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Guerra in Ucraina: monitoraggio e analisi situazione sul terreno [thread unico]


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Ivo Perelman

Mi attengo ai fatti. Per raccogliere bisogna seminare e per seminare ci vogliono i trattori, i quali hanno bisogno di carburante, che serve per i mezzi militari. Questa situazione della crisi del grano era già stata prevista un anno fa, oggi la si aggrava. Se si dice che c'è stato un mega raccolto e qualcuno lo fa rottamare per fare uno sgarbo ai poveri, ci si può credere, ma anche no, come diceva Veltroni. Qualcosa nei campi si è fatto, ma tra bombe, mancanza di carburante, guasti al trattore, si è fatto certo il possibile, ma non il massimo di quello che era possibile fare. Purtroppo per chi con quel grano sopravvive.

7 ore fa, Ivo Perelman ha scritto:

Mi attengo ai fatti. Per raccogliere bisogna seminare e per seminare ci vogliono i trattori, i quali hanno bisogno di carburante, che serve per i mezzi militari. Questa situazione della crisi del grano era già stata prevista un anno fa, oggi la si aggrava.

Si però non mistifichiamo, la Russia ha colpito direttamente dei carichi di grano, quindi al netto dei problemi per poterlo produrre che nel bel mezzo mezzo di un’invasione sono scontati ma non certo per la carenza di carburante per i trattori, la volontà politica russa e quella di affamare i paesi poveri per poi offrire loro un aiuto teorico e “poco” disinteressato, la realtà è sempre e solo una la Russia è mexda.

 

https://www.open.online/2023/07/21/piano-russia-export-grano-africa-ucraina/

 

Il piano della Russia per distruggere l’export di grano ucraino: «Lo inviamo noi gratis all’Africa». Ma la nuova rotta è un mistero

Simone Disegni 21 Luglio 2023 - 17:19

 

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È il grano il nuovo (vecchio) fronte del conflitto tra Russia e Ucraina, che si protrae da ormai 17 mesi. Incapace di sbloccare lo stallo militare sul terreno (così come Kiev, al momento) Mosca torna in questi giorni alla casella di partenza, nel tentativo di strangolare economicamente il Paese nemico, che nell’export di cereali in tutto il mondo ha il suo principale asset commerciale. Dopo aver annunciato lunedì il blocco dell’accordo sul grano che da un anno esatto, grazie alla mediazione di Onu e Turchia, permetteva il transito delle navi ucraine dal Mar Nero, la Russia ha bombardato per tutta la settimana installazioni nella zona di Odessa, dove hanno sede i principali magazzini di stoccaggio del grano e il porto da cui partono i carichi. Soltanto nel corso dell’ultima notte, secondo stime ucraine, i raid avrebbero mandato in fumo 120 tonnellate di cereali. Ma la strategia di Mosca, emerge con maggior chiarezza oggi, si compone anche di una parte «costruttiva»: per i suoi interessi e la sua reputazione laddove non è ancora del tutto compromessa, s’intende. Per rispondere ai timori di quei Paesi in via di sviluppo che temono, come accadde un anno fa, di rimanere a corto di cruciali provviste di cereali, l’impennata dei prezzi e le conseguenti minacce di proteste o rivolte interne, la Russia starebbe studiando infatti un piano d’invio di grano «alternativo» a quello ucraino: gratis. Lo ha confermato oggi il viceministro degli Esteri Sergey Vershinin. Ai Paesi africani interessati «saranno date garanzie», ha assicurato Vershinin, anche in vista del vertice Russia-Africa in programma a San Pietroburgo la prossima settimana. 

Rotta alternativa gratis

Da dove transiterebbe il grano russo offerto ai Paesi importatori, africani in particolare? Il viceministro non lo ha chiarito, limitandosi a dire che quella delle rotte «è in gran parte una questione logistica e tecnica, sarà risolta, è già in fase di elaborazione», ma che certamente i cereali e fertilizzanti russi saranno esportati «non nell’ambito dell’iniziativa del Mar Nero». Ma secondo il Financial Times, un piano Mosca ce lo avrebbe già, e molto chiaro. L’idea per tagliare fuori l’Ucraina dai mercati alimentari globali sarebbe quella di spedire i suoi prodotti agricoli ai Paesi bisognosi attraverso il Qatar e la Turchia: il primo in veste di generoso finanziatore dell’operazione, la seconda come hub logistico di transito. Piccolo dettaglio: al momento, secondo il quotidiano londinese, non risulta che né l’uno né l’altro dei due Paesi in oggetto abbia accettato la proposta. Il progetto, che pure non sarebbe ancora stata formalizzato dal governo russo, prevederebbe l’invio dalla Russia verso la Turchia «in via preferenziale» di un milione di tonnellate di grano destinato ai Paesi africani, ai quali sarebbe stato prospettato inizialmente già lo scorso anno. «Il nostro Paese è in grado di sostituire il grano ucraino su base commerciale e gratuita», aveva detto Vladimir Putin negli scorsi giorni, commentando cinicamente che «proseguire l’accordo sul grano nella forma attuale ha perso il suo senso». Ma al momento nulla indica che il «piano B» di Mosca, per quanto creativo, possa andare (letteralmente) in porto.

 

Ivo Perelman
2 ore fa, maurodg65 ha scritto:

non certo per la carenza di carburante per i trattori,

Con il carburante, quando era disponibile, molti hanno fatto il pieno e sono scappati nella EU invece di andare al fronte. Quanche anno fa il carburante era razionato per motivi bellici. Non sono stati rispediti in patria come disertori dai paesi in cui hanno trovato asilo. Se ne riparlerà a guerra finita, ammesso che abbino voglia di ritornare in mezzo a macerie e connazionali che li accusano di avere fatto la "bella vita", chiamamola così, mentre loro erano sotto le bombe russe.

Restiamo ai fatti e diamo meno lavoro all'Admin.

Ivo Perelman

https://www.repubblica.it/esteri/2023/07/23/news/ucraina_russia_no_breccia_no_genieri_errore_controffensiva_nato-408703280/?ref=RHLF-BG-I408614181-P4-S2-T1

 

"Kiev non ha preparato reparti e mezzi di genieri d'assalto. L'opposto di quello che avvenne nel D-Day settantanove anni fa."

Le armi le hanno ricevute lo stesso, faranno del loro meglio per impiegarle.

 

Corriere della sera;

Ore 10:25 - Kiev, in una settimana liberati 16 km quadrati territorio

Nell’ultima settimana di combattimenti le truppe ucraine sono riuscite a liberare 16 chilometri di territorio nel Sud e nell’Est del Paese. Lo ha annunciato la viceministra ucraina della Difesa Hanna Malyar nel corso di una diretta televisiva. Lo riportano i media ucraini. In particolare, negli ultimi sette giorni, oltre 12 chilometri quadrati sono stati liberati nella direzione di Melitopol e Berdyansk, portando a 192 i chilometri quadrati di territori riconquistati nel Sud. Quattro chilometri quadrati sono stati, invece, liberati nella direzione di Bakhmut, ha aggiunto Malyar.

 

Ore 08:35 - Mosca: raid Kiev, evacuazioni in Crimea

I residenti dei villaggi della Crimea che si trovano entro un raggio di 5 chilometri dalle zone dove un raid ucraino ha colpito un deposito di munizioni, nel distretto di Dzhankoi, saranno evacuati e trasferiti in centri di accoglienza temporanea. Lo scrive su Telegram il governatore per conto di Mosca della Crimea, Serghey Aksenov.

 

Ore 08:30 - Russia: attacco su Mosca è «terrorismo internazionale»

La Russia ha definito un «atto di terrorismo internazionale» l’attacco avvenuto nella notte contro Mosca, dove droni ucraini hanno colpito due edifici non residenziali. È «un atto di terrorismo internazionale», ha detto alla televisione Rtvi la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. L’attacco è avvenuto poco prima dell’alba: almeno due droni hanno colpito due edifici non residenziali senza gravi danni o vittime, ha riferito il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin. Un’ora dopo, il ministero della Difesa russo ha fatto sapere di aver «sventato un tentativo del regime di Kiev di compiere un attacco terroristico con due droni contro installazioni sul territorio di Mosca».

 

---

In queste ore si susseguono comunicati e smentite della propaganda del regime del dittatore putinesco. Hanno attaccato Odessa e il porto oggi smentiscono. Sull'attacco con droni (Ucraini??) su Mosca  , prima smentiscono poi ammettono l'attacco ma precisando che non e' accaduto nulla. Poi contro smentita della smentita dicendo che ci sono stati danni limitati.

 

@CJPV10 L'admin aveva scritto di attenersi strettamente ai fatti di guerra. Per post da canali di disinformazione e altre argomentazioni di carattere politico aprite discussioni apposta. Rimaniamo in topic , grazie.

 

vabbuò, , , ,  l'avemo sgamato quello postato da  MxyzptlkCJPV10 (se Nembo Kid lo pronuncia al contrario torna nella sua galassia?)

il tizio che fa considerazioni (***) di alta scuola d'intelletto (considerazioni che nessuno di noi sarebbe in grado di fare) secondo me è sceso dalla alta valle del Resegone con l'ultima piena che c'è -da poco- stata

io dichiarerei lo stato di emergenza e chiederei sovvenzioni statali (magari prendendo un Leopard in meno) per una sanificazione mentale

.

(***) le fa GRACIS, , ,  mica gratis

2 ore fa, CJPV10 ha scritto:

Però mi chiedo quali siano i canali di informazione che non siano inquinati dalla propaganda

intanto facciamo un passo avanti cercando di non fare da cassa di risonanza a siti di disinformazione ;

poi per quanto riguarda il secondo quesito , la risposta ovviamente non e' facile.

Quando c'e' una notizia bisogna fare un po' una media tra i piu' affidabili (ANSA) e giornali italiani filoputiniani per scelta editoriale. Poi si puo' sbagliare.

 

Ivo Perelman
2 ore fa, criMan ha scritto:

Quando c'e' una notizia bisogna fare un po' una media tra i piu' affidabili (ANSA) e giornali italiani filoputiniani per scelta editoriale. Poi si puo' sbagliare.

Guerra uguale propaganda.  Senza propaganda il pubblico dei votanti cambia sponda, pur se non vota a causa dittature di tutti i colori resta comunque scontento e può voltarti le spalle perché nelle dittature esistono problemi di natura economica.

Per capire se è propaganga o meno bisogna capire la dinamica degli avvenimenti, così come fanno nei referti inviati i diplomatici, che non solo leggono i giornali di tutti i colori o si avvalgono di informazioni riservate, ma osservano come si sviluppano i fatti e quali fonti si avvicinano alla comprensione di questa dinamica. Se ne fregano altamente dell'invasore e dell'invasato, diciamo che guardano alla partita in corso con l'occhio di uno che ha fatto i corsi a Coverciano e non con quello del tifoso.

Se uno come un ex 5s dice che le fabbriche di missili in Russia fanno tre turni anche se mi sta antipatico, al netto della tara dice una cosa confermata dai ritmi dei bombardamenti, mentre se un altro  nelle sue lezioni di geopolitica afferma che la Russia ha lo stesso PIL della Spagna, in qualche modo va tangenzialmente al problema reale.

Non è facile capire dove sta la realtà. Spesso è quella dei vincitori a conflitto finito.

 

11 ore fa, Ivo Perelman ha scritto:

Se ne fregano altamente dell'invasore e dell'invasato,

no, c'e' un invasore ed un popolo che cerca di difendersi.

Invasati non ne ho visti.

Ho letto di qualche filoputiniano invasato questo si.

I referti dei diplomatici li dobbiamo lasciare ai diplomatici , noi possiamo solo analizzare la media di quello che ci arriva.

E' ovvio e sottinteso che mentre leggo un ANSA (non un articolo propagandistico russo di basso livello) devo fare anche un analisi del prima , sapendo che quello che scriviamo e' solo una verita' parziale.

Ma questo non deve giustificare il pescare dal torbido e dire che va bene perche' "e' tutta propaganda" , questo e' il senso del mio intervento.

Mi scuso per l'OT e torniamo a riportare i fatti della guerra.

 




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