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Israele, 7 ottobre, cronaca di un attacco terroristico


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briandinazareth

@senek65

 

o la pensi esattamente come loro oppure sei amico dei terroristi e giustifichi hamas. 

funziona così la mentalità di certe persone, buoni e cattivi senza appello, chi esce da questo diviene un fiancheggiatore dei tagliagole e se avessero più potere cercherebbero pure di non farti esprimere l'opinione.

  • Melius 1
39 minuti fa, senek65 ha scritto:

Perché nessuno giustifica niente,  come invece tu vai da giorni vaneggiando.

Ma non credo ti interessi più di tanto.

Ascolta un atto come quello di Hamas si condanna senza se e senza ma, non si cercano né spiegazione e neppure giustificazioni, se lo si fa si concedono attenuanti ad un massacro, ripeto niente può spiegarlo o giustificarlo.

Quello che sta accadendo è che molti, è accaduto anche con il Segretario dell’Onu Gutteres ieri: “L’attacco di Hamas non viene dal nulla, è frutto dell’occupazione”, un esempio.

39 minuti fa, senek65 ha scritto:

Io lo so. Tu non so.

Tranquillo, lo so benissimo anch’io.

34 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

o la pensi esattamente come loro oppure sei amico dei terroristi e giustifichi hamas. 

funziona così la mentalità di certe persone, buoni e cattivi senza appello, chi esce da questo diviene un fiancheggiatore dei tagliagole e se avessero più potere cercherebbero pure di non farti esprimere l'opinione.

Non se la pensi come noi, ma se giustifichi e cerchi di spiegare l’orrore, l’orrore non ha spiegazione, anche Hitler ha motivato la persecuzione degli ebrei e qualcuno probabilmente lo ha fatto anche con i campi di sterminio, ma nessuno sano di mente proverebbe a giustificare o spiegare l’orrore dell’Olocausto con le argomentazioni dei nazisti, ecco non spieghiamo l’orrore di Hamas con le giustificazioni di Hamas che è un gruppo terroristico che non ha alcuna legittimazione di sorta.

Adesso è chiaro o ritorniamo sull’analfabetismo funzionale dell’altro thread? 

briandinazareth
1 minuto fa, maurodg65 ha scritto:

giustifichi e cerchi di spiegare l’orrore, l’orrore non ha spiegazione,

 

Nessuno giustifica nulla ed è stupido che continui a ripeterlo come un pappagallo.

 

I fenomeni umani hanno spiegazioni e se non ne capisci l'origine è molto più complicato risolverli.

 

È chiaro che quelle forme di  terrorismo possono attecchire dove ci sono le condizioni, una situazione come quella palestinese con un popolo che da tantissimo tempo vive in condizioni terribili e di totale ingiustizia è perfetta. se poi aggiungiamo che Israele ha aiutato Hamas per tantissimo tempo, il tuo manicheismo si mostra per quello che è: una cosa sciocca.

 

 

  • Melius 2
15 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

ed è stupido che continui a ripeterlo come un pappagallo.

 

praticamente, senza se e senza ma,  è arrivato al "copia-incolla" di se stesso madesimo (SO) . . . una delusione !!!

10 minuti fa : "un atto come quello di Hamas si condanna senza se e senza ma, non si cercano né spiegazione e neppure giustificazioni, niente può spiegarlo o giustificarlo.

275 minuiti fa : "quando compiuto da Hamas non ha giustificazioni in nulla e nulla la spiega, è terrorismo becero e criminale da cui si devono prendere le distanze senza se e senza ma."

tra 189 minuti ci donerà una terza versione (un accento spostato) del proprio "copia-incolla" non senza tralasciare un bel "senza se e senza ma"

  • Haha 1
26 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Ascolta un atto come quello di Hamas si condanna senza se e senza ma, non si cercano né spiegazione e neppure giustificazioni, se lo si fa si concedono attenuanti ad un massacro, ripeto niente può spiegarlo o giustificarlo.

Quello che sta accadendo è che molti, è accaduto anche con il Segretario dell’Onu Gutteres ieri: “L’attacco di Hamas non viene dal nulla, è frutto dell’occupazione”, un esempio.

Questo modo di pensare, decisamente ottuso, è ciò che ha generato un conflitto che va avanti da 60 anni e che ha causato un'infinita scia di sangue e di morti.

E' "l'occhio per occhio", la legge del taglione: è una faida in stile mafioso che può tranquillamente proseguire per altri cento anni.

Il segretario  dell'ONU non ha fatto altro che dire un'ovvietà. Non ha giustificato nulla, ma semplicemente ha preso atto della storia.

O ci hanno sempre raccontato balle e Israele è sempre in quei territori che gli sono stati assegnati nel 1948 oppure, se le cose stanno diversamente, come pare dicano le cartine geografiche, il segretario ONU non fa altro che leggere un libro di storia.

Io ti inviterei caldamente a fare i bagagli e partire alla volta di Telaviv per imbracciare le armi e sostenere sul serio la causa, non solo a parole.

26 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

I fenomeni umani hanno spiegazioni e se non ne capisci l'origine è molto più complicato risolverli.

 

È chiaro che quelle forme di  terrorismo possono attecchire dove ci sono le condizioni, una situazione come quella palestinese con un popolo che da tantissimo tempo vive in condizioni terribili e di totale ingiustizia è perfetta. se poi aggiungiamo che Israele ha aiutato Hamas per tantissimo tempo, il tuo manicheismo si mostra per quello che è: una cosa sciocca.

Ecco appunto ciò che scrivevo, CVD.

13 minuti fa, aldofranci ha scritto:

du palle

A chi lo dici, concetti semplici semplici che non passano.

 

10 minuti fa, artepaint ha scritto:

ci donerà una terza versione (un accento spostato) del proprio "copia-incolla" non senza tralasciare un bel "senza se e senza ma"

Per il resto fattene una ragione, che ti piaccia o meno, vale quanto detto ai post 5678, 5694, 6121, 6125 comma ter, senza se e senza ma. 

Chi non metterebbe una firma su siffatta formulazione?

18 minuti fa, senek65 ha scritto:

Io ti inviterei caldamente a fare i bagagli e partire alla volta di Telaviv per imbracciare le armi

non può, ci siamo arruolati insieme, armi e bagagli, nel battaglione azof e siamo in partenza

le armi sono in arrivo, ma il bagaglio è pronto

lui con la mitragliatrice, bravissimo a sparare a raffica

io addetto ai missili di precisione a lungo raggio

5 minuti fa, maurodg65 ha scritto:
20 minuti fa, aldofranci ha scritto:

du palle

A chi lo dici, concetti semplici semplici che non passano.

I concetti già sono quello che sono, tu sei oltremodo scarso a farli passare.

E siamo ancora qua.

1 minuto fa, senek65 ha scritto:

Questo modo di pensare, decisamente ottuso, è ciò che ha generato un conflitto che va avanti da 60 anni e che ha causato un'infinita scia di sangue e di morti.

Il terrorismo degli anni di piombo non è stato combattuto spiegando e giustificano le lotte di classe o qualsivoglia altra minchiata politica, ha visto il paese e le istituzioni unite condannare la violenza dei terroristi senza offrire giustificazione alcuna all’uso della forza e delle armi, lo stesso PCI nel momento stesso in cui le BR passarono alla lotta armata dalla semplice proposta politica, per quanto estrema, cessò qualsiasi tipo di rapporto con quelli che erano ormai divenuti dei criminali da combattere.

 

5 minuti fa, aldofranci ha scritto:

I concetti già sono quello che sono, tu sei oltremodo scarso a farli passare.

E siamo ancora qua.

Oppure voi siete oltremodo “duri” nel recepirli per quanto semplici essi siano, punti di vista.

https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/10/25/news/l-autodifesa-di-israele-stretta-nel-cappio-degli-umanitaristi-5827172/
 

Smascherare le Nazioni Unite contro Israele

Jewish Lives Do Not Matter è lo slogan di chi vuole che Israele resti passivo dopo il pogrom

 

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Non so se Israele debba entrare a Gaza per difendersi da quelli che sono andai a sgozzare gli ebrei di confine in quanto ebrei, e se ne sono portati nei cunicoli, inneggiando al loro Dio, proclamando la librazione della terra dal Giordano al mare, un campione di un paio di centinaia, dai neonati alle quasi centenarie. Non so quasi niente e sono come tanti, ma non poi moltissimi, un’anima in pena. Ma devo constatare che a quasi tre settimane dal pogrom del 7 ottobre, l’eccidio più efferato dai tempi di Auschwitz e Treblinka, le cose si sono messe come segue. Israele colpisce dal cielo la Striscia di Gaza e usa gli approvvigionamenti di acqua, merci, carburanti e energia elettrica per imporre ai predoni il rilascio degli ostaggi. Una inaudita sofferenza si propaga in un’area densamente popolata di palestinesi, controllata e governata dai ceffi di Hamas da quattordici anni. Pesa la minaccia di trecentocinquantamila riservisti in armi alla frontiera. A Gerusalemme arrivano dichiarazioni di solidarietà dei governi occidentali in visita. Per il resto, ecco qui. Il quadro diplomatico-militare è fosco. Ribolle un secondo fronte al nord, con l’Iran che mena la danza. L’Iran dovrebbe essere sul banco degli accusati, isolato e in pericolo, perché Hamas e Hezbollah sono anche sue creature, invece è il soggetto di una coalizione internazionale della destabilizzazione del mondo che va dalla Cina alla Russia alla Corea del Nord. Avanguardie del dissenso contro i mullah manifestano per Israele o contro il terrorismo nelle città iraniane dove si fanno a pezzi libertà vita e capelli delle donne, mentre in quelle occidentali, e specie nelle Università americane dove si forma la classe dirigente di domani, va in scena la solidarietà anticoloniale con i palestinesi e in molti casi si manifesta una forte esplosiva terrificante ripresa dell’odio antiebraico e antisemita classico, al grido di morte agli ebrei. Jewish Lives Do Not Matter.

Echi tremendi della tragedia si fanno sentire nella Cisgiordania. I paesi arabi non riescono a formalizzare alcuna decisione di mediazione credibile, e nemmeno a condannare le imprese terroristiche di Hamas, che fanno impallidire l’epoca beata dei dirottamenti aerei e degli agguati agli atleti olimpici. L’Onu è dalla parte di chi soffre a Gaza, Guterres è compassionevole verso le povere vittime che hanno fatto il pogrom, e agisce per gli aiuti umanitari, quanto agli ostaggi si rimette al buon cuore di chi li ha rapiti e li detiene, rilasciando dal suo rubinetto secco, secondo convenienza, un paio di doppie nazionalità qui, un paio di mezzi morti e torturati lì, e facendo trapelare nuove generosità in cambio del fermo all’invasione di terra e della sospensione dei bombardamenti. Il pallino sembra a tratti nelle mani di quegli stessi che il 7 ottobre hanno realizzato il pogrom e deliberatamente provocato una reazione che arranca. I media sono tutti lì, con l’Onu e le Ong, a tifare per i derelitti, immemori di altre derelizioni e incuranti del significato per i capi dei derelitti della Striscia di passarla liscia. Si inneggia con toni risorgimentali all’idea dei due stati, come se da questo carnaio potesse essere ora finalmente legittimato quello stato palestinese che è la soluzione razionale che il capo del governo di Israele, l’unico a non aver fatto una guerra con i vicini, non vuole per la sua estrema, inciprignita, corrotta cattiveria. Di questo passo sarà il 7 ottobre la data di inaugurazione della casa sospirata dal valoroso popolo palestinese. 

Gli americani di Joe Biden inviano due portaerei e un generale esperto in guerre urbane, lo stesso che in molti mesi ha riconquistato Mosul con l’aiuto determinante dei Curdi, al prezzo necessario ma sottaciuto di diecimila morti civili, drammatico complemento delle guerre casa per casa. Puntellano il diritto all’esistenza di Israele, e con generosa dedizione, ma consigliano prudenza, cercano di inserire bene il Qatar, altro padrino di Hamas, nella trattativa per gli ostaggi che i predoni gestiscono a loro modo. I debordamenti-stampa del New York Times ci informano sui dettagli traumatici della possibile catastrofe di una guerra tra le macerie e i cunicoli, senza risparmio di dettagli sul pericolo di perderla. E comunque affermando una verità ormai considerata indiscutibile da commentatori e analisti benintenzionati: non si può sradicare nella guerra asimmetrica un nemico intrattabile e elusivo come Hamas, punto. Passare ad altro, e aspettare. I riservisti che si esercitano e aspettano, in questo quadro, rappresentano non solo il riflesso di autodifesa democratica e patriottica di una nazione aggredita, circondata, odiata di un odio etno-razziale senza speranza, no, sono anche il corpo economico e sociale di un paese paralizzato. E alle loro spalle, si suggerisce con resoconti sempre più fitti, c’è uno scontro nel governo di Gerusalemme e tra il governo e lo stato maggiore.

A poco meno di tre settimane tutto è cambiato. Ma non a vantaggio della giustizia e dell’autodifesa degli aggrediti, degli straziati. Una rete che si chiama umanitarismo, Realpolitik, visione storica lungimirante, diplomazia o come altro volete chiamarla, tende a stringersi come un cappio sulla testa sconvolta di un paese descritto in preda all’ira incontrollata, che bisogna portare per mano alla strategia dell’attesa e del futuro negoziato, mentre chi ha perpetrato il pogrom comincia a muovere i suoi fili tra le marionette. Non si reggono troppi fronti, e quello di Israele sta diventando una scomoda verità, un intruso nello scorrere from behind delle cose, come ha ribadito il nichilista elegante Barack Obama. Non so, lo dico sul serio, che cosa deve fare Israele adesso, ma so che l’andazzo intorno al suo martirio non è quello giusto.

DI GIULIANO FERRARA

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