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i fiumi non fanno politica


cactus_atomo

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4 minuti fa, Paperinik2021 ha scritto:

Oggi hanno detto che da inizio Maggio, sulla Romagna sono caduti 5000 mm di acqua. 5 metri. La normalità è 1000 mm in un anno (non in 15 gg).

Nessuna opera umana, probabilmente, avrebbe potuto scongiurare questo disastro. 

Con questo non giustifico l'inerzia di enti e politici, beninteso.

Guarda che in molti casi le opere hanno tenuto.

Sono appena passato per la zona sud est di Cesena e a parte pochi punti direi che è passata abbastanza liscia lí.

Diverso la zona iper e artigianale di cui ti ho scritto prima, lí stanno finendo sotto adesso che sta scolando la parte superiore a monte.

I campi e i fossi cominciano a respirare in molti punti.

Anche alcuni fiumi stanno migliorando parecchio.

 

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27 minuti fa, BEST-GROOVE ha scritto:

questo significa che le voci erano infondate al punto da accusare un partito ininfluente per scagionare i responsabili delle non manutenzioni?

Io non vedo disegni, piuttosto dare la colpa a verdi e ambientalisti è ormai un luogo comune.

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a rimini, riccione e dintorni considerando l'enorme  quantità d'acqua caduta e le concomitanti condizioni del mare al momento nonostante tutto è andata molto meglio di quanto avrebbe potuto...nelle zone collinari dell'entroterra  invece sta andando peggio, tantissime frane e molte strade si stanno ''spostando''

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2 ore fa, Velvet ha scritto:

si mette in testa che le emergenze in un territorio come il nostro sono spesso prevedibili e pianificabili, quindi non sono più emergenze, oppure andiamo avanti così.

Quindi che faresti? Così  tanto per sapere.

Hai pronto anche il piano di emergenza per quando un asteroide colpirà la terra?

 

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4 minuti fa, senek65 ha scritto:
2 ore fa, Velvet ha scritto:

si mette in testa che le emergenze in un territorio come il nostro sono spesso prevedibili e pianificabili, quindi non sono più emergenze, oppure andiamo avanti così.

Quindi che faresti? Così  tanto per sapere.

senza vis polemica ma la presunzione di poter controllare e gestire i fenomeni ''metereologici estremi'' mi pare uno dei (tanti) mali del nostro tempo...qua nell'entroterra stanno franando colline che al più hanno qualche casa sopra...

come scritto da @martin non sapremo mai cosa sarebbe accaduto in assenza di interventi ''umani'' sulla rete idrogeologica  (giova rammentare che in molte  ''città storiche'' si trovano rappresentati i livelli di alluvioni del passato)

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1 ora fa, vizegraf ha scritto:

Mi meraviglia questo tuo atteggiamento che da veneziano dovrebbe sapere che il Magistrato alle acque poteva mandare ai Piombi chi, senza la sua autorizzazione, piantava un palo in laguna perché "Un palo fa paluo".

Il mio atteggiamento è che le opere vanno fatte, lo stesso magistrato che impediva di pantare il palo in laguna era l'Ente che aveva stabilito di condurre a sfociare fuori laguna Brenta e Piave (e mantenendo a portata zero il vecchio alveo ai fini navigabili)  e le opere le hanno fatte. 

Detto questo non è che in Emilia sia caduta una prevedibile pioggerellina, per intensità ed estensione delle precipitazioni è un evento del quale non vi è memoria certa dove per "certa" si intende dato pluviometrici confrontabili e non impressioni letterarie dei cronisti.  

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1 ora fa, Paperinik2021 ha scritto:

Oggi hanno detto che da inizio Maggio, sulla Romagna sono caduti 5000 mm di acqua. 5 metri. La normalità è 1000 mm in un anno (non in 15 gg).

Diamo le cifre giuste please: giusti i 1000 all'anno, ma quelli caduti negli ulti.i 15gg sono 500, che restano comunque una enormità, e non 5000 che sarebbe stata una quantità apocalittica!

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Massimiliano Pasqui, climatologo e ricercatore del Cnr, parla della situazione soprattutto in Romagna: «Superata in un giorno la media trentennale dell’intero mese di maggio. Due eventi in sequenza rari». «La siccità? I terreni perdono la capacità di assorbire: così si spiana la via agli allagamenti»

 

«Cosa sta succedendo, soprattutto in Romagna? La sintesi è questa: siamo davanti a un evento fotocopia di quanto ha già martoriato queste province un paio di settimane fa, tra il 1 e il 4 maggio. Stesse condizioni meteo, con una circolazione ciclonica, ovvero il maltempo, molto stazionaria, che si muove con lentezza. E che soprattutto è sopraggiunta ribaltando lo scenario di siccità che sull’intero Mediterraneo, al riparo dell’anticiclone delle Azzorre che ha ceduto repentinamente, andava avanti da mesi». Massimiliano Pasqui, climatologo e ricercatore del Cnr, sta monitorando in diretta la valanga d’acqua che si sta riversando tra Ravenna, il Forlivese, il Bolognese e le città nel Nord delle Marche. «Per dare un’idea: negli ultimi due mesi da queste parti è caduta il doppio della pioggia che scende normalmente. Ma il punto grave è che le precipitazioni si sono concentrate in pochi giorni, appunto tra il 1 e il 4 maggio e dalla mezzanotte del 15».

 

I numeri evidenziati dal climatologo, e che riguardano gli abitati in pianura, aiutano a capire meglio: su Cesena, tra le località che più stanno soffrendo, in 18 ore si sono abbattuti 70 millimetri di pioggia a fronte di una media che, nell’intero maggio, negli ultimi trent’anni è stata di 52 millimetri. A Faenza, sommersa due volte in 15 giorni, siamo a 70 millimetri contro una media di 57. A Bologna e Ancona siamo lì: rispettivamente 50 e 40 millimetri contro i passati 66 e 55. Pasqui scuote la testa: «Questa seconda ondata piovosa si è abbattuta sulla Romagna, lambendo parte dell’Emilia e delle Marche, dopo che il territorio era ancora vulnerabile per le conseguenze della prima».

 

I fiumi sono tornati a ingrossarsi quando che «gli alvei erano ancora al limite della capacità di assorbire le precipitazioni, senza contare in altura i danni dei movimenti franosi». Come mostrano anche i tanti video rimbalzati sui social, «solo una parte di quest’acqua sta finendo in falda, il resto tracima, ruscella via» sommergendo campagne e città. Secondo il climatologo, se già il primo uppercut che ha centrato queste province era un «fenomeno estremo da considerare raro» la replica del secondo «è un evento in sequenza ancora più raro: vedremo come poterlo classificare. Ma è indubbio che rimarrà negli annali ciò che sta accadendo in questo maggio, un mese che normalmente è ricco d’acqua ma che ora è caratterizzato da un eccesso di primavera».

 

Sulla conta dei danni inciderà anche la questione siccità che sino ad aprile — pare incredibile ricordarlo ora — era la prima delle emergenze, con il Po e i suoi affluenti boccheggianti per la scarsità delle precipitazioni. «Alluvioni e siccità sono eventi complementari che non si annullano. Per mesi i terreni hanno perso umidità — spiega il ricercatore — ma seccandosi sono rimasti privi della capacità di assorbire l’acqua piovana che, cadendo nelle quantità enormi di queste ore, passa sopra le superfici riarse, spianando la via agli allagamenti». La conclusione è che «siamo su un crinale: da una parte ci voleva l’acqua, però ne è arrivata troppa: quando si va a fare il bilancio, tutto pende largamente dalla parte negativa».

 

Ma ora? «Lo scenario rimarrà pesantemente critico perlomeno sino a mercoledì e non solo in Emilia-Romagna» è la previsione di Mattia Gussoni, esperto di ilMeteo.it. Bisognerà inoltre «prestare attenzione a ciò che accadrà sull’Appennino romagnolo, dove le precipitazioni sono state assai maggiori rispetto alla pianura. La perturbazione viene infatti bloccata dalle alture sulle quali si scarica l’acqua che poi si riversa incontrollata a valle: anche questo spiega gli allagamenti».

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Piena solidarietà a chi sta vivendo momenti terribili in queste ore.


https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-andrea_zhok__la_vera_emergenza__la_salute_idrogeologica_del_nostro_territorio/39602_49681/

Andrea Zhok - La vera emergenza è la salute idrogeologica del nostro territorio

 

 

Da quando ho memoria, a seconda degli anni o delle stagioni, in questo paese si passa dall'emergenza alluvioni all'emergenza siccità con modiche soluzioni di continuità. 
 

Ora, dico per dire, e se prima di chiamare in causa le sorti climatiche del pianeta ci prendessimo cura della salute idrogeologica del territorio?
 

Perché da sempre i governi fanno spallucce fataliste quando si tratta di una cosa così laica e ordinaria come la preparazione degli invasi e il controllo delle acque, mentre si dimostrano attivissimi, solleciti e soprattutto onniscienti quando si tratta di qualcosa così complesso, multifattoriale ed epocale come il "riscaldamento climatico"?


Com'è che nel primo caso assistiamo ad un'ininterrotta esibizione di impotenza, mentre nella seconda di colpo diventiamo eroi prometeici che raddrizzano la natura e salvano con mirabile pianificazione il cosmo?


In definitiva, non è che per l'ennesima volta, come quei ciarlatani che si fanno passare per stregoni, come un Dulcamara qualunque, state utilizzando le cose più oscure, vaghe e scarsamente ispezionabili per evitare di fare le cose ovvie, chiare, e pubblicamente verificabili?


Qualche maligno potrebbe sospettare che le prime siano tanto più attraenti delle seconde perché permettono di esercitare un potere arbitrario, limitandosi ad accusare i critici di non essere dei "veri credenti ne LASCIENZA", mentre altrimenti bisognerebbe assumere qualche geologo e qualche ingegnere (e, curiosamente, per queste cose volgari la coperta europea è sempre cortissima.)

 

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