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Jazz!


analogico_09

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50 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

E' un vero peccato non ci sia un 3D in cui proporre dischi che sconfinino i perimetri più conosciuti

 

Credo che nulla osti aprirne qualcuno ad hoc, come si è fatto col jazz che non è una musica particolarmente popolare.., non certamente come il rock, pop e derivati più commerciali, un genere che viene seguito poco, o meno e in maniera sparsa... per questo ho cercato di creare questo spazio di raccolta, o di riferimento, dinamico e aperto a tutti.

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ascoltoebasta
1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

Credo che nulla osti aprirne qualcuno ad hoc,

Vero, ma purtroppo cadono immediatamente in un profondo e desolato baratro,qualche settimana fa ne avevo aperto uno circa artisti e band italiane di "seconda fascia",non artisticamente,anzi.Speravo potesse essere interessante scoprire e proporre valide realtà che rimangono nell'ombra,invece nulla,come nella quotidianità trova maggior rilievo dire sempre le stesse cose sui Queen,Gilmour etc.

  • Melius 1
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@ascoltoebasta Anche questo è vero.., ci sono in effetti topic che vengono ... desolati... e si perdono le occasioni di scambiarci delle bellissime musiche. Vieni qui quando hai buona musica che abbia in se in qualche misura la "negritudine", lo spirito "dolente" che si accumuni con il blues l'incanto ipnotico, profondo e lirico del modalismo orientale al quale anche il jazz molto attinge lanciato in improvvisazione ancora più ampe e libere, immaginifiche.

Vorrei proporre un antico canto popolare spagnolo che risente delle influenze arabe, e sefardite (come venivano chiamati gli ebrei presenti in Spagna fino al secolo XV prima della reconquista e le persecuzioni dei re cattolici, nome ereditato dai loro figli fino ad oggi) tra le altre componenti che alimentano il flamenco gitano andaluso... Un crogiuolo di razze e di culture magnifiche in pace tra di loro che trovano punti di confluenza e di comprensione nell'arte, nella poesia, nella letteratura, nella musica... Quanto c'è di questo anche nelle vicende del popolo "negro" schiavo, deportato nella violenza, infine afroamericano, popolo del Blues. Ciascuno ha avuto la sua forma di Olocausto"...

 

Il brano è intitolato "Naci en Alamo" (Naqui in Alamo.., un nome immaginario, una soprta di inno delle delle genti perseguitate o condannate a fuggire la violenza degli stati potenti e degli apparati religiosi cattolici dominanti...
Propongo due versioni, diverse, la prima più "elaborata", l'altra più immediata, entrambe meravigliose, una tensione interiore in  "jazz": quella di Yasmin Levy, nota artista serfardita, profonda interprete, e di Remedio Silva Pisa, gitana di puro lignaggio gitano, poco nota se non nel "giro".., in realtà una dilettante di grande talento e sensibilità naturale che fu occasionalmente chiamata da Tony Gatliff, un regista algerino di sangue berbero e rom naturalizzato francese, per registrare detta canzone che si ascolta nei titolo di coda del film ambientato in Spagna "Vengo" (ci sarebbe molto da dire sullo stesso, ma in altro luogo e momento)

 

No tengo lugar

Y no tengo paisaje

Yo menos tengo patria

Con mis dedos hago el fuego

Con mi corazon te canto

Las cuerdas de mi corazon lloran

Naci en al amo

Naci en al amo

No tengo lugar

Y no tengo paisaje

Yo menos tengo patria
 

 

Yasmin Levy

 

I


Remedio Silva Pisa
 

 

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Metto subito le mani avanti e facciamo finta che oggi sia il giorno delle digressioni, anche circensi 🙂

Uno dei dischi che amo maggiormente è "Cloud Dance" di Colin Walcott, co-founder degli Oregon, insieme a Ralph Towner, Paul McCandless e Glenn Moore. Gli Oregon nascono come costola del Paul Winter Consort molto attivo a fine anni 60 nella ricerca di strade musicali parallele al Jazz. Gli Oregon si dichiaravano musicisti e basta, rifiutando qualsiasi etichetta. Rimasi molto sorpreso quando alla fine di un concerto Ralph Towner annunciando il bis disse:" ora andremo a suonare un brano jazz", sottintendendo che quanto suonato nelle due ore precedenti fosse musica senza etichetta, improvvisata ma senza etichetta. Naturalmente gli Oregon suonano una musica che a me piace molto, ed ho tanto materiale a loro intestato (non hanno inciso centinaia di dischi, peraltro) e di tutti gli addentellati. Ebbene Colin Walcott uscì con Cloud Dance nel 1976 per ECM che era la casa madre di Oregon e costole.

Vi posto il link della prima traccia del disco, "Marguerite" dove Walcott suona il sitar, era stato allievo di Ravi Shankar e Vasant Rai ed ha come compagni avventura 3 jazzisti con la J maiuscola, Dave Holland, John Abercrombie e Jack DeJohnnette. A me provoca la pelle d'oca e sento il jazz in tutte le sue sfumature più nobili. Tra l'altro è stato postato come demo per una testina clearaudio e quanto si sente (il fruscio di fondo) assomiglia molto a quando metto su la mia copia del 77 🙂

 

 

Ciao

D.

 

 

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ascoltoebasta

Per continuare a volare alti non posso non segnalare questo,per me,magnifico e recente CD,da noi è poco conosciuto ma in Francia è un apprezzato chitarrista Jazz ,sempre alla ricerca di nuovi confini e sonorità,qui lo troviamo con Paamath alla voce,in una emozionante miscela di blues,world music e jazz,ma tutto in una veste sorprendente,anche questo consigliatissimo ma non facile. il disco è "MBURU" di Jean-Paul Raffit e Paamath accompagnati da pochi altri musicisti.

 

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Un giretto "letterario" nell'inframmezzo. Ho iniziato a leggere "Mingus secondo Mingus", un ameno e paccuto tomo di J. F. Goodman, minimum fax,  pieno di interviste al grande contrabbasista, ad altri del mondo del jazz coevo e sodale, un sacco di storie e di aneddoti di ogni tipo sulla vita e l'arte del "nostro". Ironie e sarcasmi a palla.., dato il "soggetto" sanguigno e impulsivo, fino a mostrarsi "violento" mentre... nessuno sapeva che "martirizzava un colibrì d'amore tra i denti".

Mi sembra insomma una lettura molto interessante ed istruttiva. Ma la ragione che mi spinge a parlarne è per condividere l'"aforisma" che mi ha lasciato davvero stupito, quasi intenerito: un'idea immaginifica, degna del genio creatore di musica, capace di trasformare una battuta giocosa e divertita in un messaggio di pace attraverso l'arma di una disincatata e fanciullesca ironia.
 

 

"La fine del mondo è vicina, secondo me. Gesù sta per arrivare. Arriverà su un carro, prenderà i peccatori e li metterà a sedere in un angolo accanto al diavolo. Poi chiamerà gli angeli e dirà: <<Facciamo un jam session>>".

 

Mi chiedevo perchè non parli anche dei non peccatori... 😇



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Magari nella jam si improvvisa sul "Devil's Blues" brano trascinante presente nell'album Change One ... qui in versione live con lo "spiritato" Geroge Adams un robusto  songsaxophonist...

 

 

 

 

  • Melius 1
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ascoltoebasta

Io seguito a proporre i miei CD spesso sconosciuti ai più e sperando di far cosa gradita a più d'uno,in questi giorni i piaceri del nuovo impianto mi portano a cercare, tra i miei CD, appositamente i dischi "particolari",in questo caso il disco di GANSAN "The African Way of Life",tra jazz e svariate infuenze la lingua universale della musica qui ci conduce dall'Europa all'Africa con uno splendido viaggio sonoro,il mio CD è registrato in studio ma qui posto un magnifico concerto di qualche anno fa.

 

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Gaetanoalberto
4 ore fa, damiano ha scritto:

Lionel Loueke dal Benin

Ascoltato più di qualcosa questo pomeriggio. Anche in questo caso ottimo ascolto, con un uso della chitarra che seppur si aggiri intorno alla fusion, lo fa con personalità ed originalità, senza assomigliare a scelte già fatte né dare quel senso di deja vu e ripetitività che si ascolta spesso.

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