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Guerra in Ucraina: monitoraggio e analisi situazione sul terreno [thread unico]


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Inviato
1 minuto fa, claravox ha scritto:

, il negoziato o l'armistizio non sono una "resa",

Lo sai che occorre volerlo in due ed essere disposti a qualche rinuncia?

Secondo te un regime che si accinge a investire cifre record in armamenti per il prossimo anno, vuole la pace?

Inviato

il regime sarebbe il nostro, suppongo. comunque non li abbiamo ancora spesi.

Inviato
2 minuti fa, claravox ha scritto:

Proporre una trattativa non significa

La trattativa la auspichiamo tutti. La strategia di rendere inoffensiva (incapace di difendersi) una delle due parti per arrivare a una trattativa di pace è tecnicamente una stupidaggine.

Inviato
3 minuti fa, audio2 ha scritto:

regime sarebbe il nostro 

E la Russia è una democrazia avanzata 👍

Inviato

I negoziati nelle guerre di posizione non nascono mai dalla "buona volontà" dei regimi, ma dal calcolo dei costi rispetto ai benefici. Quando i costi del prolungamento del conflitto e il logoramento interno diventano insostenibili rispetto ai guadagni marginali sul campo, la via diplomatica o il congelamento del fronte diventano l'unica scelta pragmatica anche per chi continua a riarmarsi.

18 minuti fa, wow ha scritto:

La trattativa la auspichiamo tutti. La strategia di rendere inoffensiva (incapace di difendersi) una delle due parti per arrivare a una trattativa di pace è tecnicamente una stupidaggine.


Sostenere la necessità di una trattativa non significa tifare per il disarmo dell'aggredito, ma evidenziare un paradosso fondamentale: se in una guerra di logoramento si rinvia la via diplomatica nell'illusione di raggiungere una posizione di forza ideale, si rischia di arrivare al tavolo negoziale quando il Paese sarà ancora più stremato, con infrastrutture e capitale umano ulteriormente compromessi.

La diplomazia non è l'antitesi della difesa: è lo strumento politico necessario per evitare che la difesa si trasformi nel progressivo e totale svuotamento del Paese.

 

Inviato
32 minuti fa, claravox ha scritto:

, la via diplomatica o il congelamento del fronte diventano l'unica scelta pragmatica anche per chi continua a riarmars

lo ripeto: tu pensi che Putin abbia voglia di trattare? Io no, tantomeno lo vedo propenso a un congelamento del fronte, ipotesi sulla quale Z. metterebbe una firma.

  

32 minuti fa, claravox ha scritto:

Sostenere la necessità di una trattativa non significa tifare per il disarmo dell'aggredito, ma evidenziare un paradosso fondamentale: se in una guerra di logoramento si rinvia la via diplomatica nell'illusione di raggiungere una posizione di forza ideale, si rischia di arrivare al tavolo negoziale quando il Paese sarà ancora più stremato, con infrastrutture e capitale umano ulteriormente compromessi.

La diplomazia non è l'antitesi della difesa: è lo strumento politico necessario per evitare che la difesa si trasformi nel progressivo e totale svuotamento del Paese.

 

Come hai scritto, In una guerra di logoramento reciproco in cui nessuna delle due parti ha la capacità militare di ottenere la capitolazione incondizionata dell'altra, il negoziato o l'armistizio non sono una "resa", ma l'unico strumento per evitare il completo logoramento sociale, economico e strutturale della nazione Ucraina..

Tutto abbastanza condivisibile. Possiamo quindi dire che occorre partire dalla constatazione reciproca di questa impossibilità di ottenere risultati rilevanti anche con sforzi significativi, ovvero da una posizione di debolezza delle due parti in "gioco".

E' chiaro che quando una delle due parti è indebolita dalla cessazione di aiuti, l'altra ha la consapevolezza di poterla vincere la guerra, per cui non arriverà a nessuna trattativa o se arriverà godrà di una posizione di forza.

A me non pare che sostenere la necessità di una trattativa non significhi tifare per il disarmo dell'aggredito. Mi pare che si sostenga il disarmo dell'aggredito per arrivare ad una "trattativa" che è fatalmente e inevitabilmente una resa, sempre che chi gode di una posizione di forza, abbia voglia di arrivarci. Molto più probabilmente l'aggressore capitalizza la posizione di debolezza indotta del nemico per farne un boccone. 

Inviato

L'ipotesi che Mosca possa compiere sfondamenti strategici rapidi ignora la natura della guerra di logoramento moderna, dove chi si difende gode di un fortissimo vantaggio tattico.

Nel corso degli ultimi due anni, a fronte di perdite umane enormi (stimate in quasi 1,2 milioni di vittime tra morti e feriti), la Russia, da quanto ho letto, ha guadagnato soltanto l'0,6% del territorio ucraino nel 2024 e lo 0,8% nel 2025. 
Cosa spinge un'autocrazia al congelamento: È evidente che Putin non tratti per generosità o inclinazione alla pace. Le autocrazie accettano l'interruzione dei combattimenti quando i costi interni superano i guadagni marginali sul campo. L'economia di guerra russa mostra segni di compressione: la crescita è rallentata allo 0,6%, l'inflazione è elevata e circa la metà del bilancio statale viene assorbita da spese militari e di sicurezza a scapito di sanità, scuola e pensioni. Inoltre, la contro-strategia ucraina con droni a lungo raggio ha messo fuori uso fino al 40% della capacità di raffinazione russa e colpito duramente le linee logistiche.

Congelamento non significa "disarmo" o "resa": Sostenere la necessità di un congelamento del fronte non significa affatto "chiedere il disarmo dell'aggredito" né lasciarlo privo di difese.
Al contrario, significa prendere atto che nessuna delle due parti ha la capacità di annientare militarmente l'altra.
Proseguire con l'illusione di una vittoria totale sul campo rischia di accelerare il drammatico prosciugamento demografico (con la popolazione residente sotto il controllo di Kiev scesa a circa 25 milioni) e infrastrutturale dell'Ucraina.

La diplomazia non nasce dalla fiducia nelle intenzioni di Putin, ma dalla constatazione dei limiti materiali e umani di entrambe le parti in causa.

 

C'è un elemento strategico fondamentale che spesso si finge di non vedere: la perfetta funzionalità di questa guerra per gli interessi di fondo degli Stati Uniti.

 

 

Inviato
1 ora fa, claravox ha scritto:

Congelamento non significa "disarmo" o "resa": Sostenere la necessità di un congelamento del fronte non significa affatto "chiedere il disarmo dell'aggredito" né lasciarlo privo di difese.

Forse non ci capiamo: il congelamento dei fronti è normalmente l'esito di una trattativa tra le parti in conflitto (cfr due Coree) oppure preclude ulteriori accordi.

Ripeto, non mi pare che Putin sia disposto ad una eventualità del genere. Anzi chiede territori (per giunta, intensamente fortificati) che non ha mai conquistato. Ma spero di sbagliarmi.

Nessuno afferma che il congelamento dei fronti, significa chiedere disarmo dell'aggredito.

Sono certe aree politiche e di opinione pubblica, in particolare italiana (che fortunatamente hanno un peso assolutamente marginale), che immaginano che bloccando gli aiuti all'Ucraina, si possa arrivare ad una trattativa di pace. E per me è una stupidaggine. Speso sia chiaro. 

Inviato

Poi, una volta arrivati alle trattative, resta il discorso delle garanzie da offrire a all'Ucraina per evitare che tra un tot di anni si ci si trovi punto e daccapo. Ma questo è un altro discorso. 

La situazione è molto più complessa (escludendo la resa dell'Ucraina) di quanto molti faciloni la dipingono. 




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