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Jephtha, un Oratorio di G. F. Handel, questo (s)conosciuto


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3 ore fa, cactus_atomo ha scritto:

Bach ed Hansel

 

 

Volevi forse scrivere Hansel e Gretel? :classic_biggrin: :classic_smile:

 

Vero che Bach fosse più "stanziale" ed "accasato", con moglie e tanti figli.., però fu lui a farsi 400 km a piedi da Arnstad a Lubecca andata e ritrorno per andare a sentire le famose Abendmusiken tenute dal grande maestro non dolo organista D. Buxtehude. Sembrerebbe tuttavia che Bach ci andò invece in carrozza.., e che questa sia una graziosa leggenda, o fake news che girava nei "social" di allora... :classic_laugh:

Anche Bach scrisse delle "piccole" opere, cosiddette cantate profane, la più famosa è La Cantata del Caffè, divertentissima, antesignana dell'opera buffa? che ha tutti gli elementi dell'azione scenico-teatrale. Bach sapeva essere anche "mondano"...

Capisco che la musica strumentale di Handel sia di più facile e "pratica" fruizione per questione anche di tempo: oratori, opere, sono lunghissimi, meno gli anthem, le odi ecc, e cmq dentro questi repertori di "canto" c'è anche molta grande strumentalità. 


 

 

 

 

Per chi non conosca il "libretto"...

 

Tratto da  https://www.coffeando.it/la-cantata-del-caffe/


Figlia cattiva, ragazzaccia
ah!, quando sarò obbedito:
fa’ sparire quel caffè!

Signor padre, non siate così severo!

Se non posso bere tre volte al giorno
la mia tazzina di caffè
divento per mia sventura
come un arrostino di capra rinsecchito.
[Trad. da conferenza Bruno Bianco, Trieste 2005].

 

Quando il caffè fa la sua comparsa in Europa verso la fine del XVII secolo divide due generazioni e molte donne, le prime ad apprezzare la bevanda dagli uomini. I padri con il culto della birra, le figlie che perdono la testa per la nuova bevanda esotica.


E nel finale Bach la dà vinta proprio alla ragazza, che porrà come condizione ai suoi pretendenti:


Nessuno spasimante mi venga in casa
se non mi promette egli stesso
e inserisce nel contratto nuziale,
che mi sia concesso
di cuocermi il caffè, quando ne ho voglia.

 

 

divertente la storiella che narra di handel bach ed un terzo organista andare a lubecca a concorrere per il posto del vecchio buxtehude. il posto venne assegnato al terzo, perchè pare he chi prendeva il posto(e lo tipendio() di buxttehude dvesse anche sposarne la figlia 8brutta e dal pessimo carattere9. handel era più rissoso d bch, in uk litigò con tutta la nobiltà (e gli capito anche il dcucadi hannover da cui era fuggito come nuovore inglese). diciamo una vita molto movimentata, guaagnava con le opere liriche e gli ortori che metteva in scena, con la pubblicazione dei suoi spartiti, bach con lo stipendio della chiesa e con quxlhe regaia (la tabacchiera con monnete d'oro come comoens delle goldberg9): cmunque duegeni asoluti, di bach non sono ancra riuscito a trovrem in tutta lasua enorme produzione, un pezzo scadente o noioso, come mi succde che so con mozart o lvb

Era vero, consuetudine del tempo che il successore di un musicista di grande titolo dovesse sposae la figlia del maestro per occuparne il posto "fisso"...  La figlia non avvenente di Buxtheude finì per sposare Johann Christian Schieferdecker, allievo e successore del padre nell’incarico alla Marienkirche.

Henadel era un po' burbero e "incaSSoso".., con i guai che ebbe in vecchiaia, cecità, altri acciacchi e a chi lo accusava di "riciclare" alcuni  motivi musicali di sua invenzione nelle sue stesse opere, oltre a quanto prendeva in "prestito" da altri colleghi (specialmente da italiani, da Stradella, vergognosamente sconosciuto in italia, in modo particolare avendone constatato il genio: erano prassi normale e consolidata i reciproci ricopiaggi tra musicisti.., ne abbiamo parlato tante volte, non per mero ladrocinio: dai "prestiti" - lo stesso Bach ne faceva uso: Marcello, Pergolesi, Vivaldi, etc - venivano sviluppati progetti nuovi, originalissimi, geniali.. etc. etc.) rispondeva che... "ma cosa vogliono questi da me... lunedì compleanno della regina, martedì la morte della principessa, mercoledì il matrimonio della contessa.., fino alla domenica mai una pasusa... ogni giorno una nuova composizione musicale celebrativa o mondana, balli sollazzi, intrattenimenti, sospiri ardenti, musiche per i fuochi d'artificio e per le acque.., masque per intrattenere ogni sera reali e nobilotti... è mica era, benchè geniale e prolifico compositore, una cornucopia che sfornasse musica mai ascoltata a getto continuo..., perbacco!! ... 

Avtrebbe avuto, poveraccio, tutta la mia comprensione... :classic_biggrin:

 

 

  • 3 settimane dopo...
analogico_09

Per tornare ad Handel, mi sono re-imbattuto nel "Trionfo del tempo e del disinganno", primo Oratorio composto da Handel, tra più belli ed ispirati, un primo capolavoro del "genere", pervaso da una vena di aggraziata ed elegante musicalità giovanile priva di stucchevolezze nonostante il severo poemetto "teologico" ("penitenziale"... ) del cardinale Benedetto Pamphili il quale nel 1707 affidò tale testo al giovane Handel 22enne giunto a Roma affinchè lo musicasse e lo eseguisse (lessi che il primo violino fosse niente di meno che il grandissimo compositore vituoso violinista Arcangelo Corelli). Per saperne di più per ora vorrei condividere questa interessante presentazione del maestro Andrea Marcon.

Vissi ilmpiacere di ascoltare in concerto questo Oratorio diretto da Rinaldo Alessandrini in modo fabntastico, posseggo l'edizione discografica da lui diretta, cercherò di ascoltare quella di Marcon interprete che stimo molto.

 

 

Il brano dell'Oratorio che chiude spegnendosi come la fiammella di una candela quasi in "sordina", contrariamente alle abitudini dell'epoca, è la bellissima aria della Bellezza (che si consegna al "cielo" imbrogliata dal tempo e dal disinganno... 😊) "Tu del ciel ministro eletto", tra le più belle e toccanti del barocco e della storia della musica. Mi piace molto l'interpretazione molto sentitita, "intimizzata" di  Natalie Dessay e Le Concert d`Astrée con la direzione tutta al femminile di Emmanuelle Haïm impegnata anche con il clavicembalo 

 

 

Altra celebre e bellissima aria dello stesso Oratorio è "Lascia la spina cogli la rosa" che Handel riproporrà nell'Opera "Rinaldo" con il testo cambiato  con "Lascia ch'io pianga".


Meravigliosa Roberta Invernizzi
 

 


Non di meno la Petibon con altro stile


 

 

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