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"Italia dimmi di sì". La riforma della legge sulla cittadinanza


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7 minuti fa, wow ha scritto:

modo ideologico per difendere una improbabile purezza della razza, memeistico, ignorante e non si conoscono probabilmente le condizioni al contorno, né il problema.

ma se anche tu , che non sei scemo, riduci la questione alla denigrazione di chi pone la questione in termini politici e culturali, non etico/fideistici - davvero non se ne esce. Capisco che è più facile dare del fascista xenofobo che soppesare le altrui ragioni...

2 minuti fa, wow ha scritto:

Roberto, credo si parli di ius scholae, non di i. sanguinis o soli. 

lo so, malgrado ciò, per i motivi che ho detto, vanno soppesati i casi singoli. Ci sono ragazzi figli di immigrati che hanno assolto l'obbligo scolastico  in Italia  ma non per questo si sentono italiani, nè vorrebbero esserlo. Questi perchè devono diventare italiani d'ufficio?

  • Melius 1

@melos62 l'opposizione allo ius scholae (lasciamo perdere lo ius sanguinis o soli) è quanto di più assurdo stia esprimendo questo paese. 

Io che, come dici, non sono scemo (e ti ringrazio) e parlo dal campo, non riesco a trovare o condividere una buona ragione per negarlo, specie se, chi si oppone, argomenta facendo confusione con gli altri tipi di ius, paventando invasioni di negri, l'inquinamento della razza ed altre assurdità del genere. 

6 minuti fa, melos62 ha scritto:

ma non per questo si sentono italiani, nè vorrebbero esserlo. Questi perchè devono diventare italiani d'ufficio?

Non diventano italiani d'ufficio. Al conseguimento della maggiore età possono rinunciarci.

Ma non possiamo sempre restare fermi e immobili perché ogni riforma con mille lati positivi deve essere fermata perché si cerca il solito cavillo contro ... 

  • Melius 1

Siamo giustamente così attenti alla vita delle persone, come dimostrato anche nel dibattito sull'aborto, ma ci perdiamo con persone che parlano italiano, tifo e parolacce comprese, che frequentano (spesso con maggior profitto degli 'italiani' ) le nostre scuole, che giocoforza non hanno nessun legame, lingua compresa, con i paesi di origine dei genitori ma si sentono cittadini di serie B, perché sono costretti ad incredibili umiliazioni, per esempio ogni volta che devono andare all'estero anche per un semplice viaggio di istruzione, ai quali si nega ogni momento quel senso identitario di sentirsi italiani che, nonostante tutto, in loro esiste e che per ragioni anagrafiche non costituiscono voti comunisti.

Poi ci lamentiamo delle banlieu, dei teppisti che mettono ferro e fuoco la località turistica. 

  • Melius 1
1 ora fa, Martin ha scritto:

Un titolo di studio italiano, ottenuto in italia e rilasciato dallo stesso Stato, non sarebbe quindi sufficiente a certificare la padronanza della lingua italiana 

si lo è, a partire dalla licenza elementare

vedi qui FAQ_cittadinanza.pdf (prefettura.it)

risposta n. 15

 

ps: l' ho già detto che gli stranieri devono schiattare di burocrazia come noi ?

beh ripetiamolo, anzi no di più di noi, perchè devono dimostrare di meritarsela

la cittadinanza grondando sangue sudore e mela nel pellegrinaggio tra i vari

uffici.  ( momento sadico off ).

53 minuti fa, audio2 ha scritto:

si lo è, a partire dalla licenza elementare

vedi qui FAQ_cittadinanza.pdf (prefettura.it)

risposta n. 15

il marescialloide di turno glielo ha richiesto espressamente, evidentemente pensava  che dopo 10 anni fosse scaduto. 




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