garmax1 Inviato 16 Febbraio 2022 Condividi Inviato 16 Febbraio 2022 28 minuti fa, analogico_09 ha scritto: Ho segnati i punti d'inizio dell'allemande... Trovo molto molto interessanti per me questi confronti di un particolare momento musicale. Mi permettono di comprendere meglio tutto il thread. Detto questo Bach suonato al pianoforte mi piace moltissimo ma in questo caso il clavicembalo mi sembra più gradevole all'ascolto. Sto cercando di ascoltare la proposta fatta da @Grancolaurosulle variazione Goldberg suonate da Rondeau... 😉 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-372454 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Panurge Inviato 16 Febbraio 2022 Condividi Inviato 16 Febbraio 2022 Il 14/2/2022 at 22:07, Alpine71 ha scritto: Corro a cercare le Goldberg interpretate da Rondeau Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-372462 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
my2cents Inviato 16 Febbraio 2022 Condividi Inviato 16 Febbraio 2022 Immagina che una persona apprezzi la musica di Bach suonata col pianoforte: trovi piacere ad ascoltarla, le attribuisca un valore estetico sotto il profilo emotivo e intellettuale. Diresti che l'esperienza di questa persona è inautentica? Dovrei capire casa intendi per inautentica; soggettivamente può essere sicuramente autentica. Esteticamente no, perché non aderente a sé alla sua natura, perché altro, perche estetica diversa (migliore o peggiore non compete a me, ma se parliamo di autenticità direi di no. Anche il marmo di Michelangelo "suona", fatto con la plastica non saprei. ... se uno dicesse che una certa interpretazione pianistica è esteticamente più pregevole di un'altra, non perché più vicina all'"originale" ma per ragioni diverse, di tipo strettamente pianistico, diresti che un confronto del genere è privo di senso? Su quale base è esteticamente più "pregevole"?..ogni estetica (funzione) ha il suo 'arto' giusto e coerente... mi vengono esempi brutti oggi, sarà colpa della nebbia, ma la voce di un bambino la trovo esteticamente coerente, se avesse una voce da camionista lo porteri da un virologo 😄 se devo rispondere in sintesi direi di sì, che è un po privo di sensoimmagina che una persona non attribuisce valore estetico a una certa esecuzione, filologicamente corretta, di una Partita di Bach al clavicembalo perché la ritiene brutta, e attribuisca invece valore estetico alla medesima Partita suonata al pianoforte, ritenendola invece bella; arriveresti in questo caso a dire che questa persona è in errore, a prescindere da ogni ulteriore considerazione? Secondo me si confonde l'estetica con il picere personale, ovvero col gusto (bella, brutta, buona, cattiva, amara, dolce etc etc) Esteticamente parlando si è un errore, gustativamente parlando è nella piena leggibilità La filologia non è solo cosa musicale. È cosa che ha a che fare con la poesia, la letteratura, ma estendendo, con l'arte tutta, e il tutto è intrecciato con l'estetica, che a sua volta volta è intrecciata con la filosofia, la storia, la politica la sociologia, la psicologia e pure con l'eros...cambiere i parametri in maniera aleatoria in una matassa di tale portata può essere quanteno 'licensioso' In un passaggio mi pare di aver letto, se non sbaglio, che non ami o non ti piace il suono del clavicembalo. In molti mi pare di apprendere non "piace". La cosa è lecita ma non è corretto per questo considerare il pianoforte superiore, perché non lo è affatto. Semplicemente è diverso. Il suo timbro è completamente altro. Per non parlare delle modalità esecutive etc etc, ma avete già parlato di mesto. In sintesi non si può danzare indistintamente con un polipo e una donzella nello stesso modo...non farci caso....è la nebbia della pianura:D comunque l'esempio rende la cosa. Non credo neanche che sia la musica di Bach in sé a far scoprire nuovo timbro al pianoforte...il suo timbro ha le sue possibilità ben note, e indubbiamente indagate in oltre due secoli di musica. Semmai vedo il rischio di vestire una estetica con un timbro quantomeno alieno. Non credo neanche che la musica di Scarlatti sia più appropriata di quella di Bach ad essere suonata al piano...nella mia modesta esperienza non ho mai avuto questa impressione, anche perché la mistica si trova indistintamente nel fango e nell'oro 😉 Vista la nebbia mi permetto ancora un altro esempio. L'ologramma (semplificando e semplificando) si puo paragonare ad una fotografia (anche se chiamato processo fotografico senza obbiettivo) ma al contrario di questa se ne tagliamo un pezzetto questa mantiene tutte le informazioni per riprodurre l'immagine originale (la cosa non succede con una normale foto, se la taglio mi rimane solo una parte). Questa caratteristica viene chiamata 'autoreferenzialita'. In un certo qual modo anche il suono, o meglio la sua componente timbrica, si comporta autoreferenzialente. Questo perché ogni suono (timbro del clavicembalo o del pianoforte) per essere tale è la somma (potenzialmente infinita) di determinati armonici, i quali tutti compartecipazione al coro di una determinata composizione, e Il piano forte anche se ha una tastiera non è necessariamente nel coro di tutte le musiche. Ovvero si sta sostituendo al pezzetto di ologramma un pezzetto alieno....si è persa l'autoreferenzialita....non è poca cosa. Semplicemente col piano non si può fare musica barocca...imho secondo me. Infine è da ricordare che il temperamento equabile non è invenzione di Bach. La storia del temperamento equabile ha avuto diverse e tante vie. Ma la cosa sarebbe lunga e forse estranea al 3d, cito solo una passaggio dell'accordatore del clavicembalo di Kenneth Gilbert " mentre non è certo che Bach compose questi pezzi per il temperamento equabile, non si può essere certi che non lo fece (sembra un scioglilingua, altro che nebbia :D) ; e la sua particolare pratica di trasporre i pezzi (usati sia altrove che nel clavicembalo ben temperato) sembra indicare che qualsiasi sistema di temperamento abbia usato, questo deve essere stato, se non altro assai vicino al temperamento equabile. E quindi, che le cose rimangano così" 2 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-372534 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Grancolauro Inviato 16 Febbraio 2022 Autore Condividi Inviato 16 Febbraio 2022 @Panurge grazie per aver postato il video. Il disco appena pubblicato da Roundeau è tuttavia diverso, molto più originale e interessate di questa esecuzione di qualche anno fa, a mio modo di vedere perlomeno Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-372575 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 16 Febbraio 2022 Condividi Inviato 16 Febbraio 2022 3 ore fa, garmax1 ha scritto: Detto questo Bach suonato al pianoforte mi piace moltissimo ma in questo caso il clavicembalo mi sembra più gradevole all'ascolto. Casi come questi ve n'è a bizzeffe... 2 ore fa, my2cents ha scritto: Non credo neanche che la musica di Scarlatti sia più appropriata di quella di Bach ad essere suonata al piano...nella mia modesta esperienza non ho mai avuto questa impressione, anche perché la mistica si trova indistintamente nel fango e nell'oro 😉 Non ho scritto che sia più appropriata ad essere suonata, ecc.., ma che, per gentile concessione.., notansi il tono di "sufficienza"... 😄 ... ho scritto che è più suonabile.., ben diverso, modo di dire vago.., e se la metafi(si)ca è nel fango così come nell'oro, facciamo che io mi tengo quella dell'aureo metallo e tu ti tieni l'altra... 🤷♂️ 🤓 15 ore fa, analogico_09 ha scritto: Scarlatti al piano è più suonabile.., è grande musica ma non ha la stessa metafisica della partitura bachiana... Inoltre è a tutti noto, fuor di sofismi, che Bach temperò la scala musicale e non la matita del geometra o dello scolaretto, se non anche quella dell'architetto... 😉 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-372690 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
my2cents Inviato 16 Febbraio 2022 Condividi Inviato 16 Febbraio 2022 Ma anche la lotta nel fango ha il suo perchè e comprende l'aureo metallo 😉 Ho scritto "appropriata" velocemente che ero al cellulare in pausa pranzo.., magari un pò di fretta Il temperamento equabile andrebbe rilocalizzato e rivisto nella notorietà 😉 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-372732 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 16 Febbraio 2022 Condividi Inviato 16 Febbraio 2022 2 minuti fa, my2cents ha scritto: Ma anche la lotta nel fango ha il suo perchè e comprende l'aureo metallo 😉 Ho scritto "appropriata" velocemente che ero al cellulare in pausa pranzo.., magari un pò di fretta E' più probabile che Bach temperò delle matite per scrivere qualche partitura, perchè il temperamento equabile (musicale) non è invenzione sua 😉 ....è semmai un un'onda che su cui lui stesso ha cavalcato, forse meglio di altri ma non l'ha generata lui. Ovvio che non è tutta sua.., nulla nasce dal nulla.., la stessa atonalità, forme di atonalismo, dissonanze, ecc, erano già nei precedenti secoli.., la dodecafonia la introduce per benino Mozart, anticipando il '900; la polifonia fiamminga ad esempio ne è piena di cose che nei secoli a venire saranno riprese, ampliate adotttate come norma... ma il CBT, l "codifica", stesura ufficiale, definitiva, "brevettata", con la garanzia europea di anni due, l'ha realizzata il Kantor... 😍 Mangia meno e non uscire con le nebbie... 😄 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-372752 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Membro_0015 Inviato 16 Febbraio 2022 Condividi Inviato 16 Febbraio 2022 Il 15/2/2022 at 10:12, SimoTocca ha scritto: In fondo lo si diceva per la Messa in Si Minore: Bach lavorava con un coro di 10-12 cantanti (come emerge in maniera chiara e inoppugnabile dai documenti contabili ritrovati), ma se fosse stato per lui avrebbe voluto anche 30 o magari 50 cantanti! chi lo dice? secondo me anche le wagner-tuben 🙂 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-372771 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Alpine71 Inviato 16 Febbraio 2022 Condividi Inviato 16 Febbraio 2022 @Grancolauro @Panurge i due cd sono arrivati oggi. me li devo prendere con molta calma e cautela perché i tempi sono dilatatissimi. ho apprezzato le note del libretto: due pagine bianche con la scritta “Silenzio”. grazie a entrambi per le segnalazioni Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-373239 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Grancolauro Inviato 17 Febbraio 2022 Autore Condividi Inviato 17 Febbraio 2022 @my2cents Grazie delle risponte alle mie domande. Ora capisco meglio il tuo punto di vista. Ovviamente l'estetica storicista applicata all'interpretazione delle opere barocche solleva dubbi e interrogativi di non poco conto. Dubbi riguardo all'identità degli stili, alle forme dell'espressività, alla possibilità di integrare in una interpretazione "storicamente autentica" la varietà di contesti che determinavano i contenuti originari, come pure dubbi riguardo la legittimità dell'atto stesso che mira all'autenticità. Ma sono questioni su cui non ti voglio annoiare. Da parte mia, ho una certa diffidenza per l'approccio storicista, nelle sue diverse forme. A prescindere dai problemi appena ricordati, mi sembra rischi di trasformare il nostro rapporto con la musica barocca in qualcosa di simile al rapporto che un collezionista, un antiquario o un archeologo hanno con gli oggetti del passato. Come scriveva Harnoncourt, mediante l'esecuzione della musica Barocca l'interprete non deve cercare il "vero" ed evitare il "falso", deve piuttosto generare un dialogo tra presente e passato, in modo da far passare la musica "sotto la pelle" dell'ascoltatore contemporaneo, fargliela sentire sua. E se il pianoforte può essere funzionale a questo obbiettivo, ben venga, per quanto mi riguarda, così come ben venga l'uso degli strumenti originali. Non considero poi il pianoforte superiore al clavicembalo. A me piace più il primo, ma questo non ha nulla a che fare col valore estetico della musica suonata con l'uno o con l'altro. Né penso che il timbro pianistico abbia delle possibilità bene note, già esplorate e preconfezionate. Le potenzialità timbriche degli strumenti acustici sono infinite, per fortuna. E le partiture che un musicista frequenta modellano la sua ricerca timbrica. Ogni musicista-interprete alla fine trova il "suo" timbro, vale a dire la propria identità musicale, diversa da quella di ogni altro, attraverso i compositori che frequenta e grazie ad essi. Se è Bach a stimolare in un pianista la ricerca della propria identità, che sola gli consente di "parlare" al cuore degli ascoltatori, non vedo perché questo gesto dovrebbe essere considerato inautentico 😉. 2 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-374100 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
faber_57 Inviato 18 Febbraio 2022 Condividi Inviato 18 Febbraio 2022 13 ore fa, Grancolauro ha scritto: Dubbi riguardo all'identità degli stili, alle forme dell'espressività, alla possibilità di integrare in una interpretazione "storicamente autentica" la varietà di contesti che determinavano i contenuti originari Certo, viviamo nel tempo. Nessuno di noi potrà essere uno spettatore del settecento e nessun musicista potrà essere un musicista del settecento, cresciuto in quella società là e in quella cultura là. Però, con tutti i limiti connessi (che conosciamo benissimo) proviamo a ricreare un evento di quel periodo al meglio possibile. Poi, siccome siamo poliedrici, generiamo "un dialogo tra presente e passato" anche in altri modi: suonando Bach al pianoforte o ritmando con la batteria la "Nuovo mondo". Tutto lecito, a volte bello, a volte no (anche la filologia). Quello che però è indiscutibile è che quei brani del settecento NON sono stati scritti per pianoforte, né la "Nuovo mondo" è stata ritmata con la batteria. 1 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-374480 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 18 Febbraio 2022 Condividi Inviato 18 Febbraio 2022 15 ore fa, Grancolauro ha scritto: Ovviamente l'estetica storicista applicata all'interpretazione delle opere barocche solleva dubbi e interrogativi di non poco conto. Dubbi riguardo all'identità degli stili, alle forme dell'espressività, alla possibilità di integrare in una interpretazione "storicamente autentica" la varietà di contesti che determinavano i contenuti originari, come pure dubbi riguardo la legittimità dell'atto stesso che mira all'autenticità. Ma sono questioni su cui non ti voglio annoiare. Da parte mia, ho una certa diffidenza per l'approccio storicista, nelle sue diverse forme. A prescindere dai problemi appena ricordati, mi sembra rischi di trasformare il nostro rapporto con la musica barocca in qualcosa di simile al rapporto che un collezionista, un antiquario o un archeologo hanno con gli oggetti del passato. Come scriveva Harnoncourt, mediante l'esecuzione della musica Barocca l'interprete non deve cercare il "vero" ed evitare il "falso", deve piuttosto generare un dialogo tra presente e passato, in modo da far passare la musica "sotto la pelle" dell'ascoltatore contemporaneo, fargliela sentire sua. E se il pianoforte può essere funzionale a questo obbiettivo, ben venga, per quanto mi riguarda, così come ben venga l'uso degli strumenti originali. Mi permetto di rispondere io, mi scuserà @my2cents se anticipo qualche sservazione. Ciaascuno ovviamente ha le proprie preferenze, Damiano, tu ami di più il piano che il clavicembalo; io amo entrambi gli strumenti ma a condizione di poterli ascolòtare ciascuno a casa sua... Ma non si può dire unilateralmente della filologia ciò che la filologia non è, dove nessuno di noi del forum appassionati di filologia, ancor prima di musica.., ha mai detto chiaramente o lasciato intendere implicitamente le cose da te sostenute che sono l'esatto contrario di ciò che è la filologia. Credo che se non si sgombra infine il campi dai pregiudizi e dalle prevenzioni che purtroppo affliggono la filologia, attaccata da sempre dagli establishment accademico-conservatoriali di discendenza ottocentesca (anch'esso un secolo di opere musicali e delle arti tutteche potremmo tacciare di "antiquariato", peggio di "archeologico?" ... giammai, diremmo una solenne castroneria) diventa difficile trovare dei punti di intesa, di giusto "compromesso". Meglio lasciar perdere gli "slogan". Innanzitutto la filologia non ha la pretesa di definirsi "storicamente autentica", non nutre una tale presunzione, bensì "soricamente informata" sulle prassi esecutive d'epoca, dove il giusto termine fa l'enorme differenza: chi è informato di una cosa è segno che ha dovuto studiare, ricercare per acquisire informazioni in grado di avvicinarsi il più possibile alla cosa stessa. Ed esiste una grande quantità di letteratura musicale d'epoca e non solo d'epoca tutta una "trattatistica", una manualistica metodologica, ecc, redatta il larga misura dagli stessi compositori.., le cui partiture non solo "suonano", ma anche "parlano" chiaramente, attraverso la quale è assolutamente possibile avvicinarsi in modo abbastanza soddisfacente a quelle che erano le "archeologiche" (sic!) prassi esecutive, interpretative, strumentali, vocali, ecc... Per di più, un antiquario, un aercheologo, un collezionasta, ecc. guarda l'oggetto della sua "scoperta" con piacere e godimento ma da "lontano", l'oggetto resta immutato, cristallizzato nella sua seducente bellezza che è di tutti e di nessuno di quelli che ammirano l'oggetto, il quale appartine solo a se stesso, alla "storia", un monile in più da aggiungere nelle teche "museali" che contengono le testimonianze del "bello" di ogni secolo, di ogni epoca. Mentre il filologo scopre, osserva, trascrive, interpreta, suona l'oggetto musicale della sua ricerca, del suo studio, della sua passione.., ed ecco che interprete e musica diventano una sola cosa, la musica vive nell'interprete, l'interprete nella musica.., dove tra i due si colloca inalienabilmente la "volontà" del compositore, dell'Autore supremo. Molti pianisti "bachiani" moderni giocano da soli.., non riconoascono la squadra".., solo il loto vieto metodo. Questo vale sia per l'approccio musicale filologico, sia per quello "tradizionale". Harnoncourt, pionieri della filologia, per lunghi anni dedito a questa pratica interpretativa lasciando una quantità di preziosissime registrazioni musicali dei grandi del barocco e di prima e dopo il barocco, ha poi ha deciso di abbandonare questa "filosofia", questo "metodo" musicale per tornare al tradizionale con risultati non di meno eccellenti, anche grazie alla grande esperienza acquista durante gli anni della filologia che si rifletta nelle interpretazioni del nuovo corso interpretativo. .Giusto ciò che dice Harno sull'interprete che non deve cercare il "vero" e il "falso", un pensiero da interpretare correttamente, suppongo, perchè se si sommarizza e generalizza lo stessompensiero si trasformerebbe in diceria, in sogan, in pregiudizio, in fraintendimento, qualcosa che non può essere attribuito alla filologia che invece è studio e ricerca di una "chiave" interpretativa in grado di avvicinare l'interprete ricercatore il più possibile alle "fonti" interpretative ed esecutive originarie, non con lo spirito dell'archeologo o dell'antiquario.., e torniamo a ciò che dicevo sopra. Per quanto riguarda il dialogo tra presente e passato, cosa auspicabilissima, necessaria.., lo stesso non dovrebbe tuttavia avvenire con lo snaturamente di nessuno dei due diversi ma non opposti mondi musicali, al netto di ogni tentativo di prevaricazione. Inoltre il dialogo invero esiste, già in uso da molti decenni, da un secolo forse; spesso nelle nostre chiacchierate ricordo come tra la musica antica e barocca, e la "moderna", novecentesca, contemporanea, innovativa, "rivoluzionaria", ecc, vi siano elementi linguistici, stilistici, estetici, comuni.., il "nuovo" che prende dall"antico" che possedeva in sè le semenze della modernità, dove l'arte è ora e per sempre, senza tempo e senza rigide "geografie". L'ascoltatore contemporaneo è ben servito.., ha già tutto per soddisfare e nutrire la sua curiosità estetica, il suo bisogno di estetic, la sua psiche di uomo moderno, non serve riscrivere nulla, non si riscrive la musica antica come non si ridipinge e si riscrive la pittura e la letteratura "antica"... gli resta solo di appizzare meglio le orecchie e studiare di più quello che gli sfugge, che non conosce e che, ciò nonostante si lancia in giudizi del tutto sfocati rispetto al terreno d'indagine... Il pianoforte a mio avviso non è funzionale a questo obiettivo, perchè, meraviglioso nelle letterature musicali che gli sono proprie, per esso e con esso create, si rivela molto ingombrante e prevaricatore con i repertoti musicali antichi e barocchi che il piano mistifica e soffoca, sostituendosi al clavicembalo, e soprattutto per per via delle prassi esecutive improprie che usano i pianisti di estrazione accademico-conservatoriale, alle prese con le musiche per tastiera di Bach che hanno come strumento d'elezione il clavicembalo per il quale e col quale venivano composte tali opere. Il pianoforte dovrebbe a mio avviso "dialogare", direi "ricongiungersi" con la musica barocca e prendere da essa gli elementi estetici, linguistici, tecnici e stilistici al fine di creare nuovi paesaggi musicali, nuove composizioni del tutto nuove tuttavia recanti la inalienabile esperianze musicale del passato, lo spirito del passato, evitando di fare dello stesso una "caricatura". Caricature dello spirito e della forma, d'alto bordo.., ma sempre di "iqualificabile tradimento" (cit) si tratta... a meno che l'intento parodico, o trascrittivo, il rifacimento, il tratto da..., non sia dichiarato, anzi consapevole e non presunzione... Detto in soldoni, il miglior modo di immegersi nel mondo musicale di Bach, se l'amore per Bach fosse autentico, rispettoso, non speculativo, non finalizzato al soddisfacimento del proprio ego, bisogherebbe avere l'umile lungimiranza interpretativa che porterebbe a rinunciare alla "caricatura" di Bach, prendendo da Bach quanto di meglio sia possibile prendere dalla sua arte per poterlo "tradire".., in maniera però qualificata... e qualificabile (non mi sto quindi contraddicendo con il "paradosso"), in modo "coraggioso", autenticamente creativo. Suonare Bach alla romantica non ha nulla di creativo, nulla di quel "nuovo" tanto sbandierato da alcuni interpreti che cercano il nuovo mandando in macerie il "vecchio" per il semplice e grave fatto che non lo hanno mai approfonditamente ricercato, nè studiato, come si conviene. Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-374553 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Grancolauro Inviato 18 Febbraio 2022 Autore Condividi Inviato 18 Febbraio 2022 Il 16/2/2022 at 11:49, analogico_09 ha scritto: Il metronomo...la musicalità Hai ragione: Lipatti è stato uno tra i primi ad adottare un'interpretazione "positivista" della musica di Bach al pianoforte. Valer a dire: l'interprete deve eseguire fedelmente il testo originale, senza aggiungere o togliere nulla. Bach non si interpreta, si esegue. Al tempo si trattava di un atteggiamento polemico e di rottura nei confronti dell'approccio neo-romantico ed espressivista, che pure ha continuato ad esistere (basta ascoltare il Bach di Arrau). Il positivismo interpretativo con riguardo a Bach ha avuto grande fortuna anche in Italia, diventando l'atteggiamento prevalente tra i pianisti nostrani fino agli anni '80 del secolo scorso. I suoi esponenti più influenti sono stati Maria Tipo e Bruno Canino, con risultati a volte decisamente apprezzabili. Se le trovo posterò le Goldberg di Canino, ingiustamente poco note. Non so se il CD si trovi ancora ma merita un ascolto. L'approccio positivista si ritrova anche in alcuni pianisti contemporanei di grido. Il caso più imblematico mi sembra quello di Igor Levitt, le cui registrazioni di Bach sono tuttavia piatte, espressivamente povere (per l'appunto), e alla fine assai poco originali. Molto meglio il Beethoven di Levitt, sotto questo profilo. Quello che la Nouvelle Vague bachiana tenta di fare è invece recuperare l'aspetto espressivo della musica di Bach, grazie alle conoscenze fornite dalla filologia, innovando il modo di suonare il pianoforte. Ripeto, lo si può considerare un tentativo felice o infelice, non è questo il punto per quanto mi riguarda. Mi sembra interessante, in qualsiasi caso, esplorarlo per conoscerlo meglio. Per capire quello di cui sto parlando, è utile tornare alla prima Partita eseguita da Lipatti. La riposto per comodità: Ascoltiamo invece lo stesso pezzo eseguito da Sokolov Le differenze mi sembrano eclatanti. Sokolov è un maestro cesellatore del tocco, e usa questa sua capacità per costruire architetture timbriche e ritmiche che hanno una grande forza espressiva a mio modo di vedere. Il suo mi sembra un risultato decisamente felice. Se si ascolta invece Lang Lang il panorama cambia radicalmente: Anche Lang è alla ricerca di una forte espressività non riducibile ai canoni pianistici del passato, neo-romantici o espressivisti che siano. Tuttavia, a mio modo di vedere, non c'è una visione artistica d'insieme della Partita, né un progetto coerente ed originale dietro la sua interpretazione. E' come se Lang accostasse idee interpretative diverse l'una all'altra così come viene, ad istinto quasi. Questo mi sembra un risultato infelice. Diverso ancora è il caso di Blechaz, che è una sorta di ponte tra vecchio e nuovo nell'interpretazione pianistica di Bach. O forse addirittura un ritorno al passato: Blechaz ha attenzione per alcuni aspetti stilistici appresi dalla filologia, soprattuto con riguardo agli abbellimenti e alle variazioni nelle ripetizioni. Ma nel timbro e nel fraseggio non innova. Il suo è certo un suono tondo e rifinito; tuttavia il risultato è scontato, pianisticamente parlando. Tutto sommato, una interpretazione assai poco interessante. Neo-romantica, potremmo dire? In questo caso probabilmente sì. Quale tra queste interpretazioni vi piace di più? p.s. @analogico_09 Sulla filologia ti rispondo nella prossima pausa pranzo, porta pazienza 🙂 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-374712 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Membro_0015 Inviato 18 Febbraio 2022 Condividi Inviato 18 Febbraio 2022 4 ore fa, faber_57 ha scritto: Quello che però è indiscutibile è che quei brani del settecento NON sono stati scritti per pianoforte, né la "Nuovo mondo" è stata ritmata con la batteria. una delle operazioni piu' orride : Pictures at an Exhibition degli Emerson Lake and Palmer. Certo ha fatto avvicinare qualche mio coetaneo alla musica classica ma non credo sia questo il modo (infatti si allontanarono quasi subito) Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-374729 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Membro_0015 Inviato 18 Febbraio 2022 Condividi Inviato 18 Febbraio 2022 20 minuti fa, Grancolauro ha scritto: Le differenze mi sembrano eclatanti. Sokolov è un maestro cesellatore del tocco, e usa questa sua capacità per costruire architetture timbriche e ritmiche che hanno una grande forza espressiva a mio modo di vedere. Il suo mi sembra un risultato decisamente felice. il cesello timbrico pero' e' solo e solamente dominio di sokolov, che bach non pensava al timbro (bella comunque l'esecuzione di sokolov) Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/4/#findComment-374734 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un membro per lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già registrato? Accedi qui.
Accedi Ora