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Melius Club

Set up analogico Vs set up digitale: eterno dilemma.


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Forse per cercare di distrarsi da questo periodo, ormai lunghissimo, di incertezze e ansie ho deciso di affrontare l’imminente primavera con una nuova serie di ascolti, mirati, dei medesimi album nelle tre versioni ormai di rito per noi appassionati: il buon vecchio vinile Vs il cugino cd e il file streaming. Per correttezza ho tirato a lucido il caro Thorens in modo da avere un confronto ad armi pari.

Mi rendo conto che l’argomento è stato a lungo dibattuto, quasi fino allo sfinimento direbbero alcuni, e che le posizioni sono ormai prese e tenute salde da ognuno, ma in questa sede mi piacerebbe avere i vostri riscontri di “pancia”, di sensazioni, di sapori che ad ogni ascolto comparativo riemergono prepotentemente a ricordarci che si, per noi questa è la via.

Prediligerò album pop rock e jazz ma qualche puntata fra i miei amori classici ci scapperà di sicuro.

Stesso ampli, stessi diffusori, stessa posizione di ascolto, controllo del volume in modo che sia sostanzialmente uguale, nessun intervento di equalizzazione: solo i set up a confronto.

Oggi iniziamo con un classico di Springsteen con la per me mitica “New York city serenade”.

Vi tengo aggiornati.

Buon week end.

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https://melius.club/topic/7428-set-up-analogico-vs-set-up-digitale-eterno-dilemma/
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@Aletto Ciao e grazie per l'ottimo tempismo; come sai sto cercando di riportare in vita un vecchio Thorens degli anni '70 proprio perché dopo numerosi ascolti mi sto convincendo che la tecnologia analogica abbia un suo perché nonostante i prezzi ormai folli e le molte scomodità di utilizzo. Non vedo l'ora di potermi cimentare anche io in confronti del genere. Siccome tu farai senz'altro prima facci sapere le tue impressioni di "pancia".

Elena

@Enigma Eccomi. Grazie per la fiducia probabilmente immeritata.

Che dire, banalmente il silenzio Vs l’inesprimibile “grana”, la praticità Vs il fascino, il passato Vs il futuro.

Parafrasando Protagora:

“C’è un principio buono

che ha creato il giorno, la luce e l’analogico

e un principio cattivo

che ha creato il caos, le tenebre e il digitale.”

Cercherò di essere onesto con me stesso ancora prima che con voi.

un salutone.

  • Haha 1
Membro_0014
29 minuti fa, maxraff ha scritto:

un sistema top analogico costa molto molto di piu

Non direi proprio, esistono anche se vuoi e hai tasche profonde setup digitali da molte decine di migliaia di euro; bisogna sfatare anche un altro mito: non è affatto plug n play, un sistema digitale richiede una messa a punto molto complicata e se per uno analogico basta manualità e pazienza (oltre  a saper dove e come mettere le mani) per uno digitale servono competenze informatiche specifiche, se vuoi ottenere risultati al top ovviamente…se poi ci si accontenta è un discorso diverso…. 

1 ora fa, ivantaggi78 ha scritto:

per uno digitale servono competenze informatiche specifiche

Solo in un sistema basato su PC.

 

Uno streamer o music player li colleghi e con un minimo di impostazioni di rete sei a posto. Mi sfugge qualcosa?

Poi come sempre la qualità dipende dall’apparecchio in questione.

 

Comunque anche io sono in attesa delle impressioni di @Aletto certamente non per sapere chi vince, ma per capire quali sono i parametri che li differenziano nel suo sistema.

@TetsuSan buonasera, immagino sei fra quelli che cercano sulle dead wax dei vinili il codice che identifica la Master Copy utilizzata per stampare la copia dell’album avendo a mente che questo codice non identifica l’edizione dell’album che invece è data dal Numero di Catalogo ( che solitamente trovi sull’etichetta) ma solo il Master da cui si è stampata la copia in questione.

Discorso analogo, forse un filo più complesso, per andare a rintracciare il glass-master da cui è nato il cd. Per fortuna, invece, la provenienza dei file streaming è (quasi) sempre riportata fra le informazioni.

Della serie si, conosciamo il mondo dei master, delle curve RIAA, delle incisioni, degli acetate e compagnia discorrendo. Ed è corretto porsi anche questo problema visto che le ristampe della stessa casa produttrice mantengono il medesimo numero di catalogo rendendo difficile capire se si tratta di una prima versione o di una più recente.

Molti mi dicono che Album con lo stesso artwork in copertina hanno lo stesso master in comune, ci fidiamo?

Tutto maledettamente corretto. Ci guardo ci faccio caso, cerco, ma in fondo non è in cima ai miei pensieri. Ho parlato di sensazioni di pancia, di primo impatto, di silenzi o di leggeri fruscii. Voglio l’anima non mi accontento dei soli numeri.
 

  • Melius 1

@Aletto Buongiorno a te. No, sono semplicemente uno che ha cominciato a rippare e digitalizzare vinili nel 2004, ed ogni volta mi chiedevo come mai il cd originale fosse diverso dalla "mia edizione digitale", sebbene non pacioccata. Mi sono posto dubbi e domande poi, intorno al 2012, su questo forum (ma ormai è andato tutto distrutto)si è lungamente parlato, tramite il mitico @Redfox, delle edizioni digitali platinum flat transfer. Edizioni dove il vero unico master era stato trasferito "FLAT" su supporto digitale. Lì ho capito. Tutta un'altra roba rispetto alle edizioni commerciali.

Sappi che raramente i master "veri" escono dai caveau delle case discografiche, ciò che viene mandato in giro per il mondo sono i cosiddetti production master, copie di seconda-terza-quarta generazione. Tutto il mondo dello streaming si basa su copie master digitali ( non pensare minimamente che partano dal master analogico qualora disponibile - troppo costoso ).

Poi, c'è tutto il mondo delle edizioni speciali, Original Master Recording ed altro. Pensi che tutti quelli che spendono anche 200 euro per un vinile "a catalogo" siano degli sprovveduti ??

Un ultimo appunto : "l'anima" dei dischi la trovi proprio dove non la stai cercando......la questione della "stessa copertina, stesso contenuto" è una.....BOIATA PAZZESCA.

Benvenuto nella tana del bianconiglio, caro @Aletto, in fondo nella vita la questione è sempre la stessa :

pillola rossa o pillola blu ?

@Collegatiper Guarda che non è che il vinile sia garanzia assoluta di qualità e totale fedeltà al master originale. Molti vinili di stampa attuale utilizzano copie master digitali di master originariamente analogici. Sono cidili. Il che non è un male di per se' : dipende da chi e come sono stati fatti i vari trasferimenti. Per orientarsi nel mare magnum delle varie edizioni di un'opera esistono vari forum di noti fonici americani, che molto spesso hanno curato le riedizioni "accurate" di molti dischi.

Cito i più famosi : Steve Hoffman, Kevyn Gray, Bernie Grundman, Rob Lo Verde etc etc. La presenza di questi nomi nei credits dei dischi (vinili e cd) è sicuramente garanzia di grande qualità. Poi, non è complicato, basta ascoltare con un impianto abbastanza rivelatore queste opere a confronto con le edizioni commerciali per rimanere molto spesso basiti.

Il discorso comunque è molto più ampio, ogni epoca ha le sue caratteristiche, ma se proprio mi si chiedesse un confronto tra varie edizioni in vinile, basta confrontare le edizioni PRO AUDIO Toshiba Emi dei vinili dei Beatles pubblicate agli inizi degli anni '80 in Giappone confrontate con qualsiasi altra edizione passata o presente. Le edizioni Toshiba Emi hanno un nitore, una pulizia, una dinamica che non si era mai sentita e mai più si ascoltò.

Membro_0020

@TetsuSan come immaginavo, grazie della dettagliata delucidazione.

Alla luce delle tue esperienze/conoscenze, dovendo allestire una sorgente da zero (zero software, zero hardware), con l’obiettivo della massima qualità possibile cosa consiglieresti???

Io ebbi belle sensazioni da bobine e vinili, rispetto a CD. Ma ti parlo di anni orsono…

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