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Lo Sturm und Drang in musica


Membro_0013
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Membro_0013

Si parla sempre troppo poco dello Sturm und Drang in musica... e se ne ascolta, purtroppo, ancora meno. Se pensiamo che l'era dello Sturm und Drang è situata approssimativamente nella seconda metà del XVIII secolo, si tratta di un'era che da parte della musicologia ufficiale viene considerata "monopolizzata" dall'unico talento che con lo Sturm und Drang non ebbe mai a che fare se non occasionalmente, ossia Mozart, le cui derivazioni vanno piuttosto cercate nel tardo stile galante di Johann Christian Bach e nella vocalità della scuola napoletana. Eppure si tratta di un'epoca che guarda lontano, un'epoca di fermenti innovativi e futuribili, che in letteratura - identificandosi essenzialmente con il genio di Goethe - influenzò in maniera decisiva la cultura tedesca e poi quella dell'Europa tutta, dando origine di fatto al Romanticismo.

 

Io tendo a vedere, in musica, l'anticipazione dello Sturm und Drang nello stile "empfindsamer", di cui Carl Phillip Emanuel Bach fu il più grande e geniale rappresentante: nel suo immenso corpus dei concerti per clavicembalo (o clavicordo, più adatto) ed orchestra troviamo già fermenti che prefigurano nettamente il clima tempestoso che contraddistinguerà il meglio della musica europea nei decenni seguenti: già negli anni attorno al 1740-1750, quando l'augusto padre e l'altrettanto augusto Handel componevano in stile barocco e il grande Telemann aderiva allo stile galante, CPE Bach componeva concerti in tonalità minore segnati da bruschi scarti dinamici, da arditezze armoniche, che li fanno apparire 20 o 30 anni avanti rispetto alla coeva produzione. Per chi volesse approfondire la conoscenza di questo genio anticipatore, il miglior modo è ascoltare i circa 20 volumi dell'integrale dei concerti per tastiera eseguiti in maniera magistrale da Miklos Spanyi per l'etichetta Bis, dove il solista ungherese utilizza un raro strumento affine al clavicordo, il "piano a tangenti", che sembra sia stato proprio il tipo di strumento prediletto da CPE Bach. Lo stesso CPE aderì in seguito allo Sturm und Drang: le sue tardive sinfonie per archi, alcune delle quali sono di un'arditezza e di una concisione che le rendono un "unicum" nella storia della musica, sono un ascolto imprescindibile.

 

Ma dove lo Sturm und Drang raggiunge l'apice è nel sinfonismo attorno al 1760-1780, innanzitutto con i capolavori di Haydn, che ritengo ben noti a tutti: mi riferisco a sinfonie come la 45 (gli Addii), la 44 (Funebre), la 26 (Lamentazione), la 49 (la Passione), ma anche la 39, la 51, la 52 e parecchie altre del periodo "ungherese" che in molti passi - soprattutto nei tempestosi e geniali sviluppi - portano i segni di un'adesione piena allo stile... il che vale anche per i bellissimi Quartetti op. 20 (i cosiddetti "Quartetti del Sole") la cui musicalità aspra e antitetica rispetto allo spirito cortigiano li rende un vero e proprio sguardo lanciato verso il futuro. Parecchi hanno registrato le Sinfonie "sturmisch" di Haydn, ma quasi mai si è riusciti a coglierne in pieno l'impeto ed il senso di sorpresa che esse dovrebbero comunicare: Pinnock ne ha registrato una nota integrale, ma secondo me è limitato da un fraseggio troppo metronomico; lo stesso ha fatto Bruggen, ma le ha eseguite con una lentezza esasperante, tradendone lo spirito. Bellissima è una realizzazione in tre cofanetti usciti nei primi anni '80 per la CBS da parte di un gruppo ormai scomparso, "L'Estro Armonico", diretto da Derek Solomons, che le registrò a parti reali, con un'orchestra di una dozzina di elementi. Peccato che queste registrazioni siano uscite dai cataloghi e siano introvabili anche su Qobuz. Lascia ben sperare il nostro Antonini, la cui integrale haydniana in corso d'opera risulta secondo me un po' carente in quelle sinfonie che richiedono umorismo ed ammiccamenti, ma assolutamente travolgente nelle sinfonie "sturmish". Quanto ai "Quartetti del Sole", senza dubbio bisogna rivolgersi al Quatuor Mosaiques: tutti gli altri stanno dietro.

 

Ma non c'è solo Haydn: chi ha mai sentito parlare di Vanhal? Questo genio boemo operante a Vienna anticipò persino Haydn di qualche anno, componendo bellissime sinfonie in pieno stile Sturm und Drang già nei primi anni '60 del secolo... sinfonie più brevi e concise di quelle del più famoso collega, ma che in fatto di genialità, di impeto, di forza innovatrice non hanno nulla da invidiare ad alcuno. Purtroppo Vanhal, che ebbe una vita piuttosto lunga, cessò di scrivere sinfonie attorno agli anni '80 del secolo per dedicarsi esclusivamente alla musica sacra e alla musica da camera, dove non raggiunse mai i livelli assoluti che aveva raggiunto con le sue sinfonie giovanili. Io vi invito caldamente a conoscerle: ve ne sono molte registrazioni, ma le più belle sono quelle del disco Archiv (in seguito riedito dalla Apex) realizzato nel 1997 da Musica Antiqua Koeln, dove troviamo 5 sinfonie, di cui 4 in tonalità minore, che oltre ad essere straordinarie in sè sono eseguite in maniera trascinante. Dei 4 volumi di sinfonie editi dalla Naxos, quelli veramente belli sono il 3° ed il 4°, diretti da Kevin Mallon, dove oltre alle tipiche sinfonie "sturmish" in tonalità minore, si ha modo di ammirare il genio di Vanhal anche in sinfonie più "galanti" ed elegantissime in tonalità maggiore.

 

Vi faccio un altro nome davvero importante ma poco conosciuto: lo svedese Kraus, più o meno coetaneo di Mozart, e che con Mozart condivise la vita brevissima. Tra le sue sinfonie, ed anche tra le sue bellissime ouvertures teatrali troveremo un'adesione allo Sturm und Drang che, seppure non nel modo genialmente anticipatore di Vanhal, merita comunque di essere condivisa. Anche qui, bisogna rivolgersi a Musica Antiqua Koeln o alle ottime esecuzioni svedesi edite da Naxos.

 

Ho indicato solo i principali protagonisti: ma si troveranno fermenti "sturmish" anche in Johann Christian Bach, nei due Stamitz, in Franz Beck, in una straordinaria suite di danze di Gluck (Don Juan), nei vari compositori gravitanti attorno a Mannheim, o persino in certe arie di compositori nostrani come Jommelli e Traetta.

 

Ma in ogni caso lo Sturm und Drang merita davvero di essere conosciuto e gustato, non solo per godere di un tardo Settecento sanamente alternativo al solito marzapane salisburghese, ma soprattutto per la sua intrinseca bellezza e la sua importanza spesso a torto trascurate.

 

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Membro_0013
5 ore fa, minollo63 ha scritto:

Non so se le due cose possano essere collegate ma quando ho letto il titolo di questo thread ho subito pensato a questo articolo de La Repubblica:

https://video.espresso.repubblica.it/dossier/bookz/bookz-beatrice-rana-al-pianoforte-e-nei-libri-cerco-passione-e-sturm-und-drang/15598/15698?ref=RHLF-BH-I292953573-P3-S1-T1

Chissà... magari...

Ciao

Stefano R.

 

Di certo non sono collegate dal punto di vista stilistico ed estetico, ma piuttosto la bravissima Beatrice Rana fa riferimento allo "Sturm und Drang" come "categoria dello spirito" e come simbolo di passione.

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Membro_0013

@Alessiodom di questa collana registrata da Ian Page & C. ho già ascoltato il 1° volume e mi sono ripromesso di ascoltare anche il secondo. Mi è piaciuto, ma penso che ci sia chi ha fatto di meglio in due dei lavori contenuti in questo primo CD. Parlo della Sinfonia 49 (La Passione) di Haydn e del balletto Don Juan di Gluck, entrambi contenuti nel primo volume dell'integrale haydniana che Giovanni Antonini sta registrando per la Alpha: al di là del fatto che nel disco di Antonini il balletto di Gluck è presentato nella sua integralità, va detto che per me è parecchio migliore la riuscita interpretativa della Sinfonia 49 di Haydn. Fra l'altro questo CD contiene anche un'altra sinfonia sturmish di Haydn, meno conosciuta ma altrettanto bella: la 39, conosciuta anche come "La Tempesta di Mare".

 

 

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Alessiodom

 

2 ore fa, Don Giuseppe ha scritto:

"La Tempesta di Mare".

 

Titolo ideale dello Sturm und Drang! annotata subito.

Bene son contento, non mi piacciono le "segmentazioni" preferisco l'integralità di un opera, ma appunto "navigando" in acque a me non consone, possono essere simpatici anche questi CD didascalici.

 

Se è accettato farei un salto spazio temporale,ma solo per chiedere un consiglio.... una delle mie preferite, Les Preludes di Franz Liszt che più volte viene associato come "spirito" allo Sturm und Drang, c è un edizione particolare di riferimento che potesti consigliarmi ? Grazie

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Membro_0013

@Alessiodom mi dispiace, ma su Liszt non saprei proprio consigliarti perché la musica di cui mi occupo arriva fino al primo Romanticismo e non oltre, tranne pochissime eccezioni. Di certo conosco Les Preludes, ma solo perché da ragazzo il relativo padellone in vinile era nella piccola collezione della buon'anima di mio padre... ma non ho assolutamente idea di chi ne siano i migliori interpreti.

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Alessiodom

Grazie lo stesso, intanto rimango in attesa di qualche altro utente che possa aiutarti al tuo scopo e io nel frattempo, ho la maggior parte di Haydn da scoprire.

Buona serata

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Grancolauro

@Don Giuseppe  Grazie molte delle indicazioni. Solo una curiosità: come mai affermi che Mozart fu "l'unico talento che con lo Sturm und Drang non ebbe mai a che fare se non occasionalmente"? Mi vien da pensare che questa affermazione è forse un po' troppo categorica. Dopo tutto, in alcune importanti opere di Mozart risuonano i caratteri tipici di questo movimento culturale. La sinfonia K 183 in sol minore è chiaramente ispirata allo stile di Haydn, come pure, anche se in misura minore, la celebre sinfonia K 550, non a caso composta nella stessa tonalità. Ci sono poi molte composizioni per tastiera che richiamano da vicino, sotto il profilo ritmico, melodico, e soprattutto per la "tensione" emotiva  lo stile di CPE Bach: la straordinaria Fantasia K 475, le sonate K 310 e K 457, la Fantasia K 397 come anche l'Adagio K 540. Ovviamente queste influenze sono filtrate attraverso il rigore formale e il gusto drammaturgico mozartiano, che sono inimitabili. Insomma, il genio di Mozart forse non si lascia ridurre all'etichetta del classicismo ed è assai più trasversale, tanto da assorbire influenze culturali molto diverse.

Segnalo soltanto un vecchio CD di Kristian Bezuidenhout, che ho visto disponibile su Qobuz, dove queste opere per tastiera di Mozart sono raccolte ed eseguite al fortepiano.

 

Grazie ancora e buona giornata a tutti!

 

       

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  • Melius 1
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Membro_0013

@Grancolauro Mozart su una quarantina di sinfonie ne compose solo due in tonalità minore, ma l'unica vicina alle tematiche dello Sturm un Drang è la k.183, che tuttavia è un unicum nella sua produzione e fra l'altro non è ispirata ad Haydn (che all'epoca era in pianta stabile a Hesterhaza in Ungheria) ma a Vanhal, che spopolava letteralmente a Vienna con le sue tempestose e drammatiche sinfonie in tonalità minore. La K.550 è già successiva allo Sturm und Drang: è una composizione dichiaratamente protoromantica, allo stesso modo del Concerto per piano K.466.

 

Ma anche le composizioni che hai citato sono sporadiche nell'ambito del corpus mozartiano: sono tutte attraversate da ombre preromantiche, ma non sono "sturmish" in senso stretto. Forse lo sono di più alcune scene dell'Idomeneo.

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aldofranci

Parlare di pre-romanticismo in Mozart non è un po' azzardato? 

(domanda da profano a cui gli azzardi piacciono). 

 

Bel thread. 

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Membro_0013
4 ore fa, aldofranci ha scritto:

Parlare di pre-romanticismo in Mozart non è un po' azzardato? 

(domanda da profano a cui gli azzardi piacciono). 

 

Bel thread. 

 

Grazie dell'apprezzamento, innanzitutto. 

Ti rispondo in merito: non è affatto azzardato parlare di pre-romanticismo in Mozart. So che è un po' scontato quotare wikipedia, ma in fondo vi è riportato quel che già sapevo e che è assolutamente corretto, ossia che il Romanticismo ha origine alla fine del XVIII secolo, per cui - dal punto di vista cronologico - ci siamo in pieno: https://it.wikipedia.org/wiki/Romanticismo#:~:text=Il Romanticismo è stato un,tutta Europa nel XIX secolo.

 Anzi, ti dirò di più: persino CPE Bach (compositore che, avrai capito, amo moltissimo), morto nel 1788 ma ben più anziano di Mozart, cresciuto in piena temperie tardo-barocca, al termine della sua esistenza, con le sue ultime composizioni cameristiche si spinse fino alle soglie del Romanticismo, come ad esempio in questo quartetto: 

 

 

Ma vorrei aggiungere una postilla a questa faccenda: in musicologia si tende sempre a "posticipare" le epoche rispetto a quanto effettivamente è. Ad esempio, il Romanticismo musicale viene fatto coincidere con l'era che va da Schubert fino a tutto l'800, addirittura fino al '900 di Richard Strauss, quando invece - dal punto di vista culturale - l'ondata romantica si esaurisce nella prima metà del secolo, e per l'era di Bruckner e Wagner (quella che viene denominata tardo-romantica) sarebbe più corretto parlare di Decadentismo.

 

Ma lo stesso avviene col Barocco: viene convenzionalmente definito Barocco tutto ciò che va dai primi del '600 fino all'incirca a metà '700... ma dall'inizio del '700 in avanti sarebbe più corretto parlare di "Arcadia" nei primi decenni e di "rococò" o al limite "stile galante" in seguito.

 

Ma si tratta di un errore prospettico tutto novecentesco: basti dire che nel corso del XIX secolo Mozart fu da moltissimi considerato già pienamente romantico.

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  • Moderators
analogico_09
Il 6/5/2021 at 14:31, Alessiodom ha scritto:

Joseph Haydn
Symphony No. 49 in F minor, ‘La Passione’


Torno su questo interessante e stimolante topic che mi sta aiutando ad orizzontarmi nello nello Sturm und Drang...
Adoro questa sinfonia, l'ho spesso citata nelle varie discussioni passate come antesignana del romanticismo aggiungendo che Haydn è un compositore gigantesco.

 

Meravigliosa l'interpretazione di Antonini e Giardino Armonico con strumenti "antichi"...
 

 

 



 

  • Melius 1
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Membro_0013

@Gabrilupo generalmente gli spartiacque sono convenzioni stabilite a posteriori. Ad esempio, Bach padre morì nel 1750, ma a quell'epoca suo figlio Carl Philip Emmanuel era già un compositore affermato, che aveva superato in pieno il Barocco per aderire all'estetica "empfindsamer", mentre Telemann - che fu sempre al passo coi tempi - seppure anziano si andava aggiornando aderendo allo stile galante che fu uno dei marchi di fabbrica della musica europea dopo la metà del '700. E' tutto, in effetti, molto fluido, e la musicologia (contenendo nella sua etimologia il termine "logos") tende da sempre a dividere in categorie che spesso sono meno nette di quanto noi pensiamo: ad esempio, il Barocco finisce davvero - e non è affatto un paradosso - in piena età romantica, con la "Semiramide" di Rossini che è in effetti l'ultima opera barocca, seppure "sui generis"... o ancora, io che ho una visione di Mozart un tantino diversa da quella della musicologia (ma non è il caso qui di approfondire, perché andremmo a finire molto lontano) non riesco a non vedere, nei suoi due grandi capolavori sacri, una traccia netta di Barocco: e in effetti la Messa in Do minore si porta dietro una scia "scarlattiana" - parlo di Alessandro il padre, ovviamente - che si percepisce anche da lontano; e l'inizio del Requiem è perfettamente identico, tanto da potere essere considerato un "prestito", all'inizio dell'anthem funebre "The Ways of Zion do mourn" di Handel.

E si potrebbe continuare all'infinito: diciamo che siamo noi posteri a dividere in categorie quello che è in effetti un continuum che spesso presenta dei "salti" improvvisi. Uno di questi è, per rimanere in tema, proprio lo Sturm und Drang.

 

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Membro_0013

@analogico_09 d'accordissimo con te: Haydn è un compositore gigantesco, e non solo in relazione allo Sturm und Drang. Io non potrei fare a meno, ad esempio, dei suoi due ultimi oratori, che sono l'Alfa e l'Omega di una fase di transizione di questo genere tutto particolare: La Creazione si potrebbe definire l'ultimo oratorio barocco, mentre Le Stagioni si potrebbe definire il primo oratorio romantico... o ancora, la grandezza delle sue 6 Sinfonie parigine, innovative, sperimentali, piene di sorprese, forse ancor più di quelle Londinesi... o ancora i suoi Quartetti della tarda maturità: i 6 dell'op. 76 in certi punti anticipano, con la loro enigmatica ambiguità, il clima degli ultimi quartetti di Beethoven.

Di certo Haydn non è per nulla inferiore ad alcuno degli altri due esponenti della cosidetta "Trinità Viennese".

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Gabrilupo

@Don Giuseppe La storiografia lavora sempre "a posteriori" e l'uomo ha sempre bisogno di categorizzare per raccapezzarsi nel caos, su questo siamo pienamente d'accordo.

Complimenti per la scelta dell'argomento, su questi lidi lo Sturm und Drang è stato poco o punto discusso, d'altronde anche la discografia sembra amarlo poco, visto che hai fatto il nome Stamitz non mi pare che ci sia granché, giusto per fare un esempio.

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Membro_0013
38 minuti fa, Gabrilupo ha scritto:

Complimenti per la scelta dell'argomento, su questi lidi lo Sturm und Drang è stato poco o punto discusso, d'altronde anche la discografia sembra amarlo poco, visto che hai fatto il nome Stamitz non mi pare che ci sia granché, giusto per fare un esempio.

 

Grazie per i complimenti. Quanto alla discografia, va detto che la grande "Trinità Viennese" ha oscurato - ai nostri occhi - tutto quanto c'è all'incirca tra il 1760 ed il 1830. E quindi non solo lo Sturm und Drang, ma ad esempio tutta la generazione di compositori nati tra il 1740 ed il 1780 circa, contemporanei di Haydn, Mozart e Beethoven. Tra costoro gli unici che godono di una certa esposizione sono Boccherini e Hummel, ma vi sono compositori importantissimi che andrebbero rivalutati, e che sono assenti del tutto dai programmi concertistici, e relegati ai margini della discografia, e non è solo il caso del grande Vanhal, di cui si trova parecchio, o di Salieri, ormai parzialmente rivalutato. Ti faccio alcuni nomi: Eberl, Witt, Wilms, Sterkel, Cartellieri, Eggert.... tutti nomi che meriterebbero ben altro rispetto a quanto non gli si dedichi (quasi nulla) attualmente.

 

Ma probabilmente più avanti aprirò un thread sui grandi trascurati dell'età preromantica. 😏

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maxnalesso
Il 8/5/2021 at 08:35, Don Giuseppe ha scritto:

Haydn è un compositore gigantesco

Come non darti ragione?

Ascoltare l'evoluzione delle sue sinfonie, e soprattutto dei suoi quartetti, ti accompagna per mano attraverso tutto il XVIII° secolo.

Dopo Bach,  è il mio "gigante" preferito (dopo Bach,  ribadisco 😋 )

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