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Alta fedeltà e musica dal vivo


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17 minuti fa, maxnalesso ha scritto:

Ma il violino resta sempre un violino

In linea teorica si.

Ma un violino settecentesco non suona come uno moderno: non è un discorso di qualità, ma di tipo di suono. Un poco come gli strumenti antichi: che saranno pure gli originali dell'epoca, ma che, alle volte, suonano , al mio orecchio, non certo meglio di uno moderno.

Un clavicembalo , in un teatro, non suona come se fosse in un ambiente più piccolo ( e forse più consono al suo tipo di suono).

Così come a seconda dell'ambiente in cui sono utilizzati: un teatro "classico", una auditorium, una chiesa...

Alle volte le differenze sono davvero marcate.

Io ricordo sempre con grande emozione il meraviglioso suono delle viole della Mahler Chamber Orchestra diretta da Abbado.

 

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11 ore fa, Umby1 ha scritto:

il fine ultimo di un impianto dovrebbe essere la musica ,riprodotta nel miglior modo possibile per le tasche proprie.

Non secondo i propri gusti,non vorrei ripetermi ma un pianoforte deve suonare come un pianoforte e non come altro.

Sono elementi che darei per scontsti, in un Forum tematico come questo, ovvero i fondamentali devono essere rispettati, ma hai idea di quante tonalità timbrico dinamiche, e sfumature diverse, hanno le incisioni di pianoforte ?? 

Centinaia differenti, a seconda del pianoforte, delle mani dell' esecutore, dei microfoni, della presa eseguita, e dei successivi passaggi fino al master finale . . . 

Io ho in casa almeno un migliaio di lavori in CD con il pianoforte, alcuni incisi in modo egregio, difficile che ci siano 2 proposizioni così sovrapponibili da farmi confondere ciò che sto ascoltando . . . 

Poi rimane che , le preferenze e gli approcci personali, possono far pendere giudizi e critiche più verso una o altra incisione e lavoro, ed anche questo fa parte del nostro hobby, la grande variabilità individuale di chi ascolta e percepisce musica, viceversa ci sarebbero pochi sistemi audio quasi tutti simili . . . !!

saluti , Dario 

  • Melius 2
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15 minuti fa, meridian ha scritto:

viceversa ci sarebbero pochi sistemi audio quasi tutti simili . . . !!

Esattamente  ...  esistono un milione di impianti diversi al mondo e non ce n’è uno che suona uguale all’altro, come, d’altronde, non ci sono due orecchie uguali. Ma, anche la musica dal vivo non è una e sola, come non lo è l’alta fedeltà. Questa, può essere solo una verosimiglianza di una delle tante variabili della prima.  

 

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Il 29/4/2021 at 21:45, emiliopablo ha scritto:

Bravo Diego.

Andiamo sul pratico. Vi faccio questa domanda: 

supponiamo di avere a disposizione degli ottimi componenti e un ambiente idoneo per allestire l'impianto. 

A chi vi affidereste per il set up? a un navigato appassionato o a un maestro d'orchestra? 

Naturalmente serve una conoscenza specifica, quasi un'arte, per assemblare buoni impianti: ma questo è nulla se non è guidato in primis da un'ottima sensibilità nei confronti della musica dal vivo.

Quindi io vorrei l'appassionato navigato, con un abbonamento a qualche Conservatorio e una passione per la musica.

Chiedo troppo? 😊

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La musica è libertà allo stato puro. Sono onde che fanno vibrare l'aria, emesse da infiniti strumenti deversi, ognuno con il proprio suono,  in una infinità di ambienti, e ascoltate da una infinità di orecchie. E noi cerchiamo di rinchiuderla in 4 parametri per poter dire che i nostri impianti sono più fedeli di altri. Se la musica potesse parlare, ci direbbe di farci meno pippe, e di mollare la velleità di credere di sapere come deve suonare. Lei suonerà sempre diversa, sempre libera, sempre come vuole, con buona pace di noi poveri utopisti.

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Membro_0023

@Ggr La tua è un'immagine romantica molto bella, ma sulla quale non concordo. La musica è studio, sudore e sangue. La musica è scritta, e persino misurata da un metronomo, analogico o digitale che sia. La musica è schemi, note, armonie. È Conservatorio. È strumenti accordati su frequenze esatte, è divisione dei tempi. La musica è composta da uomini, gli strumenti musicali sono prodotti da uomini e suonati da uomini. Che quindi sanno come deve suonare la musica. Se io suono il violino, sono io a decidere i suoni che devo estrarne, non decide lui da solo. 

  • Melius 1
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1 ora fa, Paperinik2021 ha scritto:

Se io suono il violino, sono io a decidere i suoni che devo estrarne, non decide lui da solo

Concordo!  E sugli impianti HiFi non cambia molto: l'impianto produce un certo suono perchè "io" decido che deve suonare così,  per cui per renderlo verosimile (Alta Fedeltà a cosa?  al suono reale,  ovviamente! ) devo avere esperienza del suono vero.

Diciamo che,  sintetizzando, può esistere un musicista o appassionato di Musica senza conoscenza di impianti HiFi,  ma non può esistere un "esperto" di impianti HiFi senza una passione o conoscenza della Musica vera.

Questo aforisma dovrebbe chiudere la questione ... 😇

  • Melius 1
  • Thanks 1
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Ma veramente servono queste discussioni? Io pensavo di no. Pensavo che ormai si fosse capito che l'impianto è un lontano riproduttore dell'evento reale.

Un po' come un TV, per grande che sia finisce per sgranare.

Ma sul serio un impianto deve fare capire che strumento o strumenti stanno suonando?

No dai! Non ci credo! Ancora con questa cretinata!

Io li distinguo anche da una radio Tivoli o da dispositivo Alexa.

Al TV ho collegato all'uscita audio delle casse da computer della Creative, pensate che se vado su un canale di musica classica non senta gli strumenti, anche il timpano si sente che è un timpano.

Ieri era ospite su Rai Tre Augias di quello che era il suo programma e parlando della sua presenza alla riapertura dei concerti ha detto più o meno che era sorpreso di come si sentiva dal vivo dopo tanto ascolto tramite impianto eh che mai da nessun impianto può sentirsi come dal vivo.

Io sono perfettamente d'accordo.

Per sentire meglio e più forte che con i dispositivi che ho nominato basta poco.

Più estensione verso gli estremi li ottengo con diffusori che lo possono fare, intanto dovrebbero essere flat almeno fino ad certo volume da 20 a 20.000 Ha.

Ma ci sono pochissimi diffusori che sono in grado di farlo.

La stragrande maggioranza di noi si illude di sentire come dal vivo.

Ma si sa l'audiophilo si sa che è il più grande degli illusi.

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8 minuti fa, terlino ha scritto:

Ma veramente servono queste discussioni? Io pensavo di no. Pensavo che ormai si fosse capito che l'impianto è un lontano riproduttore dell'evento reale.

 A me pare chiaro che l'impianto riproduce e credo a tutti qui -

La discussione per me verte su altro: c'è un riferimento - c'è anche solo teorico, un traguardo da raggiungere? Per me sì e il traguardo è l'idea che ognuno di noi ha dell'evento reale e quello (per una certa data ora e ambiente) è una costante - è uguale per tutti - mi spiego: andiamo tutti alla Scala ad ascoltare l'Aida. quell'evento - quel suono è una costante - è una serie di parametri fissi (e qui concordo che posizionandosi differentemente all'interno della sala, il suono cambia leggermente). Ognuno di noi la ascolta , la digerisce e crea un ricordo del suono - una memoria; questo ricordo è individuale , è personale - poi tornati a casa  cerchiamo di riprodurre non l'evento reale (impossibile ma Lapalisse è sempre lì che si gira) ma il ricordo che abbiamo.

 

Ciò non toglie che un riferimento da dove è partito tutto c'è eccome. Poi vi sono i percorsi musicali di ognuno di noi:

 

- chi ascolta molto forte perché è abituato così e trova piacere a mettere musica a cannone 

 - chi magari non cerca la forza e la potenza ma piuttosto l'accuratezza  etc...

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In merito all'opera: chi cerca nell'opera le sonorità di un orchestra sinfonica per me commette un errore concettuale:

l'opera è un insieme di teatro + musica orchestrale + il canto. 

 

Quindi abbiamo un palcoscenico , abbiamo i cantanti che vi si muovono e cantano - i cantanti bisogna sentirli: sono potentissimi ma non sono degli x-men: gioco forza l'orchestra che ha un ruolo spesso quasi secondario , non deve avere un suono dominante: bisogna sentire i cantanti, le arie etc... mi pare ovvio. Wagner se non ricordo male si occupò molto di questo equilibrio e soprattutto della sincronia tra questi elementi - cantanti e orchestra devono vedere e coordinarsi sugli stessi attacchi. Fece inoltre (ahimè non ci sono mai stato) una buca con una conformazione particolare anche per " deviare " il suono verso il pubblico. Spesso nell'opera di Wagner vi sono  lunghissimi e sofferti canti di singoli o coppie in atteggiamenti meditativi - bisogna sentirli bene. 

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@terlino

Generalizzi troppo.

Io ad esempio sono drammaticamente consapevole della distanza che separa qualunque impianto, e il mio in particolare, dalla realtà.

Ho già detto innumerevoli volte in questo Forum che quando solo sento gli strumentisti accordare i loro strumenti prima del concerto, mi viene voglia di buttare il mio amato impianto dalla finestra, tanta è la differenza 😁.

Proprio per questo, però, vivo la mia passione per l'hi-fi con moderazione e senso del relativo, invece di impazzire alla rincorsa di qualcosa di inattingibile.

Ciò detto, pur nella consapevolezza di quella che sarà una "riproduzione in scala", la mia guida è la verosimiglianza col reale, che quindi devo conoscere e tipizzare dentro di me, per avere un benchmark.

  • Melius 1
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Concordo con chi sostiene che se uno non ha mai sentito suonare un Oboe, non sa come suona un Oboe ... ma, non ci illudiamo troppo e non ci sopravvalutiamo troppo. Quello che ascoltiamo nei nostri impianti, è una verosimiglianza del suono reale, deciso dall’etichetta, dal tecnico dei microfoni, dall’ingegnere del suono, ecc. Se aggiungiamo che la stessa musica può essere suonata da musicisti diversi, in sale diverse, con strumenti musicali diversi ... e che viene riversata su supporti diversi e in modi diversi, con strumenti diversi ... e infine l’ascoltiamo in impianti diversi, in ambiente diversi con orecchie diverse e in stati d’animo diversi ... A me sembra che qui si confonda il musicista con l’audiofilo. L’essere il primo, non determina automaticamente l’essere anche un esperto secondo ... ed essere un audiofilo, non vi fa un musicista. 

Sono due mondi paralleli, il musicista vive della musica reale, l’audiofilo della musica riprodotta. Sempre musica è, ma di diversa matrice. 

E chi è musicista tra noi, dovrebbe sapere questa cosa ... che musica dal vivo e alta fedeltà, hanno in comune solo la musica, ma sono cose diverse. 

L’essere andato a tanti concerti, non mi fa un audiofilo migliore, ma solo uno che sa come suona un oboe, il che, è già una gran cosa. 😉

  • Melius 1
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@iBan69

Però è vero che esiste una categoria di audiofili autoreferenziali, che praticano poco o nulla le sale da concerto (senza essere necessariamente musicisti), che più che i suoni reali inseguono, nei loro progetti il suono di altri impianti.

  • Melius 1
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