Bazza Inviato 4 Marzo 2022 Inviato 4 Marzo 2022 22 ore fa, mozarteum ha scritto: E’ certamente un mio limite ( in musica sono poco onnivoro) ma non riesco a vedere una sintonia significante col tema della guerra nei pezzi rock postati. Forse non ho compreso io il senso della discussione, la deve esaltare, descrivere o condannare ?
garmax1 Inviato 4 Marzo 2022 Inviato 4 Marzo 2022 1 ora fa, Bazza ha scritto: Forse non ho compreso io il senso della discussione, la deve esaltare, descrivere o condannare In effetti è stato consigliato di tutto 😉
mozarteum Inviato 4 Marzo 2022 Autore Inviato 4 Marzo 2022 Io penso a composizioni che “fanno sentire” l’angoscia della guerra (come nella chiamata di Hagen nel Crepuscolo degli Dei) o che si offrono come medicamento profondo ai sentimenti di prostrazione della guerra (come nel caso dell’Eroica o delle ultime battute redentrici del Crepuscolo). Poi ci sono musiche che la citano, il lied di Mahler dell’inizio o altra musica meditativa come le meravigliose Metamorphosen postate da regioweb. Poi c’e’ la musica onomatopeicamente quasi battagliera (i pezzi postati da analogico) o quella connessa a fatti di guerra (bella ciao o la settima di Shostakovich) od evocativa della stessa esplocitamente (Alexander Nevsky) o implicitamente (il Romeo e Giulietta di Prokofiev nell’esordio). Insomma le attinenze possono essere varie. Personalmente di fronte a immagini di distruzione e morte un pezzo rock mi dice poco e non basta il testo magari di condanna, e’ questione di feeling, ma qui si entra nel personale 1
Aless Inviato 4 Marzo 2022 Inviato 4 Marzo 2022 Quando nel settembre del 1939 la Francia entrò in guerra, Messiaen fu chiamato alle armi e pochi mesi dopo, nel maggio del '40, durante un'offensiva tedesca venne catturato dal nemico. Insieme ad altri prigionieri fu trasferito nel campo di concentramento Stalag VIII-A di Görlitz (al confine Sud-Ovest della Polonia), dove rimase per un anno. L'ufficiale responsabile dello Stalag era un appassionato di musica e, venuto a sapere delle competenze di Messiaen (come di altri tre prigionieri musicisti), lasciò lavorare il compositore in vista di un concerto al campo. Messiaen scrisse per i musicisti conosciuti durante la prigionia (un violoncellista, un violinista e un clarinettista) dapprima un breve trio (confluito successivamente nell'opera come quarto movimento) e poi, con l'aggiunta di un pianoforte (suonato da Messiaen stesso), realizzò il Quartetto. Il Quatuor pour la fin du temps fu eseguito il 15 gennaio del '41, in un edificio del campo che veniva usato come auditorium, di fronte ai prigionieri. Alla fine dell'esecuzione applaudirono tutti, compresi i nazisti. 1
mozarteum Inviato 4 Marzo 2022 Autore Inviato 4 Marzo 2022 Come nello splendido film il Pianista, il protagonista deve la vita alla passione musicale di un Ufficiale nazista 1
Bazza Inviato 4 Marzo 2022 Inviato 4 Marzo 2022 @mozarteum Questo album parla degli orrorri della prima guerra mondiale, è un black metal un po' contaminato dal thrash e cantato in tedesco e i testi sono ricavati da lettere dei soldati al fronte. Imho rende perfettamente il senso di orrorre del conflitto. La copertina è un manifesto dell'epoca contro il conflitto, "Tutti i lavoratori devono protestare contro gli orrori della guerra”, ad opera dell’artista ungherese Mihálly Biró, che lo disegnò nel 1912 . 2
ascoltoebasta Inviato 4 Marzo 2022 Inviato 4 Marzo 2022 Io credo che nel contesto di questo 3D le letture siano molteplici e tutte più che valide, come scritto da @mozarteum entrano in gioco i gusti personali e le diverse sensibilità di ognuno, ad esempio io riesco meglio a trovare una "connessione emotiva" con ciò che sta accadendo,ascoltando un testo che fa riferimento a guerre di cui sono stato mio malgrado spettatore e che tanto simili sono a questa nuova "pazzia", ad altri la medesima emozione la procura la drammatica sonorità che rimanda a lontane mitologie, etc etc.........e siccome la curiosità e la voglia di conoscenza abitano in me,spero continuiate a postare. 1
my2cents Inviato 4 Marzo 2022 Inviato 4 Marzo 2022 "Come si può vedere la bellezza dell'anima buona? Ritorna in te stesso e guarda: se non ti vedi ancora interiormente bello, fa come lo scultore di una statua che deve diventar bella. Egli toglie, raschia, liscia, ripulisce finché nel marmo appaia la bella immagine: come lui, leva tu il superfluo, raddrizza ciò che è obliquo, purifica ciò che è fosco e rendilo brillante ..." Hendrix come Plotino. In fondo anche una forma musicale la si può raschiare, ripulire finché non appaia la sua bella immagine il suo autentico spirito...ma volte vengono fuori delle sorprese, e il "bello" superficiale si rivela solo una maschera e ciò che appariva 'dritto' ritorna per sua natura fosco e obliquo. Ma il bello, e la natura, della musica è proprio questo; rivelarci sorprese 1
ascoltoebasta Inviato 4 Marzo 2022 Inviato 4 Marzo 2022 Questo,per me, splendido brano della band torinese "Syndone" ha similitudini con ciò che sta accadendo, nel trovare un capro espiatorio che giustifichi determinate azioni. Nella fattispecie si narra la storia di Caterina Medici (non la Regina),alla quale venne estorta con torture la confessione di praticare la stregoneria e venne fatta sfilare per le vie di Milano sul carro dell'inquisizione e poi impiccata e bruciata in piazza. Grande musica e grande voce in un sodalizio emozionante. Merita d'essere ascoltato.
diego_g Inviato 4 Marzo 2022 Inviato 4 Marzo 2022 Il 3/3/2022 at 19:48, mozarteum ha scritto: E’ certamente un mio limite ( in musica sono poco onnivoro) ma non riesco a vedere una sintonia significante col tema della guerra nei pezzi rock postati. Ho fatto un pensiero speculare al tuo: per me la classica può comunicare tutto, ma non l'orrore puro, la durezza, l'insensatezza, la cupa violenza della guerra. Nella classica tutto è cerebrale, artefatto (nel senso buono), mediato, pieno di talento, di studio nel voler ricreare un certo clima: ma tutta questa applicazione è lontana dal sangue, dalle macerie, dalle esplosioni e dagli sguardi vuoti di chi rimane e pazzi di chi combatte. Insomma, sa troppo di rappresentazione. Certo rock, con la sua "ignoranza" ed "ingenuità" mi trasmette meglio la paura elementare per la vita, ma anche la crudeltà, la condanna. È più vicino alla terra. Ma probabilmente è semplicemente più in grado di fare risuonare in me certe corde, mentre la classica muove meccanismi completamente diversi nel mio animo. Fermo restando che la musica, come strumento per evocare un male assoluto come la guerra, mi pare comunque fuori luogo, se non forse certi canti militari, che in un certo senso sono parte stessa della guerra.
Ivo Perelman Inviato 5 Marzo 2022 Inviato 5 Marzo 2022 Ottima registrazione dal punto di vista tecnico. Vale per altre registrazioni dello stesso quartetto.
Questo è un messaggio popolare. Memé Inviato 5 Marzo 2022 Questo è un messaggio popolare. Inviato 5 Marzo 2022 Quando penso alla guerra ho una sola musica in mente, quella di questa composizione di Shostakovich, che per me racchiude ed esprime tutte le emozioni alla guerra correlate: dall’angoscia alla rabbia, dalla disperazione alla speranza, dallo strazio alla tregua. Ascoltata ormai parecchi anni fa per la prima volta dal vivo eseguita da I Solisti Aquilani diretti dal russo (non a caso) Anton Shaburov, mi inchiodò alla poltrona e mi trascino’ nel turbinio vorticoso delle emozioni che esprime. Non mi era mai successo, ad un primo ascolto, di partecipare in questo modo di un brano, al punto da fibrillare e saltare sul posto. Chamber Symphony in C Minor op. 110a L’arrangiamento per orchestra da camera é di Rudolf Barshai, perché il brano nasceva come quartetto per archi. 3
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