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Il limite è la stanza


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ascoltoebasta

Cavolo però se non riusciamo neanche ad esser d'accordo che un impianto ciofeca in una stanza ottima suonerà da impianto ciofeca e che per aver un suono ottimo servirà un ottimo impianto.....,senza entrambe le condizioni non si avrà mai un risultato ottimo,un impianto scarso in una stanza ottima sarà lui stesso il limite.

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Effettivamente il trattamento acustico passivo  dovrebbe essere preso in considerazione tanto quanto un dac o dei cavi , ma probabilmente fa più audiofilo parlar di elettroniche che di miseri pannelli acustici , eppure c'è un mondo tra assorbenti riflettenti , spessore ,ecc 

Esiste anche il trattamento acustico attivo , ok nell' ambito ht dove abbiamo ritardi e dai 7 / 11 diffusori , ma in 2 ch preferisco evitare 

Ogni ambiente e ogni impianto fa storia a se , ci sono diffusori e integrati che aiutano  , se abbiamo un idea dei problemi ci sono ampli o diffusori dal basso più controllato , o medi alti meno in evidenza , ma un minimo di trattamento serve , quindi o si procede empiricamente ad occhio o ci si affida ad un programma o a una ditta del settore 

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Il problema spesso è anche il tempo necessario a realizzare simili stanze abitandoci.

Non è un lavoro di tinteggiatura 

Costruendo dal nuovo è con buone risorse economiche si può già partire dalle dimensioni più ottimali.

Per esempio partendo da piccola sala un 3X5X8 sarebbe già un buon inizio.

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ascoltoebasta
Adesso, gianventu ha scritto:

Un impianto ciofeca in un ambiente corretto, suonerà comunque al suo meglio.

Certamente,suonerà da ciofeca ma al suo meglio.

1 minuto fa, gianventu ha scritto:

Un impianto ottimo in un ambiente ciofeca, suonerà ad una frazione del suo potenziale.

Certamente,ma sempre meglio di un impianto ciofeca,quindi senza stanza ottima e impianto ottimo il suono ottimo non si ottiene,le due condizioni sono dipendenti l'una dall'altra.Mica nego l'importanza della stanza,anzi,ma senza un buon impianto c'è poco da fare.

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19 minuti fa, serbel ha scritto:

il trattamento acustico passivo  dovrebbe essere preso in considerazione tanto quanto un dac o dei cavi

Molto di più

I cavi non contano nulla

I DAC contano poco

La stanza conta tanto 

Inoltre anche il trattamento passivo ha i suoi limiti

Per le basse ci vuole il DSP

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30 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

Cavolo però se non riusciamo neanche ad esser d'accordo che un impianto ciofeca in una stanza ottima suonerà da impianto ciofeca e che per aver un suono ottimo servirà un ottimo impianto.....,senza entrambe le condizioni non si avrà mai un risultato ottimo,un impianto scarso in una stanza ottima sarà lui stesso il limite.

Pensa se in un’acustica perfetta andassimo a cantarci dentro, io, tu, @iBan69 e @Max440. Poi veniamo sostituiti da Pavarotti, Placido Domingo, Maria Callas, ecc. La prestazione sarebbe la medesima tanto la differenza, la fa prevalentemente la stanza e non la voce dell’artista . 😂😂😂

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Buon giorno a tutti!
dopo lungo silenzio mi inserisco in questa discussione condividendo molti ragionamenti di chi ritiene decisiva, per valorizzare i sacrifici spesi per un buon impianto, la disponibilità di un ambiente acusticamente idoneo.
La descrizione dell’impianto l’ho postata nel forum dedicato all’HT.
Vi dico solo che l’equilibrio tra superfici con materiali fonoassorbenti , fonoisolanti e riflettenti non è facile da raggiungere.
Riguardo l’estertica, beh i piramidali sono bruttacchi e vanno usati con parsimonia, anche perchè non sono un materiale idoneo per pareti “vissute” in quanto invecchiano male e si deteriorano con il passaggio di persone.

Mettendo a frutto più di 30 anni di installazioni, gli attrezzi ideonei ( pure una lancia al plasma per tagliare la lamiera forata, materiale da me prediletto per i rivestimenti accoppiato a pannelli di microfibra compressa) ed una discreta manualità , raggiunta la pensione mi sono “regalato“ la mia sala Home Cinema..
Regalato si fa per dire visto che ci ho messo qualche centinaio di ore avendo fatto tutto, ma proprio tutto da me, impieando tutti materiali grezzi , per evidenti ragioni di budget.
Con risultato molto soddisfacente.
 

IMG_2277.jpeg

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3 ore fa, Armando Sanna ha scritto:

Condivido, è una cosa che dico spesso , purtroppo poche persone se ne rendono conto e continuano a “gettare via soldi” cambiando i componenti che malgrado siano migliori dei precedenti, non portano ai risultati che uno si aspettava .

Conprendo che spesso si vada di correttori ambientali tipo Drc o similari che a me non piacciono .

Spesso?

Non mi pare per fortuna.

Credo si tratti di una minoranza rumorosa.

 

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ascoltoebasta
2 minuti fa, Giovanni77 ha scritto:

Pensa se in un’acustica perfetta andassimo a cantarci dentro, io, tu, @iBan69 e @Max440. Poi veniamo sostituiti da Pavarotti, Placido Domingo, Maria Callas, ecc. La prestazione sarebbe la medesima.

Certo è giusto anche scherzarci su,io nelle mie esperienze ho constatato che l'ambiente è logicamente fondamentale per un risultato di qualità,ma,per me,la cura di ogni componente contribuisce a migliorare il risultato,poi certo ci si può limitare ad un buon ambiente e impianto, con la consapevolezza che lo si è messo nelle migliori condizioni di resa.

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La registrazione non è da considerarsi un limite ma un punto di partenza al quale dare voce.

La stanza allo stesso modo è un ambiente dove la musica risuona in maniera differente da altro ambiente. Non parlerei di limite.

Data una stanza un impianto suonerà diversamente ( peggio) rispetto ad un altro di migliore qualità e questo è ciò che conta.

Noto che questi discorsi diventano talvolta alibi per accontentarsi.

Va bene accontentarsi basta esserne consapevoli

 

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1 ora fa, alexis ha scritto:

L‘acustica ambientale è il primo dirimente passo per una grande resa di qualsiasi impianto..

se poi quest‘ultimo é di gran livello.. il risultato finale sarà al di sopra di qualsiasi immaginazione.

ne ho personalmente disegnati un paio, e già un pavimento flottante i legno massello fa miracoli.. se poi ci aggiungete pannellature, perimetrali e alte quanto possibile.. anche liscie, sempre di legno massello su liste di fissaggio su legno dolce, chiudendo le intercapedini con vero feltro di lana, avete già quasi fatto bingo, con delle sonorità inaspettatamente chiare e articolate, che vi faranno sobbalzare sulla sedia.

volete andare oltre? Chiedete aiuto a un ingegnere acustico vero, no venditori o produttori, e un istituto indipendente per le misurazioni.. e potete mirare con interventi anche invisibili..ad avere una piccola sala di musica a casa vostra, senza tappezzarle co quegli orribili pannelli che si vedono in giro..

( ne stiamo giusto disegnando una con target state of the art, ma il budget è davvero molto importante.. e non farà purtroppo statistica)

Io qualche sala trattata con buoni impianti dentro anche ottimi l'ho sentita.

Tutte ste meraviglie sonore però non è che siano venute fuori o perlomeno non mi sono rimaste impresse.

Altri impianti particolari in sale diciamo non trattatissime mi sono rimasti decisamente più impressi sia pure magari con qualche difetto in più.

Ho sempre il dubbio che le sale trattatissime tendano un po' ad ammazzare il suono e qualche volta ci riescono pienamente.

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1 ora fa, alexis ha scritto:

un pavimento flottante i legno massello fa miracoli.. se poi ci aggiungete pannellature, perimetrali e alte quanto possibile.. anche liscie, sempre di legno massello su liste di fissaggio su legno dolce, chiudendo le intercapedini con vero feltro di lana, avete già quasi fatto bingo, con delle sonorità inaspettatamente chiare e articolate, che vi faranno sobbalzare sulla sedia.

Quello che i comuni mortali chiamano "perlinato".

Hai descritto la mia stanza di ascolto, anche se le intercapedini sono riempite di lana di roccia e non di lana di pecora (se ti riferivi a questo).

Confermo quanto hai detto sui risultati anche se comunque un minimo di trattamento non guasta (tappeti e qualche risonatore negli angoli). Del resto negli articoli e nei testi di acustica ambientale si parla spesso del "flottante" come una soluzione ottimale.

Un lavoro del genere costa relativamente poco, e non è nemmeno impossibile da fare da soli con un minimo di attrezzatura, eppure nessuno lo prende in considerazione, forse perché invasivo dal punto di vista estetico. In altri paesi dove si costruisce prevalentemente in legno, quel sistema di rivestimento e praticamente standard a prescindere da considerazioni di natura acustica.

A me si aprì un mondo molti anni fa in occasione di un viaggio negli USA, l'ho adottato e lo consiglio vivamente.

Unico aspetto negativo, diviene necessario disaccoppiare i diffusori dal pavimento che nel caso di diffusori molto pesanti può non essere semplicissimo (un sistema accettabile sono le ruote pivottanti). Scordatevi punte e sottopunte, altrimenti suona tutto il pavimento insieme alle casse.

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