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Il digitale e i suoi limiti... o i nostri limiti


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1 ora fa, Ggr ha scritto:

Una domanda banale. Ma siamo tutti così buoni di animo, da credere che tutto quello che vogliono venderci come diaslocatori mascellari, sia così per davvero? Per me è più sensato pensare che su certe cose, vogliono guadagnare sulle nostre patturnie. 

Una domanda banale. Ma perchè invece di leggere commenti di questo o quell'altro non date una ascoltata a tempo perso ed un giudizio ve lo formate da soli ? Magari senza ingurgitare preconcetti da questo o quello trovati casualmente su internet.

Non credo che Toole sia un samaritano....Lui come gli audio scienziati hanno il loro pubblico da accontentare.

C'è pure quello che su Internet dice che una cuffia di mela corretta in frequenza per parificare la risposta di una cuffia eccellente suoni come la cuffia eccellente..

Si può dir tutto ed il contrario di tutto. Proprio per questo il libero arbitrio dovrebbe consentire a ciascuno di noi di trovare la propria strada indipendentemente dal santone/tecnicone di turno.

saluti

 

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Ormai il complottismo si è impossessato di tre quarti dell'umanità.

Ci sono complotti ovunque.

Me li immagino Fauci e Mark Levinson a cena che complottano insieme.

Ma per fortuna ci sono gli eletti che hanno il compito di educare le masse.

😂😂😂😂😂

 

 

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1 ora fa, stanzani ha scritto:

ma le registrazioni rr sono uno spettacolo.

non ho problema con la maggior parte delle case discografiche famose (senza neanche andare nelle remaster, ecc): ho quasi sempre la sensazione di vedere gli interpreti in una sala da concerto immaginaria. Solo la posizione d'ascolto varia.

 

 

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@ClasseA Sono d'accorso con te . Comunque dal momento che per orientarmi nel digitale ho acceso io il tema ,  come precedentemente argomentato , i vari giudizi se pesati stimolano una riflessione e  vorrei confinare il tutto con una considerazione che mi sembra a una buona parte di appassionati sfugge . ( ma pure a me talvolta ) .

Io stesso nel mio percorso personale sbando , perchè la passione e il marketing sono fatti per far sbandare ,,,,,,

Quindi senza presunzione di sorta mi sono steso il mio " libretto del disincanto " . Alla stesura del mio libretto hanno contribuito molti testi che ruotano attorno alla riproduzione sonora.

Da uno dei tanti ... "SOUND REPRODUCTION  The acoustic and psychoacustics of loudspeakers and rooms " di Floyd E. Toole  riporto quanto in introduzione ,  nella prima parte del libro "back to the beginning : capturing sound quality .... traduco cercando di fare del mio meglio . 

" In termini di qualità sonora . GIà NEL 1901 Edison dichiarò che il Fonografo ( had no tone in its own ) non si esprimeva con una voce personale .

Per dimostrarlo allesti un laboratorio dimostrativo itinerante , nel quale eseguiva dei test dimostrativi nei quali metteva a confronto una cantante con  il suo fonografo , " Edison sceglieva una cantante ( quindi voce femminile ) con delle caratteristiche vocali che potessero comunque  consentire il massimo risultato dal confronto , nonchè si avvaleva di un ristretto gruppo di musicisti che furono registrati con un limitato numero di strumenti con caratteristiche tali da supportare la cantante ( e da non mettere in crisi la la prova dimostrativa ) .

Nel 1916 in  una dimostrazione alla Carnegie Hall di fronte a un a un pubblico acculturato e di critici musicali  gli ascoltatori furono bendati . The new york Evening mail nel riportare la cronaca del test concluse   "che non era possibile attraverso l'orecchio " discriminare quale fosse il suon riprodotto e quale quello della cantante .   A margine del testo c'è l'immagine degli ascoltatori bendati in una prova avvenuta nel 1918 a new York con la cantante FRIEDA Hempel . 

Mi andava di riportare questa breve cronaca dalla quale si evince che già nella preistoria avvelendosi di una registrazione ben fatta le distanze con la realtà erano   più che percorribili . In sostanza direi che se le cose  si fanno bene resistono bene al tempo . Cechiamo di nutrire la passione comune ma cerchiamo di non cavalcare l'irrealtà . Spesso l'ambiente , registrazioni , manutenzione approssimativa e settaggi sono responsabili di disastri . 

 

All'interno del libro vengono esplorati i limiti delle registrazioni attuali , i fenomeni di psicoacustica e vari raffronti fra la listener room e le Control rooms . In sostanza questo è un libro che circoscrive la nostra passione in termini abbastanza spietati .  Di nuovo mi sembrava opportuno suggerire questo testo e non sono in nessuna misura agganciato con l'editore . 

 

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50 minuti fa, robycoce ha scritto:

Nel 1916 in  una dimostrazione alla Carnegie Hall di fronte a un a un pubblico acculturato e di critici musicali  gli ascoltatori furono bendati . The new york Evening mail nel riportare la cronaca del test concluse   "che non era possibile attraverso l'orecchio " discriminare quale fosse il suon riprodotto e quale quello della cantante .   A margine del testo c'è l'immagine degli ascoltatori bendati in una prova avvenuta nel 1918 a new York con la cantante FRIEDA Hempel . 

 

 A mio avviso l'aneddoto  ci ricorda l'estensione in frequenza relativamente limitata della voce umana soprattuto se proiettata con tecnica del soprano lirico e la bontà del progetto del fonografo, per lo meno di quello utilizzato nell'esperimento. Con un'intera orchestra i risultati sarebbero stati ben diversi.

In alternativa (o in aggiunta) potrebbe essersi trattato di un ascolto pilotato a fini propagandistici della nuova tecnologia, senza contare la quasi certa scarsa preparazione del pubblico. A mio avviso gli ascolti in cieco sono esperienze quasi del tutto prive di significato.

Sicuramente la cura della registrazione, su cui poni l'accento, ha un suo importante ruolo. Ascoltate oggi le registrazioni che ho di Caruso di un secolo fa mostrano comunque di essere datate. A mio avviso le registrazioni memorabili per qualità le troviamo dagli anni 50 a seguire, non prima.

  • Melius 1
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2 ore fa, robycoce ha scritto:

Nel 1916 in  una dimostrazione alla Carnegie Hall di fronte a un a un pubblico acculturato e di critici musicali  gli ascoltatori furono bendati . The new york Evening mail nel riportare la cronaca del test concluse   "che non era possibile attraverso l'orecchio " discriminare quale fosse il suon riprodotto e quale quello della cantante . 

questo potrebbe essere preso per un'altro esempio in cui bendare persone durante un ascolto e facendo dei tests la stragrande maggioranza dei casi nessun candidato passerebbe la prova anche se le differenze sonore sono evidenti. Insomma in situazioni del genere la percezione sonora per prendere decisioni sono stravolte.

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@ClasseA  è indiscutibile che intorno a questa cronaca e ai contorni anche a fini  propagandistici del nuovo fonografo di Edison bisogna porre dei limiti . Tuttavia posso dirti che ho esplorato il 78 giri  e pur con delle limitazioni di banda l'ascolto è spesso sorprendente soprattutto quando hai ha disposizione molti stili intercambiabili .  Io non predico ovviamente un ritorno alle origini ma un suggerimento per stare coi piedi per terra . Il testo che è pure stato già suggerito da qualcuno in qualche passato topic ,  mette molto ordine su quello che un appassionato può aspettarsi da una riproduzione / registrazione e quanto sia giusto non aspettarsi .  

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@rpezzane Ma certo che un fisico o uno scienziato può portare l'acqua al suo mulino , tuttavia  sono molti gli appassionati che preferiscono annegare in acque molto basse.

Ho  visto tantissimi impianti sprecati e messi in condizione di non funzionare .  "Ambiente ,  collocazione in ambiente  punto d'ascolto  sono dati di fatto " . 

Io mi tengo il mio punto di vista "meglio un compattone bose "  che considera  progettualmente un sacco di fattori inquinanti , che un qualsiasi impianto anche costosissimo "impedito " per incuria .  Non mi sembra che siano molti oggi i  predicatori dell'inutilità di far correre una  Ferrari in tromba nei vicoli oscuri . Invece un testo scientifico ti dice chiaramente che se vuoi registrare un violino( strumento isterico per emissioni ) dovrai sempre anche con i migliori microfoni accettare niente di più di un buon compromesso . 

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In questa discussione di 12 pagine nessuno ha però evidenziato il vero mistero. Se per sentire meglio un'incisione che nasce da master analogico è meglio usare l'analogico (e quindi un registratore o un buon giradischi), dovrebbe essere allora  esattamente la stessa cosa con il digitale. Invece non è affatto così. Mi ricordo che negli anni 80' i miei amici mi raccomandavano di acquistare i CD con lo "spars code" DDD e non AAD o ADD. Invece,man mano che collezionavo i CD,  mi accorgevo che suonavano molto meglio (sul mio mediocre lettore Sony dell'epoca) i CD realizzati in AAD, quindi tratti da master analogico. Perché? Per quale motivo succede questo? Il problema del digitale è nelle sale di registrazione? Non si è mai riusciti a trovare il giusto binomio tra i microfoni di registrazione e tutto quello che si trova a valle?   

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16 minuti fa, veidt ha scritto:

n questa discussione di 12 pagine nessuno ha però evidenziato il vero mistero. Se per sentire meglio un'incisione che nasce da master analogico è meglio usare l'analogico (e quindi un registratore o un buon giradischi), dovrebbe essere allora  esattamente la stessa cosa con il digitale.

io incomincerei con la definizione di sentire "meglio". ciascuno avrà la sua e nessuno sarà capace di descrivere precisamente quando è meglio e poi di precisare dettagliamente il perché queste scelte sono veramente da valutare "meglio". Insomma nessuno sa di cosa si sta parlando.

  • Melius 1
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2 ore fa, robycoce ha scritto:

Ma certo che un fisico o uno scienziato può portare l'acqua al suo mulino , tuttavia  sono molti gli appassionati che preferiscono annegare in acque molto basse.

Non ho capito il nesso con il mio post. In ogni caso tra quelli citati non vendo scienziati ma solo tecniconi. A ciò aggiungo che per ascoltare musica non serve essere scienziati, ne tecnici ne filosofi ma semplicemente amanti della musica.

in ultimi sono d’accordo con quanto tu dici ma, ahimè, gli ambienti di ascolto non li decidiamo sempre noi ma il potere economico di ciascuno di noi oltre che la moglie che ci mette sempre del suo….🤣

Saluti

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@rpezzane Non volevo replicare a un tuo intervento evidentemente è scivolato un clic . Dalla scienza ha origine quello che poi finisce nelle mani dei tecnici successivamente ,  quindi ho usato un termine improprio . Comunque ho suggerito  il volume di floyd o toole , che non è l'unico che ruota  intorno a certi argomenti , c'è ne sono parecchi in giro  che smantellano  la riproduzione sonora da tanti miti . Il mio va preso come un invito a chi vuole confrontarsi con argomenti che spesso possono essere sottovalutati .  Non voglio appesantire l'invito alla lettura,   tuttavia la registrazione all'interno del libro  ne esce  pure malconcia ( anche se ciò non è sufficiente per tracciare una regola  da applicare a tutte le registrazioni ,   e questo va chiarito ) . Spesso quattro ingegneri  del suono coinvolti  nella medesima registrazione   lavorano in "opposizione " , in sostanza la mano sinistra non sa quello che fa la destra , ovviamente però nelle nostre case certi risutati  poi  si sentono . 

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