Questo è un messaggio popolare. wow Inviato 16 Marzo 2022 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 16 Marzo 2022 a sto punto ce vo' . Se la Storia va in frantumi di Ezio Mauro - Repubblica 14/3 . Finiscono nelle strade ucraine di Kiev i trent’anni a cui non abbiamo dato nemmeno un nome, perché li abbiamo vissuti nella convinzione che non fossero un’epoca a sé stante ma coincidessero con il destino del secolo finalmente risolto, in un’Europa convertita definitivamente alla pace dopo la sconfitta dei due totalitarismi e la fine della guerra fredda. Oggi possiamo battezzarli come i tre decenni dell’illusione. La caduta del Muro di Berlino abbatteva la vera frontiera del Novecento e anche l’idea primitiva ma tenace che la pietra e il filo spinato potessero segnare l’inizio e la fine di due mondi antagonisti, l’Est e l’Ovest; divelta quella pietra angolare, che sorreggeva l’intera corazza ideologica del comunismo fatto Stato e trasformato in impero, tutta la costruzione del socialismo reale è crollata e i popoli satelliti hanno ripreso la loro libertà; infine l’onda di un’Europa ritrovata è arrivata a Mosca cancellando l’Unione Sovietica, mentre la bandiera rossa scendeva per sempre dalla cupola del Cremlino e la mummia eterna di Lenin sulla piazza Rossa tornava uomo. Lo sconvolgimento politico e culturale aveva un vincitore apparente: la democrazia, unica credenza sopravvissuta tra le polveri del Novecento, dunque con la legittima ambizione che la nuova era di pace la rendesse universale. Oggi assistiamo alla ribellione dello sconfitto. Vladimir Putin infatti è stato portato al Cremlino da quel sommovimento, e ora lo respinge. Anzi ha via via risalito il percorso degli ultimi trent’anni, fino a giungere al momento cruciale della fine dell’Urss, rifiutandolo in blocco. Non rimpiange il comunismo, la bandiera rossa, la falce e il martello: ma la solidità del comando che quella dottrina conferiva a Mosca, l’autorità che quello stendardo portava con sé, la differenza originaria e perpetua che quel simbolo attribuiva alla Russia, dandole la potestà di rappresentare l’altra metà del mondo, nella lunga contesa bipolare con l’Ovest. Putin non ha bisogno dell’investitura bolscevica per esercitare un dominio assoluto sul Paese, garantito da un metodo autoritario che ha raso al suolo ogni opposizione, concentrando direttamente sulla sua persona l’esercizio del potere assoluto. Ma è convinto che l’esaurimento dell’esperienza sovietica abbia prosciugato anche l’autorità storica delle Russie, mutilandole non solo del territorio di rispetto che le circondava soggiogato, ma della capacità di influenza che le rendeva soggetto imperiale, autorizzato a far pesare il suo prestigio e a spendere la sua supremazia in tutte le crisi del mondo, al pari degli Usa. Non erano soltanto le due superpotenze che tenevano in mano le sorti della guerra e della pace, ma l’incarnazione ideologica di due modelli di società su cui si giocava la partita planetaria dell’egemonia. Per età, per provenienza e per esperienza Putin raccoglie in sé tutti i segni della tragica contraddizione della Russia, impersonando quella generazione cresciuta nel mito della vittoria patriottica nella Seconda guerra mondiale, diventata adulta nello scenario della competizione imperiale con gli Stati Uniti e infine invecchiata con la frustrazione della sconfitta nella guerra fredda. Si tratta di un sentimento popolare, che non si nutre necessariamente di nostalgie politiche. Anzi, non solo gli oligarchi che hanno depredato lo Stato, ma anche una parte degli intellettuali e della società semi-aperta hanno visto nella caduta dell’Urss un’occasione di liberazione, la fine di un giogo individuale e collettivo e la possibilità per gli individui — passati da sudditi a bolscevichi senza tappe intermedie, smentendo Marx mentre realizzavano la sua teoria — di diventare finalmente cittadini. Ma per tutti, in fondo all’anima, è rimasto il segno vuoto di una dimensione più ampia e universale che è una vocazione della natura russa, un’espressione del carattere nazionale: una missione metapolitica, addirittura metafisica. Nella prima fase dei suoi 22 anni di regno Putin si è accontentato di rivestire l’eredità sontuosa ma decadente della potenza russa e sovietica, accettando di gestire quel ruolo ridimensionato di Mosca deciso dagli avvenimenti di fine secolo e ponendosi così dentro il flusso universale di una storia comune e condivisa. Ma mentre prendeva atto che l’Occidente leggeva quella storia come una sentenza definitiva di condanna della Russia al rango residuale di potenza regionale, il leader di Mosca vedeva crescere uno spazio immateriale e sovrano di alterità, di differenza e di distinzione: un’obiezione politica all’egemonia dell’Occidente, una strategia concorrente alla supremazia americana, un’opzione alternativa al nuovo ordine mondiale, e soprattutto un’opposizione culturale ai valori della democrazia, la cifra comune che aggiunge una dimensione ideale al potere dell’Ovest, trascendendo la quotidianità della pratica politica. Il trono di un’alternativa ribelle all’Occidente vincitore era vacante. E la Russia aveva nella tradizione, nell’ambizione e nella frustrazione i suoi motivi per provare a conquistarlo. Il prezzo di questa restaurazione antagonista era alto, perché per Putin significava uscire dall’ordine mondiale consolidato, che gli attribuiva automaticamente un rango, anche se ridotto, e i riconoscimenti conseguenti. In più comportava una rottura con l’Europa, alla cui porta la Russia ha sempre avuto la perenne tentazione di bussare. E infine imponeva di reingaggiare un duello con gli Stati Uniti senza più la costruzione sovietica e satellitare attorno al Cremlino, trasformando paradossalmente Putin, sovrano dello Stato più esteso del mondo coi suoi 17 milioni di chilometri quadrati in 11 fusi orari, in un moderno Vladimir Senzaterra, perché privo di una proiezione imperiale. Quel trono rivale però attende da trent’anni nell’immaginario della Russia, è la prefigurazione egemonica surreale di una sovranità anti-occidentale, capace di restituire immediatamente a Mosca il ruolo di eterno contendente dell’Ovest guidato dagli Stati Uniti. Qualcosa che ancora non esiste ma che si può provare a costruire fuori dalla storia, rompendo la convenzione universale di una lettura comune del secolo europeo, negando la cronaca degli avvenimenti correnti e sostituendola con una rappresentazione mitologica che trasfigura il passato a uso e consumo del presente. Putin interpreta questa secessione dalla storia recuperando un mandato mistico per la Russia, un dovere sovrano di obbedienza a un destino della nazione, in una missione sacra in cui confluiscono tutti i segni del comando nei mille anni: la genesi della Rus’ nel profumo d’incenso a Kiev dove tutto è cominciato alle rive slave del Dnepr, frontiera d’acqua con l’Ovest; il battesimo dell’intero popolo a un Dio crocifisso che non abitava a Roma ma veniva da Oriente salendo da Bisanzio; la resurrezione dell’anima russa nel Cremlino di legno del nuovo Gran Principato di Mosca, dopo la distruzione di Kiev da parte dell’orda d’oro mongolica con il Khan scambiato per l’Anticristo; il fondamento della maestà autocratica con gli Zar, che “regnano forti e maestosi per atterrire i nemici”; fino al Segretario Generale che diventa il moderno sovrano dell’impero ideologico, con il Politbjuro comunista che prende il posto della Corte zarista. Tutti questi simboli si radunano intorno alla pretesa neo-imperiale di Putin, che infine spezza il codice su cui si regge l’equilibrio mondiale, infrange il sistema di regolazione dei conflitti, cancella il disegno europeo di coesistenza degli opposti tracciato a Jalta quasi ottant’anni fa. Entriamo in uno spazio incognito e inesplorato, dove non ci sono più regole condivise, una concezione comune dell’ordine e del disordine, un criterio universale di giudizio. Tutto diventa possibile perché sono saltate le tavole della legge e la politica può essere soppiantata dalla forza. Se manca la regola niente è trasgressione, per qualsiasi arbitrio non serve giustificazione, nessuna autorità riconosciuta e accettata può impartire la punizione. E infatti Putin ha potuto invadere l’Ucraina con le armi perché si è posto fuori dal criterio di moralità politica dell’Occidente, rifiutandolo insieme con la democrazia di cui è figlio: per assegnare a se stesso il compito titanico di invertire il corso della storia con la riconsacrazione della Russia nella maestà perduta, partendo dal ripristino del nucleo slavo delle origini, generatore eterno d’identità nell’unione sacra tra Russia, Bielorussia e Ucraina. Più ancora della pretesa territoriale, dunque, è la paura del contagio occidentale che ha scatenato l’Armata alle porte di Kiev, sparando sui civili per fermare l’infezione democratica. Così il destino della Russia si autonomizza dal destino del mondo, ancora una volta Mosca si separa dall’Europa di cui fa parte, trasforma l’Est in quel nemico ereditario profetizzato nell’Ottocento, sceglie l’Oriente come rifugio della sua diversità irriducibile. La tregua dei trent’anni vissuti dentro la stessa storia è finita: da oggi le storie son o due. 1 2 Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402593 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Akla Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 ITALIAN KAMIKAZE ovvero come ti scateno la terza guerra mondiale https://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2022/03/16/-gen.-goretti-nostri-aerei-a-pochi-km-da-guerraattenzione-_f79467d4-265d-450c-a6e2-629ebe5d788e.html Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402597 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 1 ora fa, qzndq3 ha scritto: Credo tu abbia centrato il punto. Sì centrato ma è evidente. Ho fatto anche l'esempio dei due corpi con diverse temperature. Proprio perché c'è comunanza culturale, il timore degli oligarchi è che l'Ucraina possa contagiare la Russia. Non è come il paesino baltico mezzo tedesco. Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402600 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
criMan Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 @appecundria troverei interessante sviluppare un altro discorso. Questo bubbone presente in Russia , la bestia, avra' una fine? ci sono speranze che si autoestingua come fu per l'Urss? Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402601 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
wow Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 2 minuti fa, appecundria ha scritto: Sì centrato ma è evidente. Ho fatto anche l'esempio dei due corpi con diverse temperature. Proprio perché c'è comunanza culturale, il timore degli oligarchi è che l'Ucraina possa contagiare la Russia. Non è come il paesino baltico mezzo tedesco. E su questo siamo d'accordo. Non riesco a capire il successivo step del tuo ragionamento. 🙂 Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402602 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 22 minuti fa, Velvet ha scritto: le manovre di Pootin sono da manuale Sì ma da manuale della WW2. Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402603 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
gianventu Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 Russia: "Kiev disponibile a neutralità come Austria o Svezia" Secondo il capo negoziatore russo ai colloqui con l'Ucraina, Vladimir Medinsky, Kiev sarebbe disponibile ad assumere uno status di "neutralità stile Austria o Svezia. Lo scrive Interfax. "Sono in discussione tutta una serie di questioni relative alle dimensioni dell'esercito ucraino", ha affermato. Spiragli? Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402609 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Akla Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/03/15/ucraina-raid-su-kiev-esplosioni-in-zona-residenziale_5b9b9cae-2671-472d-a1a4-d1ab77b55947.html @gianventu ho letto ma a Putin non Basta - Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402616 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
maurodg65 Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 1 ora fa, Martin ha scritto: In piccolo è lo stesso motivo "culturale" per cui l'Italia elargì agevolazioni confinarie a nord-est. Il fatto che un "paese comunista" erogasse benzina e sigarette anche americane e tedesche a buon mercato, avesse la tv a colori ed ammettesse il topless in spiaggia era imbarazzante per una "democrazia occidentale" che mandava le ballerine nella tv b-n solo con i collant 100den "color incarnato" e proponeva le "alfa" e le "N - nazionali-senza-filtro"... Erano cose che non si dovevano vedere. Scusami ma le “agevolazioni” hanno solo una motivazione economica, chi vive sul confine valuta la convenienza economica degli acquisti oltre confine, nei decenni precedenti alla tessera per la benzina tutti facevano il pieno in Slovenia, per gli altri beni di consumo era lo stesso. Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402621 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
criMan Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 4 minuti fa, akla ha scritto: ho letto ma a Putin non Basta - al dittatore bisogna concedere di piu' . Ne uscirebbe umiliato e demolito a livello internazionale. Almeno alcune terre tipo quelle di cui ha finanziato la possibile indipendenza tipo Doncomesichiama. Penso. Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402626 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
wow Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 Al bellissimo articolo di Ezio Mauro che ho riportato aggiungerei tre "chiose". a) Noi europei/occidentali dobbiamo essere consapevoli delle nostre radici e del nostro ruolo di "garanti" della democrazia e della libertà. Se perdiamo questa consapevolezza non siamo più nulla. b) Ezio Mauro (che evidentemente seguo tantissimo) in altra occasione afferma che l'errore dell'Occidente è stato quello di non aver sovvenzionato la "ricostruzione" della CSI/Russia in cambio di percorsi autenticamente democratici. Imo: non saprei. c) La Russia sta facendo, militarmente, una figuraccia imperiale tanto per restare in tema. Non puoi avere velleità né nostalgie con un esercito disorganizzato, alti vertici probabilmente corrotti ed una economia venezuelana che si basa su un monopolio energetico. Putin questa guerra e l'immagine "imperiale" temo che l'abbia persa o l'abbia deteriorata. Una delle due mosse potrebbe essere il suicidio nucleare, ma non la vedo come un'uscita di scena imperialmente dignitosa. L'altra? Dargli ragione? 2 Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402628 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Superfuzz Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 45 minuti fa, Velvet ha scritto: Ieri mandavano l'intervista al classico ex qualcosadistatomaggiore italiano (molto appanzato e spaparanzato sotto al portico di quella che pareva essere una casa di villeggiatura) il quale diceva più o meno che le manovre di Pootin sono da manuale. non so chi fosse il qualcosadistatomaggiore italiano ma tutti gli esperti miltari che ho sentito e letto io, qualcosadistatomaggiore o meno, sono concordi nel ritenere deludenti (deludenti per capirsi) le prestazioni delle forze armate russe e sorprendenti quelle delle forze armate ucraine. I dati di fatto poi sono inequivocabili. Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402629 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Martin Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 Una pace - più realisticamente: Una fine delle operazioni a media intensità - appare possibile quindi alle seguenti condizioni: - Donbass, Lugansk e Crimea definitivamente russi. - Continuità territoriale costiera tra Russia e Crimea. - "Neutralità" geopolitica ucraina. Leggasi: Libertà di relazioni economiche con la sola Russia. - Sterilità e depotenziamento militare Ucraina. - Garanzia di protezione della "cultura russa" nel paese. Leggasi: Russificazione forzata scolastica e diluizione della cultura autoctona a partire dalla lingua. - Insediamento a Kiev di governo gradito allo zar. Manca un pompino di Zelenschi a Putin in mondovisione con repliche in prime time di ogni fuso orario mentre Biden vestito da moretto agita un ventaglio di piume di struzzo e il quadro potrà dirsi completo. Il tutto mentre "L'occidente democratico" incenserà tutto questo come trionfo della pace e della diplomazia.... 2 Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402632 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Superfuzz Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 @Martin tristemente plausibile Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402633 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
criMan Inviato 16 Marzo 2022 Condividi Inviato 16 Marzo 2022 5 minuti fa, Superfuzz ha scritto: le prestazioni delle forze armate russe e sorprendenti quelle delle forze armate ucraine. I dati di fatto poi sono inequivocabili. Gli Ucraini reggono botta perche' hanno armamenti americani (pure italiani?) di altissimo costo. Razzi anticarro da 200.000 dollari a "colpo". Vedevo un video ieri (che non ho voluto postare perche' veramente crudo) in cui gli Ucraini sono su un carro armato di ultima generazione e prendono a missilate quelli vetusti epoca sovietica ammassati in modo disordinato per la citta'. Se avevano pari forze in campo i sovietici non avevano scampo. E non dimentichiamo che grazie ai social e ai giornalisti hanno gli occhi di tutto il mondo addosso. Alla minima resistenza potevano spianare intere citta' a colpi di missili e gasarle con armi chimiche. Ma non lo possono fare ... Link al commento https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/454/#findComment-402641 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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