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Loudness e ascolti a basso volume, che opinione avete a riguardo?


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23 ore fa, naim ha scritto:

In questo video ne parla il nostro ''ex'' 🙂  (siamo OT sul tema loudness, sorry) 

OK video interessante, ma in effetti è ciò che purtroppo sapevo già...nel senso che ci sono monitor studio di vario tipo, come dice giustamente Lincetto quelli "veri" che suonano benissimo si contano sulla punta delle dita e del protafogli, naturalmente...c'è poi una galassia di monitor da studio, o perlomeno così chiamati, dalla qualità discutibile, ma che fanno il 99,9% del mercato pro e home studio

I miei riferimenti, di cui parlavo sopra, sono dei Focal e dei, credo, Dynaudio, visto che comunque i componenti erano di questa azienda...ma visto il livello dello studio dove le ho sentite credo siano stati commissionati appositamente al costruttore

Appropostio...per rimenere in tema...che ne pensa Lincetto dell'utilizzo del Loudness e del controllo toni? Qualcuno ha un video dove ne parla? 😯 

 

 

cactus_atomo

partiamo, io almeno, da un concetto realista e non purista. la riproduzione omestica della musica non è l'evento reale ne può esserlo, ci i può solo avvicinae con diversi gradi di plausibiità. Praticamente non esitono registrazioni senza compressione, per poca che sia anche qui ditinguere sempre il fisiologico dal patologico) I nostri ambienti di ascolto per dimensione, rumore di fondo, disturbo ai vicini, distanza dagli esecutori, sono assai lontani dalle condizioni in cui i fa muica dal vivo. quinedi ci tocca vivere con dei compromessi piccoli o grandi a seconda della situazione reale. e perottenere il miglior rsultato seguiamo strade diverse. ma teniamo anche conto di una cosa, uno strumento che suona piao non è la semplice traspszione di uno che suona orte con un muting inserito, per il loudness è la stessa cosa, noi vogliamo in qualche caso, dobbiamo cercre di avvicinareil sound di un ensembleche suona ad spl di un certo tipo pur potendoci permettere solo spl più basse. Inutile volere la linearità a utti i costi, dobbiamo accettare dei compromessi il loudness è uno dei tanti

  • Melius 1
18 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

partiamo, io almeno, da un concetto realista e non purista. la riproduzione omestica della musica non è l'evento reale ne può esserlo, ci i può solo avvicinae con diversi gradi di plausibiità. Praticamente non esitono registrazioni senza compressione, per poca che sia anche qui ditinguere sempre il fisiologico dal patologico) I nostri ambienti di ascolto per dimensione, rumore di fondo, disturbo ai vicini, distanza dagli esecutori, sono assai lontani dalle condizioni in cui i fa muica dal vivo. quinedi ci tocca vivere con dei compromessi piccoli o grandi a seconda della situazione reale. e perottenere il miglior rsultato seguiamo strade diverse. ma teniamo anche conto di una cosa, uno strumento che suona piao non è la semplice traspszione di uno che suona orte con un muting inserito, per il loudness è la stessa cosa, noi vogliamo in qualche caso, dobbiamo cercre di avvicinareil sound di un ensembleche suona ad spl di un certo tipo pur potendoci permettere solo spl più basse. Inutile volere la linearità a utti i costi, dobbiamo accettare dei compromessi il loudness è uno dei tanti

Perdona ma mi sono un po' perso...nel senso che non ho capito molto il discorso, oppure non sono stato chiaro

 

Io non cerco di ricreare l'evento reale, o chissà che cosa, il concetto è più semplice

 

Io reputo il disco di un artista, che può essere Benson, Clapton, Bill Evans, James Brown, Carmen Gomes, Nirvana, EW&F etcetc come un'opera, un quadro, una scultura, che è stata pensata dal mio artista preferito, e quando la sento voglio sentirla per come è stata concepita e prodotta, non penso di modificare nulla per farla suonare come dico io

 

E per fare questo ho allestito un setup che mi dia in ambiente riproduzione lineare sulla gamma udibile

 

Punto, tutto qui...è così difficile da capire?

cactus_atomo

@maxgazebo è chiaro ma la sinfonia 8, detta dei mille, di mahler è fatta per essere eseguita da una grande orchestra in un grande auditorium, la sinfonia degli addi di hydn è stanta concepita per una orchastra di 15-20 elementi e per essere suonata in un salone nobliare non trattto per la musica, le esecuzioni live dei deep purple si facevano in grandi spazi, mai nei centri abitati. non si tratta di modificare l'opera ma di fruirne in casa, se a casa oglio vedere la cappella ssitina in foto o in video non mi riprometto cero di vederla a dime sioni reali ed alla distanza a cui oveva essere osservata secondo l'artista. non si tratta di modificarla, ma un brano di musia acustica è nato per essere riprodotto da strmenti reali non da ampli e casse, però se voglio setire, carso, la callas, o de andrè, non posso illudermi che il disco sia esattamente il prdotto dell'artista, ci ha messo le mani almeno un ingegnere de suono e tutto un sstema di interventi pe renderlo fruibile a noi

@cactus_atomo ma certo, lo so bene, come ho specificato non ricordo dove ho esperienza di produzione in studio, musica live con il mio gruppo, parlo con cognizione, non sono un tipo da salotto e divano

Partiamo dal presupposto che la fonte è uguale per tutti, giusto? I dischi in commercio sono gli stessi per tutti, OK? tutti partiamo dalla stessa base, che è (a meno che non sia una ripresa live in studio o teatro) una riproduzione missata, equailizzata, e poi "compressa" in due canali R + L da professionisti più o meno capaci, giusto?

Tutto questo dà come risultato un'opera più o meno di qualità, che per quanto mi riguarda voglio sentire nel mio ambiente che ho ricreato per essere il più neutrale possibile, più lineare dai 20 ai 20K, perchè il disco/opera deve uscire per come è stato voluto dall'artista

Le sensazioni LIVE le cerco quando vado ai concerti, non a casa

 

Non cerco cose che non posso trovare, ma metto in condizione di poter uscire quelle che ha voluto metterci l'artista

 

Mamma mia...mi sto rendendo conto di essere una mosca bianca....mah 😔

Cosi a caso....ho trovato questo. A quanto pare si utilizza il loudness......si....ma nel mastering. :classic_biggrin:

https://www.angelinamasteringstudio.it/2020/05/25/l-equalizzatore-baxandall/

 

https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Baxandall eccolo il genio umano! Grazie! 1952.

 

Grazie per i vostri contributi e relative dritte.

Perdonate i miei interventi naif! 

19 minuti fa, Alessiodom ha scritto:

Cosi a caso....ho trovato questo. A quanto pare si utilizza il loudness......si....ma nel mastering. :classic_biggrin:

https://www.angelinamasteringstudio.it/2020/05/25/l-equalizzatore-baxandall/

https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Baxandall eccolo il genio umano! Grazie! 1952.

Grazie per i vostri contributi e relative dritte.

Perdonate i miei interventi naif! 

Vabè...è una battuta? Mi rendo conto non hai cognizione dei processori che vengono utilizzati in fase di missaggio e mastering 👍😉

 

Poi stavo pensando ad un dettaglio che magari sfugge...gli artisti di spessore incidono, missano e fanno il mastering in studi dove ci sono i monitor di cui parla Lincetto, quindi la resa dei brani viene decisa con sistemi del genere, perchè modificarla? 🙄

@Alessiodom si posso capire...ma la produzione di un disco (parlo di produzioni di livello, artisti di fama mondiale) prevede un processamento abbastanza pesante per far uscire i cosiddeti "suoni" dei singoli strumenti, che poi vengono missati tra loro, dove poi si va al Mastering finale che prevede altri interventi vari...se vai a vedere quello che è stato fatto dal segnale "nativo" originale dello strumento registrato in studio è tanta roba...ma è quello che prevede mettere su un disco, è il risultato finale che costituisce il messaggio che vuole essere trasferito all'appassionato...la stessa posizione degli strumenti nella scena sonora, del cantante...tutto finto naturalmente, ma deciso dall'artista

Si può dire che tanti di quegli amplificatori integrati anni 70/80, suonavano così mosci e piatti, che inserire il loudness, e ruotare in senso orario i toni, era il solo modo per dare un po' di verve ai nostri dischi, mentre con apparecchi contemporanei (e di ottima qualità) difficilmente si sente la mancanza di quei controlli?  

Si può aggiungere che anche il nostro gusto era meno maturo e si preferiva un sound ''rotondo e tintinnante'', e solo con il tempo si è imparato cosa fosse un ascolto realmente corretto? 

Considerazioni valide solo per quelli che hanno iniziato già nei primi anni 70.  

@naim si, magari uno dei motivi poteva essere questo...anche diffusori di base duri...loffi...mi ricordo primi anni '80 il mio primo diffusore, delle RCF due vie con woofer da 10" in SP...duro come il marmo, una tristezza!!

  • Melius 1

Si continua a parlare di impianti ma è il nostro apparato uditivo che non ce la fa a volumi bassi...

Per quanto riguarda l'artista,la stragrande maggioranza se ne frega della qualità finale, vogliono che il loro prodotto sia fruibile nella maggioranza dei device,da qui la famosa compressione...

Si sente spesso dire che vinile e digitale dello stesso disco sono differenti.

  • Melius 1

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