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Bastano pochi quattrini per un dac completamente trasparente, dice la scienza audio


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1 minuto fa, grisulea ha scritto:
6 minuti fa, iBan69 ha scritto:

Una poesia si giudica dall’emozioni che scaturisce

Anche la musica si giudica dalle note. Cosa c'entra con la tecnica?

Non hai bisogno di conoscere le note per apprezzare ed emozionare con la musica. 
 

6 minuti fa, iBan69 ha scritto:

Questo tizio, per me vale quanto il guru ascoltone di turno. 

Perché tu lo consideri dal tuo punto di vista. Semplicemente lui propone un modo di analisi strettamente tecnico e strumentale. Partendo da quel punto di vista definisce uno stato dell'arte a cui riferirsi e confronta in base a quello. Confronto tra l'altro fine a se stesso, come e' un oggetto, non come potrebbe funzionare in 1000 diverse condizioni. Questo significa che un oggetto può produrre una certa prestazione, a chi lo usa ottenerla. Nessun obbligo che debba succedere come non succede necessariamente con qualsiasi oggetto. Certo non potrà mai sapere a te o a chicchessia cosa piace e dove finirà un oggetto. 

Dando per scontata la veridicità delle misure rilevate da ASR del Topping D90, di valore assoluto, e accettando le opinioni di chi ha trovato insoddisfacente l'ascolto dello stesso apparecchio, abbiamo un problema.

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La cosa più semplice (e forse semplicistica) che si può fare è ricondurre il tutto ai gusti personali, al My-Fi: già questa è una conclusione, che ci dice che a livello individuale le pure misure, non compendiate da ascolti, possono essere fuorvianti rispetto alle scelte di acquisto, per apparecchi di qualsiasi livello economico. In fondo però questa è la vecchia tesi degli "ascoltoni" e quindi non direi che si tratta di un grande passo avanti.

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Il vero sforzo, quindi, dovrebbe essere quello di trovare una nuova chiave interpretativa delle misure (singole o lette in modo olistico), che porti a poter predire in modo più affidabile le caratteristiche del suono di un certo apparecchio percepite dalla maggioranza dei consumatori. O, meglio ancora, inventarsi dei nuovi parametri di misura più aderenti al fine di guidare l'acquisto e quindi più sofisticati. Sofisticati non tanto in senso "scientifico", quanto piuttosto in termini di predizione delle caratteristiche sonore: andare cioè oltre "buono" o "cattivo" - che come abbiamo visto sono attributi interpretabili in modo soggettivo dall'ascoltatore - e fare in modo che le misure ci dicano se un apparecchio ha un suono "ambrato" piuttosto che "chiaro", se la scena che ne risulta è più o meno ampia etc. In questo modo, la scelta sarebbe più facilmente calibrabile sui propri gusti ed aspettative.

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Insomma, correlare le misure a qualcosa che ci sta davvero a cuore (come si sente), in un mondo in cui la predizione di queste caratteristiche sta diventando sempre più fondamentale, data la difficoltà pratica a esperire ascolti, specie nel proprio impianto.

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Per conseguire un obiettivo così alto e complesso, però, è assolutamente necessario abbattere i "muri" di comunicazione che oggi separano il tecnico di laboratorio dal fruitore delle tecnologie hi-fi. Il tecnico deve avere l'umiltà di ricordarsi che la l'esistenza stessa della sua professione è indissolubilmente legata al fruitore: se questi non è soddisfatto e perde la sua passione, prima o poi il tecnico dovrà  cambiare mestiere. L'appassionato, dal canto suo, deve sforzarsi di comprendere meglio gli aspetti tecnici, per poter creare un lessico comune, che gli consenta un colloquio più adeguato con il tecnico.

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Però io davvero vedo tanto "odio", tanta sfiducia reciproca (che mi fa dubitare anche che il primo assunto del mio ragionamento, ossia ammettere la correttezza delle misure e accettare il parere di chi ascolta, venga accettato): probabilmente ci sono tante situazioni pregresse, personali, che non conosco e che ormai impediscono in questa sede la necessaria serenità.

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O forse battibeccare è più bello di  quanto io non pensi :classic_smile:.

 

3 ore fa, dec ha scritto:

Che vuoi misurare, la capoccia di ogni singolo audiofilo?:classic_smile:

É indiscutibile che la teste degli  audiofili siano diverse anche perché si basano sulle proprie esperienze d'ascolto diversissime fra di loro e gusti anche nella riproduzione musicale come nella pittura, nell' architettura e ............

Questa sui DAC a mio parere é più una lotta di classe se costassero tutti uguali non ci sarebbe questa guerra di Troia dove ognuno cerca il suo 🐎 in legno vuoto per vincere 😂😂.

 

7 minuti fa, iBan69 ha scritto:

Non hai bisogno di conoscere le note per apprezzare ed emozionare con la musica. 
 

Cambia nulla, cosa c'entra con la tecnica? La musica resta la stessa, sentita bene e sentita male, anche dal vivo succede. L'esempio poesia è fuori luogo. 

2 ore fa, Gici HV ha scritto:

Già, ma io non ascolto classica, proprio non mi piace.

Se non ti piace dal vivo, suppongo non la vorrai ascoltare nemmeno a casa, quindi non vedo il problema: tu non stai costruendo un impianto per la musica classica.

Se però vorrai parlare di fedeltà alla realtà (e questo è lo switch culturale che bisogna fare, superando lo slogan "fedeltà alla registrazione", che svilisce il tema: troppo complesso da dibattere ora), ti dovrai trovare qualche concerto della musica che ti piace (jazz? Folk? Rock?) e frequentarlo, per farti un'idea degli "archetipi" sonori cui rifarsi.

Se, per una ragione o per l'altra non puoi / vuoi farlo, va benissimo lo stesso: basta essere consapevoli del fatto che il tuo riferimento non sarà la realtà, ma qualcosa d'altro (non so: il puro piacere d'ascolto etc.). Tutta roba legittima e anzi gustosa, ma probabilmente non stiamo parlando di ricerca dell'alta fedeltà. Senza che questo sia una diminutio, ma solo per essere precisi. Con simpatia.

  • Thanks 1
1 ora fa, stefano_mbp ha scritto:

come si dovrebbero interpretare queste misure?

 

Ha misurato pure le sorgenti Marantz: ne viene fuori che il SACD 30N va meglio del modello Top SA10. 

Come lo interpreti?

Per quello che è... Non ci vedo nulla di tanto strano.

27 minuti fa, granosalis ha scritto:

one! Le misure sono la prima cosa che guardo quando mi avvicino ad una nuova elettronica. Direi condizione necessaria, ma non sufficiente

Io con la elettroniche guardi solo la potenza e la corrente. Anche l'impedenza di uscita.

Per evitare di fare abbinamenti inadeguati.

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