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Lo Sturm und Drang in musica


Membro_0013

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Membro_0013
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@Gabrilupo generalmente gli spartiacque sono convenzioni stabilite a posteriori. Ad esempio, Bach padre morì nel 1750, ma a quell'epoca suo figlio Carl Philip Emmanuel era già un compositore affermato, che aveva superato in pieno il Barocco per aderire all'estetica "empfindsamer", mentre Telemann - che fu sempre al passo coi tempi - seppure anziano si andava aggiornando aderendo allo stile galante che fu uno dei marchi di fabbrica della musica europea dopo la metà del '700. E' tutto, in effetti, molto fluido, e la musicologia (contenendo nella sua etimologia il termine "logos") tende da sempre a dividere in categorie che spesso sono meno nette di quanto noi pensiamo: ad esempio, il Barocco finisce davvero - e non è affatto un paradosso - in piena età romantica, con la "Semiramide" di Rossini che è in effetti l'ultima opera barocca, seppure "sui generis"... o ancora, io che ho una visione di Mozart un tantino diversa da quella della musicologia (ma non è il caso qui di approfondire, perché andremmo a finire molto lontano) non riesco a non vedere, nei suoi due grandi capolavori sacri, una traccia netta di Barocco: e in effetti la Messa in Do minore si porta dietro una scia "scarlattiana" - parlo di Alessandro il padre, ovviamente - che si percepisce anche da lontano; e l'inizio del Requiem è perfettamente identico, tanto da potere essere considerato un "prestito", all'inizio dell'anthem funebre "The Ways of Zion do mourn" di Handel.

E si potrebbe continuare all'infinito: diciamo che siamo noi posteri a dividere in categorie quello che è in effetti un continuum che spesso presenta dei "salti" improvvisi. Uno di questi è, per rimanere in tema, proprio lo Sturm und Drang.

 

Membro_0013
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@analogico_09 d'accordissimo con te: Haydn è un compositore gigantesco, e non solo in relazione allo Sturm und Drang. Io non potrei fare a meno, ad esempio, dei suoi due ultimi oratori, che sono l'Alfa e l'Omega di una fase di transizione di questo genere tutto particolare: La Creazione si potrebbe definire l'ultimo oratorio barocco, mentre Le Stagioni si potrebbe definire il primo oratorio romantico... o ancora, la grandezza delle sue 6 Sinfonie parigine, innovative, sperimentali, piene di sorprese, forse ancor più di quelle Londinesi... o ancora i suoi Quartetti della tarda maturità: i 6 dell'op. 76 in certi punti anticipano, con la loro enigmatica ambiguità, il clima degli ultimi quartetti di Beethoven.

Di certo Haydn non è per nulla inferiore ad alcuno degli altri due esponenti della cosidetta "Trinità Viennese".

Inviato

@Don Giuseppe La storiografia lavora sempre "a posteriori" e l'uomo ha sempre bisogno di categorizzare per raccapezzarsi nel caos, su questo siamo pienamente d'accordo.

Complimenti per la scelta dell'argomento, su questi lidi lo Sturm und Drang è stato poco o punto discusso, d'altronde anche la discografia sembra amarlo poco, visto che hai fatto il nome Stamitz non mi pare che ci sia granché, giusto per fare un esempio.

Membro_0013
Inviato
38 minuti fa, Gabrilupo ha scritto:

Complimenti per la scelta dell'argomento, su questi lidi lo Sturm und Drang è stato poco o punto discusso, d'altronde anche la discografia sembra amarlo poco, visto che hai fatto il nome Stamitz non mi pare che ci sia granché, giusto per fare un esempio.

 

Grazie per i complimenti. Quanto alla discografia, va detto che la grande "Trinità Viennese" ha oscurato - ai nostri occhi - tutto quanto c'è all'incirca tra il 1760 ed il 1830. E quindi non solo lo Sturm und Drang, ma ad esempio tutta la generazione di compositori nati tra il 1740 ed il 1780 circa, contemporanei di Haydn, Mozart e Beethoven. Tra costoro gli unici che godono di una certa esposizione sono Boccherini e Hummel, ma vi sono compositori importantissimi che andrebbero rivalutati, e che sono assenti del tutto dai programmi concertistici, e relegati ai margini della discografia, e non è solo il caso del grande Vanhal, di cui si trova parecchio, o di Salieri, ormai parzialmente rivalutato. Ti faccio alcuni nomi: Eberl, Witt, Wilms, Sterkel, Cartellieri, Eggert.... tutti nomi che meriterebbero ben altro rispetto a quanto non gli si dedichi (quasi nulla) attualmente.

 

Ma probabilmente più avanti aprirò un thread sui grandi trascurati dell'età preromantica. 😏

Inviato
Il 8/5/2021 at 08:35, Don Giuseppe ha scritto:

Haydn è un compositore gigantesco

Come non darti ragione?

Ascoltare l'evoluzione delle sue sinfonie, e soprattutto dei suoi quartetti, ti accompagna per mano attraverso tutto il XVIII° secolo.

Dopo Bach,  è il mio "gigante" preferito (dopo Bach,  ribadisco 😋 )

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