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Musica barocca: come iniziare?


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@Don Giuseppe Anche se conosco poco le alternative concordo con te sull'Orfeo di Garrido, splendido ricordo personale perché, oltre a possederne la registrazione che comprai appena uscì, ebbi modo di presenziare alla prima. Una meraviglia. Cast vocale da paura (ricordo ancora la Musica della Kiehr e il Messo della Banditelli), complessi strumentali impeccabili e la direzione trascinante di Garrido.

Che tempi, la mia Palermo giganteggiava in tema di musica antica....

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Membro_0013

@crosby63 ottimo Pinnock sui Brandeburghesi, ma se si guarda la storia dell'interpretazione di questi concerti nel suo complesso, le due edizioni che hanno cambiato per sempre il modo di concepirli sono state due: la prima di Harnoncout, che è del 1964, come giustamente scritto da @gpb-new, perché segnò l'introduzione all'utilizzo degli strumenti d'epoca, e quella del 1986 di Goebel perché introdusse una dose di vitalità, di libertà interpretativa, di "ebbrezza" nella scelta dei tempi, fino ad allora inusitata. 

Poi di eccellenti ce ne sono tante: a me piace moltissimo quella di Cafè Zimmermann, ad esempio, ma i due archetipi senza i quali le altre non sussisterebbero sono Harnoncout 1964 e Goebel 1986: due pietre miliari che hanno fatto la storia.

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analogico_09
Il 25/3/2021 at 20:43, Don Giuseppe ha scritto:

"Dixit Dominus" (preferibilmente Minkovski o Emmanuelle Haim).

 

Non conosco quella di Minkovski, l'interpretazione della Haim mi lascia in "sospeso".. Aldilà del primo impatto di sicura grandiosità e di autorevole polso direttoriale, trovo che gli organici corali e strumentali siano troppo "nutriti", che via sia troppo suono "sinfonico"; il coro ha dei momenti di eccessivo vibrato, soprani e tenori tendono ad "urlare" sulle note alte a volte un po' stridule, a discapito della qualità del "colore" che non rimanda ad esempio al Monteverdi Choir del Gardiner "prima edizione" (il suo Dixit di allora resta memorabile). 

Per quanto riguarda l'insieme dinamico e agogico c'è troppa uniformità di frase, una certa "marzialità", gli intrecci delle linee strumentali e corali, dei concertato col continuo, non emergono nette, nè le "messe di voci" che si fanno più indistinte; mancano quegli attimi appena percepibili ma sostanziali di "sospensione" ritmica. Ne ricavo un'impressione di "macchina da guerra" o di treno che va a tutta velocità: si resta abbagliati dalla sua potenza ma anche asserragliati al suo interno, attratti dalla "superfice sonora" senza poter osservare il paesaggio esterno.
Il gioco polifonico-contrappuntistico mi sembra ripetitivo, monolitico, di grande effetto nell'immediato ma poco "fantasioso" e trasparente, idem le dinamiche, avverto una senzazione di mancanza di respiro più immaginifico e meno costretto... Non ho ascoltato altre interpretazioni haendeliane dalla Haim le cui capacità di direttrice non è in discussiome...

 

 

 

 

Le mie personali sensazioni, certamente opinabili, nascono forse dal fatto che il mio ideale interpretativo sia quello più "minimale", misurato nella forma, negli organici, più profondo, vario e d espressivo nella musicalità, come ad esempio mi pare sia l'interpretazione di Lionel Meunier / Vox Luminis...

 

Ineffabile l'interpretazione del sublime "De Torrente in via", un culmine del Dixit, una delle perle più rare del barocco  e dall'intera storia della musica. Molto bello anche quello della Haim ma più "lirico".

 

Ho segnato il momento in cui entrano le due soliste che fanno parte del coro...

 

 

 

Interessante questo docuvideo del Vox Luminis

 

 

 

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analogico_09
Il 27/3/2021 at 13:04, Don Giuseppe ha scritto:

Purcell, rischi la dipendenza 😉. Poi passerai a The Fairy Queen, a King Arthur e a tanto altro: Purcell è uno dei grandissimi di ogni tempo.

 

 

Altro capolavoro dell'anima di Purcell è il "Funeral Sentences" .... Herreweghe un primissimo, sicuro riferimento ...

 

Funeral Sentences: March Z. 860 - Man that is born of a woman, Z.27 - Canzona Z.860 - In the midst of life, Z.17 - Canzona Z. 860 - Thou know'st, Lord, the secrets of our hearts, Z. 58c - March Z. 860 · Patrizia Kwella · William Kendall · Paul Agnew · Collegium Vocale Gent · Kay Wessel · Philippe Herreweghe · Tessa Bonner

 

 

 

 

 

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analogico_09

 

Altro/i capolavoro/i di Purcell

 

 

"Ode for the Birthday of Queen Mary"

 

 

Come, ye sons of art, away / Love's Goddess Sure

 

La mia interpretazioe del cuore, la  più intensa, resta quella "storica" di David Munrow a capo del The Early Music Consort of London, con cantanti strepitosi Charles Brett · James Bowman. Norma Burrowes, Robert Lloyd . ensemble, coro magbifici

 

Due assaggi

 

 

 

 

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analogico_09
Il 27/3/2021 at 13:04, Don Giuseppe ha scritto:

con l'Orfeo di Monteverdi siamo fuori dal Barocco, il cui inizio - dal punto di vista musicale - andrebbe considerato alla fine degli anni '30 del '600, con l'apertura dei primi teatri a pagamento a Venezia. L'Orfeo appartiene ad una temperie culturale tardo-rinascimentale. Comunque, se dovessi dire la mia sul migliore Orfeo, resto legato alla vecchia registrazione, per me insuperata, di Garrido.

 

Vero, però nell'Orfeo si prefigura no già i semi del barocco, del primo barocco che amo molto. Alessandrini, che ha inciso uno splendido Orfeo ed eseguito alla Scala una rappresntazione non del tutto "ortpdossa" ma di grande rilevanza musicale e sentimentale, scrive al riguardo nel suo breve ma "trasparente" e illuminante "saggio" intitolato "Monteverdiana":

Orfeo è figlia delle animose riunioni nfiorentine della Camerata, opera nobilitata da un libretto mitologico, ma resa lucidamente colorata da Monteverdi grazie ad un apparato strumentale che era sconosciuto alle opere dei suoi predecessori  e auna già sviluppata coscienza delle possibilità del canto a voce sola"...

oppure, mi permetto di aggiungere, accompagnata con basso continuo , o strumento in "accordo" come da prassi propriamente barocca nel momento in cui si iniziava a distaccarsi dalla scrittura propriamente polifonica... L'aria "Possente spirito", con tutti gli armamentari strumentali, gli ornamenti, gli artifici formali ad imitazione, ad eco, vanno oltre il rinascimento musicale. Diciamo che l'Orfeo si colloca ai confino del 500/600 quando le definizioni nette si perdono...

 

Conosci per caso, e cosa ne pensi dell'Orfeo incisa per B Naive da Alessandrini? Anche dei suo Brandeburghesi.
Garrido resta un riferimento.., e ad avvalorare questo ci sarà anche il carattere per così dire, se non dicessi una sciocchezza,  un po' naive della sua esecuzione? ...

 

Incantevole anche "Rosa del ciel".., proiettata nel "futuro"... verso lo spirito teatrale del barocco

 

Furio Zanasi e Anna Simboli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

Altro capolavoro dell'anima di Purcell è il "Funeral Sentences" .... Herreweghe un primissimo, sicuro riferimento ...

 

Questi componimenti conosciuti grazie a te sono favolosi! 

Ne approfitto per chiedere su Dido e Aeneas cosa ne pensi della versione di Gardiner incisa da Philips del1990

 

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Membro_0013
1 ora fa, antonio_caponetto ha scritto:

L’Haendel di Watermusik o dei Royal Fireworks secondo me è una buon ascolto per chi vuole avvicinarsi al barocco, per la grande musicalità che definirei “moderna”.

Il massimo, secondo me inarrivabile a distanza di ormai 28 anni, è l'interpretazione di Jordi Savall, oltretutto registrata in maniera strepitosa.

 

 

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