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Henry Purcell - England, my England!


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analogico_09
8 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Un amico mi ha segnalato che è ricomparso su YouTube il film "England, my England" di Tony Palmer

 

 

Molto interessante, io ho il DVD originale, con sottotitoli in italiano; ne avevo anche parlato nell'altra "vita" (senza ricevere il grazie di @Gabrilupo :DDD... ma sono sopravvissuto... :DDD  ) Sempre interessante, sempre di Palmer, ho  anche l'altro docu-music su Handel "God Rot Turnibridge Welles" - dvd originale sottotitoli in italiano - su cui mi sono più volte soffermato, parlando di Hande, anche ultimamente nel topic della musica barocca, se non ricordo male: nel film si racconta anche della celebre sfida di improvvisazione al clavicembalo sulla passacaglia tra Handel e Scarlatti)...

 

Entrambi lavori davvero sfiziosi di un regista che ha realizzato molti documentari e filmari vari di opere, teatro, su altri musicisti, compositori, non solo di classica...

 

prendo dal web:https://www.amicimusicapadova.org/musicisti/tony-palmer/

 

L'ampia produzione cinematografica di Tony Palmer comprende oltre cento titoli e attraversa tutta la musica dai Beatles, Jimi Hendrix e Frank Zappa fino ai famosi ritratti su/con Walton, Britten, Stravinsky, Maria Callas, John Osborne, Margot Fonteyn e Menuhin. Il suo film su Wagner (7 ore e 45 minuti), intepretato da Richard Burton, Laurence Olivier e Vanessa Redgrave, è stato descritto dal Los Angeles Times come "one of the most beautiful films ever made". Tra gli oltre over 40 premi internazionali ci sono 12 Gold Medals al New York Film & Television Festival, molti BAFTA (British Academy of Film & Television), nomine e riconoscimenti agli EMMY. Palmer è l'unica persona che ha vinto due volte il Prix Italia.

 

 

 

 

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Grancolauro

@analogico_09

Grazie per le tue osservazioni. Non sono un esperto di Purcell e conosco poco in generale la musica barocca, purtroppo. Ma Purcell esercita un forte fascino su di me per ragioni misteriose. Confesso che la mia curiosità è nata proprio dalla colonna sonora di Arancia meccanica ma poi, spulciando qua e là, ho ascoltato varie cose che mi sembrano di una straordinaria modernità, che ti fanno entrare in un mondo "altro" eppure stranamente familiare. A me piace in particolare King Arthur e molte delle arie incise da Emma Kirkby e Andreas Scholl. Mi sembra che Purcell avesse una capacità di invenzione e di introspezione straordinaria, inimitabile.

Quindi, se tu o altri avete consigli di ascolto o osservazioni di qualsiasi tipo su questo compositore, per chi come me non ne sa quasi niente, sono tutt'orecchi 🙂
A proposito della “contemporaneità” di Purcell, ecco una versione di “O Solitude” cantata da Rosemary Standley che ovviamente fa storcere il naso dal punto di vista filologico, ma che a me piace molto e mostra come questo brano potrebbe essere stato scritto ieri

 

 

  • Melius 1
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Membro_0013
Il 14/4/2021 at 22:52, analogico_09 ha scritto:

Kubrick utilizzo la "marcia" (funebre) iniziale per Arancia Meccanica, ma stranamente, e forse non sbaglio, non viene citata nei crediti degli scores)

 

La marcia funebre è un prestito: proviene dalla scena del funerale nel 4º atto dell'Ercole Amante di Cavalli, ed era già stata utilizzata qualche anno prima dallo stesso Purcell nelle musiche di scena (strepitose) composte per il dramma "The Libertine".

 

Al di là delle questioni filologiche - che notoriamente mi appassionano - io considero Purcell uno dei grandissimi di ogni tempo, nello stesso empireo di Bach, Handel e Beethoven. Tra le sue cose migliori, che finora non abbiamo nominato, vorrei ricordare il consistente corpus delle sue musiche di scena. Nella maggior parte dei casi si tratta di un paio di arie o cori accompagnate da una suite strumentale, ma è proprio lì che si trova il tesoro nascosto dell'Orpheus Britannicus. In certi casi siamo in presenza anche di mezz'ora di musica di assoluta bellezza: è il caso non solo di "The Libertine", ma soprattutto di "Bonduca", un capolavoro assoluto interrotto dalla morte prematura di Purcell, e che - da quel che ci è rimasto - avrebbe superato in  bellezza le ampie e più note musiche di scena composte per "The Fairy Queen", "King Arthur" e "The Indian Queen". Per chi volesse conoscere questo tesoro musicale poco frequentato, esiste un'integrale in 6 CD Oiseau Lyre, realizzata in maniera eccellente dal compianto Christopher Hogwood tra il 1976 ed il 1982.

 

O ancora vorrei ricordare una rarità assoluta come le "Chansons de tavernes", canoni a 3 voci a cappella di carattere spiritoso e spesso scurrile, di cui l'indimenticato Deller Consort lasciò una divertita e storica registrazione  per la Harmonia Mundi.

 

Ma, dato che io sostengo da sempre che il personaggio chiave per capire lo sviluppo della musica vocale barocca è il nostro Francesco Cavalli, vi racconto una storia: nel 1687 giunse in Inghilterra il cantante castrato Giovanni Francesco Grossi, detto "Siface" dal suo ruolo cavalliano preferito. Tra Purcell e Siface nacque una grande amicizia, tanto che - alla ripartenza del cantante per il continente - Purcell gli dedicò uno struggente brano d'addio per clavicembalo, intitolato "Sefauchi's farewell". Siface fece conoscere a Purcell il verbo musicale italiano, all'epoca influenzato dalla figura dominante di Cavalli, tanto che - se si analizza lo stile del Nostro - proprio dal 1687 le influenze italiane diventano decisive, in particolare nella composizione dei meravigliosi lamenti su tetracordo discendente (non solo quello da Dido & Aeneas, ma anche quello da The Fairy Queen), e si affiancano a quelle lulliane, il tutto in una rielaborazione geniale come pochissime altre nella storia della musica.

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Membro_0013
17 ore fa, faber_57 ha scritto:

Due artisti discussi (Currentzis e Peter Sellars) collaborano. Questo breve frammento mi piace molto.

 

Eccezionale realizzazione, quella di Currentzis e Sellars. Come sempre, il teatro di Sellars è "esplosivo" sia dal punto di vista delle idee che dal punto di vista della resa emozionale, e Currentzis sembra nato per dirigere Purcell, di cui offre una resa musicale intensa ed espressiva, che trascende la "maniera" un po' ingessata, anche se a suo modo apollinea, a cui ci hanno abituato gli inglesi. Esiste anche un DVD, secondo me imperdibile, di questa produzione del teatro lirico di Perm, esportata con grande successo (e moltissime polemiche) a Madrid.

Se qualcuno volesse approfondire, io a suo tempo pubblicai un editoriale su questa produzione:

 

http://www.operadisc.com/vis_tutto_backstage.php?idback=149

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