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M Il mostro di Dusseldorf.


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l'espressionismo tedesco per forza è cupo non c'è dolo òa minaccia nazista che avanza (e vuole colpire la0rte degenrata) c'+ sopratutto alle spalle la devatsante sconfitta della germania nella prima guerra mondiale con tutte le conseguenze politiche ed economiche. Lang grandissimo regista ho visyo sial il mostro di dusseldorf che il dottor mbuse, mi manca il testamento del dottor mabuse

dimenticavo metropolis

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Anche

Il 10/2/2024 at 13:11, cactus_atomo ha scritto:

'espressionismo tedesco per forza è cupo non c'è dolo òa minaccia nazista che avanza (e vuole colpire la0rte degenrata) c'+ sopratutto alle spalle la devatsante sconfitta della germania nella prima guerra mondiale con tutte le conseguenze politiche ed economiche.

 

 

Si, ci sono entrambe le cose i "mostri" di Murnau, di Weine, di Pabst, Lang ecc rappresentano le mostruosità del nazismo che l'incoscio presagisce, delle violenze individuali perlopiù misogine, maniacali, sessuali. Lo stesso Goebles, il nazismo, riconoscone se stessi nel Dr. Mabuse e minacciano Lang... Il bellissimo libro fuori catalogo di Siegfried Kracauer sull'espressionismo è intitolato "Cinema tedesco - dal Gabinetto del dottor Caligari a Hitler"

 

La locandina d'epoca del dr. Caligari

 

 

Schermata2024-02-12alle00_10_36.png.d36bc1cf34719ee19aac00694eb99b4c.png

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Il 8/2/2024 at 19:55, analogico_09 ha scritto:

Il fischietto sinistro del maniaco - sorta di leitmotiv dell'orrore..,

 

 

Una curiosità, mi sono ricordato di aver letto da qualche parte che il motivo del fischio del Mostro di D. sia tratto dal dal Peer Gynt di Grieg.., dovrei riascoltarlo per cercare di individuarlo all'interno di quell'opera abbastanza lunga.

 

 

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  • 2 weeks later...

Ieri ho visto, o forse rivisto, due film di Lang, Scarlet Street e The Woman in the Window, così ne ho fatto uno lungo.

Cinema di genere che si eleva a arte, grandissimi. Opere che come tanta grande arte hanno multipli livelli di lettura, alti e bassi insieme.

In particolare mi colpito il finalino di The Woman, e qui chi non lo conosce o vuole rivederlo senza essere condizionato passi oltre.

 

 S P O I L E R

Happy ending, il professore si risveglia nel club, è stato solo un incubo. Ma nell'uscire incontra e riconosce i due personaggi che nel sogno sono morti, uno è diventato il guardarobiere e l'altro il portiere.

Qui un finalino probabilmente chiesto dalla produzione per rasserenare gli spettatori diventa un enigma: cosa è sogno e cosa è vero?

Per me la storia è vera e il finalino è il sogno del moribondo o il suo ingresso all'inferno.

David Lynch in Mulholland Drive forse ne è stato ispirato.

Queste sono mie considerazioni originali, ma sicuramente altri ne hanno fatte di simili e mi piacerebbe saperlo.

@analogico_09

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Il 12/2/2024 at 00:17, analogico_09 ha scritto:

Anche

Si, ci sono entrambe le cose i "mostri" di Murnau, di Weine, di Pabst, Lang ecc rappresentano le mostruosità del nazismo che l'incoscio presagisce, delle violenze individuali perlopiù misogine, maniacali, sessuali. Lo stesso Goebles, il nazismo, riconoscone se stessi nel Dr. Mabuse e minacciano Lang... Il bellissimo libro fuori catalogo di Siegfried Kracauer sull'espressionismo è intitolato "Cinema tedesco - dal Gabinetto del dottor Caligari a Hitler"

La locandina d'epoca del dr. Caligari

Schermata2024-02-12alle00_10_36.png.d36bc1cf34719ee19aac00694eb99b4c.png

Che meraviglia!

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4 ore fa, meliddo ha scritto:

David Lynch in Mulholland Drive forse ne è stato ispirato.

 

Assolutamente. Più di una generazione di registi del cinema dell'"ES" si sono ispirati alle opere di Lang. Luis Bunul adorava Lang al quale confessò "quanto fossero stati decisivi, i suoi film, nella scelta della mia vita" durante un incontro vis a vis tra i due maestri (dietro invito del regista tedesco) che ebbe luogo a Los Angeles nel 1972 (Bunuel era ad Hollywood per la presentazione del suo "Discreto fascino della borghesia").

Prima di lasciarlo [racconta ancora Bunuel] "cosa che non faccio mai, gli chiesi una foto con dedica. Alquanto sorpreso ne cercò una e me la dedicò. Ma era una foto della vecchiaia: Gli domandai se per caso non ne avesse anche una degli anni Venti, l'epoca di Destino e di Metropolis" La trovò  e mi scrisse una bellissima dedica. Poi lo lascia e tornai in abergo.

[le frasi in corsivo le ho ricopiate a manina dall'autobiografia di Luis Bunuel "Dei miei sospiri estremi" - ed SE]

Si potrebbero citare altri film ed autori importanti che fecero tesoro del cinema di Lang. "M"- Il Mostro di D" contiene numerosi elementi stilistici e linguistici paradigmatici ricorrenti in molti film di "genere", polizieschi, thriller, horror.., e oltre il genere.

Anche sul piano del visionarismo più straordinario, "avventuroso", fantascientifico, preveggente, in anticipo sui tempi, anticipatore di ciò che accadrà cinematograficamente e storicamente dopo, perfino nelle significazioni testuali (anti)ideologiche e "morali", fino a che punto potremmo spingerci nel negare che un grande film come Blade Runner ad esempio sia figlio legittimo o discendente diretto dell'enorme Metropolis fritzlanghiano?

O che gli attuali "signori degli anelli" non contengano ricorsività "nibelunghesche" delle epoche filmiche "mute" ma ricche di immagini così potenti ed espressive da permettere allo spettatore di poter cercare in se stesso le parole che avrebbe potuto e voluto "sentire" dalle stesse.
 

Le sequenze del sogno in Sigfrido sono di una modernità impressionante, quasi "astrattismo".

 

 

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