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Melius Club

Il Girafiere, breve guida, per niente seria, da audio-fiera


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Le reazioni possono essere varie.

Ne descriverò solo un paio, agli antipodi.
 

Modalità “le penseur-autistico”

Si siede, china leggermente il capo, alcuni con l’ausilio di una mano, alcuni socchiudono gli occhi (non li chiudono del tutto per essere certi che qualcuno li noti), alcuni si dondolano leggermente avanti e indietro (per vedere se cambia la scena, dicono), ma soprattutto, tace.

Finita che è la audio-demo, si alza, e, se è stata di suo gradimento, alza il capo e sornione, annuisce, più che altro a sé stesso.

Segno inequivocabile che chi ha allestito quell’impianto è in linea con i suoi, rigorosissimi, standard qualitativi.

Se non è stata di suo gradimento, il volto si fa cupo, il capo rimane reclinato, tutto il corpo quasi si accartoccia su sé stesso, e se ne va, con la certezza opposta all’altra, ovvero che chi ha allestito quell’impianto non capisce una beata…e sì che era facile, mugugna fra sè e sè, o con l’audio-allievo, avesse chiesto a me..
 

Modalità “compagnone-narcisista”

Questo rarissimamente è solo, almeno un audio-allievo c’è, e fra poco capirete perché.

Arriva lui, bello bello, si siede, atteggiamento gioviale, (apparentemente) rilassato, inizia subito, con l’audio-allievo, o con un malcapitato seduto vicino, con grande espressività e loquace mimica facciale, ma poche, misurate parole, a giudicare o meglio a predire, il risultato finale.

Ma è furbo, non rischia, lo fa in modo che comunque vada, lui possa dire:  l’avevo detto, io.

Durante la demo la postura tradisce immediatamente il typus: iper comunicativo, iper espressivo, spesso gesticola, quasi a disegnare con le mani quello che lui sente.

Le espressioni cambiano nel giro di pochi secondi, un potpourri di: estasi mistica, godimento (si spera) mentale, approvazione con ampi cenni del capo e risatine, o al contrario, sconcerto, disgusto e delusione, fastidio.

Anche rabbia, a volte, quando butta proprio male, e tutto il suo essere è impegnato ad esprimere quanto sta soffrendo.

Nell’uno e nell’altro caso, dà di gomito e cerca con lo sguardo, vuole, esige l’attenzione dell’audio-allievo (o del malcapitato sconosciuto) alla ricerca del: te l’avevo detto io, te l’avevo.

Alla fine, sfinito, se ne va.

Qualche volta avvicina l’organizzatore della demo per dare preziosi consigli volti a migliorare la performance, sia che sia andata male, sia, e qui sta il bello, che sia andata bene.

Al meglio, si sa, non c’è mai limite.

Basterebbe chiedere a lui.

E questo è solo quello che accade in fiera, ché, a casa sua…

 

Grazie alla moderazione se vorrà mantenere questo ironico intervento, mentre, ovviamente, capirei se ritiene di non farlo

 

  • Haha 2

@scroodgedimenticavi la categoria degli ansiogenidepressi, li riconosci dalla stazzonatura degli abiti inforforati ma soprattutto dal taglio verticale di dolore e sofferenza perpetua che attraversa il loro viso.. e perché si fermano precisamente sull'uscio, a cavallo perfetto delle soglie delle sale d'ascolto, impedendone l'accesso e scuotendo il capo chino a metronomo, ovviamente  giudicando con voce sommessa spine e cavi di tweeter a fase invertita della sala accanto..

 

  • Haha 1

Oggi, 8 marzo 2024, vorrei in tale sede ricordare, non senza una certa mestizia "le donne degli audiofili in fiera". Cioè, talvolta i suddetti tipi trascinano nelle loro scorribande mogli, fidanzate, amiche, amanti, cuggggine, tutte unite da un comune denominatore : si stanno potentemente rompendo ciò di cui la natura non le ha dotate. Le ho viste, sedute in profonda osservazione delle punte delle loro calzature, ascoltare musiche delle quali avrebbero volentieri ignorato l'esistenza. Oppure in piedi, fedeli compagne sempre al fianco del guerriero audiofilo, seguire conversazioni incentrate sul nulla cosmico. Se, per caso (difficile ma non impossibile) sono anch'esse audiofile, le noti subito perché sono molto, ma molto meno talebane del maschio di riferimento. Tendenzialmente hanno molto buon gusto, anche senza ascoltare dalla cucina. Ecco, vorrei ricordarle così, angeli del focolare audiofilo, che con il loro spirito di sopportazione sostengono il medium audiophilus italicus nell'eterna ricerca di quello che non c'è.

  • Melius 2

@scroodge Poi ci sono i curiosoni, quelli che anche durante gli ascolti passano davanti e vanno a vedere le elettroniche e circumnavigano i diffusori a a volte anche si inginocchiano dietro le casse a controllare non so che....forse se i cavi sono collegati in fase? 😁

  • Haha 1
1 minuto fa, mattia.ds ha scritto:

@scroodge Poi ci sono i curiosoni, quelli che anche durante gli ascolti passano davanti e vanno a vedere le elettroniche e circumnavigano i diffusori a a volte anche si inginocchiano dietro le casse a controllare non so che....forse se i cavi sono collegati in fase? 😁

Pensa che è capitato  e nessuno se n'era accorto

  • Moderators
paolosances
32 minuti fa, Dufay ha scritto:

manca solo il borsello o il marsupio 

Nei primi anni 70,girava per la città un audiofilo docente universitario ,con una ampia valigia ( no trolley,naturalmente)vuota,da riempire all'occorrenza con materiale pubblicitario. 

@leonida dovrebbe ricordarlo :classic_smile:

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