garmax1 Inviato 19 Febbraio 2022 Condividi Inviato 19 Febbraio 2022 21 ore fa, Grancolauro ha scritto: Quale tra queste interpretazioni vi piace di più? Mi piace quella di Sokolov Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-375617 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Grancolauro Inviato 19 Febbraio 2022 Autore Condividi Inviato 19 Febbraio 2022 Il 18/2/2022 at 11:18, faber_57 ha scritto: Quello che però è indiscutibile è che quei brani del settecento NON sono stati scritti per pianoforte, né la "Nuovo mondo" è stata ritmata con la batteria. Sì certo, questo è indiscutibile. Sempre ragionando in termini storici, uno potrebbe osservare che fino alla metà del '700 e anche oltre un brano non veniva scritto per uno specifico strumento o per uno specifico organico. Gli strumenti erano spesso intercambiabili tra loro: il violino col flauto, il violino con l'oboe, il violoncello col fagotto, ecc. Quindi un abbinamento rigido tra brano e strumento non era neppure concepibile. Certo è che il pianoforte è stato introdotto dopo, questo è indiscutibile. E in effetti chi oggi suona Bach col pianoforte non tenta di ricreare una immagine sonora la più vicina possibile a quella che, in base alle nostre ricostruzioni storiche, ipotizziamo fosse l'originale. Cerca di creare un'immagine sonora nuova dello strumento, attraverso agli stimoli provenienti dal passato. Il 18/2/2022 at 15:33, stanzani ha scritto: l cesello timbrico pero' e' solo e solamente dominio di sokolov, che bach non pensava al timbro Sokolov in effetti è un caso a sé. Ma Sokolov ha costruito negli anni quel suo modo di suonare proprio studiando le partiture barocche, quelle Rameau e Bach in primis. Questo vale la pena ricordarlo. Per me Sokolov è il modello più alto della Nouvelle Vague bachiana, perché poi ha esteso le sue ricerche sul tocco (frutto del suo attraversomento della musica barocca) all'intero repertorio pianistico, diventando uno dei pianisti più innovativi e originali viventi. Sul fatto poi che Bach non pensasse al timbro ho forti dubbi. Anche nelle opere clavicembalistiche il timbro è importante. I clavicembali al tempo di Bach erano strumenti complessi, solitamente a due manuali e tre registri, mediante i quali si poteva modifica il timbro in modo simile a quello che succede nell'organo. E anche il tocco è importante nel clavicembalo per la resa sonora finale. 3 ore fa, garmax1 ha scritto: Mi piace quella di Sokolov Anche a me 🙂 Il 16/2/2022 at 23:06, Alpine71 ha scritto: ho apprezzato le note del libretto: due pagine bianche con la scritta “Silenzio” Bellissimo! Mi sembra geniale. La sparo probabilmente grossa, ma secondo me proprio il silenzio costituisce la cifra interpretativa delle nuove Goldberg di Rondeau. Questo dilatare fino all'estremo i tempi mi sembra fatto apposta per far risaltare lo spazio che c'è tra una nota e l'altra, per assecondare il tempo di decadimento del suono del clavicembalo in modo che ciascuna nota si stagli in uno spazio libero, compiendo il suo ciclo armonico naturale entro un vuoto fatto di silenzio. Ma sto delirando, porta pazienza 😂 1 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-375786 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
my2cents Inviato 19 Febbraio 2022 Condividi Inviato 19 Febbraio 2022 La musica è anche un rito a cui bisogna sottostare. Rito è ispirazione, metodo e strumento. Rispettato il rito la musica diventa un evento sincronico tra l'ispirazione, il compositore, l'esecutore, e il pubblico che diventando un'unica amalgama tutti compartecipi di una magia. Ogni ingranaggio ha la sua funzione in questo motore 'immobile'. Oggi come allora io posso essere compartecipe di questa magia, di questo atto che essendo sincronico è sempre presente e attuale. Questo ci dà l'estetica. Mi spingo oltre e dico che l'estetica precede anche la musica, anzi questa diventa la sua voce. Per questo a mio avviso ci vorrebbe un rispetto e una consapevolezza che deve diventare parte di noi oltre il nostro io emozionale schiavo del gusto. Se ancora riuscissi tornerei a suonare Bach alla chitarra, come momento personale di diletto e di piacere, ma poi nell'ascolto cedo il passo all'impersonale per partecipare a "un gusto superiore" Scusatemi ma non trovo proprio 'partita' tra Scott Ross e Sokolov. In Sokolv non trovo stratificazione armonica che concede il clavicembalo e il metodo di Ross. Non trovo la stessa prospettiva barocca, con illimitati punti di fuga. Tutto mi pare ovattato, monodirezionale e pesante come una architettura romanica. Sono sempre più convinto che idea, ispirazione, intuito e psiche, siano il fodamento della materia e il pianoforte non essendo 'materia' del barocco non riesce a ricreare il 'rito' e l'evocazione che necessita a manifestare lo spirito autentico. Insomma per ri-dirla più semplice, o medianicamente, una fanciulla non può ospitare lo spirito di un orso e viceversa...a ogni spirito compete il relativo corpo, nervi sangue e muscoli affinché possa librarsi per quel che deve Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-376093 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
my2cents Inviato 19 Febbraio 2022 Condividi Inviato 19 Febbraio 2022 E non poteva che essere Scarlatti al clavicembalo (nella sua natura...me pare quasi strano sottolinearlo) a sottolineare questa metafora 😄 😉 1 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-376096 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 19 Febbraio 2022 Condividi Inviato 19 Febbraio 2022 5 ore fa, Grancolauro ha scritto: Gli strumenti erano spesso intercambiabili tra loro: il violino col flauto, il violino con l'oboe, il violoncello col fagotto, ecc. Ne abbiano parlato un'infinità di volte, anche di questo: erano strumenti coevi.., "compatibili", naturalmente "intercambiabili... Il pianoforte moderno non era coevo del clavicembalo.., strumento principe, imperatore e pure papa di quelle epoche!! Le opere composte espressamente per tastiera da Bach erano per cembalo, quale strumento d'elezione; Bach conobbe i primi modelli di strumenti a tastiera "martellanti" antenati del pianoforte ma non li apprezzo'... Neppure l'"imperatore" risucì ad imporglielo.., se non forse occasionalmente durante la vista a corte del Kantor per compiacere Federico, del quale apprezzava invece la "collezione" di organi. Anche su questo abbiamo dato.., è storia. Se Bach avesse inteso comporre espressamente per l"antenato" dello Steanway lo avrebbe espressamente specificato..., figuriamoci, sarebbe stata una novità di grido!! Bach infatti compose le Suite "dichiarando" lo strumento di destinazione: il violoncello, per evitare che si suonassero con la viola da gamba, strumento ancora in auge, molto più del cello emergente che in seguitò oscurerà la viola... Bach scelse il cello per questo motivo, perchè era già di nuova "moda", ad incontrare una certa popolarità e perchè decise di comporre delle musiche non ricordo ora per quale celebre violoncellista che godeva di altro prestigio... Ci sono musicologi che sostengo come le particolarità scritturali di dette Suite riconducessero più al carattere musicale, tecnico organologico ed espressivo della viola da gamba piuttosto che a quello del violoncello. In ogni caso la storia di queste Suite ha dei tratti controversi. L'eccellente violsta da gamba Paolo Pandolfo ha registrato un magnifico disco dell Suite suonate con la viola da gamba. I risultati sono straordinari sul piano della musicaltà e sembrano dare ragione all'ipotesi suddetta. Però Bach ha inteso affidare le sue sue composizioni al violoncello e quindi violoncello (anche) sia.., non c'è problema.., anzi, essenso il cello e la viola strumenti coevi, l'alternanza si fa maggior ricchezza aggiunta.., purche il cello sia violoncello barocco suonato da musicisti del calibro del purtroppo compianto Anner Bjlsma, ad esempio.., le interpretazioni dei violoncellisti "moderni" con i vibratoni e gli "spaesamenti" ottocenteschi pieni e "post" le diamo al gatto... 😉 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-376127 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Alpine71 Inviato 19 Febbraio 2022 Condividi Inviato 19 Febbraio 2022 Il Bach “pandolfiano” è veramente splendido. Ricordo che lessi una critica interessante, credo sulla Domenica del Sole,e corsi ad acquistare i cd. non vorrei rinfocolare la diatriba affermando che, al violoncello, le Suites interpretate da Tortelier e Fournier a me sembrano eccelse. @analogico_09 dell’interpretazione di Brunello cosa ne pensi? Scusate l’ot Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-376162 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 19 Febbraio 2022 Condividi Inviato 19 Febbraio 2022 2 ore fa, my2cents ha scritto: Scusatemi ma non trovo proprio 'partita' tra Scott Ross e Sokolov. Ma certo.., due mondi incompatic bili.., però Scott nella stessa sonata di Scarlatti lo avevo già citato a confronto con Lupatti... potevi paragonare con un altro grande del cembalo, che so'.., con l'interpretazione di Leohnardt di cui ci ho l'integrale dell'opera in vinile registrazione Basf che tra l'altro si sente audiofigamente bene che levati... 😉 D'accordo comunque che l'interpretazione di Sokolov, pianista che apprezzo miltissimo in altri repertori, non ha corrispondenza con il mondo musicale, poetico, iconico-immaginifico di Bach, idem dicansi per le altre interpretazioni pianistiche condivise.., anzi mi sembra che più i pianisti cercano di "imitare" il cembalo per cercare di avvicinarsi di più al cembalo, più danno prova di voler cercare di essere più "degni" della musica di Bach.., e che quindi siano coascienti che il vero Bach è altrove, in altro strumento e in altro modo di intendere la frase, la musicalità, lo stile, la forma, il linguaggio, l'estetica, ecc... A quel punto perchè sforzarsi con le imitazioni che hanno le ... "gambe corte" mentre si potrebbe passare direttamente a "studiare" e approfondire la meraviglia musicale di bach e del suo clavicembalo calati nella loro epoca, se davvero si ama Bach per quello che è e non preso quasi a pretesto per dare ancora più nutrimento al proprio "ego" interpretativo autoreferfernziale, e maggior "potere" al pianoforte imperante, ingombrante, onnipotente, il quale ha la sua magnifica letteratura, che non finisce mai, a cui dedicarsi. Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-376167 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 19 Febbraio 2022 Condividi Inviato 19 Febbraio 2022 4 minuti fa, Alpine71 ha scritto: Tortelier e Fournier a me sembrano eccelse. @analogico_09 dell’interpretazione di Brunello cosa ne pensi? Scusate l’ot Non credo che tu sia OT, cambia lo strumento ma la questione resta la stessa.., ovvero se, aldilà di ciò che ogni interprete mette di suo durante l'interpretazione di opere create da altri, ciascuno secondo la propria sensibilità, il proprio stile, la propria immaginazione, si possa radicalmente "tradire" l'autorevole intenzione autoriale, lo spirito musicale in tutte le sue declinazioni durante il quale la creazione musicale ha maturato ed elargito come una grazia i suoi sacrali frutti. In assoluto i violoncellisti che citi vengono convenzionalmente ritenute delle eccellenze musicali, ma nulla è così assoluto, si va da caso a caso, credo che tutto dipenda dall'immaginifico estetico nel quale ciascuno si è formato, attraverso il quale riesce a percepire e comprendere la "realtà" che lo circonda, realtà estetica, sociale, civile, "politica", ecc... La mia "realtà" relativa mi porta a distanziarmi dai musicisti che citi che tuttavia rispetto e che in assoluto ritengo che ... magari fossi capace di suonare come suonano loro.., ne approfitterei per "sfruttare" quella tecnica prodigiosa per ottenere un'espressione di altro tipo... 🙂 1 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-376188 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 19 Febbraio 2022 Condividi Inviato 19 Febbraio 2022 Il 18/2/2022 at 15:29, stanzani ha scritto: Una delle operazioni piu' orride :Pictures at an Exhibition degli Emerson Lake and Palmer. Certo ha fatto avvicinare qualche mio coetaneo alla musica classica ma non credo sia questo il modo (infatti si allontanarono quasi subito) Però quella degli ELP è un rifacimento "rokkeggiato" dichiarato.., non ha pretese di appaiarsi alla composizione originale. Anche Ravel trascrive per orchestra, con risultati imparagonabili all'operazione di ELP, il geniale parto di Mussorgksy per pianoforte che personalmente non paragono proprio alla pur nobile versione orchestrata del compositore francese. Verissimo, ho avuto modo anch'io di verificare che chi si avvicina alla classica attraverso queste "scorciatorie", quasi sempre, dopo aver soddisfatto l'epidermica curiosità, torna indietro. 1 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-376205 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
jakob1965 Inviato 20 Febbraio 2022 Condividi Inviato 20 Febbraio 2022 @my2cents si ma in un film un poco sporcaccione ... 😁 ma credo che l'argomento non fosse la solita diatriba (per me priva di soluzione - ne scrissi parecchio prima del rogo) ma piuttosto la conseguenza di quella diatriba consiglio sempre questi lavori (al pianoforte) anche se ascolto volentieri anche il clavicembalo madame - mi piace molto (ascoltai alla sala verdi la sua arte delle fuga) 2 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-376436 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Grancolauro Inviato 21 Febbraio 2022 Autore Condividi Inviato 21 Febbraio 2022 Grazie davvero a @analogico_09, @my2cents, @Alpine71 e @stanzani per le loro osservazioni, tutte interessanti. Confesso che trovo un po' sorprendente, tuttavia, che la discussione vada a parare su un confronto tra esecuzioni di Bach al clavicembalo ed esecuzioni di Bach al pianoforte. Ovviamente nulla vieta di farlo. Per me tuttavia è un po' strano e, ritengo alla fine, scorretto. Questo perché si tratta di due mondi radicalmente diversi, come un molti hanno osservato, forse addirittura incommensurabili sotto il profilo estetico, oltre che dal punto di vista pratico-esecutivo. Insomma, si tratta di due riti diversi. Se così è, trovo più naturale e pertinente confrontare tra loro diverse interpretazioni della Partita di Bach di cui si parlava suonata con lo stesso strumento. Così a me, ad esempio, piaciono molto di più le Partite di Bach al clavicembalo nell'interpretazione di Leonardt piuttosto che in quella di Ross, perché più aderenti alla poetica barocca. Ross (che pure apprezzo molto, specie nelle Godberg) è per certi versi più "modernista". Leonardt, invece, fa propria una concezione retorica dell'interpretazione, quella che Harnoncourt chiamava la "musica eloquente": l'interprete deve articolare il fraseggio musicale come nell'orazione classica, come se stesse declamando in versi di fronte al pubblico. (Del rapporto tra musica, parola e azione nel Barocco avrete parlato mille volte, mi scuso per l'ennesima ripetizione...). Basta confrontare il Ross di prima con questo video per cogliere immediatamente la differenza nell'articolazione retorica del fraseggio: Quando si tratta invece di confrontare esecuzioni pianistiche di Bach, entrano in gioco criteri diversi, a mio modo di vedere, di stampo più squisitamente pianistico, appunto, seppur filtrati oggi dalle conoscenze filologiche. Bach al pianoforte è il risultato alla fine di una ibridazione; una ibridazione, tuttavia, non frutto della genialata del momento (come nel caso di Emerson Lake & Palmer) ma risultato di un processo storico che ha sue precise ragioni, che ha dato vita a una tradizione interpretativa durata almeno 2 secoli, e che non si può dunque ridurre a un gesto gratuito e quasi impertinente. Mi sorprendono poi le osservazioni un po' "risentite" di @analogico_09 con riguardo al concetto di "autenticità" nell'approccio filologico alla musica barocca (scherzo ovviamente Peppe). In realtà, da quanto ricordo almeno, il tema dell'autenticità storico-interpretativa è stato al centro per molto tempo del dibattito sulla filologia barocca. Su questo hanno scritto molti musicologi ed esponenti influenti di questa scuola, sostenendo tesi spesso in conflitto tra loro. Per scrupolo, ho ripreso in mano i vecchi appunti dell'università (pensa cosa mi fate fare 😂) e hanno scritto saggi su questo Nattiez, Taruskin, Dreyfus, Nicholas Kenyon, e lo stesso Harnoncourt ne parla a lungo nei suoi due libri pubblicati negli anni ottanta. Insomma, non mi sembra di aver messo in bocca alla filologia ciò di cui la filologia non ha mai parlato. Che poi nel forum nessuno pensi che la filologia aspira all'autenticità, la cosa non può che farmi piacere 🙂 . 1 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-377852 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Alpine71 Inviato 21 Febbraio 2022 Condividi Inviato 21 Febbraio 2022 @Grancolaurograzie a te per gli spunti così interessanti che ci proponi e che, almeno per me profano, sono fonte di stimolo ad una conoscenza sempre più approfondita delle interpretazioni pianistiche, bachiane e non. Grazie anche a tutti gli altri e in particolare ad @analogico_09 che mi fa scoprire sempre nuovi brani, e soprattutto nuovi punti di vista che, per la mia formazione, sono non convenzionali ed interessantissimi Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-377983 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 22 Febbraio 2022 Condividi Inviato 22 Febbraio 2022 14 ore fa, Grancolauro ha scritto: Grazie davvero a @analogico_09, @my2cents, @Alpine71 e @stanzani per le loro osservazioni, tutte interessanti. Confesso che trovo un po' sorprendente, tuttavia, che la discussione vada a parare su un confronto tra esecuzioni di Bach al clavicembalo ed esecuzioni di Bach al pianoforte. Ovviamente nulla vieta di farlo. Per me tuttavia è un po' strano e, ritengo alla fine, scorretto. Questo perché si tratta di due mondi radicalmente diversi, come un molti hanno osservato, forse addirittura incommensurabili sotto il profilo estetico, oltre che dal punto di vista pratico-esecutivo. Insomma, si tratta di due riti diversi. Scusa Damiano, perchè scorretto? Diciamo che il confronto tra piano e cembalo nasce anche dal "la" che hai fatto risuonare tu, partecipando attivamente in tal senso nel corso della discussione nella quale nessuno è intervenuto per fare tifo da stadio, ma per cercare di mettere meglio a fuoco, contestualizzando in maniera più ampia e approfondita (come abbiamo sempre fatto nelle nostre "paccute" discussioni nelle quali veniva bandito il compartimento stagno) il "fenomeno" della nuova ondata (per me un po' troppo "inondante", cusa la franchezza). Vorrei inoltre notare come già nel tuo titolo, nella domanda (retorica?) "OLTRE LA FILOLOGIA?) vi sia un più che implicito invito (un autentico invito a nozze...) a mettere a confronto due mondi interpretativi delle musiche per "tastiera" di Bach affatto distinti, a mio modesto, personale parere inconciliabili, così come mi pare capire siano anche per te. Abbiamo cercato di mettere a confronto le varie, diverse interpretazioni pianistiche e clavicembalistiche, motivando, commentando le nostre opinioni, proprio per cercare di capire meglio, attraverso il confronto tra l'antica e la moderna prassi interpretativa, dove quest'ultima stia andando a parare. Ognuno ha la sua opinione.., ma non si dica che il confronto dialettico, dove si parla di questo e di quello, dove la pià attenta conoscenza dell'insieme aiuta a capire meglio il particolare, sia scorretto o inutile. Se ve la volete suonare solo con il pianoforte.., fate pure, mi ritiro volentieri nei miei atavici appartamenti nei quali risuonano le fantasmiche note del clavicembalo.., ma se mi giunge la domanda, alla domanda io rispondo... 15 ore fa, Grancolauro ha scritto: Bach al pianoforte è il risultato alla fine di una ibridazione; una ibridazione, tuttavia, non frutto della genialata del momento (come nel caso di Emerson Lake & Palmer) ma risultato di un processo storico che ha sue precise ragioni, che ha dato vita a una tradizione interpretativa durata almeno 2 secoli, e che non si può dunque ridurre a un gesto gratuito e quasi impertinente. Questa duecentenaria tradizione interpretativa pianistica della musica di Bach, frutto di un'ibridazione che, dici bene, non nasce all'improvviso, frutto di un processo estetico storico durato a lungo, aveva il suo perchè durante lo stesso periodo storico. Il quale, come più volte ipotizzato a chiare lettere, esprimendo chiari concetti, giusti o sbagliati (e un po' mi rincresce che nonostante ciò tu abbia frainteso o non afferrato l'autentico senso delle mie osservazioni, condivisibili o meno ma chiare), era comprensibilmente portato ad "ibridare" i patrimoni musicali del passato, visto che durante i secoli di incontenibile piena crativistica musicale, impegnato a costruire il nuovo che avanzava, il musicista di allora non poteva star lì a pensare alle "autentiche" prassi esecutive delle "vecchie" musiche. "GIustificavo" pertanto il rifacimento in chiave "romantica" della Passione Matteo di Bach da parte di Mendelsshon,e, sulla stessa falsariga, i "rifacimenti "romanticizzati" di tutta l'altra letteratura musicale bachiana e barocca, compresa quella per tastiera che nata per essere suonata dal cembalo, dall'organo, ecc, non già dal pianoforte, veniva trascritta nelle forme di notazione vigenti ed eseguita con le prassi esecutive allora in uso che cambiavano sicuramente i connotati a detta letteratura musicale. D'altra parte, il rinascimento ricostruisce sul medioevo, il barocco sul rinascimento.., nelle ere creative si distruggeva il "vecchio", si ricostruiva su di esso, si integravano anche tra di loro le forme architettoniche presenti e passate.., normale.. Una volta terminata quella lunga tradizione interpretativa, per tornare alla musica, dopo le rivoluzioni avvenute nel '900, iniziate in parte a fine '800, quelle forme di ibridazioni sonative, interpretative, trascrittive che avevano ragione di esistere prima, mostreranno tutto l'inutile zavorramento che sovrastrutturava e imbolsiva la più trasparente e "liquida" frase musicale bachiana, barocca, "antica". A quel punto l'ibridazione non aveva più modo di esistere.., e di lì a poco (il mio è un resoconto sommario.., un abbozzo giusto per endere l'idea) arrivarono i primi filologi a ricercare e a studiare, interpretare "scinetificamente" e poeticamente, quelle che erano le corrette, storicamente corrette, prassi esecutive d'epoca che rivoluzionarono le "ibridezze" che giustificabili prima, per le ragioni stradette, non avevano più ragione di esistere, sia storicamente, sia esteticamente, a fronte dei mutati gusti, dei nuovi panorami musicali più o meno rivoluzionari, che giungevano da ogni nazione musicale europea. Ora questa tradizione interpretativa accademico-ottocentesca durata 2 secoli, che in realtà non si è mai estinta.., torna più agguerrita che pria, rifattosi il look, cercando perfino di imitare, somigliare (finendo spesso per farne la caricatura) all'autentica "filosofia" filologica storicamente ed esteticamente informata. Immagino si sia capito, dopo aver motivato chiaramente la mia personale opinione, condivisibile o meno, che non sono affatto interesato a queste forme di "ibridezza", fantasmi del passato lavati con perlana... Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-378425 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 22 Febbraio 2022 Condividi Inviato 22 Febbraio 2022 16 ore fa, Grancolauro ha scritto: Mi sorprendono poi le osservazioni un po' "risentite" di @analogico_09 con riguardo al concetto di "autenticità" nell'approccio filologico alla musica barocca (scherzo ovviamente Peppe). In realtà, da quanto ricordo almeno, il tema dell'autenticità storico-interpretativa è stato al centro per molto tempo del dibattito sulla filologia barocca. Su questo hanno scritto molti musicologi ed esponenti influenti di questa scuola, sostenendo tesi spesso in conflitto tra loro. Per scrupolo, ho ripreso in mano i vecchi appunti dell'università (pensa cosa mi fate fare 😂) e hanno scritto saggi su questo Nattiez, Taruskin, Dreyfus, Nicholas Kenyon, e lo stesso Harnoncourt ne parla a lungo nei suoi due libri pubblicati negli anni ottanta. Insomma, non mi sembra di aver messo in bocca alla filologia ciò di cui la filologia non ha mai parlato. Che poi nel forum nessuno pensi che la filologia aspira all'autenticità, la cosa non può che farmi piacere 🙂 . Non sono risentito.., Damiano, forse forse mi sento un po' frastornato quando vengono rivolte alla alla filologia critiche infondate, cose che non la riguardano, spesso in maniera artata, con spirito di competizione, a fini detrattivi da parte degli establishment musicali accademici gelosi custodi delmloro potere culturale., e non mi riferisco a te. Ciò premesso che la filologia non è una religione, la perfezione fatta "verbo" e che si può certamente criticare ma in maniera appropriata e pertinente, non sommariamente. Autenticità.., è solo una definizione precisa che tuttavia in campo estetico divenata interpretabile in vari modi, dipende da come la si propone nei diversi specifici contesti, a quale fine, intendimento. Non conosco i testi degli autori che citi e che affrontano la tematica in maniera sicuramente consapevole, benchè in conflitto tra di loro.., cosa buona, segno che vi sia un dibattito interno che spesso manca negli establishment culturali dominanti... Però, parlo della mia modesta esperienza, a partire dal 1978, quando ho iniziato ad approcciare gli ambiti interpretativi filologici per poter fare musica per diletto (dilettantismo evoluto in casa di "professionisti".., ci tengo a precisare che ero un po' più avanti del "dopolavorismo" 😄 ), non ho mai assistito direttamente a discussioni estemporanee e dismpegnate tra amici, nè a "dibattiti" formali finalizzati ad affermare l'"autenticità" del "metodo" interpretativo filologico rispetto a quella che era la prassi esecutiva d'epoca sulla quale è assolutamente possibile indagare, già motivata la mia ipotesi. Ci sembrava capire che la prassi esecutiva storicamente informata, frutto di ricerca, di studio approfondito, specifico, delle partiture e delle manualistiche e trattatistiche originali d'epoca e non solo d'epoca, avvicinassero i ricercatori/interpreti al carattere musicale delle musiche d'epoca in maniera molto ravvicinata... Personalmente non amo usare il termine "autentico" in queste cose, ma in definitiva se dopo aver approfondito ad esempio il trattato sul flauto traverso di Johann Quantz (1697 - 1773) e riuscissi a suonare detto strumento secondo i precisi intendimenti del trattatista grande flautista, compositore, musicista, ecc.., potrei credo legittimamente affermare che sto suonando come si suonava all'epoca di Quantz, potrei arrivare a dire in modo "autentico" rispetto all'"autentico" intendimento del musicista/trattatista barocco. Oppure potrei dire: sto suonando in maniera molto vicina, "straordinariamente" ravvicinata a quello che è l'autentico insegnamento dello stesso... Homparlato di autenticità pur senza usare il termine... insomma a ROma dicono: se nonn è zuppa è pan bagnato"... 😉 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-378477 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 22 Febbraio 2022 Condividi Inviato 22 Febbraio 2022 In conclusione, queste sono belle discussioni.., si fanno per diletto, non per definire lragioni e torti categorici ed univoci.., certo.., ciascuno cerca di sostenere quelle che sono le intime e appassionanti per se stessi convizioni, ma ogni argomento, posizione, idea, sensazione, è valore aggiunto.., lì per lì potremmo igninarla ma potrebbe anche rivelarsi semenza.., la primavera è alle porte, magari qualcosa germoglia... quindi anche io vorrei ringraziare tutti i partecipanti che m offrono la possibilità di riflettere una volta di più.., di rivedere magari certe mie convinzioni; aldilà della chiacchiare nessuno scoprirà mai che io, nascosto nei più remoti recessi della mia sala della musica, ascolto Bach suonato a Allevi... 😄 Un salutone a tutti! 1 Link al commento https://melius.club/topic/6790-oltre-la-filologia-la-nouvelle-vague-di-bach-al-pianoforte/page/5/#findComment-378487 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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