gabel Inviato 16 Novembre 2025 Condividi Inviato 16 Novembre 2025 Alberto, concordo con te: il disco è bellissimo, la voce della Fitzgerald è calda, presente, così come il pianoforte, probabilmente ripreso da abbastanza vicino (non sembra neanche un disco di oltre 60 anni fa). Anche “Clap hands, here comes Charlie” è altrettanto bello. Due dischi da avere assolutamente nella propria discoteca. La AP ha fatto un eccellente lavoro di recupero sonoro. Davvero consigliati. Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1634589 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
OTREBLA Inviato 16 Novembre 2025 Autore Condividi Inviato 16 Novembre 2025 I dischi come Let No Man Write My Epitaph sono il motivo per cui certa roba preistorica ancora si vende su vinile di alta qualità. In barba all'ultimo ritrovato digitale. Alberto. Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1634791 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. OTREBLA Inviato 23 Novembre 2025 Autore Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 23 Novembre 2025 Visto che si avvicina il Black Friday, mi è venuto in mente di recensire il disco in fotografia, comperato proprio in occasione del Black Friday dell’anno scorso. Un Prestige pressoché sconosciuto, per la serie “Chad Kassem E’ Un Bel Drittone”, che tanto successo ha riscosso, o almeno così voglio credere io. Questa domenica si parte dunque da Houston e il tè domenicale è decisamente texano, il che significa che c’ha un retrogusto petrolifero…e per il tè da oleodotto ci vuole un gran biscotto: Arnett Cobb – Party Time – Prestige (1959) – AAA Analogue Productions (2021) . . Tèl chi il biscuttin! Recensione alla veloce che più veloce non si può: ecco perché dico che Chad Kassem è un bel drittone, ditemi voi se un disco come Party Time può non piacere. Party Time di Arnett Cobb è il tipico prodotto Jazz che piace anche a chi il Jazz non lo ascolta gran che. E’ amichevole, insinuante, avvolgente, pimpante al punto giusto, rigorosissimo ed ha quel fattore “X” che acchiappa a strascico; mi riferisco al contributo delle congas di Ray Barreto: onnipresenti. Avete mai sentito parlare di Party Time o del tenor-sassofonista Arnett Cobb? Probabilmente no. Eppure ‘sta ristampa Analogue Productions esplode nella stanza di ascolto, ed alla fine non si può certo dire che il disco non abbia meritato l’edizione lusso-audiophile Made in USA. Arnett Cobb , scomparso nel 1989, iniziò a trafficare col Jazz a quindici anni, esibendosi nei dintorni di Houston, sua città natale. Compiuti i 22 anni entrò a far parte dell’orchestra di Lionel Hampton, in sostituzione del quasi coetaneo Illinois Jacquet, grande maestro del sassofono tenore. Per tutta la vita ebbe gravi problemi di salute che ne ostacolarono la carriera professionale, dovuti prima ad un intervento chirurgico alla spina dorsale e poi alle conseguenze di un brutto incidente stradale. Il suo stile è classico, soul, graffiato e sabbioso, alla Ben Webster, ma più spinto e selvaggio. In Party Time, che include diversi standard jazz, non c’è nulla di particolarmente originale ed il sassofonista si prende quasi interamente la scena; Ray Bryant (al piano) arricchisce il piatto con qualche breve assolo; da qualche parte Ray Barreto da un tocco di latino che non guasta mai, nell’ambito di un Be-Bop dalla solida componente Blues, abbastanza canonico persino per il 1959. Il fatto è che tutto l’insieme, arrangiamenti, assoli, scelta dei brani, sviluppo degli stessi, risulta definitivo ed inattaccabile. E’ l’ennesimo paesaggio ad olio, ma dipinto talmente bene che non si può proprio fare a meno di ammirarlo, e che riscuote il plauso di chiunque, critici, collezionisti, profani. Chad Kassem dimostra una volta di più di sapersi muovere, perché con un disco come Party Time il successo presso gli appassionati ed i non appassionati può dirsi assicurato; inoltre scegliere di ristampare una cosa poco nota, il cui valore è inversamente proporzionale alla sua notorietà, è indice di una certa acutezza. Con tutta la cattiveria di cui è capace il sottoscritto, in lavori come Party Time è arduo trovare il pelo nell’uovo, grazie all’innegabile talento dei musicisti coinvolti, non ultimo il sempreverde batterista Art Taylor, che più lo ascolto e più mi convinco che è stato un gigante della batteria, tipo Art Blakey e Philly Joe Jones per intenderci. In Party Time troviamo quell’artigianato di stampo nipponico (avete presente l’ossessione dei giapponesi per la qualità dei prodotti?), quel mestiere di altri tempi, che a sette decenni di distanza ancora sferra delle sonore legnate alla roba jazz registrata l’altro ieri. Perché quando una cosa è fatta bene, è fatta bene anche dopo mille anni. Party Time è il classico vino jolly, adatto ad ogni pietanza, o il gancetto sagomato che apre tutte le serrature. Non ve lo dico neanche che è registrato da Dio, vale a dire da Rudy Van Gelder, perché penso che lo abbiate già capito da soli. Notare che la registrazione è del ’59 (ed è pure MONO): sarebbero 76 anni al 2025. Fate conto che suona come se fosse stato registrato Mercoledì scorso. Ma santo cielo…poi dice: “Voi audiofili siete legati al passato…”, ettecredo, fatti una domanda e datti una risposta! La qualità di queste edizioni Analogue Productions è come al solito stellare. Quando uscirono una dietro l'altra le ristampe Tone Poet, Blue Note Classic, Craft Contemporary, Craft OJC, e persino quelle Acoustic Sounds, pensai che per Kassem sarebbe venuto il momento di offrire solo ristampe 45 giri, one step e cose così. Che sarebbe stato l'unico modo di differenziare la sua Analogue Productions dalla concorrenza. Ma direi che se per le edizioni 33 giri continua a lavorare così, Analogue Productions può dormire sonni tranquilli. Pagato un po’ troppo, meno di 50 Euro ma più di 40, su JPC, con lo sconto “Italianèn, ci fate sempre sbellicare dalle risatèn!” accordato agli “Italianèn tarantellèn che aumentano le spese militarèn del tre per zentèn, anzi no del tre firgola zinque per zentèn, anzi non del due firgola otto...forse nel 2034 o al più tardèn nel 2044, con il ponte sullo Strettèn incluso, anzi no escluso perché vi hanno beccatèn che facefate i furbén, però ci mettete dentrèn la fariante di valichèn...forse, se non vi beccano anke per quellèn…ma a ratèn...ma non è dettèn…è una sorpresèn!”. Voto artistico: per forza 10. Voto tecnico: No…non può essere del ‘59, non ci credo assolutamente, ci sarà senz’altro uno sbaglio… Alberto. 2 1 Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1638853 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
OTREBLA Inviato 23 Novembre 2025 Autore Condividi Inviato 23 Novembre 2025 Arnett Cobb nel 1979, sentite che voce: . . Alberto. Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1638873 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
gabel Inviato 23 Novembre 2025 Condividi Inviato 23 Novembre 2025 49 minuti fa, OTREBLA ha scritto: la registrazione è del ’59 (ed è pure MONO): sarebbero 76 anni al 2025. Non esagerare, sono “solo” 66! 🤣 Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1638909 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
OTREBLA Inviato 23 Novembre 2025 Autore Condividi Inviato 23 Novembre 2025 Accidentèn alla matematichèn! Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1638931 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
capodistelle Inviato 23 Novembre 2025 Condividi Inviato 23 Novembre 2025 7 ore fa, OTREBLA ha scritto: Notare che la registrazione è del ’59 (ed è pure MONO) Il disco dovrebbe essere stereo. Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1639198 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
OTREBLA Inviato 23 Novembre 2025 Autore Condividi Inviato 23 Novembre 2025 Confermo, è Stereo. Alberto. Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1639330 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
GioSim Inviato 24 Novembre 2025 Condividi Inviato 24 Novembre 2025 Mi permetto di postare qui anche se si tratta del mio ultimo acquisto perché so che farà piacere sopratutto ad Alberto, visto che tempo fa abbiamo avuto una corrispondenza riguardo questo capolavoro per me più che assoluto. Sicuramente non è una novità per chi segue queste pagine, ma per me lo è stato, mai ascoltato prima per scelta, volevo ascoltarlo non appena mi sarebbe capitata una copia di qualità. E qualche giorno fa è capitato dal mio negoziante di fiducia…. L’ascolto è stato emozionante, l’incisione la definirei quasi miracolosa, nonostante sia mono gli strumenti sono ben distinti, con la giusta aria, palcoscenico e dinamica da primato, nessun tic una tomba assoluta. Sicuramente molti di voi hanno già una copia già ben suonante, ma per chi non l’avesse consiglio vivamente l’acquisto. Giorgio 1 Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1639747 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
OTREBLA Inviato 24 Novembre 2025 Autore Condividi Inviato 24 Novembre 2025 Be'...che dire...un monumento...anche io ho la versione Mono, Analogue Productions di non so quanti anni fa, almeno venti. Ancora con la copertina leggerina. Adesso me lo ascolto... 1 Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1639830 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
OTREBLA Inviato 24 Novembre 2025 Autore Condividi Inviato 24 Novembre 2025 Cavolo che disco meraviglioso...un capolavoro totale. Si parla tanto di Kind Of Blue, come disco simbolo della musica Jazz, ma Saxophone Colossus gli è superiore di dieci volte. Una suite di brani dalla pulsazione swing, incastonata in uno sviluppo modernissimo, tant'è che ancora oggi risulta assolutamente contemporanea. Io ho questa versione: . . Se qualcuno vuole cimentarsi a cercarla, gli garantisco che suona in una maniera allucinante. Basso minaccioso, sassofono davanti al naso, il ride della batteria di Max Roach ti risuona nel timpano, il pianoforte di Tommy Flanagan (meraviglioso) è di miele, trasparenza totale...ricordo che siamo nel 1956!!!! Ed è pure Mono! Stavolta è sicuro che è Mono! Uno di quei dischi Jazz che dovrebbero possedere tutti, anche chi il Jazz non lo ascolta, perché in questi casi la musica travalica lo specifico del genere musicale. E bravo Giorgio (quell'altro ). Alberto. 2 Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1639926 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
GioSim Inviato 24 Novembre 2025 Condividi Inviato 24 Novembre 2025 Che sia superiore a Kind Of Blue lo volevo scrivere anch’io, ma non mi sono permesso vista la mia acerba conoscenza della musica jazz….. di sicuro lo considero una delle migliori incisioni è opera jazz della mia collezione. Giorgio Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1639933 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
OTREBLA Inviato 24 Novembre 2025 Autore Condividi Inviato 24 Novembre 2025 Ristampe come Saxophone Colossus-AP sarebbero da prendere in più copie, non sia mai che si rovini il master, per lasciarle ai posteri. Comunque quella serie Acoustic Sounds di vent'anni fa, con l'adesivo giallo, rosso e blu, ha una storia singolare. Chad Kassem non aveva ottenuto l'autorizzazione ad utilizzare le copertine originali, e quindi ricorse alle copertine OJC; difatti dietro c'è il codice a barre della stampa OJC e la nota sottostante "ALSO AVAILABLE ON CASSETTE AND COMPACT DISC". Molto divertente. Alberto. Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1639964 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Phil966 Inviato 25 Novembre 2025 Condividi Inviato 25 Novembre 2025 Volevo segnalare questa nuova uscita per gli amanti Bill Evans, io l'ho già acquistato https://trackingangle.com/features/haunted-heart-the-legendary-riverside-studio-recordings Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1640535 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
fabrizio Inviato 25 Novembre 2025 Condividi Inviato 25 Novembre 2025 16 minuti fa, Phil966 ha scritto: Volevo segnalare questa nuova uscita per gli amanti Bill Evans, io l'ho già acquistato https://trackingangle.com/features/haunted-heart-the-legendary-riverside-studio-recordings Salve, speriamo , come è già successo , non riescano a rovinare anche queste . Saluti, Fabrizio. Link al commento https://melius.club/topic/548-lo-stato-del-vinile-parte-seconda/page/9/#findComment-1640551 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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