una porta d'accesso a questo mondo straordinariamente variegato che è la musica barocca.

Poi possiamo parlare di tantissime altre possibilità.

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@vannigsx  Inizierei assolutamente con i concerti Brandeburghesi di Bach,  degli autentici capolavori della musica Barocca

Ce ne sono decine di versioni,  ma io ti consiglio quella diretta da Harnoncourt (che trovi ovviamente anche in streaming):

https://www.amazon.it/Bach-JS-Brandenburg-Concertos-Nos/dp/B000000SID/ref=sr_1_4?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=bach+brandenburg+concertos+harnoncourt&qid=1616699139&sr=8-4

Una volta ascoltati questi 6 capolavori,  fammi sapere che passiamo ad altro 🤗

Ciao,

Max

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Membro_0013

@vannigsx il Barocco è un universo ampio e complesso. Generalmente si considera, per iniziare, il tardo Barocco, ossia il periodo corrispondente alla prima metà del '700, ma è altrettanto Barocco - seppure con forme e modi differenti - l'intero secolo precedente.

Ma ti consiglio di iniziare con il tardo Barocco perché è di più facile presa. Poi, eventualmente, potrai allargare i tuoi orizzonti al secolo precedente.

I Brandeburghesi di Bach vanno benissimo, ma sono altrettanto essenziali i concerti per clavicembalo (Staier senza alcun dubbio) e quelli per violino (Isabelle Faust eccezionale).

Ma non dimentichiamo Vivaldi: essenziali non solo le Quattro Stagioni (Biondi le ha registrate due volte almeno: meglio la prima), ma anche la raccolta de "L'Estro Armonico" (ancora Biondi). Ma, nel mare dei concerti di Vivaldi, peschi sempre bene, non solo con Biondi ma anche con le edizioni Brilliant de "L'Arte dell'Arco".

Handel è ai massimi livelli nella musica vocale, ma prima di affrontarne le opere e gli oratori, buttati sull'abbagliante salmo "Dixit Dominus" (preferibilmente Minkovski o Emmanuelle Haim).

Poi Telemann, che è un genio assoluto: pesca tra gli eccellenti dischi che ha registrato Goebel, magari cominciando coi bellissimi 'blaserkonzerte" (concerti per strumenti a fiato).

...E poi Corelli: almeno le sonate op. 5, meravigliose nell'interpretazione dell'Accademia Bizantina con Montanari al violino.

 

Potrei continuare all'infinito... ma per ora mi fermo. Chiedi pure per eventuali approfondimenti 😉

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Membro_0013

@garmax1 l'edizione dei Brandeburghesi di Goebel è il mio riferimento assoluto. È uno di quegli eventi dopo i quali la storia dell'interpretazione volta pagina e da quel momento non è più la stessa cosa... e non dimentichiamo che si parla di 35 anni fa! Vi sono momenti assolutamente abbaglianti, come la scelta di tempi vertiginosi, in particolare nel 3º e nel 6º, o ancora la fantasmagorica cadenza di clavicembalo di un giovanissimo Andreas Staier nel primo movimento del 5º....

Per capirci: il mio riferimento per quanto riguarda le interpretazioni dei Brandeburghesi nel nuovo millennio è Cafè Zimmermann, ma mi rendo conto che senza la lezione di Goebel non esisterebbe.

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1 ora fa, Don Giuseppe ha scritto:

tempi vertiginosi, in particolare nel 3º e

Io il terzo concerto e in particolare il terzo movimento lo potrei ascoltare in repeat per lungo tempo mi pare una musica che non ha mai una fine... 😉

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  • Moderators
analogico_09

Di questi autori, musiche e interpreti abbiamo parlato infinite volte, mi diventa quasi faticoso e un po' doloroso tornarci su.., problema mio evidentemente, ma provo a farmi coraggio. 

Degli italiani, da cui discendono i tedeschi, lo stewso Bach, e un po' tutti gli europei, non solo nell'operistica, anche nella strumentale, imprescindibili e di sicuro appeal i Concerti Grossi di Corelli e di Geminiani (Fabio Biondi), di Haendel italiano per vocazione e "ricopiaggio"... 😄

Pergolesi, lo Stabat Mater e la bellissina, lussureggiante , "spettacolare" e insieme intrisa di profondo sentimento religioso,  "Missa Romana" a doppio coro, o quattro, con moltiplicazioni di voci, doppia orchestra , doppio organo e soli; per quest'ultima in particolare è d'"obbligo" l'interpretazione di Alessandrini. Senza dimenticare il grande Alessandro Scarlatti dei concerti a sette parti, le sonate per violoncello, Dantone, e altra musica strumentale, il magnificat, il dixit dominus, Alessandrini... la Passione secondo.Giovanni, jacobs, ecc... 

Ora con il cellulare non posso attardarmi con le segnalazioni più dettagliate delle migliori interpretazioni delle suddette opere, se ne hanno tante e diverse, magari in seguito e chi ne abbia da suggerire faCCi pure... 😉

Ah... senza dimenticare Purcell... altro sommo  imprescindibile pietra miliare e germinale....  Caldara, Stradella, Benevolo (tra le ultime riscoperte) .., e una infinità di altre perle del primo e del secondo barocco periodo che mi sta particolarmente a cuore.

 

 

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  • Moderators
analogico_09
2 ore fa, Don Giuseppe ha scritto:

l'edizione dei Brandeburghesi di Goebel è il mio riferimento assoluto. È uno di quegli eventi dopo i quali la storia dell'interpretazione volta pagina e da quel momento non è più la stessa cosa... e non dimentichiamo che si parla di 35 anni fa!Vi sono momenti assolutamente abbaglianti, come la scelta di tempi vertiginosi, in particolare nel 3º e nel 6º, o ancora la fantasmagorica cadenza di clavicembalo di un giovanissimo Andreas Staier nel primo movimento del 5º....

 

 

Sicuramente.., eredità, come pure d quella di Harnoncourt uno dei primi sommi pionieri della filologia, tuttavia raccolte egregiamente salle successive generazioni con importanti arricchimenti, ampliamenti e spunti di grande originalità e personalità, come nel caso del traspartente e liquido senso della frase, del concertato tutto italiano del nostro Rinaldo Alessandini e il suo Concerto Italiano... per citare uno degli eredi di maggior spicco, a loro volta anche maestri.

 

Ho segnato il punto in cui parte il 5 brandeburghese.., con un Rinaldo alla tastiera "posseduto" dallo "swing" jazzistico... ma suggerisco di guardare l'intero documentario molto ben realizzato,,... Alessandrini ci intrattiene con le sue interessanti onsiderazioni sul barocco.., magari potrebbero tornare utile a chi sia interessato ad approcciare o approfondire questa era musicale.

 

 

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Il 25/3/2021 at 20:43, Don Giuseppe ha scritto:

"Dixit Dominus" (preferibilmente Minkovski o Emmanuelle Haim).

Quello dell'Haim è uno dei miei dischi preferiti.

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Membro_0013

@manta Emmanuele Haim è forse il direttore (in questo caso la direttrice) migliore, in questo momento, per quanto riguarda la musica vocale di Handel.

Ad esempio, le sue registrazioni di Aci Galatea e Polifemo e del Trionfo del Tempo e del Disinganno sono "incandescenti" come nessun'altra.

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Membro_0013

@garmax1 , con l'Orfeo di Monteverdi siamo fuori dal Barocco, il cui inizio - dal punto di vista musicale - andrebbe considerato alla fine degli anni '30 del '600, con l'apertura dei primi teatri a pagamento a Venezia. L'Orfeo appartiene ad una temperie culturale tardo-rinascimentale. Comunque, se dovessi dire la mia sul migliore Orfeo, resto legato alla vecchia registrazione, per me insuperata, di Garrido.

Quanto al Dido & Aeneas, capolavoro indispensabile e pietra miliare del Barocco. Non l'ho segnalato perché ho voluto limitarmi al '700. Secondo me anche in questo caso bisogna rivolgersi agli anni '90: in primis alla straordinaria, elegantissima interpretazione di William Christie; in alternativa (ma secondo me un pelino sotto, seppur di poco) Renè Jacobs. Ma ti avverto che, se inizi con Purcell, rischi la dipendenza 😉. Poi passerai a The Fairy Queen, a King Arthur e a tanto altro: Purcell è uno dei grandissimi di ogni tempo.

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@Don Giuseppe sicuramente non mi sono spiegato bene. 

Per Monteverdi o Purcell intendevo se erano interessanti le esecuzioni della Haim. 

Si quei compositori ed altri ho fatto grandi ascolti grazie ad anni di consigli di voi "senatori" della musica classica 😉

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Il 26/3/2021 at 08:13, Don Giuseppe ha scritto:

e non dimentichiamo che si parla di 35 anni fa

il primo harno è, mi sembra, del 64, leonhardt del 78...

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@Don Giuseppe Anche se conosco poco le alternative concordo con te sull'Orfeo di Garrido, splendido ricordo personale perché, oltre a possederne la registrazione che comprai appena uscì, ebbi modo di presenziare alla prima. Una meraviglia. Cast vocale da paura (ricordo ancora la Musica della Kiehr e il Messo della Banditelli), complessi strumentali impeccabili e la direzione trascinante di Garrido.

Che tempi, la mia Palermo giganteggiava in tema di musica antica....

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