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Melius Club

Alle persone che si sono perse


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Inviato

U ciriveddu è un filu i capiddu.

  • Melius 1
Inviato

Ognuno ha un proprio confine da non superare,chi ha avuto una infanzia difficile è più forte,abituato e determinato nel superare le difficoltà,ma oltre un certo punto siamo tutti vulnerabili.

 

Inviato
1 ora fa, briandinazareth ha scritto:

C'è anche da dire che le persone dotate di grande intelligenza e creatività hanno una probabilità di avere problemi mentali e dipendenze molto più elevata.

"Quando a un acuto dolore segue una più acuta fantasia.".

  • Melius 1
Inviato

Un thread più reale di molti. Non aggiungo nulla. Vi ho letti con piacere e forse un po' di dolore. 

Inviato
7 minuti fa, Savgal ha scritto:

L'individualismo dei nostri tempi, che in tanti è diventato ottuso narcisismo, il dissolversi del senso di appartenenza ad una comunità, una struttura della società che presenta molti tratti irrazionali, fa sì che per non pochi basti un episodio affinché l'equilibrio instabile e precario venga meno e si precipiti nell'abisso della irrazionalità.

Trovo che tu abbia colto nel segno.

Si avvia a diventare la patologia dei tempi moderni,  ed e'  cosa da non sottovalutare.

briandinazareth
Inviato

La razionalità non solo è un leggero mantello, ma agisce a posteriori e con una forza infinitamente minore di quelle che sono le parti inconsce del nostro essere.

 

Quella che fu l'intuizione di Freud e altri prima e dopo di lui, la parte cosciente come una piccolissima punta dell'iceberg, oggi sappiamo essere la realtà. E sappiamo anche che siamo molto meno padroni di noi stessi di quanto pensiamo (probabilmente non lo siamo affatto, con la coscienza che costruisce semplicemente una narrazione che si sforza di essere coerente a posteriori, tutti gli studi più recenti portano a questa conclusione difficilissima da accettare)

 

È la terza grande rivoluzione che ci sposta dal centro delle cose, dopo l'eliocentrismo e l'evoluzione. 

 

Per questo non mi sento di giudicare chi non riesce o viene sopraffatto.

 

 

 

  • Melius 2
Inviato
42 minuti fa, Savgal ha scritto:

il dissolversi del senso di appartenenza ad una comunità

Il dilagare della cultura "melting pot" certo non aiuta

Inviato

 

"Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
"

[Cit.]

  • Melius 1
  • Thanks 1
Inviato

@Revenant

Il dissolversi del senso di appartenenza alla comunità fu oggetto di studio già nell'Ottocento con F. Tonnies e E. Durkheim, per citarne i due sociologi più noti.

extermination
Inviato

La depressione è un malattia e come tale va curata. Essa stessa può essere conseguenza diretta di altre malattie che colpiscono il fisico e non la sfera psicologica.

Inviato

Non mi azzardo nella ricerca delle motivazioni o nei confronti tra epoche, ci sono esperti che hanno studiato il fenomeno e lo affrontano quotidianamente per lavoro... Per quanto mi riguarda mi limito ad inserire le "discese nel baratro" tra i comportamenti autolesionistici, che hanno alla base sempre forme di depressione... Nella quale si può cadere per mille cause, anche semplicemente fisiche. Poi è chiaro che ci sono eventi che possono innescarla.

 

Credo che sia fisiologico che in ogni società un certo numero di individui per un qualche motivo "non riesca più a reggere il passo". 




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