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Pasolini e la critica alla società


officialsm
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officialsm

Qualcuno mi consiglia qualcosa di Pasolini in relazione alla sua critica della società? Mi interessano i passaggi sul capitalismo e sul fascismo e la loro relazione.

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analogico_09

Non mi pare vi siano testi specifici basati unicamente sulle questioni da te indicate che ricorrono a macchia di leopardo in quasi in tutta la letteratura - saggistica, romanzi, poesie, altri scritti  - del grande poeta e intellettuale assassinato dalla gretta superstione socio-politica e cuturalcentrica di un'italietta che ha già dimenticato uno dei suoi più grandi autori di letteratura, di cinema, creatore del "pensiero" profetico, lungimirante, affilato come il bisturi che recide il tumore all'interno di "corpo" malato.

Potresti trovare riflessioni a proposito negli Scritti Corsari, in Petrolio, un libro incendiario che brucia ancora.

Tematiche ricorrenti anche nel cinema. Fascismo, capitalismo, società ottusa piccolo borghese.., neofascista. Omologazione sociale, perdida delle specificità culturali, avere al posto di essere.., tutto finalizzato al consumismo, alla ossessione del profitto..,riassumo...

Salò è l'estremo "grido" del non ritorno, l'auto-requiem di Pier Paolo Pasolini.

Il Vangelo filmico realizzato su un soggetto e una sceneggiatura già "raccontati" nel sacro testo, che Pasolini rivitalizza cinematograficamente riconsegnando al "Verbo" la sua forza everiva, destabilizzatrice, rivoluzionaria, libertartia... "marzista"...
La Ricotta e la "criminalità" dell'uomo "medio" pavido e razzista; Accattone e la "grazia"; Teorema non è solo una "sceneggiatura" dell'omonimo film, è un vero romanzo, grande letteratura, magnifica lettura piena di allegorie, metafore sul potere.., sui poteri.., sull'elemento "mistico" che scardina gli equilibri ipocriti e della alta borghesia.., la modernità incapace di riconoscere il "sacro" al quale tuttavia soccombe...

 

Ma la gente ama andare al mare.., a queste cose è morta e sotterrata, prova ne sia come questa italietta stia "commemorando" il centenario della nascita di Pasolini. Questo topic restava deserto; idem, quasi, il mio aperto su Pasolini cineasta e quant'altro, nella sezione cinema... mi sembra un peccato... 🤷‍♂️

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analogico_09

Come dicevo sopra, in tutti gli scritti di Pasolini, libri e "articoli" per giornali, in tutto ciò che l'uomo osservava a voce nelle interviste, ricorrono sempre, in modo più o meno diretto ed esplicito, dette questioni socio-politico, umanistiche, culturali, "eonomiche"... leitmotiv centrali della sua incessante "polemica".

Aveo già citato Lettere Luterane.., ed altro, potrei aggiungere Le Ceneri di Gramsci.., e non avremmo finito di citare.., quindi il prossimo passo sarebbe quello di passare direttamente alla lettura di qualcosa di quanto si sia già abbondantemente citato e scoprire in prorpio quali potrebbero essere i migliori percorsi da compiere per arrivare dove non vi sia scritta la parola "fine", all'univoco che non apparteneva all'immaginifico esistenziale ed artistico sempre dinamico e in  divenire che alimentava il pensiero pasoliniano.

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audio_fan

Presumo che si stia parlando di perle come questa:

.

"Non c'è più dunque differenza apprezzabile - al di fuori di una scelta politica come schema morto da riempire gesticolando - tra un qualsiasi cittadino italiano fascista e un qualsiasi cittadino italiano antifascista. Essi sono culturalmente, psicologicamente e, quel che è più impressionante, fisicamente, interscambiabili."

(vedi articolo completo) 

.

Suppongo che per motivi di studio si debba approfondire questo ed altro, a me sembra un po' datato (rimarchevole quel "fisicamente interscambiabili" che sottintende un profilo lombrosiano del fascista).

Forse  più interessante e meno datato Eco sul cosa sia il fascismo (se non erro "Fascismo eterno").

.

(La ridefinizione dinamica del linguaggio (nel caso specifico della parola "fascista") è importante perché le leggi sono scritte con le parole, se si riesce a cambiare il significato delle parole si cambia la legge senza perdere tempo in parlamento; peraltro chi in costituzione vietò non il "fascismo" tout court ma "la ricostruzione del disciolto partito fascista" ovviamente lo sapeva e trovò una formula a prova di ridefinizioni semantiche. Per fortuna.) 

 

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analogico_09

Esattamente.., la provocazione di Pasolini è radicale e scandalosa, definitiva, non accetta compromessi mette l'oggetto del suo giudizio spietato e lucido con le spalle al muro.., e non c'è nulla di più vendicativo di colui che finisce in trappola... L'assassinio di Pasolini nasce da questo, dallo stato di isolamento sociale e politico a cui era stato condannato da tutte le forme di potere, anche di sinistra, per il fatto che il poeta dicesse la cruda verità senza fare sconti a nessuno... Fu ammazzato di botte dal fascismo non quello del gagliardetto ma dal fascismo come lo intendeva lui... 

 

" E allora […] posso dire senz’altro che il vero fascismo è proprio questo potere della civiltà dei consumi che sta distruggendo l’Italia. E questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che, in fondo, non ce ne siamo resi conto, è avvenuto tutto in questi ultimi cinque, sei, sette, dieci anni. È stato una specie di incubo, in cui abbiamo visto l’Italia intorno a noi distruggersi e sparire. Adesso, risvegliandoci forse da questo incubo e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c’è più niente da fare». 

 

Profetico.

  • Melius 1
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  • 1 month later...
officialsm

Sto leggendo Scritto Corsari. È discorsivo ma non facilissimo da leggere. Spero mi rimanga qualcosa

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vaurien2005

Bah; domandona mica tanto facile: io posso solo consigliarti all’interno della bibliografia di Pasolini, i 2 libri che mi son piaciuti di piu’.

”Una vita violenta” mi sembra sia del 1955 e “Ragazzi di vita” questo mi sembra sia del 1959 ma vado a memoria. Buona lettura.

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Partizan
Il 20/7/2022 at 14:54, vaurien2005 ha scritto:

“Ragazzi di vita”

Lo lessi, ragazzo, negli anni 60', e mi piacque assai, mi sembrava un capolavoro assoluto, con tanto di rinnovamento del linguaggio e del soggetto: le classi subalterne viste dall'interno.

L'ho riletto una decina di anni fa e francamente ci rimasi male; mi aspettavo di più, molto di più. Sicuramente ha il merito di essere stato fortemente innovativo, rivoluzionario ai suoi tempi, ma nei cinquant'anni fra le due letture è passata molta acqua sotto i ponti... e persa la carica innovativa, mi sembrò che a livello letterario non fosse affatto questo capolavoro.

Ciao

Evandro


 

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  • 3 weeks later...
officialsm

Nell'edizione che sto leggendo di "scritti corsari" trovo una incoerenza. In uno degli ultimi scritti che si chiama "fascista" parla della strage di Bologna (1980) ma il pezzo è datato 1974. Perdipiù Pasolini è morto nel 1975.

 

Come si spiega questa incoerenza.

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audio_fan
2 ore fa, officialsm ha scritto:

incoerenza.

Su wikipedia (vedi) il testo intitolato "Fascista"  è elencato tra i "documenti allegati" nella pubblicazione della raccolta su "Il corriere della sera". Del testo non è indicato su W. l'autore, come invece accade per altri allegati chiaramente firmati da altri (possiamo forse attribuirlo al curatore della raccolta?). Ignoro il senso di allegare documenti di terzi che non siano la pre / post-fazione del testo principale (autografo di Pasolini) è possibile (ma anche no) che l'editore abbia voluto immaginare una sorta di dialogo tra l'opera di Pasolini ed opere di altri autori su temi affini.

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Il 25/7/2022 at 10:45, Partizan ha scritto:

ma nei cinquant'anni fra le due letture è passata molta acqua sotto i ponti... e persa la carica innovativa, mi sembrò che a livello letterario non fosse affatto questo capolavoro.

 

 

 

Mi dispiace di non essere d'accordo, Evandro ( Ti suggerisco di leggere questo "libretto".., forse potrebbe ridestarti la prima, sopita arsura... 😉 https://www.amazon.it/Come-leggere-RAGAZZI-Paolo-Pasolini/dp/8842500275)


d''acqua ne sarà pure passata tanta sotto i ponti, mondando magari anche il lercio della vita, delle feroci ostilità, censure, aggressioni, querele e violenze morali subite da Pasolini per il suo travagliato libro. Acqua forse anche pacificatrice.., ma il "grido" potente "politico" e poetico resta intatto nella sua capacità scandalizzatrice. Specialmente in questo preciso oggi in cui siamo tornati se non anche peggio di prima, ad essere quella italietta del dopoguerra piccoloborghese, ignorante, moralista, gretta, già votata a vendere l'anima al "consumismo" col miraggio del boom economico...
Tutto nella storia passa e va, come diceva il refrain di un vecchia ballata; passa l'acqua, passano i fuochi, si rompono i ghiaggi, si gonfiano i mari.., ma i ponti letterari (e conematografici) gettati Pasolini, compreso il ponte dei "ragazzi di vita", restano ancora ben solidi e significativi, profetici e poetici rendendo attuale e necessario l'attraversamento.
Un libro  innovativo, coraggioso, lucido e lirico sul piano testuale e del nuovo linguaggio, della novella forma di scrittura in un certo senso anti-letteraria, con cui furono indelebilmente  vergate a presente e futura memoria quelle pagine di marmo ancora piene di vita e di "verità".
Oggi abbiamo il nuovo sottoproletariato  rappresentanto dal "viandante", dall'immigrato, la storia ritorna..., è cosa di strettissima attualità il mondo della cultura e dell'arte recepisce, interpreta, rappresenta... Si da ilcaso di questi ultimissimi giorni della statua del "profugo" dello scultore Jago... qualche info essenziale... https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2022/08/06/a-castel-santangelo-spunta-il-giovane-profugo-di-jago_801a4bf9-e43a-4aac-a7f4-853ea2a704e5.html...


L'altro giorno all'alba, stava nascendo il sole, ero sul Ponte dell'Angelo per scattare qualche foto in pellicola. Uno dei luoghi di Roma che subisce il più massivo traffico turistico perlopiù svagato, "ammucchiano" (il turismo dei selfie scatta e getta di chi non si è neppure soffermato ad osservare l'opera d'arte, il luogo magnifico dal vivo... quello reale, meglio rivedere e far rivedere in virtuale -  chiusa parentesi). Alle sei del mattino il ponte era misticamente deserto... C'è una stretta relazione credo tra questa opera del dolore, della "passione", dell'indifferenza degli opulenti verso il diverso, il "miserabile" fuggitivo.., con l'inquadratura del piccolo delinquente del sottoproletariato romano postguerra morente - Ettore,  protagonista di Mamma Roma - che rappresenta il Cristo morto del Mantegna. Un film in strettissima relazione con il libro "Ragazzi di Vita" e con "Una Vita Violenta". Tutto torna attuale, ciò che appartiene al passato mantiene quel drammatico sentore di disagio esistenzaile, sociale, politico, culturale, umanistico, ecc. Nè si deprezzano le valorialità estetiche, letterarie e cinematografiche che diventano universali.
Mi permetto di postare due foto della statua del profugo, o migrante, o disperato figgitivo. Il giorno dopo la collocazione al Ponte dell'Angelo l'opera fu trovata con una mano spezzata..., il solito, ordinario coattismo da menetecatti, oppure una chiara intenzione di infame xenofobia... Chissà cosa avrebbe pensato Pasolini... 

 

Pasolini aveva già "profetizzato" tutto questo che era di ieri e che torna oggi, che anzi è sempre stato... 
 

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@analogico_09 Ma non credo siamo così in disaccordo. Io ho parlato di un'opera rivoluzionaria sia in termini tematici che di scrittura. E' chiaro che rileggendolo cinquanta anni dopo, dove molti altri hanno scritto, filmato, raccontato, non poteva essere così dirompente. Spogliato dal tempo di questo aspetto (certamente non irrilevante) in termini esclusivamente letterari, mi aveva un po' deluso in quanto, ingenuamente, mi aspettavo una lettura esplosiva come la prima volta.


Ciao

Evandro

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In effetti quando la bomba esplode, esplode una volta e mai più, ma i segni che lascia sono spesso terribili, indelebili modificatori. La fiamma scandalizzatrice della bomba pasoliniana seguita a bruciare indomita a lungo nel tempo, nei lunghi decenni durante i quali si sono avvicendate esplosioni analoghe. Ma.., la prima deflagrazione non si scorda mai mentre le altre, non di meno efficaci, dovranno tuttavia fare riferimento alla scaturigine paradigmatica pagando alla stessa una grande o piccola quota di dazio... 😉

Fuor di battuta, avevo capito che fosse l'aspetto strettamente letterario, ovvero linguistico, ad averti deluso o coinvolto in misura minore rispetto alla prima lettura, cosa che mi sembra comprensibile. Con le successive letture non si prova la "suspense" narrativa, ma è possibile coglie ed approfondire altri aspetti letterari, linguisticio-formali, altre sottotestualità, nuove "indicazioni" che alla prima lettura più "emotiva" potrebbero sfuggire.
Ieri ho riletto alcuni passaggi del libro (mi riprometto rileggerlo da capo a fine) e sono rimasto meravigliato dalla fluida plasticità del linguaggio immaginifico, spesso "parlato" e gergale, con momenti naturalistico/descrittivi ispirate alla realtà senza mai essere neo-realist(ici)a (ritroviamo questo personalissimo e increato stile anche nei film del regista poeta)  dove tutto questo confluisce, nel momento giusto, in un unico, potente grumo di poesia.

 

Nel passaggio che segue Pasolini descrive uno dei luoghi del quartiere Monteverdi vecchio, nel quale abitò nei primi anni romani. Con poche, frasi musicalmente articolate, ne coglie il degradato spaccato architettonico, ambientale e sociale per sfogare, a "sorpresa", in "contro-tempo",  nell'immagine ( "catartica", o "pietosa" ) di straziante, inattesa poesia.

 

<<[...]mentre, sotto, tra arcate, sottopassaggi, portichetti, in stile novecento fascista, si stendevano sei o sette cortiletti interni, di vecchia terra battuta, con i resti di quelle che un tempo avrebbero dovuto essere le aiuole, tutti cosparsi di stracci e carte, in fondo all'imbuto delle pareti che si alzavano fino alla luna>>

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