Gabrilupo Inviato 23 Ottobre 2023 Condividi Inviato 23 Ottobre 2023 4 ore fa, Memé ha scritto: Inizialmente ero anche seccata del fatto che Dudamel avesse sostituito Metha https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/10/23/la-fake-news-sulla-morte-del-maestro-zubin-mehta-hello-im-still-alive/7332071/ Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-995702 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Aless Inviato 24 Ottobre 2023 Condividi Inviato 24 Ottobre 2023 12 ore fa, mozarteum ha scritto: Devo dire che a Berlino ho sempre mangiato bene 1 Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-995883 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Rimini Inviato 24 Ottobre 2023 Condividi Inviato 24 Ottobre 2023 12 ore fa, mozarteum ha scritto: Pasternak o la Bocca di Bacco Mo' me li segno. Grazie! Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-995924 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Max440 Inviato 24 Ottobre 2023 Condividi Inviato 24 Ottobre 2023 Ah... la quinta di Mahler... riaffiora sempre nel corso della vita ... Per la mia "anima", è un po' come la quinta di Shostakovich ... E via, verso altri mondi ... 1 Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-996158 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. Memé Inviato 24 Ottobre 2023 Autore Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 24 Ottobre 2023 19 Ottobre 2023, ore 20:00 Berliner Philharmoniker, Gustav Dudamel, Sinfonia n.5 di Gustav Mahler, Berlin Philharmonie. L'esperienza dei contrasti. Per la prima volta dal vivo mi ritrovo davanti i drappi svettanti della tenda dorata di Sharoun; quel bagliore prezioso e caldo contrasta con il freddo/gelo pungente della serata che mi fa salire le spalle intorno al collo e desiderare di essere dentro, nel tepore, al più presto. Sbagliamo ingresso, ci ritroviamo sparuti in quello secondario, che pur sembra il principale, in ragione della scritta "PHILHARMONIE" che brilla nella notte. Quel mal orientarsi porta i suoi frutti: vediamo uscire i musicisti che di li a poco avremmo potuto apprezzare in sala. Stephan Dohr, il primo corno, Joaquin Garcia, viola, alcuni volti conosciuti ma senza nome. Scoprire che "sono persone normali", agganciano qualcosa alla bici, parlottano col compagno, tranquilli, persone come me, che incontri per strada, pensarle ancora più eccezionali per questo. Raggiungiamo dunque l'ingresso giusto, girando intorno il perimetro della Philharmonie: nel tragitto noto minimali "pouf" di pietra di forma pentagonale a delimitare e tracciare i percorsi. All'inizio non ci facevo caso: questo pentagono simbolo che sempre ricorre...Ma perché? Cos'è? Questa geometria moltiplicata anche nelle grafiche della Digital e in ogni dove berlinerese. Lo capirò dopo. L'ingresso principale è come l'imbocco della caverna di Alì Babà: un piccolo squarcio che nasconde immense cavità piene di bellezze. Riconosco ogni anfratto visto nelle riprese della digital ma dal vero tutto ha una dimensione più intima. Si percepisce lo stile datato, anni 60, ma se ne apprezza l'incredibile modernità forse proprio per questo. Pentagoni ricorrenti, cura estrema dei dettagli, corrimani, vetrate inclinate, scale, banconi. Nulla di quello che è presente in questo spazio è preso da catalogo, tutto è stato pensato, progettato, studiato, realizzato su disegno, voluto, scelto, nato per essere li e solo li. I berlinesi, negli outfit molto più sobri dei viennesi o dei salisburghesi, hanno questa incantevole predisposizione alla quiete e al silenzio. La hall si riempie inesorabilmente eppure non c'è chiasso, non c'è stortura, siamo noi italiani ad eccedere coi decibel. Sono di fronte ad un pubblico di intellettuali poco attenti all'apparire, ma comunque eleganti nel loro minimalismo. Suona il dong, la campana dal timbro inconfondibile che mille volte aveva risuonato dal mio iPad per ogni live sulla Digital in arrivo. E' bello che le campane coprano kilometri e kilometri di distanza, è bello che quella campana l'abbia potuta sentire nell'istante del suo rintocco. Entriamo nella Sala da Concerto. Il nostro posto è dietro l'orchestra, frontali al podio di Dudamel. E finalmente lo vedo, il pentagono. Il palcoscenico ne ricalca la forma, e tutto il resto della sala lo accerchia duplicandosi anch'essa pentagonalmente. Noto che le distanze sono straordinariamente colmate in ogni punto dello spazio e non c'è un posto che sia veramente lontano o veramente sacrificato. Scoprirò altre verità durante il concerto: l'acustica assolutamente perfetta della sala, che perfino ad orchestra rovesciata ha reso il mio ascolto eccezionale sotto ogni punto di vista e infine una figura mitologica di cui non credevo ci fosse l'esistenza: la seduta comoda. Ah, quindi, è concesso al povero devoto ascoltatore di star seduto comodo in adorazione di Mahler o chicchessia! Ma poi entra Dudamel...Cala il silenzio assoluto (piccola digressione: fu nel silenzio assoluto che Vikingur Olafsson pochi giorni prima aveva performato le sue Goldberg nonostante dietro di me sei tedeschi felpati portassero via mani e piedi uno spettatore che aveva perso improvvisamente conoscenza). Si inizia con la Fanfara di Brachel. Pochi minuti in cui corni, trombe e tromboni sparsi per la sala, perfettamente udibili e toccanti hanno preparato il terreno per ciò che mi avrebbe aspettata dopo. Dopo la rapida prima di un brano contemporaneo, inizia la Quinta di Mahler. Gustav condivide il nome e non solo, con quest'ultimo. In qualche modo forse lo deve sentire particolarmente scorrere nelle sue vene. L'ho visto ondeggiare, l'ho visto sobbalzare, l'ho visto oscillare sinuosamente dai piedi fino ai capelli come una lamina di alluminio nel seguire esattamente un fraseggio musicale; tutto a memoria, senza partitura, mai un calo di concentrazione o di energia. Più lento ritmicamente in alcuni movimenti rispetto a quanto fossi abituata ad ascoltare, più veloce in altri passaggi laddove mi aspettavo il contrario. Sempre sorridente ed estasiato nel padroneggiare un suono perfetto: per scrupolo sabato ho riascoltato la terza rappresentazione live sulla Digital e non ho avuto la stessa impressione, alcune sbafature già inizialmente alla tromba, alcune imperfezioni orchestrali...Niente di tutto questo era giovedi sera. L'adagietto che sempre avevo assimilato come il lamento malinconico di un cuore spezzato li mi è sembrato il fremito incerto ed emozionato di un cuore che si sta innamorando, tutto l'opposto di quanto avessi mai percepito da Mahler. La marcia funebre, il solo del corno, ogni frase, ogni insieme musicale è risuonato e riverberato nell'aria come se fosse appartenuto all'aria stessa. Collocata dietro le percussioni, ho potuto notare il difficile compito dei piatti e quella rincorsa temporale millimetrica necessaria per battere a tempo; e il gran da fare dei timpani, l'orecchio sempre teso alla membrana per regolarne l'intonazione dopo ogni colpo; 75 minuti volati nella metà del tempo percepito, nell'assoluta contemplazione generale. Sull'onda di un entusiasmo bambino ho saccheggiato lo shop per avere un pezzettino di quel pentagono della felicità. Blomstedt mi aveva commosso fino alle lacrime, lui o forse Bruckner o entrambi insieme, vai a sapere. A Berlino non ho pianto perché Dudamel ha troppo vigore e verve per circuire poeticamente i punti deboli dell'animo; a Berlino ho partecipato della perfezione. A Salisburgo Harding con i Wiener, un suono totalmente diverso, mi hanno resa partecipe della grandezza musicale. Berlino e Dudamel, qualcosa di ancora diverso, di loro posso dire questo: Berlino, i Berliner, la Philharmonie, sono un sodalizio inscindibile, un tutt'uno, un'icona inscalfibile nella quale di volta in volta si incastona il direttore di turno (o Kirillino) per potenziarne, come fosse un amuleto, l'impressionante magia. 6 4 Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-996453 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Memé Inviato 24 Ottobre 2023 Autore Condividi Inviato 24 Ottobre 2023 ps. non avrei mai potuto e nemmeno sperato di poter raggiungere presto, per come è la mia vita attualmente, un traguardo del genere senza il contributo generoso e prezioso di un "Maestro"che mi ha guidato pazientemente e premurosamente attraverso sogni (Berliner) e paure (il volo). In poco più di 12 mesi ho conosciuto Vienna, Salisburgo e Berlino sotto l'ala protettiva e saggia di un musicista appassionato, capace e veramente innamorato della musica. Permettetemi di omaggiarlo qui, dove ci legge con discrezione, per mostrargli la mia immensa gratitudine per ogni cosa, anche la più piccola, che ho potuto scoprire e conoscere grazie a lui e insieme a lui. Mille grazie @emdr 1 Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-996524 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
garmax1 Inviato 25 Ottobre 2023 Condividi Inviato 25 Ottobre 2023 La reazione data a questo post poco sopra è incomprensibile. (?) Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-996735 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
giorgiovinyl Inviato 25 Ottobre 2023 Condividi Inviato 25 Ottobre 2023 Il 23/10/2023 at 20:25, mozarteum ha scritto: A Roma ricordo che doveva dirigerla Abbado con i giovani venezuelani. Lui si limito’ alla prima parte del concerto. Nella seconda con pubblico visibilmente deluso fece salire sul podio il giovanissimo Dudamel. La stessa cosa successe al Teatro Massimo di Palermo. All'inizio un po' di delusione alla fine bellissimo concerto... 1 Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-996775 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
mozarteum Inviato 25 Ottobre 2023 Condividi Inviato 25 Ottobre 2023 Aggiungo che il valore aggiunto di un’orchestra e’ dato dal luogo abituale in cui suona. In tournee’ difficilmente si raggiunge la stessa intensita’. Questione di bilanciamento di suono in sale diverse, di un po’ di routine inevitabile (nelle tournee’ il medesimo programma e’ ripetuto tante volte). Gli stessi Berliner come suonano alla Philarmonie non suonano altrove. I Wiener stessa cosa: Konzerthaus, Musikverein o Festspielhaus. Peraltro i Wiener sono piu’ umorali quando la bacchetta e’ top non hanno rivali altrimenti come il grande Omero ogni tanto dormicchiano pur mantenendo uno standard generale molto alto. 2 Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-996783 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Memé Inviato 25 Ottobre 2023 Autore Condividi Inviato 25 Ottobre 2023 @mozarteum esatto! è stato l’insieme BBP (Berlino Berliner Philharmonie) ad avere un impatto tanto incredibile. Con noi c’erano musicisti che li avevano già ascoltati ma in trasferta e hanno confermato che in “casa” l’impatto è stato molto più forte. 1 Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-996826 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
giorgiovinyl Inviato 25 Ottobre 2023 Condividi Inviato 25 Ottobre 2023 Sono stato sia a Vienna che a Berlino (con tanto di concerto alla Philharmonie) due città bellissime per niente grigie. Berlino più moderna Vienna fascinosa. Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-997452 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Max440 Inviato 25 Ottobre 2023 Condividi Inviato 25 Ottobre 2023 Io non sono mai stato né a Vienna né a Berlino... al massimo a Rimini e Riccione, pazienza ... Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-997463 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Rimini Inviato 25 Ottobre 2023 Condividi Inviato 25 Ottobre 2023 24 minuti fa, Max440 ha scritto: al massimo a Rimini e Riccione, pazienza ... Dove, nel ricostruito Teatro Galli, si tengono spettacoli e concerti niente male. Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-997480 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Memé Inviato 25 Ottobre 2023 Autore Condividi Inviato 25 Ottobre 2023 @cactus_atomo @giorgiovinyl la mia sfortuna sarà stata visitarle in autunno coon pioggia e nuvolosità pressocchè costanti. spero che non me ne vogliate per percezioni soggettive dei luoghi. Riporto la mia esperienza senza nulla togliere a quelle altrui. ci tornerò ♥️ col sole 1 Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-997624 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Idefix Inviato 26 Ottobre 2023 Condividi Inviato 26 Ottobre 2023 Visitai Berlino quando ancora c'era il Muro. Scintillante e occidentale l'ovest, cupa e angosciante l'est. "Attraversare il Muro", terrificante. Link al commento https://melius.club/topic/16788-mahler-dudamel-berliner-unesperienza-sfibrante-eppure-indimenticabile/page/2/#findComment-997846 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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