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Sentire differenze... che non ci sono!


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29 minuti fa, grisulea ha scritto:

se il giorno dopo e' come tre giorni prima hai semplicemente deviato l'attenzione, hai prolungato le "frecce positive" distraendo l'attenzione da quelle negative. Il giochino funziona cinque minuti tra l'entusiasmo degli astanti.

aaaahhhhhh stupendo!

 

Prima volta che lo sento dire, finalmente, con tanta chiarezza!

Io non avrei potuto dirlo meglio

 

Perdona il lessico giovanile:

Ti stimo bro!

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ilmisuratore
5 minuti fa, leonida ha scritto:

esattamente, e non c'è bisogno di un giorno, un'ora o poco più per verificare è più che sufficiente.

Povero Rocco Ianni....un sacco di soldi buttati al vento quando avrebbe potuto risolvere con pochissimo 

 

  • Thanks 1
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43 minuti fa, grisulea ha scritto:

se il giorno dopo e' come tre giorni prima hai semplicemente deviato l'attenzione

il funzionamento dell'applicazione  rimarrà stabile in eterno, la nuova situazione ambientale rimarrà quella, tale e quale rimane quella architettonica,  e se leggi l'aggiunta finale alla mia risposta nel mio post seguente, io non interagisco assolutamente  con l'ascoltore, quindi non devio frecce e non opero alcunchè di magico e tantomeno alchemico.

Grisulea, non puoi assolutamente accedere per ipotesi ad una materia assolutamente inesistente della quale tu e chiunque altro conosce zero.

inoltre, a mio parere, per il livello culturale che ti riconosco, non ne guadagni ad accodarti agli esternatori di frizzi e lepidezze.

Poi, se farlo ti diverte o ti rassicura, continua pure.

 

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@leonida io non metto in dubbio la tua capacità "distrattiva", che in qualche modo, a tu per tu col pubblico, tu riesca in un intento in apparenza difficile se non impossibile a chi ne e' totalmente estraneo e' credibile. Credo che Fabrizio abbia circa la stessa capacità (a vostro dire, non ho mai potuto verificare di persona). La domanda da porsi è un'altra. La cosa funziona anche in assenza di pubblico? Oggi ascolta e sente quel che sente. Domani fai quello che devi.  Dopodomani riascolta e sente quel che sente. Cosa sente? Per me la stessa cosa. Del resto sai quanti entusiasti ho visto al cambio di qualsiasi oggetto HiFi e quanti entusiasmi personali per ogni nuovo acquisto? Due tre giorni e tutto svanisce, torna la realtà. A meno che sia realmente cambiato qualcosa a livello acustico od elettrico o si sia risolto un problema reale. 

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10 minuti fa, leonida ha scritto:

Grisulea, non puoi assolutamente accedere per ipotesi ad una materia assolutamente inesistente della quale tu e chiunque altro conosce zero.

Naturalmente, si cerca di capire. 

 

11 minuti fa, leonida ha scritto:

io non interagisco assolutamente  con l'ascoltore, quindi non devio frecce e non opero alcunchè di magico e tantomeno alchemico.

Mi hai anticipato nella risposta all'ultimo post. Quindi perché al posto di correggere l'ascolto a quattro bacucchi davanti a due casse non ti proponi alla soluzione dei problemi delle grandi sale da musica? Intento sicuramente più qualificante, appagante, gratificante e sicuramente meglio pagato? Ed il prestigio non ce lo vogliamo mettere?

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21 minuti fa, leonida ha scritto:

Poi, se farlo ti diverte o ti rassicura, continua pure.

La cosa che più mi diverte e' capire ed imparare. Purtroppo i tuoi discorsi sono tra l'oscuro e l'incredibile. In un consesso dove la condivisione dovrebbe essere, se non un obbligo, il tema principale, lasciano un po' il tempo che trovano. Ma non credere che necessiti io di attingere alla tua conoscenza per sentire al meglio, vorrei solo capire. 

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ilmisuratore

Visto che la fisica convenzionale non conta nulla, Leonida dovrebbe anche poter dimostrare che posto un appartamento in condominio con un impianto a tromba da 121 dB spl di picco  si potrebbe realizzare un insonorizzazione tale da non consentire ai condomini di avvertire fastidio

Questo senza operare sulla struttura acustica 

 

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extermination
1 ora fa, jakob1965 ha scritto:

senza polemica e costruttivamente - non ne sono così convinto 

Proviamo così: quando il suono diretto emesso dal piano  (ipotizziamo un mezza coda) arriva al pianista al massimo livello sonoro da lui espresso (diciamo entro 2-3 millisecondi ipotizzando la distanza 0,7-1 metro) ed il livello del suono riflesso arriva ad un livello di - -15/-20dB ( ipotizzando che la prima riflessione giunga al pianista dopo aver percorso 5-8 metri ( ritardo 15-24ms) ovvero quando ad un suono forte si somma un suono molto più debole il contributo tende a diventare trascurabile ( sotto i -20dB oserei dire  ininfluente).

Chiaro che il locale non deve essere una scatola da scarpe. Dunque rispetto ad un ascoltatore posizionato a 5 metri ci può essere molta differenza sia risposta nel domino della frequenza, del tempo dell' energia.

PS basta un microfono posizionato li ( a 70 cm dal piano)  e uno la ( a 5 mt) per accertare 

  • Melius 1
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Oramai siamo alla deriva. Anni e anni di studi studi, di scienza applicata all'elettronica e alla elettroacustica, la legge di ohm, la trasmissione del suono,  irrilevanti sull!altare di legnettive nastrini. Non contano nulla. Bastano le alchimie. 

Se capita qua uno per pa prima volta, chiama la neuro. 

  • Haha 1
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3 ore fa, grisulea ha scritto:

A meno che sia realmente cambiato qualcosa a livello acustico od elettrico o si sia risolto un problema reale. 

Si risolve in problema reale, un problema di tutt'altra fisica, un fenomeno mai osservato e pertanto mai affrontato come potenziale causa di una non corretta elaborazione dell'informazione acustica.

L'attività del fenomeno in questione è sta da sempre osservata ed inquadrata, con estremo insuccesso, cone fenomeno elettroacustico, e da qui, l'assenza totale di riscontro ha determinato e continua a determinare, vedi ad esempio questa discussione, la definizione di visionari per qoloro che eventualmente riscontrassero qualcosa di non rilevato e rilevabile strumentalmente.

Allo stato attuale, quindi l'assunto vigente  equivale a quanto creduto in era pre Copernicana, ossia  un ascoltatore, come la terra, l'elemento immobile che dovra  decodificare il segnale acusico in modo preciso e predeterminato dal responso strumentale, e quest'ultimo,  come il Sole, solo ed esclusivamente l'elemento mobile, la cui mobilità potrà e dovrà rappresentare  l'unica causa oggettiva di qualsiasi variazione dell'elaborazione acustica, necessariamente confermata quindi, sempre e comunque, dal responso strumentale.

.

A mio giudizio e per quanto ormai con certezza  mi risulti, si commette un errore fondamentale, oggettivo tra l'altro, nel definire "realtà fisica"  l'insieme dei fenomeni fisici che determinano fisicamente la formazione del suono.

In realtà è proprio quest'ultimo,  il termine "suono" a confermare ulteriormente l'inadeguatezza della suddetta espressione.

 

Espressione "realtà fisica" quindi, in materia acustica, da limitare esclusivamente allo studio di fenomeni vibratori dell'aria, e da modificare quindi in  "realtà elettroacustica"

.

La "realta  fisica"  volta a giusticare la sensazione d'ascolto, dovendo necessariamente includere il soggetto come recettore dello stimolo e  dovendo quest'ultimo operare il processo di conversione della vibrazikne meccanica in generico suono, ed ulteriormente, la distinzione fra quest'ultimo e la sua versione musicale, dovra essere considerata come l'insieme di tutti  fenomeni fisici esistenti in un ambiente destinato alla  produzione o riproduzione musicale nell'ipotesi che quanto non osservato e quinfi assolutamente non prevedibile, possa potenzialmente determinare una oggettiva variazione/deviazione dalla potenziale correttezza durante il processo di conversione da parte del soggetto.

_______________

Se quanto sopra apparisse stravagante, che non lo sia affatto può essere dedotto da quanto avvenga riguardo il senso della vista.

Nessuno potrebbe mai immaginare e mai infatti ha immaginato che nel processo che determina la visione, un eventuale problema visivo , distorsione,diplopia, sfocatura etc.. possa riguardare la realtà fisica ossia che l'alterazione risieda nell'oggetto  e non nel soggetto.

Chiunque, cosciente al 100% del proprio problema, consulterà un oculista, che diagnosticherà e quantificherà l'entità del problema, e risolverà tramite l'interposizione di un dispositivo, un sistema di due vetrini definiti occhiali,  che posti fra la realtà fisica da interpretare ed il relativo processatore, permetterà a quest'ultimo di elaborare correttamente l'informazione.

La questione quindi si riduce ad una semplice conclusione:

Alfine di un corretto equilibrio tonale e di un'elevata linearità ed  estensione in frequenza le stesse prerogative che si cercano intervenendo su presunti errori  generati dal sistema di riproduzione o dell'ambiente , si posseggono come  per il senso della vista,  canonici 10 decimi, o anche per l'elaborazione acustica sarebbero necessari degli "orecchiali"?

 

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5 ore fa, grisulea ha scritto:

Mi hai anticipato nella risposta all'ultimo post. Quindi perché al posto di correggere l'ascolto a quattro bacucchi davanti a due casse non ti proponi alla soluzione dei problemi delle grandi sale da musica? Intento sicuramente più qualificante, appagante, gratificante e sicuramente meglio pagato? Ed il prestigio non ce lo vogliamo mettere?

Infatti hai perfettamente ragione, se non fosse che l'attenzione verso la qualita, sonora, da parte del pubblico generico, come anche da parte di musicisti, cantanti, operatori etc equivalga piu o meno a zero.

Aggiungi poi ll'ovvio e naturale scetticismo e la naturale prevenzione vklta a conservare proprie certezze e convinzioni acquisite con tanta fatica e tanto studio...

No, meglio non conoscere, vade retro!

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