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Concerti di musica classica: stagioni, date e impressioni


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mozarteum

Condivido. Nessuna sala londinese e’ particolarmente ben suonante. La Albert Hall ha pianta circolare quindi con strane risonanze ed echi. La royal festival hall e il barbican migliori ma non ideali. Ci sono altre sale migliori in giro. 
In Italia le sale migliori, ma piccole, sono la Sinopoli a Roma e la sala Mehta a Firenze

  • Thanks 1
analogico_09
7 minuti fa, mozarteum ha scritto:

In Italia le sale migliori, ma piccole, sono la Sinopoli

 Piccola e ottima per la cameristica, il jazz e altri generi musicali acustici e non. 

 

Sulla ho trovato nella rete questoa battuta ironica molto inglese: La sua enorme cupola di vetro creava un'eco così forte che per decenni è girata la battuta: "Il Royal Albert Hall è l'unico posto dove un compositore può ascoltare la sua opera due volte con un solo biglietto". :classic_biggrin:

 

Nel frattempo mi è tornato in mente che a londra, setsso unico anni mio di visita, ascoltai anche lo schiaccianoci di Tchai il 30 Dicembre in una sala del South Bank della quale non ricordo l'acustica bensì mi rimasero impressi i ballerini che saltavano e ricadevano come sacchi di patate, il direttore sfasato e gli orchestrali stravaccati che lo pigliavano in gito.., nellasezione dei legni lo deridevano apertamente. 

analogico_09
4 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Io ho l’abbonamento alla cameristica in prima fila. Sono serate di sesso musicale

 

 

:classic_laugh: Ti notai al concerto dei quartetti di Beethoven.., ma da persona legittima e discreta quale sono non oso riferire quel che ti visdi fare... :classic_love:

8 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Io ho l’abbonamento alla cameristica in prima fila. Sono serate di sesso musicale

 

 

Buona anche in prima fila l'acustica?

 

analogico_09

Tanto per cambiare ho adocchiato un concerto che si terrà al parco della musica il 16 settembre, sala Santa Cecilia,  con la collaborazione dell'Accademiadi  Santa Cecilia; esce un po fuori dalla norma al quale non vorrei mancare, presto farò i biglietti. Una delle colonne del "minimalismo" americano del quale è anche padre fondatore. 
Lo vidi unica volta nella mia vita, molti anni fa in un locale-cantina "minimalista" molto in voga  situato all'Ostiense, non ricordom il nome e se ancora esiste ..
 

 

IMG_20260609_191102.thumb.jpg.3d6ebe1a43a3948fc1c58962bd8182d4.jpg

mozarteum
15 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Buona anche in prima fila l'acustica?

Eccezionale, unica, con prospettiva ideale di suono e senza cape davanti. E’ il mio ideale di suono che cerco di scimmiottare -nella cameristica- a casa

Non ve l'ho mai chiesto ma sono sempre stato curioso: vi sentite più musicologi o critici musicali?

La musica con gli anni l'avete anche studiata e eseguita su uno strumento? Se siete più critici invece avete comunque studiato musica e storia della stessa, oppure entrate in sala e chi l'è con me l'è con me, chi l'è contro l'è contro.

29 minuti fa, djansia ha scritto:

Non ve l'ho mai chiesto ma sono sempre stato curioso

Io, che non sono un ascoltatore molto assiduo di concerti, mi pongo come quando andavo (andavi) ad ascoltare il concerto dei Luna pop oppure dei Mercyful Fate. 

Così come viene e poi la musica fa il resto. 

Leggere e studiare troppo fa male alla musica.. 🧑 

analogico_09
1 ora fa, garmax1 ha scritto:

Leggere e studiare troppo fa male alla musica.. 🧑 

 

Ciò che fa bene a noi appassionati di musica, non già alla musica che di noi passanti transitori se ne infischia, è fare musica in proprio preferibilmente insieme ada altri, per puro e spontaneo diletto. Non dico un dilettantismo da dopolavoro ferroviario, con tutto il rispetto, ma il termine è entrato nell'immaginario riferito agli strimpellatori "stanchi" delle ore lavorative. Il professionismo c'è sempre stato e vige ancora dai medi agli eccellenti riferimenti, ci mancherebbe cheno, ma anche il fare musica in "casa" per diletto ad ogni livello, dove capita anche di farne per mero piacere insieme a quelli che fanno musica per passione e professione.  

Quindi leggere e studiare finalizzato a consolidare questa pratica musicale dilettevole fa bene al praticante che in tal modo entra in relazione più stretta a consapevole con la musica. Ci sono inoltre grandi ascoltatori di musica che seguono un percorso di conoscenza e comprensione sinergetici più approfonditi che anche con lo studio e le adeguate letture riescono a fare musica per diletto nella propria mente. 

Mi dirai che il diletto sia scarmamente praticato in Italia, perlomeno nei campi della musica classica, colta o scritta, noi che fummo i caput mundi della musica, punto di riferimento per l'intera europa che invece sviluppano già secolarmente  la propensione, fin da quando si è bambini nelle scuole con forme di insegnamento musicale serie, costruttive, non da mero programma ministariale da portare avanti stiracchiato nella inutilità del suonare un poiffero malissimo come accade generalmente da noi. .

In ogni caso, non tutto è perduto.., oranizzata (da una vita) dalla FIMA di Roma (Fondazione italiana per la musica antica,ex SIFD) ogni anno in Luglio (dal 18 al 26 luglio), nella magica cornice dell'Urbino rinascimentale che si arricchisce della luce muscale, si svolgono corsi di rilevanza internazionale, in termini di docenti, programmi e partecipanti, con lezioni individuali e collettive di canto, strumenti storici, polifonia, e danza rinascimentali, divisi nelle seguenti categorie:
Strumenti e Canto: Classi di canto, archi, fiati, strumenti a pizzico e a tastiera.
Musica d'insieme: Attività pomeridiane che comprendono orchestra, consort, musica da camera e polifonia del Trecento.
Danza: Corsi collettivi dedicati alle danze storiche e rinascimentali. 

Per consultare il corpo docenti completo è possibile visitare la pagina dedicata sul sito ufficiale Urbino Musica Antica FIMA https://www.facebook.com/fondazioneitalianaperlamusicaantica

 

E' una delle migliori possibilità di approfondire la musica ad ogni livello, da principianti a corsi avanzati per chi vogli approfondire senza necessartiamentte ambire alla professione. E non lasciamoci ingannare dal fatto che i corsi siano finalizzati all'aprendimento teorico,  all'ascolto e al fare musica "antica", quindi in modo apparentemente settoriale/specifico:  i linguaggi musicali sono tanti ma la musica è una sola, apprendendo, praticando uno stile musicale, che sia il rinascimentale o il post-romantico, ad eempio, aperta una porta si trova la strada per aprirne cento altre. Perlomeno questa è stata la mia modestissima esperienza di facitore musicale per diletto che seguendo per vari anni questi corsi ho potuto mettere a frutto una preparazione "dilettevole" che mi ha portato a poter eprimere la mia passione dl fare anche musica all'interno di ensemble musicali "professionisti". 

Questi corsi che durano 10 giorni con i quali non si raggiunge il kar,a musicale, servono tuttavia ad infondere entusiasmo e ad incentivare gli allievi a seguitare a fare musica in altri contesti e modi, una sorta di partenza e di ritorno visto che molti allievi tornano d aprincipianti pronti per affrontare corsi avanzati o medio avanzati, con ottimi docenti, quello che conseguii con il flauto dolce. Non ci ho guadagnato una lira, ho anzi speso in strumenti che resteranni i miei miglkiori amici per la vita, ma sono diventato musicalmente più ricco, per come la intendo io la questione. Dove non arriva lo stato , le istituzioni accademiche chiuse e spocchiose, oltrecè gelose e invidiose, ci sono tali ambiti privati che ci mettono un grossa pezza al vieto concetto che se il suoonare non sia perfetto non abbia valore, sia da scartare. E invece no, ma è un discorso che porterebbe troppo lontrano. 

 


Screenshot2026-06-10alle23_11_31.thumb.png.4e65ae46fabccab3dbceaa94f0283d8e.png

 

analogico_09

Sproloquio in arrivo... tratto da alle mie memorie... :classic_blush::classic_biggrin:

 

 

Frequantavo i corsin urbinati (per principianti ed avanzati) negli anni a cavallo dei '70 e '80 durante i quali si viveva immersi nella musica durante l'intera, lunga giornata fino a tarda sera/notte, impegnati come allievi e come facitori di musica nei gruppi di musica insieme, strumentali, vocali, corali in programma e in quelli che nascevano spontaneamente. Ogni angolo del centro storico di Urbino, nello spazio antistante il Palazzo Ducale, in stradine, piazzette ad altri ameni angoli immersi nella  silenziosa aura Rinascimantale si riempivano di musica. Si formavano vari guppi improvvisati  più o meno numerosi, due soli flauti dolci che si "beccavano" in contrappunto, e poi entravano in scena ghironde, salteri, violini, liuti, bomarde, fagotti e tamburelli, cornetti rinascimentali, trombe e tromboni, cornamuse, viole da gamba e violoncello... La musica, sorta di polvenirna magica eccitante fluttuante per l'aire, ricadeva su ogni sonatore e sui pazienti urbinati che vedevano la loro città invasa da quell'orda di "pifferai". In tanti, perlomeno si era allora. Ogni sera nella chiesa di San Domenico si eseguiva un concerto strumentale, vocale, corale e di tipo misto suonato o diretto dai docenti con la partecipazione degli allievi con i loro strumenti. Dilettanti o aspiranti musicisti per mestiere. Sui verdi prati del colle che domina il nobile ed armonioso profilo di Urbino si riunivano donne, uomini e bambini inghirlandati che preparavano i costumi per eseguire le danze rinascimentali. Barbara Sparti fu memorabile coereografa di danze antiche. Ai tempi, forse ancora oggi, vi erano anche corsi "rapidi" di liuteria tenuti da bravi artigiani - vi fu un francese, molto bravo, che viene ricoerdato da molti. Alcuni allievi - io non lu fui - riuscirono a  terminare la loro prima viola da gamba od altro strumento
Una dimensione aurea quella "triangolare" dell'apprendere, ascoltare e fare musica in modo organizzato non di meno spontaneo ed improvvisato. 

 

 

 

mozarteum

Intorno alla fila 10 posti centrali. Anche appena dietro il corridoio che divide la platea. Se ci sono strumenti solisti piu’ avanti sei meglio senti.

In ogni caso, acustica molto brillante, luminosa carente pero’ nel registro grave degli archi

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