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Guerra in Ucraina: monitoraggio e analisi situazione sul terreno [thread unico]


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C’è stato un cambiamento fondamentale in Russia", rivela il consigliere del Cremlino Dmitry Suslov: "La maggior parte della leadership si è resa conto che non siamo in grado di infliggere all’Ucraina una vera disfatta, e quindi di imporre le condizioni massimaliste che avevamo messo in conto". Mosca ha accantonato la pretesa di avere un governo filo-russo a Kyiv: niente "denazificazione", per usare il gergo di una propaganda che definisce "nazista" chiunque resista o si opponga al suo volere. E niente "demilitarizzazione", spiega Suslov in questa intervista a Fanpage.it: l’Ucraina continuerà ad avere forze armate degne di questo nome. Il regime di Vladimir Putin se ne farà una ragione.

...

Domanda: Questa è una notizia. A quali condizioni rinunciate?

Risposta: “Denazificazione e demilitarizzazione”, per esempio. Erano obiettivi di guerra fondamentali. Abbiamo capito che non abbiamo la capacità di raggiungerli. Nemmeno abbiamo davvero bisogno di raggiungerli, ora. E questa è la realtà.

Domanda: Fantastico. E quindi? Facciamo questa benedetta pace?

Risposta: Ma abbiamo bisogno di qualcosa che compensi il mancato raggiungimento degli obiettivi. La contropartita potrebbe essere il Donbass. Un simbolo di vittoria, per noi. O almeno potremmo presentarlo come una vittoria, seppur molto più limitata.

continua su: https://www.fanpage.it/esteri/il-consigliere-del-cremlino-putin-sa-che-non-puo-schiacciare-lucraina-vuole-il-donbass-in-cambio-della-pace/
https://www.fanpage.it/

Fare previsioni in storia e in guerra è estremamente difficile La realtà spesso sorprende anche i più esperti.

 

 

 

mariovalvola
1 ora fa, LUIGI64 ha scritto:

Non credo sia una questione di fascinazione per il tiranno. Piuttosto, tutto nasce da una lettura fortemente critica nei confronti di USA e NATO, che porta ad attribuire maggiore peso alle responsabilità occidentali. Il fatto che questa interpretazione contrasti con il mainstream occidentale contribuisce spesso a rafforzarla.

 

Il vero problema è che qualcuno creda ancora che la NATO sia un'organizzazione difensiva.

Gli Stati Uniti hanno storicamente perseguito una politica estera aggressiva. Con i vari presidenti cambiavano solo le formule diplomatiche e le giustificazioni ufficiali, ma la sostanza non mutava.

Al solito, qualcuno obietterà: "e allora Putin?". Nessuno nega nulla. Il punto è un altro: a parlare di libertà e democrazia è esclusivamente l'Occidente. Siamo così immersi in una narrazione consolidata da dare per scontate e legittime le "linee rosse" americane. Guai a chi le viola. Le stesse linee rosse che i russi tracciano per ragioni speculari vengono invece considerate aggirabili, se non illegittime.

Parliamo di autodeterminazione e indipendenza dei popoli con tono commosso e solenne, eppure l'Europa, dietro la facciata democratica, è di fatto sotto la tutela degli Stati Uniti. Non è una provocazione: è un dato.

Si risponderà: "siamo stati liberati dagli Alleati". Vero. Ma altri popoli sono stati "liberati" dai russi, con la stessa logica. Non si tratta di scegliere una squadra, ma certe asimmetrie nel giudizio stonano, e sarebbe onesto riconoscerlo.

 

Stona la posizione del tifoso ultras 

Notoriamente parziale e squilibrato, ciò riguarda entrambe le parti

C'è da dire, che con tutti gli errori dell'Occidente, associare comportamenti democratici alla Russia comporta uno sforzo non indifferente 




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