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Esterno notte


Guru
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Filmone. Che ne pensa chi quegli anni lì ha vissuti con quella maturità che io per forza di cose non potevo avere?

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crosby

visto, bel film. nel 78 avevo 15 anni e ricordo bene il consenso popolare degli studenti nei confronti delle br. La ricostruzione mi sembra fedele fino ad adesso (a parte la scena iniziale)

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crosby

non mi piace la recitazione, anche perchè avendo visto cossiga vivo, ci assomiglia poco. sembra una macchietta. 

Poi bellocchio ne da una versione "da intrallazzato" un po troppo presente. Andreotti quasi assente, bravissimo e realistico moro

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@crosby Concordo su Cossiga, anche a me questa caratterizzazione del personaggio ha spiazzato. Immagino però che Bellocchio si sia ben documentato. Andreotti, mai in primo piano ma sempre "aleggiante", credo corrisponda abbastanza fedelmente alla realtà. Avendo avuto all'epoca dieci anni non ho ricordi che mi permettano di fare un confronto tra il vero Paolo VI e quelli di Servillo. Gifuni mi sembra un Moro fantastico, probabilmente questa è l'interpretazione che lo consacra. 

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crosby

paolo 6  era visto come un papa politico a quei tempi. ma che mi dici della scena iniziale? la visione di bellocchio ha irritato uno spettatore in sala che si è incazzato con la cassiera

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Difficile parlarne senza svelare particolari... A me è piaciuta la scelta di Bellocchio. E a te?

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crosby

@Guru sono rimasto perplesso, mi domando quali problemi ci  saranno in corso  con la famiglia per la scelta di proiettare quelle prime immagini in apertura del film. Credo che si riallacceranno alla fine con una spiegazione. In ogni caso spiazzante riscrivere cosi la storia. 

a me ha colpito la vomitata di andreotti, non so perchè e mi ha fatto anche un po schifo

 

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Gabrilupo
20 ore fa, Guru ha scritto:

Gifuni mi sembra un Moro fantastico, probabilmente questa è l'interpretazione che lo consacra. 

Probabilmente chiude un cerchio visto che, anni fa, interpretò proprio il Pontefice nella fiction a lui dedicata.

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  • 4 weeks later...

visto ieri la seconda parte. Gifuni è realisticamente Aldo Moro, gli altri sono un passo indietro. Il ruolo sembra tagliato apposta per lui. La storia si conclude cosi come era iniziata, moro liberato, moro ucciso. Francamente non saprei dire di più. Su questa storia nera d'Italia non sapremo mai veramente come sono andate le cose. La sensazione è che moro sia stato abbandonato dagli stessi compagni di partito. Per bellocchio questa storia deve essere un tarlo non c'era certo bisogno di tirare nuovamente fuori questa storia, per bocca di moro l'orchestrazione di tutta la vicenda è ad opera di giulio andreotti.

 

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analogico_09
Il 26/5/2022 at 00:25, Guru ha scritto:

Che ne pensa chi quegli anni lì ha vissuti con quella maturità che io per forza di cose non potevo avere?

 

 

Io penso che - avendo vissuto quegli anni remotissimi in diretta, quando ero già giovanotto fatto, come spettatore e come "attivista" mai estremista,  poichè I ricordi dei fatti delle cronache impietose e taglienti restanto ancora chiaramente imprressi nella mia mente, - non mi serve di vedere il "film".... 😄
Ma lo vedrò per curiosità., per qualche "nostalgia" della passata gioventù che non tornerà mai più, sperando che il regista non abbia "spettacolarizzarto" o "fictionato" troppo personaggi e fatti storici che potrebbero portarmi a un conflitto dei ricordi...

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la storia non è stata spettacolarizzata, direi che il taglio della narrazione è lucido, analitico e molto lento almeno la seconda parte. A tratti anche un po noioso, delle due parti la prima è più coinvolgente.

 

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@Gurula politica di allora non era molto dissimile da oggi, sempre intrallazzi, interessi privati, si sapeva meno di corruzione ma esistenza lo stesso erano solo diversi i personaggi, più di livello rispetto agli odierni parlamentari.

i partiti sono cambiati ma non il modo di intrecciare interessi pubblici & privati

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analogico_09

Nonostante le ricorsività per quanto riguarda gli intrallazzi dei "poteri", le varie forme di corruzione, il "costume", ecc, gli attuali tempi sociopolitici e soprattutto valoriali, ideali (una chimera... ), civici e civili, senza scomodare l'etica e la morale, l'estetica del vivere, sono invece molto cambiati rispetto ai fatti raccontati  dal film risalenti a mezzo secolo fa, allo  scorso millennio. 

Mi sembra pertanto comprensibile che le giovani generazioni non siano particolarmente attratti da tali questioni storiche molto lontane dalla loro sensibilità, dalla loro psiche, fai loro costumi. Credo inoltre che chi le abbia invece vissuto potrebbe trovare noiosa l'ennesima riproposizione filmica di fatti portati più volte sul grande schermo in tutte le salse, dai vari più o meno accreditati registi.  Personalmente potrei trovare ridondante e noioso il ri-ritrovarmi di fronte alle "solite", "lontane" caricature dei Moro, Cossiga, Andreotti, Craxi, ecc ( evito di riassumere le tante rappresentazioni cinematografiche della storia moderna della settima arte), perfino la figura di Berlusconi così vicina e così lontana... 😁

Le stesse vicende piuttosto note, spesso e  variamente raccontate,  potrebbero avere analogo effetto noia su di me, ma si tratterebbe di scoprire attraverso la visione dello stesso se il film sia portatore o meno di nuovi spunti di riflessione, di una visione critica più aggiornata e approfondita sotto il profilo storico, narrativo, psicologico, umanistico, socio-politico, al netto delle valenze "fiction" più spettacolari e "sentimentali" che fanno pur parte - si spera non in sovrannumero - della messinscena di "celluloide". 

 

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analogico_09
Il 26/5/2022 at 09:35, crosby ha scritto:

visto, bel film. nel 78 avevo 15 anni e ricordo bene il consenso popolare degli studenti nei confronti delle br.

 

Nel "'68" io avevo 20 anni; nel "78" ne avevo 30 e ricordo che il consenso degli studenti per le br fosse molto di nicchia, tutt'altro che "popolare" o generalizzata,   limitato alle frange studentesche politicizzate più estremistiche.

Il cui consenso era inoltre solo su base "verbale". Qualche ricaduta le br la esercitarono su frange di operai che lavoravano nelle fabbrivhe della alienazione, ma non furono imitative delle delittuose gesta brigatiste.

Sta di fatto, storicamente e mnemonicamente di fatto, che le br, avversate e ripudiate dalle sinistre parlamentari e dai movimenti politici di sinistra extraparlamentari non dediti alle pratiche criminali, furono una realtà isolata che non trovò alcun tipo di sfogo" e di emulazioni  popolari.  Cose molto  peggiori delle BR le fecero i fascisti stragisti.

  • Melius 2
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Della mia torino, notoriamente una città che ha partorito i movimenti rivoluzionari, ricordo bene il consenso anche se solo verbale (ma non per tutti ) verso "prima linea" cresciuta tra le linee di miraflores e le BR. E anche se si trattò principalmente di consenso verbale fu più che sufficiente per creare un humus di sentimento antipolitica che durò il tempo che durò, per poi infrangersi contro la retorica brutale della violenza e della sopraffazione di persone ritenute colpevoli di "essere parte" di un sistema anche se innocenti. 

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analogico_09

Ho ricordato già che nei fronti del proletariato operaio più sfruttato e alienato (nei luogi delle grandi aggregazioni industriali; esemplermete: Torino/Fiat) le BR aprirono alcune breccie "verbali", di natura e in quantirà affatto "modeste" e "stilizzate,  che non portarono all'emulazione pratica especulare delle azioni brigatiste più violente e organizzate, non solo a mio avviso manovraste dagli strateghi della famosa "strategia" della tensione" che fu di stato, collusione tra stato, servizi deviati, apparati militari, colonnelli golpisti di stampo fascista, con "monocolo" e senza.
Riassumkendo, a stringere.., questione assai cmlessa, la violenza sociale generalizzata che attribusci forzatamente all'"e(se)mpio" delle BR iinvise e osteggiate anche a sinistra (scappati di casa e cani sciolti con la medaglietta della sinistra farlocca non fanno testo, nè storia!) appresentò invero  una forma di reazione molto più estesa, già iniziata anni prima, dal '68 (tu eri ancora creaturella da giostrine del parchetto cittadino.. 🙂 ) alla violenza poliziesca, in quella sociale iniqua, ovvero di stato, dove la brutale violenza delle sopraffazione, pratica e reale, tutt'altro che "retorica", va ricercata nelle orrende stragi di Milano,Bologna, Bergamo, ecc..,  ad opera dei suddetti apparati sottostatali fascisti, in seguito ci si mise pure la mafia a far saltare qualche italico luogo, mentre veniva predicata dalla vulgata statale cattofasciodemocristiasna la farlocchissima teoria dgli "opposti estremisti" mentre già allora sapevamo, e la storia oggi conferma, che la matrice dei tali orrori inenarrabili fossero di matrice nera nera e in doppiopetto... Questa era l'antipolitica divenuta tale per volontà sua che molti cittadini amanti del vivere più civile ed equo non amavano...

 

  • Melius 1
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