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Esplosioni gasdotto Nord Stream: sabotaggio?


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L’Ucraina non aveva e non ha le capacità tecniche e militari e le strutture che le avrebbero permesso di realizzare l’attentato in questione.

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@vizegraf alla Russia gliene impippa: anziché a ovest, venderà ad est. Quel sabotaggio, di cui gli ucraini parrebbero essere i meri esecutori, ha come scopo l’indebolimento dell’Europa. Ed ha funzionato al 100%.

Inviato

Il sabotaggio del N.S.2 è stato un deliberato atto di guerra nei confronti di Germania e Russia

  • Melius 1
Inviato
16 minuti fa, LeoCleo ha scritto:

alla Russia gliene impippa: anziché a ovest, venderà ad est.

No, non lo vende neppure ad est e con il gas e crisi nera, per venderlo servono i gasdotti.

Ad ogni modo in UE, gasdotto o meno, la Russia non avrebbe più venduto nulla o quasi, la lezione l’hanno imparata tutti i paesi europei a cominciare dai tedeschi, che con la strategia di legarsi mani e piedi alla Russia come fornitore unico è finita in una crisi industriale derivante dalla perdita di competitività delle sue aziende che sta minando la tenuta economica del Paese.

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https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/russia-la-fine-dei-ricatti-112683
…

 

Sul fronte delle finanze moscovite

Invece, il 2023 si è aperto con un fatto sensazionale: con le forniture russe ridotte di quasi il 90%, il prezzo del gas è rimasto talmente basso che le entrate di Mosca sono ormai scese a un terzo rispetto al periodo pre-crisi. Se si considera che, malgrado i ricavi stellari del 2022, Mosca ha chiuso l’anno con un deficit di oltre il 2% del Pil si fa presto a capire in quale drammatico ammanco ciò getta le finanze moscovite.

È la fine dei ricatti? No, è ancora presto. Quest’anno, l’Europa dovrà cercare modi per riempire nuovamente gli stoccaggi di gas naturale dovendo fare a meno di ancor più gas proveniente da Mosca rispetto all’anno scorso. Questo non potrà che agire da sostegno positivo per i prezzi, che potrebbero tornare a salire e, di qui, far aumentare le entrate di Mosca. Malgrado questa nuova “ondatina” dopo la grande ondata delle entrate russe dell’anno scorso, tuttavia, una cosa possiamo dirlo: il 2023 sarà molto diverso dal 2022. E, in prospettiva, la rapidità con cui Mosca ha perso il suo più grande mercato per il gas naturale è stata ancora più alta di quanto ci si sarebbe potuti immaginare.

 

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1 minuto fa, maurodg65 ha scritto:

Mosca ha chiuso l’anno con un deficit di oltre il 2% del Pil

cioè meno della metà del nostro ed un terzo di quello usa

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6 minuti fa, audio2 ha scritto:

cioè meno della metà del nostro ed un terzo di quello usa

Certo, ma il PIL russo è fatto sostanzialmente da materie prime vendute, lo scorso anno è andata bene in parte, quest’anno sarà molto peggio perché il mercato del gas varrà per la Russia praticamente zero se guardiamo alla UE e la Cina è un flop perché il gas in Cina non arriva senza gasdotto.

Inviato
39 minuti fa, LeoCleo ha scritto:

alla Russia gliene impippa: anziché a ovest, venderà ad est. Quel sabotaggio, di cui gli ucraini parrebbero essere i meri esecutori, ha come scopo l’indebolimento dell’Europa. Ed ha funzionato al 100%.

 

19 minuti fa, ferdydurke ha scritto:

Il sabotaggio del N.S.2 è stato un deliberato atto di guerra nei confronti di Germania e Russia

Allora:

Alla Russia non gliene impippa perché per ora non vende Quello che vendeva prima.

Per poterlo vendere dovrà costruire dei pipeline che ora non ci sono.

In guerra con la Russia ci sono già.

La Germania che voleva furbescamente tenere i piedi in due scarpe si è dovuta attaccare ed adattarsi alla stessa situazione dei Paesi EU.

L'indebolimento dell'Europa è semmai la mancanza di coesione e la Germamania lo stava attuando fottendosene degli altri Paesi EU.

Ribadisco

Se gli Ukraini sono stati in grado di sabotare il gasdotto hanno fatto bene ciò che era nel loro diritto.

Complimenti.

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russia e cina sono già collegate da un gasdotto

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3 minuti fa, audio2 ha scritto:

russi e cina sono già collegate da un gasdotto

Si Audio, però ricordati che non può sopperire alla quantità che la Russia vendeva in Europa.

Ne occorrono altri due per arrivare a quelle quantità.

E non ci sono.

Inviato

si infatti, ma li stanno già costruendo.

il primo verrà pronto nel 2025, il secondo nel 2030, poi vanno in pari

a meno di altre rogne, ma mi sa che stavolta tirano un petardone

Inviato
31 minuti fa, audio2 ha scritto:

russia e cina sono già collegate da un gasdotto

Che già prima della distruzione del NS era praticamente al massimo della portata, che era ed è una frazione di quanto la Russia vendeva alla UE.

Inviato

Gli effetti reali delle sanzioni economiche sono queste, la Cina ha surrogato economicamente la UE per la Russia, ma questo rapporto obbligato ha reso la Russia dipendente dalla Cina e Putin deve svendere i propri prodotti al paese asiatico, che però sa benissimo che il suo benessere è dipendente dall’Occidente e dai rapporti commerciali con esso.
 

https://www.repubblica.it/economia/2023/10/19/news/russia_cina_commercio_scambi-418204273/
 

 

Russia, ora tre telefoni su quattro sono made in China. Petrolio, gas, auto: così l’Orso è sempre più dipendente dal Dragone

10:44

dal nostro corrispondente Gianluca Modolo


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Una bandiera cinese sul consolato di Vladivostok (reuters)


L’abbraccio commerciale tra Mosca e Pechino vola verso 200 miliardi di scambi. Xi cerca di trarre un vantaggio dall’isolamento internazionale di Putin, ma sa bene che i veri affari si fanno altrove

19 Ottobre 2023 

PECHINO - Obiettivo: 200 miliardi di dollari di scambi commerciali. Che sarà senza troppi problemi raggiunto entro la fine dell’anno. L’economia russa ha trovato nel suo vicino cinese un salvagente fondamentale dall’inizio della guerra in Ucraina, rendendo l’Orso ancora più dipendente dal Dragone. Xi Jinping lo sa bene e cerca di trarne vantaggio. Attento, però, in ogni caso a diversificare.

 

Inviato
47 minuti fa, vizegraf ha scritto:

Se gli Ukraini sono stati in grado di sabotare il gasdotto hanno fatto bene ciò che era nel loro diritto.

Complimenti

Ma proprio per niente visto che è stato un attacco terroristico su territorio UE. 




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